Intervista a Samuel Katarro

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Samuel Katarro viene da una toscana verdissima e fertile, la provincia di Pistoia scodella talenti che non ti aspetti, ma questa storia è diversa. Alberto Mariotti è un ragazzo speciale, con una sensibilità artistica fuori dal comune, quando canta succede una magia: diventa tutto trasparente e sembra che gli puoi vedere attraverso. Me ne sono accorta la prima volta che ebbi l’occasione di vederlo live qualche tempo fa, se ne sono accorti al RockContest, nell’edizione del 2006 che l’ha visto vincitore, se n’è accorto Marco Fasolo dei Jennifer Gentle che gli ha coprodotto e mixato l’ultimo album, The halfduck mystery, se ne è accorta Patti Smith, che prima dei Marlene Kuntz i complimenti li ha fatti a lui. Se ne sono accorti anche a Rolling Stones, come potete vedere da questa cosa qui. Ma soprattutto se ne è accorto suo padre, che quando qualche anno fa lo ha visto vacillare si è preso la briga di organizzare addirittura un concorso musicale, per costringerlo a riprendere la chitarra in mano: voglio ringraziare pubblicamente babbo Mariotti.

Tutte queste cose me le ha raccontate proprio Alberto, che a Roma il 9 febbraio era sul palchetto acustico del Circolo Degli Artisti, per la quarta puntata de La Tua Fottuta Musica Alternativa. Ascolti i suoi dischi, dei piccoli gioielli di psichedelia pop ricchi di saltelli, virgole, ombre, rimandi, giochi di fiato e falsetti da matto, liriche e titoli assurdi, disegni lisergici e ti dici “vabbè ma a parlarci quanto sfattonerà un ragazzo cosi?”  In realtà per me non è stato semplice fargli delle domande, a guardarlo da vicino ha la pelle chiara e dei toni garbatissimi, ma soprattutto ha degli occhi azzurri grandi come due piattini che quando ti guardano fisso non puoi fare altro che rimanere disarmata, sentirti quasi invadente. In realtà poi si è sciolto strada facendo, ha chiacchierato molto e questo è quello che mi ha raccontato.

1) Domanda di rito oramai..come siete arrivati fin qui tu e Francesco, e cosa avete ascoltato durante il viaggio?
Ah, ero preparato a questa domanda, ho provato a fare attenzione a quello che ascoltavamo per fare i fighi..”The top” dei Cure, il nuovo del “Teatro Degli Orrori“, un po’ di pezzi miei nuovi..ah e poi ho insistito per spararmi tutto “Rosso Relativo” di Tiziano, ah, che meraviglia quelle cadute di stile!!

2) So che stai preparando il tuo nuovo album..raccontami qualcosa di quello che succede in studio, o qualche aneddoto di questi  anni passati a girare in tutta Italia.
Questo terzo disco sarà diverso dai precedenti due. C’è sempre un po’ di paura nell’atto di cambiare, ma è anche molto stimolante e infatti ho già cominciato a fare i capricci. Due pezzi li abbiamo cancellati e sostituiti con altre cose! A livello di aneddoti posso raccontarti dell’ultima volta che siamo venuti a Roma. C’era un fonico che parlava come Renato Zero, ed ha ribattezzato per sempre il nostro amico..da Fabri Ciborio a Fabri Cicorio.

3) Com’è il rapporto con la tua tragic band? Come nascono i brani?
Non è uguale per tutti i pezzi naturalmente, ma in linea di massima la base, la struttura vocale, la melodia della voce più o meno la faccio sempre io. Poi faccio ascoltare tutto agli altri, sento i loro giudizi, mi faccio trasmettere le loro suggestioni, e quindi cerco di ri-ascoltare il pezzo con le loro orecchie. Alla fine in sala prove il tutto prende una direzione completamente diversa da quella dell’inizio e poi è anche quello il bello. Ogni canzone ha il suo trattamento speciale!

4) Come hanno reagito i tuoi genitori ascoltando i tuoi lavori?
In realtà sono stati loro a farmi ricominciare a suonare perchè io mi ero molto annoiato..sai, ho cominciato a suonare nel 1999, avevo solo 14 anni. Avevo questo gruppettino, i Korova, e avevamo fatto un sacco di cose..arrivammo per fino in finale a Sanremo Rock! Poi i miei compagni si staccarono dal gruppo, volevano fare per forza una cover band dei Dream Theater, ed io non ero molto d’accordo, quindi sono rimasto da solo. Ho provato con un’ altra band di amici del mio paese, Montale, ma non è andata bene, e a quel punto ero stanco, non mi andava più, non riuscivo a gestire un gruppo. La verità è che ho sempre suonato con dei metallari, provavo a nascondere la loro metallaggine ma non mi riusciva mai!

A quel punto mio padre ha organizzato un concorso musicale al circolo di Montale, e mi ha obbligato a partecipare, iscrivendomici a forza. Qualche tempo dopo, io continuavo a lavorare con i miei genitori, facevamo mercati, e un giorno il nostro vicino di stand si presenta col modulo d’iscrizione del Rockcontest già stampato, doveva solo essere spedito. Quell’anno stesso ho vinto. Fosse stato per me non avrei neanche mai cominciato probabilmente!

5) Riesci a viverci con la musica?
Beh, quando mi laureo forse potrò rispondere meglio, per ora la risposta è ASSOLUTAMENTE NO. Non ho il tempo per fare altri lavori e comunque sto continuando a studiare, faccio giornalismo.

6) Cosa ti spaventa di più come musicista, e cosa ti spaventa di più come persona?
Come musicista niente, e come persona quasi tutto! Quando suono mi sento protetto perchè faccio una cosa che so di saper fare, in un certo senso mi sento all’altezza. Per tutto il resto mi sento sempre messo a rischio, obblighi, responsabilità, rapporti sociali per me sono molto più complicati, mi vengono meno naturali del fare musica. Anche se comunque non amo la staticità, posso dirti che la cosa che mi angoscia di più è pensare di bloccarmi nella stessa posizione, senza evolvere, ed è per questo che la mia musica cambia con ogni disco. Non riuscirei mai a fare sempre le stesse cose, non cerco non amo e non voglio la certezza, almeno in quello che faccio artisticamente parlando.

7) Poster che avevi in cameretta da ragazzino?
Ma io ce le ho ancora le cose attaccate in camera!! Ho dei bellissimi disegni fatti a mano di Lou Reed e di Nick Cave, poi ho un poster dei Devo, e altri poster che non ho mai attaccato, come ad esempio una stampa di Alberto Burri, un artista degli anni 50 e 60.

8) Gesti scaramantici, vizi o abitudini prima di salire sul palco?
Sai io sono molto rigoroso, e prima di ogni concerto mi prendo la mia mezzora per fare esercizi di riscaldamento vocale..ahahah, si lo so non è molto da rockstar, ma alcuni pezzi sono molto difficili, ci sono salti, estensioni, e se mi esercito sento che sto meglio.

9) Puoi fare una sola cover. Una sola, ma senza limiti. Cosa scegli?
Ma quella che faccio già è bellissima! E’ “Under the milky way” dei Church, la canzone più bella del mondo..sarà perchè è stata composta negli anni in cui sono nato, ma ha su di me un forte impatto emotivo, mi riporta a quelle sonorità anni 80 a cui sono inconsapevolmente legato e che mi emozionano ogni volta. E’ come se l’avessi sempre conosciuta, è strano..

10) Chi è il musicista più sorprendente di oggi?
Il disco dell’ultimo anno che mi ha lasciato più sorpreso è stato quello di James Blake. Lui ha fatto una cosa completamente nuova, organica, non è solo mischiare due generi, è proprio proporne uno nuovo. Unire una voce cosi’ calda a delle basi cosi’ glaciali è distonico, semplice, minimale, non ci sono trucchetti, solo pochi suoni ma azzeccati. E poi lui canta da dio!

11) In cosa vorresti reincarnarti?
Probabilmente in un pesce..sto bene nell’acqua, mi vengono sempre delle idee fantastiche, e poi quando esco me le sono già dimenticate

12) Cosa mangi a colazione?
La colazione è un rituale che mi piace molto, fino a poco tempo fa era il mio pasto preferito. Purtroppo vado a letto sempre tardissimo e quindi mi sveglio ed è gia ora di pranzo, perchè sono un figlio di p****** e me lo posso permettere! Comunque yogurt, oppure caffellatte e biscotti.

13) Svuotare le tasche please! Le hai mica ripulite?!
No, dannazione sono arrivato in ritardo e non ne ho avuto il tempo..mmh vediamo c’è della spazzatura, delle piume, una gomma già masticata con della laniccia appiccicata sopra, portafoglio con tante tessere e pochi soldi, fazzoletti usati e un accendino.

14) Abbiamo quasi finito. Ti lascio con l’opportunità di lasciare un messaggio a qualcuno, per dirgli qualcosa che non gli hai mai detto!
Ah, beh grazie! Allora vorrei dire a quelli della mia etichetta, i Trovarobati, di essere piu seri e puntuali! Sono disordinatissimi! Ragazzi lo so che siete dei musicisti e avete sempre la testa tra le “nuvole”, vi capisco benissimo, vi chiedo solo di essere un pizzico più precisi nel dirmi le cose: orari, spostamenti, disposizioni logistiche..è difficile sapere sempre tutto all’ultimo secondo!

Ok, noi di DLSO intercederemo per te! Vai tranquillo! Ciao e grazie!
A dopo, ciao!

Allora carissimi Trovarobati, non fate i matti e date ad Alberto le coordinate giuste! Che ogni live possa essere come quello a Roma, che la gente possa cantare, ballare sognare, muggire, e fare mille versetti al suono di una voce che affetta, della sua chitarra, del violino di Francesco D’Elia, in arte Wassilij Kropotkin, e della batteria di Simone Vassallo, che a sto giro non c’era, ma che è il terzo membro della Tragic Band che accompagna Samuel Katarro.

Questo video è stato fatto il 9, il pezzo è I Was The Musonator (che l’anno scorso fu inserito nella compilation La Leva Cantautoriale Degli Anni Zero), enjoy it! :)



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