D. Sacchetta oppure Davide S.

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Davide Sacchetta è un giovane ragazzo biondo dai natali romani che, annoiandosi dei troppi numeri che lo circondano, guarda tantissimi film, fotografa sconosciuti, offre olive alla gente, e nonostante l’apparenza inganni è anche molto romantico… con la sua macchina fotografica.

Ciao Davide, raccontaci un po’ di te e dei tuoi ultimi ventitré anni.
Ciao, sono nato cresciuto a Roma ed ogni giorno che passa mi consumo felicemente.

Quand’è stato —se lo conservi ancora— il tuo primo ricordo fotografico?
Avevo 6 anni, mi portarono allo zoo, c’erano i babbuini da fotografare e mi feci comprare un usa e getta. Dunque il mio primo ricordo fotografico è il culo di un babbuino.
Da quel momento tu immaginami come uno che qualsiasi cosa fà la fà con la macchina fotografica in spalla.

Quale è la tua foto più bella che non sei riuscito a scattare ?
Dal momento che le immagini sono costantemente intorno a noi, direi che la mia vita è fatta di foto che non sono riuscito a scattare.

Invece la tua foto preferita in assoluto?
Invece la mia foto preferita è quella che non sono riuscito a scattare per rispondere a questa domanda. È un’interessante autoscatto, è la foto di me alienato e gobbo che scrivo al computer.

Alcuni dicono che Bach è la prova che dio esiste, c’è qualcosa per te davanti alla quale provi un estasi tale da dire ”cazzo questa è la prova che dio esiste” ?
Non so chi ha detto che Bach è la prova che dio esiste, ma in ogni caso credo che è qualcuno che non ha mai guardato con attenzione la propria cacca. Io provo estasi a guardare la mia cacca. La cacca è la mia unica certezza, nel bene o nel male so che sono io che l’ho creata.

Non vorresti avere i capelli verdi ?
Si, ho sempre voluto i capelli verdi. Ho sempre voluto assomigliare all’omino che gli cresce il pratino in testa.

Strawberries and Patatoes è il tuo mini documentario sulla Lituania e la Lettonia. Come nasce? Avevi gia previsto di realizzarlo o l’idea ti è venuta in seguito al viaggio?
Sento che tutto è connesso con tutto e dunque credo che capire noi stessi significa capire ciò che ci circonda. Sono sempre stato interessato a documentare quello che mi passa sotto il naso. Potatoes and Strawberries è proprio questo, un piccolo documento, un reportage su la Lituania e la Lettonia. Li ho capito che le fragole possono essere più buone dell’amatriciana.

Hai intenzione di continuare su questo profilo documentaristico?
Si, credo proprio che farò di tutto per continuare a girare per la strada e per i campi, focalizzare l’attenzione sulle cose interessanti e a trovare il modo più efficacie per raccontarle

E qual è il modo più efficace?
Annusare la gente e parlare con i fiori.

Sul tuo sito ci sono molte foto intime, perché le pubblichi? E’ come una sorta di responsabilità che hai nei confronti della realtà?
Ci sono foto che scatto solo per me stesso. In generale cerco di essere più trasparente possibile e di far si che la mia intimità possa non sia un limite alla rappresentazione del circostante. Comunque più responsabilità a me sembra feticismo per la realtà.

Quali sono 5 fotografi di cui non ti stancheresti mai di guardare le foto ?
James Pearson-Howes (http://www.jamespearsonhowes.com/);
Alessandro Zuek Simonetti (http://www.zuekphotography.com/);
Martin Parr (http://www.martinparr.com/index1.html);
Duane Michals e Lauren Greenfield (http://www.laurengreenfield.com/).

Se il sintattico Davide vi è garbato potete sul suo scompostissimo sito internet per saperne di più.



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