RIRI IN THE $K¥ WITH DIAMOND$

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È forse Unapologetic il corrispettivo per Rihanna di quello che fu I Am Sasha Fierce per Beyoncé? In fondo stiamo parlando di un album che per metà è ragionevolmente una figata e per metà una rovinosa cagata. Questa considerazione ci rimanda al concept dietro al doppio album della Knowles. I Am Shasha Fierce infatti constava di un primo disco che era in pratica un ep di ballads più strizzacoglioni di un leggings del XIV secolo, mentre il secondo un concentrato di bombe da inserire nella compila per il party con gli homies del vicinato.

Le analogie tra i due progetti si sprecano: dalla traccia cover (l’Ave Maria di Schubert per Beyoncé, la hit Pony di Ginuwine per Rihanna) alla semi-nudità dell’artwork per le rispettive copertine e l’insidiosa viralità dei singoli scelti come apripista. A questo punto, Tralasciando l’interessantissima critica delle analogie tra i due progetti, soffermiamoci su quest’ultimo aspetto sottolineato e dirigiamoci sul caso Diamonds, primo singolo per Rihanna.

Ragazzi miei c’è poco da fare, l’anthem ‘$HINE BRIGHT LIKE A DIAMOND’ è la ragione per cui questo autunno 2012 ha un senso, è la didascalia preferita per gli autoscatti su instagram, è la citazione che tutti vorremmo stampare sulle felpe galaxy comprate su asos, è il nome scelto per il tumblr dedicato al mondo dei grillz. E ancora, è il primo sintomo di quella che probabilmente diverrà la sindrome ‘Post-Lana’, ovvero una nuova scena lo-fi i cui punti focali saranno, nella musica, il cantato lamentoso, con voce impostata e, nello styling, i visi resi inespressivi dalla chirurgia estetica e il prepotente abuso di gioielli (oggetto culto: tappanaso d’oro). Insomma con Diamonds ci siamo tutti dentro fino al collo, e a facilitare l’annegamento ci hanno pensato diversi tizi che, se pure eri lì a sbatterti per esserti fissato con un pezzo così mainstream-merda, almeno hanno sollevato le sorti con i loro remix, così almeno ci diciamo ‘se questi si son presi sto disturbo allora forse la mia fissa non è tanto malsana’. Ma scendiamo ancora più nello specifico, esaminando tutti i re-mix, re-work, re-stauri che hanno definitivamente reso una produzione degli Stargate, S-T-E-L-L-A-R-E!

Cominciamo dal remix ufficiale, e ovviamente l’onore non poteva che essere di Kanye. Il vecchio procione c’ha sempre avuto una fissa malsana per la barbagianna Rihanna, che nel 2009 definì come “my Paranoid girl” in associazione al ruolo da protagonista che lei ricoprì all’interno del suo video per Paranoid. Sostanzialmente il remix ufficiale è quello che più tiene fede alla versione album, se non fosse per il pippone d’apertura di Kanye, un durello di 1:47 minuti, e per un piacevole potenziamento degli archi nell’instrumental. Ideale per coloro che proprio sono innamorati della versione originale e non vogliono scostarsi troppo dai synth marmittoni che li hanno rapiti:


Se invece di conservare la preziosa integrità non ve ne frega una ceppa e la roba Trap ce l’avete anche nelle analisi del sangue, allora, come per il sottoscritto, il remix di Dj Big O è la risposta. L’ anthem $HINE BRIGHT LIKE A DIAMOND risplende tra l’hi-hat e la bassline sssooouth:

Di seguito lo stesso Dj Big O remix utilizzato per uno show alquanto enigmatico di tuting, un’imbarazzante quanto attraente ‘danza delle mani’, interpretato da un giovane Winston Bishop, credo:

Rimedio per chi davvero non tollera il timbro vocale di Rihanna è il re-edit di Jerome Lol, del quale dlso vi ha già parlato qui (recupera anche l’intervista). La barbagianna viene pitchata all’estremo e il sollievo sonoro è servito:

Un po’ zarro e soprattutto tanto 2009 con un range di synth che spaziano dai Bloody Beetroots a Joey Beltram, Congorock propone un remix che boh:

Passando dai remix alle cover, due donnine alt si sono cimentate nell’esecuzione della nostra hit. Da un lato Zola Jesus e dall’altro Sia, che è anche co-writer del pezzo originale, per cui se non se la canta lei, chi altri?
Mentre Zola mescola un po’ le carte e getta un’aura witch-house sulle dolce liriche, Sia─sevogliofa’unduettoco’Guettasarannofattimia─ha invece optato per una versione acustica gonfia maroni che davvero scontenta, perché, bella mia, noi siamo giovani, a noi piacciono le robe da sturbo, se volevi canta’ una lagna con pianoforte potevi almeno presentarti due anni fa e proporre Someone Like You.


Offertovi questo ventaglio di scelte, non resta che suggerirvi ancora due bonus, proprio perché siamo belli come diamanti nel cielo:
Fabolous, nel suo ultimo mixtape, The Soul Tape 2, ha samplato il fatidico anthem e se l’è piazzato nel chorus della sua -giù duro di fantasia- Diamonds (che poi uno fa confusione con l’altra Diamonds più famosa di Fabolous):

RL Grime, creepy producer da Los Angeles affiliato alla crew wedidit (Shlohmo, Groundislava, D33J e altri matti), ha messo le mani non su Diamonds (WHAT?) ma su una delle bombe all’interno dell’album Unapologetic, Pour It Up, gran bella storia prodotta da Mike Will Made It, e dentro c’è spazio per un sacco di humping:

Fuori classifica il remix di Dj Coke Badass che già dal nome ti fa capire l’andazzo del remix.
Roba da rudegal!



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