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La fantasia al potere / Speciale The Avalanches – Wildflower

Alzi la mano chi tra di voi sarebbe stato disposto a scommettere –a ben sedici anni di distanza dall’uscita del loro fortunato album d’esordio “Since I Left You”– sul ritorno discografico dei The Avalanches. Uno sparuto numero, immaginiamo. Senza considerare che con il gap generazionale che un lasso di tempo del genere inevitabilmente crea, con tutta probabilità molti di voi, di questi The Avalanches… non ne avranno mai nemmeno sentito parlare. Eppure, ecco che inaspettatamente gli australiani ritornano alla carica con un disco che parte esattamente da dove il precedente si era concluso e che, se possibile, ne supera di una buona spanna la bellezza. Ma andiamo con ordine.

Il disco

Uscito nel 2000, “Since I Left You” venne salutato ai tempi come uno dei primi capolavori discografici del nuovo millennio. Contenente, secondo una iperbolica stima diffusa ai tempi, la bellezza di più di 3500 samples certosinamente raccolti e rielaborati dal quintetto composto da Robbie Chater, Darren Seltmann, Tony Di Blasi, Dexter Fabay e Gordon Mc Quilten, il disco riprendeva il modus operandi già sperimentato con successo da DJ Shadow nel suo “Endtroducing” e dopo averlo riattualizzato lo rilanciava verso il futuro, fungendo tra l´altro con il suo immaginario da precursore dei cartooneschi Gorillaz. Infatti, l´umorismo di brani come Frontier Psychiatrist e With My Baby dava l´impressione di avere di fronte una versione moderna dei Monty Python che, anziché essere un prodotto della swingin’ London e dei Beatles, traeva la sua ispirazione dal funk, dalla disco e dall’hip hop. In pratica la club culture come non era mai stata pensata prima, e né dopo, visto che a questo big bang sono seguiti praticamente un decennio e mezzo di silenzio.

Le cause di questa pausa vengono imputate da Chater e Di Blasi -gli attuali membri e sopravvissuti alla formazione originale- anche alle difficoltà incontrate nel clearing dei campioni che, anche nel caso di “Wildflower”, costituiscono il grosso del materiale sonoro. A questo si aggiungano anche delle fasi di missaggio e post-produzione particolarmente lunghe e laboriose, nonchè un paio progetti teatrali e di cinema di animazione avviati e mai portati a termine, veri e propri vicoli cechi creativi, e ci si potrà fare un idea di quanto ossessivamente perfezionisti e poco disposti ai compromessi siano The Avalanches. A questo punto la domanda si pone: “Ma ne è valsa veramente la pena?”

Stando all’accoglienza che Frankie Sinatra, il primo singolo estratto dall’album, ha ottenuto, si potrebbe affermare che i pareri a proposito siano quantomeno discordi. La realtà è che, pur avendo forse spiazzato i fans di vecchia data, questo giocoso, strambo  calypso ha un irresistibile appeal ed un grande potenziale ed è perfettamente in linea con il repertorio della band, ne estremizza solo l’indole più buffonesca. Oltre a mettere in evidenza quanto la visione musicale della formazione di Melbourne sia di gran lunga più complessa e sfaccettata, e come “Wildflower” in realtà, racconti un altra storia.

Se “Since I Left You” aveva un ambientazione urbana e l’energia e l’euforia un po’ caciarona di una frenetica notte brava illuminata dalle luci al neon e trascorsa -nel tentativo di dimenticare una persona amata e persa- tra piste da ballo e banconi di bar, e si chiudeva in maniera malinconicamente dolce-amara, “Wildflower” è la colonna sonora del giorno dopo, del coming down in un ambientazione diurna ed estiva, calda e marina. L´ingenuità dell´iniziale Because I´m Me, con il suo approssimativo e tenerissimo soul alla Jackson 5, dà il tono a tutto l´album, la roller-disco adolescenziale di Subways rincara la dose e d´improvviso ci si accorge che l´inquietudine della notte prima ha lasciato il posto allo stupore, ad una nuova svagata, escapistica positività. E nei suoi momenti migliori -molti- questo album si mantiene su questi livelli, interiorizzando il pop psichedelico e certo folk facile e solare, citando più o meno indirettamente i maestri The Beatles e Beach Boys e le colonne sonore disneyane, creando atmosfere che, per fare un esempio, non sarebbero sfigurate all´interno di “Moon Safari”, il capolavoro di una formazione, gli Air, con la quale The Avalanches hanno molto più a che spartire di quanto si possa pensare.

La lunga lista degli ospiti presenti in questo disco sottolinea l’ecletticità della visione di The Avalanches 2.0 e ne complementa bene l´eccentricità: Danny Brown e MF Doom in Frankie Sinatra, Biz Markie in The Noisy Eater, Jennifer Herrema dei Royal Trux in Stepkids, Jonathan Donahue dei Mercury Rev -una partecipazione questa che non stupisce- in Colours e Kaleidoscopic Lovers, ed ancora Ariel Pink, Warren Ellis, Toro Y Moi, Kevin Parker dei Tame Impala in un micro-cameo in veste di batterista e Father John Misty associato alla conclusiva, estatica ed allo stesso tempo struggente Saturday Night Inside Out.
(spoiler: i ricordi della persona amata e persa continuano a perseguitare il protagonista fino alla fine)

“I adored the way she modified my mornings
When I’d wake up in the calm shoals of her bed
Somersaults or smoke in a universe of sleep
Before she slipped into her heritage and disappeared
And she taught me to relight, relight and relight again”

È facile prevedere il successo che questo album, potenzialmente, potrebbe e dovrebbe ottenere. La sampledelia curata nei più minimi dettagli e così ben espressa nel suo predecessore raggiunge qui un altro fantasmagorico, esaltante apice. Sarebbe un peccato non trovasse un pubblico più vasto possibile, perché è fatto della stessa stoffa di cui sono fatti i classici. Più difficile prevedere ciò sarà del progetto The Avalanches in sé. La speranza è che non ci facciano aspettare un altro decennio per farci ascoltare il seguito di “Wildflowers”, anche se il sospetto è che, pure in quel caso, l’attesa potrebbe comunque valerne la pena.

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I Samples

Because I’m Me
contiene samples da “Want Ads” – Honey Cone, courtesy of Hot Wax Records.

Frankie Sinatra
contiene samples da “Bobby Sox Idol” – Wilmoth Houdini, courtesy of Malaco Records;
da “My Favorite Things” – Percy Faith & His Orchestra, courtesy of Sony Music Entertainment.

Subways
contiene samples da “Subways” – Chandra, courtesy of Chandra Oppenheim, Steven Alexander & Eugenie Disario;
da “Warm Ride” – Graham Bonnet, courtesy of Cherry Red Records Ltd.;
da “Black Water” – Patrick Simmons.

Going Home
samples da “Party In Me” – Gene Dunlap;
da “Jean Michel Basquiat – The Radiant Child”, courtesy of Curiously Bright Entertainment LLC.

The Noisy Eater
contiene samples da “The Noisy Eater” – Jerry Lewis, courtesy of Universal Music Enterprises;
da “Come Together” by Paul McCartney and John Lennon

Wildflower
contiene samples da “Putney Swope”, courtesy of All Channel Films, Inc.

Harmony
contiene samples da from “Everything That Touches You” – The Association, courtesy of Warner Bros. Records;
spoken word sample da “Alphabetical Slaughter” – DJ Kay Slay, courtesy of Select Records.

Park Music
contiene un sample da “American Juggalo”, courtesy of Very Ape Productions.

Livin’ Underwater (Is Somethin’ Wild)
contiene samples da “Uncle Albert” – Paul and Linda McCartney;
da “Water Woman” – Spirit, courtesy of Sony Music Entertainment.

The Wozard of Iz
contiene samples da “Lost In Your Eyes” – Tommy James and The Shondells.

Over The Turnstiles
contiene samples da “Witchi Tai To” – Everything Is Everything, used courtesy of the Concord Bicycle Music Company.

Sunshine
contiene samples da “Leave It All Behind Me” – The Fuzz, used courtesy of Rhino Entertainment;
da “Summer (The First Time)” – Bobby Goldsboro.

Light Up
contiene samples da “The Debutante’s Ball” – Harper’s Bizarre;
da “World of Fantasy” – The Five Stairsteps, used courtesy of Sony Music Entertainment.

Stepkids
contiene samples da “Raise the Bells” – Folk Implosion, used courtesy of Lou Barlow and John Davis.

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Audio-visual mixtape

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