Il Mediterraneo non è solo un mare: è un ponte invisibile che unisce storie, culture e destini. Ed è proprio questa visione che anima “Baid Alik”, il nuovo brano uscito il 27 agosto, frutto della collaborazione tra Bassolino, il cantante e percussionista tunisino Marzouk Mejri e il compositore libanese Charif Magarbane.
Un triangolo creativo oltre le frontiere
La genesi del progetto racconta già molto della sua anima: tre artisti provenienti da sponde diverse del Mediterraneo che si ritrovano uniti da una visione comune. “La musica traccia una linea immaginaria che unisce Napoli, Tunisi e Beirut, sorvolando il mediterraneo”, spiega Bassolino, “coniugandosi in un ritmo ancestrale che pone la necessità di unire i popoli di quelle regioni.”
Non è un caso che “Baid Alik” sia definita una canzone di amore e speranza. In un momento storico in cui i confini sembrano sempre più invalicabili, il progetto rivendica la potenza unificatrice della musica, quella capacità unica dell’arte di superare barriere geografiche, linguistiche e culturali.
Il video: quando l’arte diventa testimonianza
Ma è nel videoclip, realizzato in collaborazione con la filmmaker e video artist italo-libanese Tania Feghali, che il progetto rivela tutta la sua profondità politica e umana. Quello che inizialmente doveva essere un classico video d’amore si trasforma in qualcosa di molto più ambizioso: un tributo alla resistenza femminile e alla lotta per l’autodeterminazione.
“Quando Dario mi ha chiesto di collaborare”, racconta Feghali, “due cose ci univano già senza che ci fossimo mai incontrati: le nostre radici comuni, l’amore profondo per il Mediterraneo, e la nostra posizione politica condivisa verso quello che sta accadendo nel mondo.”
Il video si concentra sulla figura di Naila Ayesh, nata a Nablus, protagonista del movimento studentesco e organizzatrice del movimento femminile a Gaza negli anni ‘80. Una figura chiave della Prima Intifada che ha dedicato la sua vita alla resistenza, costringendo il mondo a riconoscere, per la prima volta, il diritto palestinese all’autodeterminazione.
Oltre la narrazione convenzionale
La scelta narrativa è deliberatamente sovversiva: “Non volevamo una storia d’amore convenzionale dove una donna aspetta di essere amata”, spiega Feghali. “Volevamo parlare di un amore più grande – donne in missione, che si uniscono per una causa.”
Il video racconta frammenti della vita di Naila: studentessa attiva, poi madre e resistente, che durante l’occupazione israeliana ha contribuito a costruire istituzioni parallele – aule clandestine quando le scuole venivano chiuse, cliniche gestite dai cittadini per chi non aveva accesso agli ospedali, “giardini della vittoria” per spezzare la dipendenza dall’agricoltura israeliana.
Un messaggio universale
“Questo video è un tributo a tutte le donne, di qualsiasi provenienza, razza, genere o fede, che sono disposte a piantare quotidianamente il seme di un altro mondo possibile”, conclude Feghali.
Il video è stato ispirato dal documentario sulla storia di Naila, “Naila and the Uprising”.
È proprio questa universalità del messaggio che rende “Baid Alik” un progetto artistico completo: la musica che unisce le sponde del Mediterraneo, il video che racconta storie di resistenza e speranza, il tutto sostenuto da una rete di distribuzione internazionale che vede coinvolti Rush Hour, Jakarta e Habibi Funk per l’uscita in vinile 7 pollici del 7 settembre.
Una curiosità
C’è un dettaglio che rende questa collaborazione ancora più affascinante: la scoperta casuale di un disco del padre di Tania Feghali nella collezione di Dario Bassolino (Free Blow, del musicista libanese Tony Benn Feghaly, anche lui edito su Habibi Funk), un filo invisibile che ha contribuito a creare quella “comprensione istantanea” tra gli artisti, sia creativamente che nelle intenzioni.
“Baid Alik” si presenta così come molto più di una canzone: è un manifesto artistico che rivendica il ruolo dell’arte come strumento di resistenza e di connessione tra i popoli. In un momento in cui il Mediterraneo è spesso raccontato solo come frontiera di conflitti, questo progetto ne restituisce l’immagine più vera: quella di un mare che unisce, non che divide.
“Baid Alik” è uscito il 27 agosto in digitale e uscirà il 7 settembre in vinile 7 pollici.
