Dario Jacque – madre mezcal
Il pensiero meridiano è un’idea e un approccio con cui il sud del mondo può guardare al suo futuro senza lasciarsi coinvolgere e terrorizzare dal modello capitalistico dell’occidente industrializzato, che lo segue passo passo, come un pazzo col rasoio in mano, mettendogli fretta e desideri che non gli appartengono. Parte dal sentire dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo, suggerendo un modo per allontanarsi dall’idea del “riscatto” e per trovare un progetto concreto senza doversi snaturalizzare. Il sud (d’Italia e del mondo) non sarebbe più da considerarsi come una periferia degradata ma come centro di un’identità ricca e autentica. Un’altra fame, un’altra luce, un’altra vita. Il pensiero meridiano è un libro di Franco Cassano e anche il punto da dove è partito “SANG”, il nuovo disco del bassista / compositore / producer pugliese Dario Jacque, uscito lo scorso venerdì.
“SANG” è un disco bello, crudo, carico di tensione; un processo creativo durato quasi due anni che ha coinvolto tante persone e che dentro ha la forza per cambiare tutte le cose. È diviso in due parti: nel Lato A ci sono temi melodici mediterranei e influenze afrobeat, il Lato B è invece un omaggio ai compositori italiani degli anni 70, in particolare Piero Umiliani e Amedeo Tommasi. Impetuoso, insubordinato, come la rivoluzione, come l’amore.
(le radici a volte sanno fare anche gli sgambetti).
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