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	<title>Giacometti &#8211; Dance Like Shaquille O&#039;Neal</title>
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		<title>Intervista / Ex-Otago: un baule aperto dove trovare qualcosa di molto prezioso</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2014 13:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[ex-otago]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago-186x186.jpg 186w" /><p>Esce domani, 11 Marzo, il nuovo disco degli Ex-Otago, &#8220;In capo al mondo&#8221;. Tante cose sono cambiate e abbiamo fatto quattro chiacchiere con la band per farcele raccontare. Foto Simone Roviario 1) Partiamo dalla copertina del disco, un po&#8217; come si farebbe con la copertina di un libro. Natura verde versus modernità e consumismo? O&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago-186x186.jpg 186w" /><p><img class="aligncenter size-full wp-image-49290" alt="ex otago" src="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago.jpg" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago.jpg 700w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago-300x200.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/03/ex-otago-20x14.jpg 20w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Esce domani, 11 Marzo, il nuovo disco degli <strong>Ex-Otago</strong>, &#8220;In capo al mondo&#8221;. Tante cose sono cambiate e abbiamo fatto quattro chiacchiere con la band per farcele raccontare.<br />
<span style="font-size: small;">Foto Simone Roviario</span></p>
<p><strong>1) Partiamo dalla copertina del disco, un po&#8217; come si farebbe con la copertina di un libro. Natura verde versus modernità e consumismo? O avete solo caricato il baule per una scampagnata fuori Genova?</strong><br />
Se ascolti il brano &#8220;L&#8217;età della spesa&#8221; guardando la copertina forse troverai più o meno la nostra chiave di lettura: Ci è capitato di sentirci indigeni e cittadini in bilico tra un parcheggio e una foresta &#8220;[&#8230;] ma chissà dov&#8217;è la mia casa la mia gente [&#8230;]&#8221;. Siamo alla ricerca, insieme a tanti altri; proviamo a tradurre, in musica, alcune visioni, mondi che viviamo.</p>
<p><strong>2) La cifra stilistica del disco: la vacanza, il viaggio in capo al mondo, tra zattere, barconi, vento e foglie in balìa del vento. Cosa c&#8217;è lassù? &#8220;Dicono che è un posto bellissimo, colori e lingue sono tutte diversi&#8221;. </strong><br />
Direi non tanto la vacanza quanto più il viaggio: di certo ci sentiamo molto più viaggiatori che non turisti, forse anche un po&#8217; esploratori, ma sicuramente non coloni. Il libro che accompagna il disco si chiama &#8220;Burrasca&#8221;. Tante Burrasche ci hanno travolto in questi anni e ci hanno portato in luoghi sconosciuti: tanti eventi ed incontri ci hanno guidato, ma anche costretto a prendere strade sconosciute. Quando suoniamo i brani di questo disco ci sentiamo un po&#8217; in capo al mondo e, tutto sommato, ci stiamo parecchio bene.</p>
<p><strong>3) Quante cose sono cambiate da &#8220;Mezze Stagioni&#8221;? Quanto ha inciso, se ha inciso, l&#8217;uscita del Pernazza? </strong><br />
Ognuno troverà le proprie differenze: c&#8217;è chi noterà la mancanza del rap, chi, invece, coglierà il sax, il flauto o il charango più di altre cose; c&#8217;è chi noterà un cambiamento delle tematiche dei testi, o dei ritmi che prima non avevamo mai usato: c&#8217;è chi sarà colpito soprattutto dalla presenza di una chitarra classica e dal pizzicato in 3/4. Siamo un baule aperto: ognuno può frugare e se è fortunato, trovare qualcosa di molto prezioso. C’è chi si allontanerà, ma anche chi si avvicinerà per la prima volta al nostro progetto.</p>
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<p><strong>4) 4 dischi, 3 libri, 2 viaggi e 1 persona che hanno influenzato la stesura dell&#8217;album? </strong><br />
Fleet Foxes &#8220;Sun Giant” ; Litfiba Desaparecidos, The National &#8220;Terrible love”; Goran Bregovic &#8220;Champagne For Gypsies&#8221;. Serge Latouche &#8220;Per un abbondanza frugale&#8221;; Lorenzo Guadagnucci &#8220;Restiamo Animali&#8221;; Ivan Illich “La convivialità”; Il viaggio dell’ultimo concerto con Albe e il ritiro alla Nina; una piccola baita di montagna dove lo scorso inverno ci siamo ritirati per ragionare sulle canzoni. Una persona sola è impossibile da trovare.</p>
<p><strong>5) &#8220;Dove si trova la felicità?&#8221;, o almeno, voi dove la cercate? </strong><br />
Magari sapessimo dove si trova! Sicuramente l&#8217; abbiamo trovata nel riuscire a realizzare questo disco e libro con il supporto diretto di un sacco di amici attraverso Musicraiser. E poi chissà, &#8220;[&#8230;] in una soffitta, sotto una scarpa [&#8230;]&#8221;, sicuramente in tante piccole cose, nell&#8217;avere un progetto, nell&#8217;avere qualche certezza e tante incertezze e nel sentirsi sempre alla ricerca, consapevoli che non troveremo mai tutto ciò che cerchiamo.</p>
<p><strong>6) Chi è Mentino? </strong><br />
Mentino era un contadino della Val Borbera; valle selvatica e severa nell’Appennino Ligure-Piemontese. Aveva la passione del violino, girava sempre con due vacche bianche e un cane nero. Era un buono, troppo, deriso per la sua generosità e naturalezza. Era un uomo semplice e pacato a cui non è stato concesso un posto in questo mondo. Sappiamo bene quanto la furbizia e la forza siano caratteristiche ben più apprezzate nella nostra comunità rispetto alla bontà d’animo e alla generosità. Mentino si è ammazzato nella Cascina in cui Mauri sta costruendo il Progetto Cascina Barbàn.</p>
<p><strong>7) Chi di voi è più &#8220;Gian Antonio&#8221;? Volete dare un taglio a qualcosa? Volete compiere un salto? </strong><br />
Tutti noi siamo un po&#8217; Gian Antonio; tutti in un certo senso abbiamo voglia di buttarci: c&#8217;è chi, tra noi, è già in volo, c&#8217;è chi lo sta per prendere o chi è ancora dubbioso sulla traiettoria: in tutti casi nessuno, di certo, è già atterrato.</p>
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<p><strong>8) Questo Paese ha perso la tramontana? Ha bisogno di un po&#8217; di tramontana? </strong><br />
Questo Paese avrebbe bisogno di una dose massiccia di tramontana; non vogliamo essere gli ennesimi a cambiare aria, vorremmo che cambiasse in casa nostra.</p>
<p><strong>9) Nella ghost-track l&#8217;incontro con lo Spirito guida dell&#8217;Universo. Ci dite di più di questo? </strong><br />
La ghost track è una lettura di parte di un discorso di Alce Nero. Abbiamo trovato le sue parole profondamente vicine a noi e formative. Alcuni di noi in particolare, sentono un gran bisogno di ricollegarsi con spirito e corpo, con l’esistente, gli alberi, la terra, le nuvole. Capire da dove siamo venuti e cosa ci facciamo in questo mondo.</p>
<p><strong>10) Il filo conduttore che apre e chiude il disco è un albero&#8230; come mai?</strong><br />
Non ci sentiamo di appartenere ad un solo mondo: siamo plurali e con tanti elementi, bellezze e colori, sensazioni e visioni che che fanno parte delle nostre vite, abbiamo costruito il nostro mondo sempre in movimento, diverso. Fili conduttori sono anche il mare, il viaggio, le foglie, l&#8217;incertezza, la scoperta, la città: è un po&#8217; come se la nostra musica fosse come un contenitore che cerca di dare forma leggibile a tutto questo. Ci troviamo a metà tra il selvatico e il coltivato.</p>
<p><b>TOUR</b><br />
21 marzo: Bologna @ Covo<br />
27 marzo: Milano @ Ohibò<br />
28 marzo: Treviso @ Home<br />
29 marzo: Padova @ Studio 2<br />
05 aprile: Saluzzo (CN) @ Ratatoj<br />
11 aprile: Torino @ Officine Corsare<br />
12 aprile: Modena @ Vibra<br />
17 aprile: Sant’Elpidio (FM) @ Preview May Day Festival<br />
18 aprile: Trani @ La Lampara Club<br />
24 aprile: Foligno (PG) @ Supersonic<br />
25 aprile: S.Egidio alla Vibrata (TE) @ Deja Vu<br />
26 aprile: Roma @ Asaparty – Circolo degli Artisti<br />
30 aprile: Genova @ Teatro dell’Archivolto</p>
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		<title>Blackie Drago &#8211; That very moment</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2014/03/06/blackie-drago-that-very-moment/</link>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2014 11:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Blackie Drago]]></category>
		<category><![CDATA[focus sulla musica italiana]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_4_piccola-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_4_piccola-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_4_piccola-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_4_piccola-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_4_piccola-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_4_piccola-186x186.jpg 186w" /><p><img class="aligncenter size-full wp-image-49084" alt="blackie_drago_def_1_piccola" src="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_1_piccola.jpg" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_1_piccola.jpg 800w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_1_piccola-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><br />
<span style="font-size: small;">Foto di <a href="http://flaviaeleonoratullio.com/" target="_blank">Flavia Tullio</a></span></p>
<p><strong>Qua da noi le cose fanno schifo, dice Margot. Ha gli occhi di china nera che non vedi dove finiscono le pupille e dove inizia il bianco. Vado per andare e non per far ritorno, dice con un filo di voce. Blackie Drago sono Maria Rosaria, Chiara e Greta. Ma anche Margot, Twiggy e Coco (M, T e C), se preferisci il versante artistico. Ma nel momento preciso in cui stai leggendo, questa band non esiste più, o meglio è in una pausa meditativa. Margot ha rifiutato il Bel Paese, lei che è canta e ha dunque i faretti addosso. Aereo per Berlino, lavoro e progetti nuovi, vita nuova. Chiara e Greta resteranno a Bologna e cambieranno nome alla band, instradando un progetto musicale differente.</strong><br />
M: “Vado a vivere a Berlino. Mi è scesa Bologna, l’Italia. Me ne vado perché voglio provare a spaccare di più nella grafica, in particolare la grafica editoriale. Ho degli amici che sono interessati a fare questa cosa”.<br />
T: “Va a fare la barbona a Berlino”.<br />
M: “Voglio trovarmi un buon lavoro. Il gruppo non è un lavoro”.</p>
<p><strong>Blackie Drago hanno il complesso dell’Uomo Ragno, il chiodo del fumetto, una passione profonda per il cosmo Marvel. Twiggy, quando non serve da bere al bancone del Covo Club, va alla scrivania e disegna come Dio solo sa fare. Utilizza la china nera per abbozzare animali al limite dell’iperrealismo.</strong><br />
M: “Io e Twiggy siamo molto appassionate dell’Uomo Ragno, il fumetto. Io ne colleziono pochi perché costano davvero troppo”<br />
T: “Lei fotocopia tanto”<br />
M: “Esatto, li scarico e li impagino io con Windeisgn e li porto a fotocopiare. Ricreo il fumetto. Ci piaceva come suonava il nome Blackie Drago, perché è figo”<br />
C: “Io amo i manga invece”</p>
<p><strong>Perché non facciamo un gruppo? Nasce così la band, tra i corridoi blu del Covo. Quanto può incidere lavorare in un locale dalla programmazione internazionale e in un istante decidere di diventare rocker?</strong><br />
T: “Abbiamo modo di ascoltare veramente un sacco di band ogni mese. Da lì abbiamo avuto modo di regolarci su quale genere seguire e farci influenzare. A me comunque è toccata la chitarra, loro due sapevano già suonare”</p>
<p style="text-align: center;">M: “Io all’inizio ho detto “Ok, facciamo la band”. Ma dev’essere una roba con mille cori. Da tutte le parti. Una roba che non si capisce un cazzo. Tipo le Ronettes all’ennesima potenza. E poi…”<img class="size-full wp-image-49087 aligncenter" alt="blackie_drago_def_4_piccola" src="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_4_piccola.jpg" width="800" height="533" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_4_piccola.jpg 800w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_4_piccola-300x199.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_4_piccola-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_4_piccola-20x14.jpg 20w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>T: “Margot fa i testi”<br />
M: “Lei fa la chitarra e poi ci metto sopra la linea vocale e ci scrivo il testo”<br />
T: “Di solito ci troviamo io e Greta a fare le prove. Poi mandiamo tutto a Margot”<br />
M: “Quando arriva la chitarra scrivo tutto. Non prima. Di solito scrivo delle robe che mi succedono”</p>
<p><strong>Del tipo?</strong><br />
M: “Scrivo le cose che mi prendono male, principalmente. Stati d’animo. Sono molto emo in realtà. Sono molto sensibile, è una cosa che mi viene molto naturale”</p>
<p><strong>Margot si attenua nei toni della voce, chiude le spalle, la china nera degli occhi si affievolisce. Ho l’impressione che non abbia voglia di parlare dei testi, come se ci fosse troppo di personale, troppo di sé. C’è un oceano di sensibilità nel suo silenzio. D’accordo e oggi che fate?</strong><br />
M: “Stiamo per registrare un pezzo nuovo. Anzi volevamo registrare questi pezzi che abbiamo per tenerceli”.</p>
<p><strong>Diventerà un disco?</strong><br />
M: “Volevamo registrarli e tenerceli. Di fatto non abbiamo soldi per andare in uno studio. Allora ci siamo messe là, abbiamo chiesto una scheda audio a delle persone. Poi abbiamo visto due tutorial. Stiamo facendo tutto noi. Sono andata sui forum dei nerdacchioni…”<br />
T: “Per imparare ad attaccare i cavi”<br />
M: “Usiamo GarageBand”<br />
T: “Tu devi vedere per fare la batteria…Un microfono piantato in mezzo alla cassa e basta”<br />
M: “Molto lo-fi”</p>
<p><strong>Ai tedeschi piace il molto-lo-fi.</strong><br />
T: “Quando Margot sarà a Berlino probabilmente cambieremo nome. Sarà un’altra roba. Aspettiamo che torni. O veniamo noi da te”</p>
<p><strong>Di sera lo-fi, le minigonne, il noise, i riverberi e quelle chitarre così acide che sono limone. Ma di giorno che fate?</strong><br />
M: “Io faccio la grafica. Mi arrabatto tra grafica, video. Non video musicali. Ho fatto un corso per imparare. Poi faccio anche le foto. Per imparare sono stata con dei fotografi. <i>Stata</i> nel senso di <i>sentimentalmente</i>“<br />
C: “Io ho una piccola azienda. Un’azienda per i cavoli miei”<br />
M: “Greta è una grande imprenditrice”<br />
T: “Non si sa bene di cosa, ma lo è”<br />
M: “Ha creato un e-commerce di autoricambi”<br />
T: “Quando la polizia andrà a casa sua scopriremo tutti di che cosa si occupa”</p>
<p><strong>Lavorando anche al Covo avrete visto un milione di concerti. Com’è stato passare da sotto a sopra il palcoscenico?</strong><br />
M: “La prima volta avevo un po’ di diarrea”<br />
T: “Ho detto ‘Chi cazzo ce l’ha fatta fare tutta ‘sta roba?’”<br />
M: “Io cagotto e mal di testa”<br />
C: “Abbiamo suonato una ventina di volte. Dopo la prima volta è stato tutto più facile”.<br />
M: “Venite a Berlino a lollare. Mi è scesa la catena. Io non sono di Bologna, non sento un attaccamento. Qui sto bene, ma avevo esigenza di fare qualcosa di più. Adesso in Italia, sembra una banalità, ma è davvero troppo difficile portare avanti le cose. Troppe licenze, permessi, cose. Ed è tutto nelle mani di quattro vecchi di merda. Sempre tasse, sempre, sempre. A Berlino ho un sacco d’amici che hanno aperto le loro attività con poco”<br />
C: “Qui se hai un’idea investi dei soldi, però la tua idea non va e così hai perso dei soldi. Se vai all’estero no”</p>
<p><strong>E il pezzo che dovete registrare di cosa parla? Del fatto che fai la stronza e te ne vai per sempre, lasciandole in brghe di tela?</strong><br />
M: “Il pezzo che stiamo registrando non parla della fuga. Parla di mia madre. Si chiama <i>That very moment</i>“<br />
T: “Sua madre. Che si mette le scarpe argentate”<br />
M: “Una volta ho comprato un paio di scarpe argentate su Internet. E le ho fatte recapitare a casa di mia madre. Lei, per farmi vedere come stavano, le ha indossate e si è fotografata. Aveva addosso la tuta con l’elastico. Una roba orrenda”</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-49085" alt="blackie_drago_def_2_piccola" src="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_2_piccola.jpg" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_2_piccola.jpg 800w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2014/02/blackie_drago_def_2_piccola-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p><iframe src="https://w.soundcloud.com/player/?url=https%3A//api.soundcloud.com/tracks/138193141&amp;color=ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_artwork=true" height="166" width="100%" frameborder="no" scrolling="no"></iframe></p>
<p style="text-align: center;">&#8211;<a href="https://www.facebook.com/blackiedrago/" target="_blank">FACEBOOK</a>&#8211;</p>
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		<title>Did &#8211; Bad Boys</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2013/10/18/did-bad-boys/</link>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2013 08:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[bad boys]]></category>
		<category><![CDATA[DID]]></category>

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<p>Oggi faccio la lucertola e mi cuocio al sole.<br />
Ho in mente che non vorrei essere da nessun&#8217;altra parte in questo momento.<br />
La lucertola chiude gli occhi.<br />
E gli torna alla mente un concerto visto un anno fa. Pressappoco.</p>
<p>A pranzo vengono a farmi visita i <strong>Did</strong> che, dritti dentro le mie orecchie, arrivano e mi portano in dono <strong>Bad Boys</strong>, il loro secondo lavoro in uscita per <strong>Foolica Records</strong>, dopo il debuttante <em>Kumar Solarium</em> del 2009. E il lavoro dei ragazzacci di Torino svela tutta la personalità, la compattezza e la connessione di chi ha voluto ricercare e saggiare i beat più disparati, attraverso synth essenziali ma mai asettici, voci effettate e groove decelerati di chi non ha fretta.</p>
<p>Ti voglio coinvolgere in quello che è il mio punto di vista.</p>
<p>C&#8217;è la disco del prologo <em>You Read Me </em>ornata di vocoder e chitarre funky, l&#8217;afrobeat di <em>Belong To You, </em>c&#8217;è il trip-hop di <em>Mastroianni Keep It Real</em> (la più bella del reame), c&#8217;è un tuffo nelle acque dell&#8217;hip-hop con <em>MVP </em> e <em>Coin Slot</em>, cadenzate, sognanti, <em>positive</em>. C&#8217;è anche l&#8217;indie britannico di <em>Voci Pazze</em>.<br />
La lucertola sonnecchia e gli torna alla mente un concerto visto un anno fa. Did sul palco dell&#8217;Ypsigrock, basse, sub-basse, dancefloor, groove e batteria violentata nel finale: Bad Boys from Turin.<br />
L&#8217;evoluzione dell&#8217;outro <em>All We Desire Slightly Happens</em> è scritta a puntino, con tutta la mansuetudine del mid-tempo: di chi non ha fretta e di chi è bravo a raccontare le storie a finale aperto.<br />
Di chi oggi fa come me, ad esempio.<br />
E si cuoce al sole.<br />
Nel mentre in cui, là  fuori, le bande armate di ragazzi cattivi…</p>
<p><iframe src="//www.youtube.com/embed/videoseries?list=PL1pBF8ITwVr8TEg665DwPDhiziSXozpXL" frameborder="0" width="640" height="360"></iframe></p>
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		<title>Green Like July &#8211; Build A Fire</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2013/09/16/green-like-july-build-a-fire/</link>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2013 14:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Build A Fire]]></category>
		<category><![CDATA[Green Like July]]></category>

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<p>Oggi ero a pranzo con Bonnie &#8220;Prince&#8221; Billy.<br />
Bologna s&#8217;è rinfrescata e ho deciso di portarlo a far due passi con me approfittando delle condizioni climatiche. Ci siamo mangiati un panino e ci siamo bevuti una Coca-Cola. Gli ho detto &#8220;Senti che roba&#8221;. Gli ho allungato <em>Build a fire </em>(La Tempesta International), l&#8217;ultimo disco dei <strong>Green Like July</strong>. Gli ho detto: &#8220;Ti ho fatto un regalino. Senti che roba la cinque. <em>Tonight&#8217;s The Night</em>. Fa spavento&#8221;. Ci siamo guardati dritti negli occhi.<br />
Dalla radio sono uscite le note di un pezzo ics degli Shins, il barista ci ha portato il conto.<br />
Bonnie ha fatto il risucchio con la cannuccia e ha detto: &#8220;Vieni da me ad ascoltarlo&#8221;.<br />
Per strada abbiamo incontrato Jeff Mangum che passeggiava con Micah P. Hinson. Bonnie gli fa: &#8220;Ci fate compagnia?&#8221;.<br />
Oggi ero a casa di Bonnie &#8220;Prince&#8221; Billy con Jeff Mangum e Micah P. Hinson. Abbiamo messo su l&#8217;ultimo lavoro dei Green Like July e tutto quello che ricordo è la vampata di musicalità che ha fatto prigioniero il cuore.<br />
C&#8217;era il <em>popular</em> raffinato di <em>Moving To The City</em> a farci compagnia, i bei rullantini di <em>Johnny Thunders</em>. C&#8217;era il canto profondo di Andrea, la sconfinata dolcezza delle backing vocals. C&#8217;era la struggente armonia di <em>A Well Welcomed Change</em>, gli archi leggeri di <em>An Ordinary Friend</em>.<br />
C&#8217;è un incantevole disco che fa breccia.<br />
Nell&#8217; umore così-così di fine estate.</p>
<p><iframe scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" src="http://www.deezer.com/it/plugins/player?autoplay=false&#038;playlist=true&#038;width=600&#038;height=490&#038;cover=true&#038;type=album&#038;id=6890030&#038;title=&#038;app_id=undefined" width="600" height="490"></iframe></p>
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		<title>Cosmo &#8211; Disordine</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2013/06/04/cosmo-disordine/</link>
		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 14:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[COSMO]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine-186x186.jpg 186w" /><p>Mia madre esige ordine. Non ha tutti i torti. Ma valle a spiegare che sto bene qui. Spalanca la porta, fa il suo ingresso in camera, guarda la roba ammucchiata, i libri stipati, la pila di scartoffie, la perfetta baraonda in cui vivo&#38;dormo. Poi pronuncia l&#8217;invettiva, mi ordina di sistemare tutto &#8216;sto bailamme. Altrimenti quando&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine-186x186.jpg 186w" /><p><img class="aligncenter size-full wp-image-32135" title="Cosmo - Disordine" src="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine.jpg" alt="" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine.jpg 960w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine-770x555.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/06/Cosmo-Disordine-20x14.jpg 20w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Mia madre esige ordine.<br />
Non ha tutti i torti.<br />
Ma valle a spiegare che sto bene qui.</p>
<p>Spalanca la porta, fa il suo ingresso in camera, guarda la roba ammucchiata, i libri stipati, la pila di scartoffie, la perfetta baraonda in cui vivo&amp;dormo. Poi pronuncia l&#8217;invettiva, mi ordina di sistemare tutto &#8216;sto bailamme. <em>Altrimenti quando torni a casa ti faccio trovare la valigia davanti alla porta</em>. Valle a spiegare che questo è il mio ordine, la mia armonia.<br />
Marco è il cantante dei <strong>Drink To Me</strong> e ora ha deciso di far da sé. Ora Marco è bna <strong>Cosmo</strong> e ha intrapreso un itinerario sonoro e letterario fatto di ampi spazi, di cicli, di Storia umana, di spazio fisico intergalattico, di piattaforme continentali, di razionalità: per seguir virtute e canoscenza. Più facile ad ascoltarsi che a dirsi. <strong>Cosmo </strong>è la naturale evoluzione artistica delle cose e <strong>Disordine </strong> è il contenitore di 10 tracce prodotto dalla <strong>42 Records </strong>che il <del>4</del> 18 giugno sarà cosa pubblica─come supporto fisico. Il lavoro di <strong>Cosmo</strong> si agita nel vento di atmosfere dreampop e cantautorali, dove i pattern di drum machine e gli strati di sintetizzatore permettono alle parole di essere la figura di spicco di questo nuovo progetto (parlo per me). Marco si avvale di liriche eleganti (<em>E resterà il silenzio, ma questo è il pensiero che mi fa impazzire. Non so morire e non voglio, io non voglio</em>), mai dozzinali, interessanti per fisionomia e contenuti profondi. «e poi vabbè i noise e le distorsioni dei synth sono uno Sputnik che decolla in orbita».</p>
<p>Ora è tutto chiaro, mamma.<br />
Lascia che ti dica una cosa.<br />
<em>Disordine che si nasconde qui sotto, che devi lasciare intatto, che imparerai ad amare.</em></p>
<pre><a title="Disco Raccontato: Cosmo – Disordine" href="http://www.dlso.it/site/2013/05/14/disco-raccontato-cosmo-disordine/" target="_blank">─Qui ascolti il disco 
e leggi il track by track</a></pre>
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		<item>
		<title>Wolther Goes Stranger &#8211; Love Can&#8217;t Talk</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2013/05/31/wolther-goes-stranger-love-cant-talk/</link>
		<pubDate>Fri, 31 May 2013 13:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Wolther Goes Stranger]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="921" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/05/Wolther-Goes-Stranger-Love-Cant-Talk-1024x921.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/05/Wolther-Goes-Stranger-Love-Cant-Talk-1024x921.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/05/Wolther-Goes-Stranger-Love-Cant-Talk-300x269.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/05/Wolther-Goes-Stranger-Love-Cant-Talk-770x693.jpg 770w" /><p>Una volta si era di scena al Circolo Giovane Italia di Parma. Serata con tanti gruppi in scaletta. Sala concerti piccina e folta, una selva di cavi, microfoni, camicie e bulbetti in voga. Vis-à-vis coi musicisti. Attacchi la chitarra, suoni e scendi. Lesto e senza dolore. Poi salgono Wolther Goes Stranger e il souvenir che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2013/05/31/wolther-goes-stranger-love-cant-talk/">Wolther Goes Stranger &#8211; Love Can&#8217;t Talk</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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<p>Una volta si era di scena al Circolo Giovane Italia di Parma. Serata con tanti gruppi in scaletta. Sala concerti piccina e folta, una selva di cavi, microfoni, camicie e bulbetti in voga. Vis-à-vis coi musicisti. Attacchi la chitarra, suoni e scendi. Lesto e senza dolore.<br />
Poi salgono <strong>Wolther Goes Stranger</strong> e il souvenir che mi porto a casa è l&#8217;entusiasmo.<br />
Un po&#8217; di felicità diffusa (a tinte multicolori).<br />
Dovrei piantarla di dire cose del genere, ma è più forte di me.<br />
Un&#8217;occhiata al quadrante e mi accorgo che è quasi il 3 giugno, giorno d&#8217;uscita di <em>Love Can&#8217;t Talk </em>(<strong>La Barberia/Audioglobe</strong>), il primo album dei <strong>Wolther Goes Stranger</strong>, ovvero il grande disegno solista di Luca Mazzieri, chitarrista di <strong>A Classic Education</strong>, servitosi di Massimo Colucci e Linda Brusiani ad ultimare la band. Lì la mescolanza linguistica nelle liriche (English plus italiano), là le cadenze house che si spingono fino alla sincope garage, poi le immense basse dell&#8217;LFO che scaldano il cuore, per non parlare delle onde triangolari, gli arpeggiatori e di tutta l&#8217;atmosfera <em>positive</em> che rende questa città e questo mondo un palla colorata. Tum cha. Ecco, lo riassumerei così.<br />
Se non fosse che nel retrobottega delle 9 tracce dell&#8217;esordio ufficiale dei Wolther vi sono nobili, nobilissime partecipazioni: <strong>Alessandro Raina</strong> (Amour Fou), <strong>Federico Fiumani</strong> (Diaframma), il compare d&#8217;una vita <strong>Jonathan Clancy</strong>. Poi il plauso va a Davide Cristiani e Andrea Suriani che imprigionano i suoni, li impastano e li gonfiano finché non scoppiano di vigore.<br />
Una volta si era di scena al Circolo Giovane Italia di Parma.<br />
E ho appreso il significato di simpatia.<br />
Che in greco è attrazione istintiva.<br />
Dopotutto l&#8217;amore non può parlare.</p>
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		<title>Absolut Red &#8211; A supposedly fun thing we&#8217;ll probably do again</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2013/05/08/absolut-red-a-supposedly-fun-thing-well-probably-do-again/</link>
		<pubDate>Wed, 08 May 2013 16:04:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Absolut Red]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red.jpg 960w" /><p><img class="aligncenter size-full wp-image-28412" title="absolute red" src="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red.jpg" alt="" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red.jpg 960w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/04/absolute-red-1024x1024.jpg 1024w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>A Luca piace così tanto il cinema che se lo lasci parlare ti inonda di racconti fino alla vigilia di Natale (e non è detto che smetta durante le feste). Luca non è un carattere approssimativo, va in fondo alle cose perché è l&#8217;unico modo per combattere la faciloneria.<br />
Simone veste o a righe o a quadretti a seconda dell&#8217;umore, tiene segreta l&#8217;indole casinista fino al weekend. Poi scioglie le briglie e buonanotte fiorellino.<br />
I due Daniele collimano nel nome. Paiono composti, ma sul palco sono un unico organismo che fa dum dum e crsh crsh e poi finisce che muovi il culo per mezzora, ritrai il carrello e prendi il volo. Fin sopra le nuvolette di questa città.<br />
Ladies, un minuto d&#8217;attenzione.</p>
<p><strong>A supposedly fun thing we&#8217;ll probably do again</strong> è il primo album degli <strong>Absolut Red </strong>che ha fatto cùcù il 15 aprile scorso, un&#8217;autoproduzione<em> homemade</em> distribuita da <strong>Unhip Records/Morr Music,</strong> scritta e confezionata nella loro Sasso Marconi dopo tre anni e mezzo di tirocinio nel comprensorio bolognese. Fino all&#8217;autorevole balzo sul proscenio del Covo Club /tadàààà/, in compagnia di Tying Tiffany e Blue Willa. Con loro riprendo la buona vecchia abitudine di ascoltare e leggere simultaneamente e le sonorità zuccherine del lavoro sposano una produzione (e una cultura) letteraria di spessore che elevano gli otto brani del disco ad un piano superiore.<br />
Scopri il riverbero surf, la raschiata garage, la musicalità popular, la cadenza beat (quanti paroloni a cazzo, mi perdonino).<br />
Una commistione di armonia, gusto, vivacità.<br />
Che riflette senza illusioni ottiche.<br />
Quello che sono loro.</p>
<p><iframe style="position: relative; display: block; width: 300px; height: 410px;" src="http://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/album=1267601807/size=grande3/bgcol=FFFFFF/linkcol=000000/" frameborder="0" width="300" height="410"></iframe></p>
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		<title>Streaming: OfeliaDorme &#8211; Bloodroot</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2013/03/22/streaming-ofeliadorme-bloodroot-2/</link>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 10:20:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[bloodroot]]></category>
		<category><![CDATA[ofeliadorme]]></category>
		<category><![CDATA[the prisoner records]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot.jpg 800w" /><h6 style="text-align: left;"><span style="color: #808080;"><em>Esce oggi Bloodroot. Giacometti lo racconta come solo lui sa fare. E poi è tutto in streaming, solo per voi che leggete DLSO.</em></span></h6>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-26610" title="OfeliaDorme – Bloodroot" src="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot.jpg" alt="" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot.jpg 800w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/03/Copertina_Bloodroot-1024x1024.jpg 1024w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Franchezza.<br />
<em>In primis</em> sarò leale con me stesso.<br />
<em>In secundis</em> sarò leale con <strong>OfeliaDorme</strong>.<br />
<em>In terzis</em> dirò che il loro nuovo lavoro,<em> Bloodroot</em> (<em>The Prisoner Records &#8211; Audioglobe</em>) è una bella produzione, suona bene, loro sono bravi, lei canta da dio, le chitarre&#8230; wow che chitarre e le tastiere&#8230; too warm.<br />
Tuttavia:<br />
qui si va dall&#8217;altra parte del pop, in una direzione più ambiziosa, complessa ed emozionale. Che tradotto in italiano significa che le tracce di tutto l&#8217;album si separano dall&#8217;ortodossia della <em>canzone</em> e richiedono un totale abbandono, richiedono tempo prima di graffiare e lasciare un segno evidente. Che ritradotto in italiano significa che non ci sono appigli, regole fisse, hook che catturino le orecchie dell&#8217;ascoltatore: è uno show di suoni e armonie. Qui l&#8217;attitudine è sognante (il lieve riverbero e il charleston nevrotico di <em>Predictble</em> su tutti), celestiale (<em>Magic Ring</em>) e di tanto in tanto malinconica (le basse frequenze del synth di <em>Brussels</em> sono esemplificative). Ne deriva uno spettacolo musicale omogeneo, alle volte fin troppo, che ha un filo conduttore melodico e vagamente romantico.<br />
Ho finito coi paroloni.<br />
Vuoti, inutili, spietati.<br />
Su tutte <em>Otherwise</em>, non ci piove.<br />
D&#8217;altro canto è arrivata la primavera.</p>
<p><iframe src="http://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Fplaylists%2F2730014%3Fsecret_token%3Ds-TcZqO&amp;auto_play=false&amp;show_artwork=true&amp;color=8BD8AB&amp;show_playcount=false" frameborder="no" scrolling="no" width="100%" height="450"></iframe></p>
<p style="text-align: center;">&#8211; <a href="https://www.facebook.com/OfeliaDormeband" target="_blank">FACEBOOK</a> &#8211; <a href="http://www.ofeliadorme.it/" target="_blank">SITO</a> &#8211; <a href="https://twitter.com/ofeliadorme" target="_blank">TWITTER</a> &#8211;</p>
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		<title>Recensione: Brothers In Law &#8211; Hard Times for Dreamers</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2013/02/04/recensione-brothers-in-law-hard-times-for-dreamers/</link>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2013 13:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Brothers In Law]]></category>
		<category><![CDATA[hard times for dreamers]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dlso.it/site/?p=22023</guid>
		<description><![CDATA[<img width="981" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 981px) 100vw, 981px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/02/BROTHERSINLAW_HARDTIMES-981x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/02/BROTHERSINLAW_HARDTIMES-981x1024.jpg 981w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/02/BROTHERSINLAW_HARDTIMES-287x300.jpg 287w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/02/BROTHERSINLAW_HARDTIMES-770x803.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2013/02/BROTHERSINLAW_HARDTIMES.jpg 1359w" /><p>Cari Giacomo, Andrea e Nicola, Con la qui presente intendo pronunziare il mio encomio per la grazia dell’albo Hard Times For Dreamers che avete registrato e rilasciato nelle vesti eccelse del complesso musicale Brothers in Law. Quale trasporto emotivo, quale passione, quale profondità, quale sana vanità. Ho riscontrato derivazioni del secolo passato, in particolare attribuibili&#8230;</p>
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<p style="text-align: justify;">Cari Giacomo, Andrea e Nicola,</p>
<p style="text-align: justify;">Con la qui presente intendo pronunziare il mio encomio per la grazia dell’albo <em>Hard Times For Dreamers</em> che avete registrato e rilasciato nelle vesti eccelse del complesso musicale <strong>Brothers in Law</strong>. Quale trasporto emotivo, quale passione, quale profondità, quale sana vanità.<br />
Ho riscontrato derivazioni del secolo passato, in particolare attribuibili alla storica decade 1979-1989, con eleganti sonorità popolari e psichedeliche talvolta gioconde, talvolta tenebrose. L’adopero eccedente del riverbero sulle vostre chitarre ha acconsentito lo svolazzare della mia tempra in luoghi vasti, in luoghi discosti, lontano da qui, lontano da lì. Quale vastità, quale piacere. L’adopero del riverbero su apparecchi a tastiera ha reso l’atmosfera dell’albo ancor più imponente. Il canto melodico, gotico ed intimo avvalora la suddetta tesi che viene ulteriormente convalidata dal missaggio dell’albo. Le percussioni uniformi e cadenzate appoggiate in secondo piano, la pasta degli strumenti a corda in prima fila, le risonanze e gli echi a legare le 8 tracce dell’album.<br />
Ho riscontrato tuttavia una fin troppo modica ispirazione, una fin troppo modica creatività, quasi a lasciar spazio al colpo d’occhio impressionista, all’emozione dell’immediato. Ho riscontrato la vostra volontà di appropriarvi di codici del passato e di farli moderni, di ammantarvi in stile rétro per appagare un’inclinazione del costume attuale. Va letto con sacrale spirito privato questo mio pensiero.<br />
Vi abbraccia con ammirazione il vostro Giacometti.</p>
<p style="text-align: justify;">7/10</p>
<p><iframe style="position: relative; display: block; width: 300px; height: 355px;" src="http://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/album=4090025103/size=grande2/bgcol=FFFFFF/linkcol=000000/" frameborder="0" width="300" height="355"></iframe></p>
<p>Leggi » <a href="http://www.dlso.it/site/2013/01/30/brothers-in-love/" target="_blank">Brothers In Love</a></p>
<p>DON’T FORGET</p>
<p>Brothers in Law hanno lanciato la pagina di Musicraiser per supportare la loro prossima trasferta negli USA per il SXSW Festival. Da questo link (http://2m3.it/10q ) si può effettuare il pre-order dell’album, ma anche accaparrare alcuni oggetti da collezione, tipo il press test del vinile a 33 giri (pezzo unico!) o l’originale coperta di lana usata per la fotografia in copertina.</p>
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		<title>Pharm &#8211; S/T</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2012/10/23/pharm-st/</link>
		<pubDate>Tue, 23 Oct 2012 13:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[pharm]]></category>

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Oggi nelle cuffie mi vengono a trovare i <strong>Pharm </strong>finalmente, dritti dentro la mia testa, e mi portano in dono il loro omonimo album in uscita per <strong>Face Like A Frog Records</strong>, un’incetta di vigoria sonora dalla grande forza espressiva. Sai (no?) quando trovi una colonna sonora per il libro che stai leggendo? Difatti il nuovo lavoro del collettivo romano richiama in vita suggestioni, foto istantanee, pensieri, pensierini e almeno un milione di miliardi di libri (ed altrettanti film). <strong></strong></p>
<p><span id="more-15561"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’overture<strong> Mrs Runciter</strong> apre il sipario su un lavoro logico ed eclettico, un itinerario sonoro variegato, il jazz, il punk, la fusione delle due cose, il delirio delle mie parole: tre note di chitarra riverberata e oscillante vengono ripetute all’infinito mentre una fitta caligine di noise, percussioni, reverse, voci, vocine e tumulti aleggiano e dipingono la tela. Credo sia questo l’argomento ricorrente del disco, uno strumento centrale e la rivoluzione tutt’attorno. <strong>Sorbetto</strong> lo conferma, col basso protagonista del brano che si fa largo mentre oscillatori e feedback fanno la guerra. <strong>L’Africano</strong> potrebbe esser stato scritto per <em>Il pasto nudo </em>di David Cronenberg, lisergico, cacofonico, vivido e maestoso: un elenco di aggettivi stravaganti per invitarvi ad almeno un milione di miliardi di ascolti. <strong>Buone cose a lei</strong> lascia spazio all’hardcore e alle distorsioni più ruvide, prima che il registro dell’album si indirizzi su toni psichedelici ed estatici (<strong>Joe Chip </strong>su tutte).</p>
<p style="text-align: justify;">Torno a letto.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8216;notte.</p>
<p><center><iframe src="http://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Fusers%2F12562066&amp;show_artwork=true" frameborder="no" scrolling="no" width="100%" height="380"></iframe></center><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/Uwtaq6NNa54" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></center></p>
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		<title>Fake P &#8211; The True Fake (Full Album Stream)</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2012/10/01/fake-p-the-true-fake-full-album-stream/</link>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2012 09:28:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[42 records]]></category>
		<category><![CDATA[Fake P]]></category>
		<category><![CDATA[The True Fake]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake.jpg 500w" /><p>I FAKE P NON ESISTONO PIÙ. L’ALBUM CHE VI FACCIAMO ASCOLTARE IN ANTEPRIMA, LO SCARICHERETE GRATIS FRA QUALCHE GIORNO, COME GRATIS AVETE SCARICATO ANCHE LE PRIME DUE ANTICIPAZIONI. QUELLO CHE SEGUE, QUINDI, NON È IL CLASSICO STREAMING FINALIZZATO A PROMUOVERE LA VENDITA DI UN DISCO. QUELLO CHE SEGUE, È UN REGALO D’ADDIO. La genesi beat&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake.jpg 500w" /><p><a href="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake.jpg" rel="mfp"><img class="aligncenter size-full wp-image-13995" title="thetruefake" src="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake.jpg" alt="" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake.jpg 500w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/10/thetruefake-1024x1024.jpg 1024w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<h6><span style="color: #999999;">I FAKE P NON ESISTONO PIÙ. L’ALBUM CHE VI FACCIAMO ASCOLTARE IN ANTEPRIMA, LO SCARICHERETE GRATIS FRA QUALCHE GIORNO, COME GRATIS AVETE SCARICATO ANCHE LE PRIME DUE ANTICIPAZIONI. QUELLO CHE SEGUE, QUINDI, NON È IL CLASSICO STREAMING FINALIZZATO A PROMUOVERE LA VENDITA DI UN DISCO.</span><br />
<span style="color: #999999;"> QUELLO CHE SEGUE, È UN REGALO D’ADDIO.</span></h6>
<p>La genesi beat e psichedelica dell’album dei veronesi mi ammalia e mi incanta.</p>
<p>Credo che le derivazioni siano lampanti ed inequivocabili (parere mio) tuttavia ho poca voglia di sciorinare un inventario di altre band che mi ricordano i <strong>Fake P</strong> perché─dopo tutto─<strong>The True Fake</strong> è multiforme e creativo, un portagioie di suoni e di idee singolari, una scatola di melodie pop accattivanti che smuovono l’umore. <strong>Conversation piece </strong>è un’overture regale e raffinata con l’organetto e le trombe a colorare un disegno di per sé già straordinario e vagamente psichedelico. <strong>Drama </strong>scalfisce le orecchie con la sua pasta low-fidelity e fa sorridere per il suo ponte farsesco, con la patch di tastiera simil-Casio a cambiar tono alla canzone. <strong>Prieuré des basses loges</strong> mi spedisce in orbita con la sua cadenza cabarettistica e l’aura lievemente pop-soul.  <strong>Fake V</strong> è un atto di riverenza alla new wave (l’intro vale almeno un centinaio di ascolti a mio parere), prima che sia <strong>Disappear </strong>a farsi avanti con un penetrante sintetizzatore nel finale (Monotron?), roba da far vibrare le viscere. La canzonatoria <strong>Seven recurring dreams </strong>è stravagante ed ingegnosa, dal tempo astruso e dalla cantilena estatica che stregherebbe chiunque. Il finale dell’album con <strong>Wasted</strong>, <strong>Happy End</strong> e <strong>Blitzkrieg</strong> (my favourite, sissignore) diventano d&#8217;improvviso il mio desiderio di vederli dal vivo. Un desiderio che non potrà realizzarsi. E questo, purtroppo&#8230; non è un fake.</p>
<p><iframe src="http://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Fplaylists%2F2528160%3Fsecret_token%3Ds-9LSx0&amp;show_artwork=true&amp;secret_url=true" frameborder="no" scrolling="no" width="100%" height="450"></iframe></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2012/10/01/fake-p-the-true-fake-full-album-stream/">Fake P &#8211; The True Fake (Full Album Stream)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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		<title>TheGiornalisti &#8211; Vecchio</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2012/09/19/the-giornalisti-vecchio/</link>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2012 12:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[thegiornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[vecchio]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/426879_409972002377849_1858062246_n1-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/426879_409972002377849_1858062246_n1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/426879_409972002377849_1858062246_n1-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/426879_409972002377849_1858062246_n1-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/426879_409972002377849_1858062246_n1-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/426879_409972002377849_1858062246_n1.jpg 841w" /><p>Oggi il redivivo pop anni Settanta è sdoganato a tutti gli effetti, libero, felice, vivace, di buon umore. Sciolto da tutte quelle catene non meglio definite indie pop, rievocato e commemorato dalla gente che sembra aver recuperato nei meandri della vita un buon motivo per andare ai concerti. E divertirsi senza fare i musoni o,&#8230;</p>
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<p><span id="more-11508"></span></p>
<p>Tutta questa delirante prefazione per spendere due parole sui <strong>TheGiornalisti</strong> che mi vengono a trovare per pranzo dritti dentro le mie cuffie scassate, portandomi in omaggio il loro nuovissimo <strong>Vecchio</strong> (perdonate l’antitesi) che vedrà la luce tra cinque giorni. Sull’universo di richiami nazionalpopolari della band romana non credo valga la pena di aggiungere esposizioni giornalistiche ritrite e abusate, di accostarli ad altri gruppi e cantautori che si intravedono nelle sinuosità del disco (in uscita per <strong>Boombica/Audioglobe)</strong>. Il secondo LP dei nostri redattori è un lavoro coerente e costante, fatto di canzoni ultra-popolari che si danno un tono soave e zuccherino, mescolando insieme le chitarre rhythm&amp;blues, gli accordi maggiori, le melodie allegre e rabbiose, le armonie semplici ma-non-per-questo-banali, i tempi veloci destinati al piacere e alla godibilità. Punto e virgola; l’<em>easy listening </em>è roba meravigliosa e per tutti, un democratico e fraterno abbraccio. Fate una cosa, è un consiglio e non un dovere, dicevo, quando vi gira male, date un ascolto a <strong>Diamo tempo al tempo </strong>e <strong>Guido così</strong>. </p>
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		<title>Xabier Iriondo &#8211; Irrintzi</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2012/09/14/xabier-iriondo-irrintzi/</link>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2012 12:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Cold Turkey]]></category>
		<category><![CDATA[Irrintzi]]></category>
		<category><![CDATA[Xabier Iriondo]]></category>

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voglio che leggi accuratamente quello che ho da dirti perché per me è molto importante fartelo sapere: mi hai rovinato la giornata e forse ti querelo perché il mio avvocato ha detto che ci sono tutti le condizioni per farlo. Allego dichiarazione del legale. Ho ascoltato in anteprima il tuo primo disco solista <strong>Irrintzi</strong>,per recensirlo su questo pluridecorato e stimatissimo blog della rete e mi vedo costretto a domandarti perché lo hai fatto.<br />
<span id="more-11511"></span><br />
Ebbene perché lo hai fatto? Perché mi hai fatto questo?</p>
<p>Perché hai messo quel meraviglioso <em>delay</em> sul suono della macchina da scrivere di <strong>Preferirei piuttosto gente per bene gente per male</strong>? Perché hai usato degli arpeggiatori così belli all’inizio di <strong>Itziar en Semea </strong>e nel dedalo sonoro di <strong>Irrintzi</strong> (che cazzo sono due brani spaventosamente perfetti)? Perché un preludio così vivido ed emozionale come la ronzante e cosmica <strong>Elektraren Aurreskua</strong>? Me lo spieghi perché? Perché hai scritto <strong>Il cielo sfondato</strong> con quel finale acid jazz che quasi quasi mi riguardo <em>Lost Highway </em>di Lynch? Perché quel sottofondo di sintetizzatori stupefacenti in <strong>Gernika eta Bermeo</strong>? Perché quel blues così violento e viscerale nelle chitarre di <strong>Cold Turkey </strong>e quel ritornello cantato in quel modo ruvido che mi vibra anche lo stomaco? Perché il punk old school di <strong>The Hammer</strong>, con quel basso distorto che mi manda in solluchero? Perché le basse frequenze di <strong>Reason to believe </strong>con quel cantato così malinconico e maledettamente.</p>
<p><iframe src="http://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F59828297&amp;show_artwork=true" frameborder="no" scrolling="no" width="100%" height="166"></iframe></p>
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		<title>Strange Hands &#8211; Dead Flowers</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2012/07/18/strange-hands-dead-flowers/</link>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 11:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Dead Flowers]]></category>
		<category><![CDATA[Strange Hands]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Strange_Hands_Dead_Flowers_front-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Strange_Hands_Dead_Flowers_front-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Strange_Hands_Dead_Flowers_front-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Strange_Hands_Dead_Flowers_front-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Strange_Hands_Dead_Flowers_front-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Strange_Hands_Dead_Flowers_front-186x186.jpg 186w" /><p>Di solito sorvolo sugli impulsi amorosi (del tutto personali), vero è che il lettore può non essere d’accordo, vero è che al lettore può non fregargliene niente. Ma quando ho tra le orecchie una produzione della  Shit Music For Shit People i miei sentimenti aleggiano tra le spire del buonumore e l’ebbrezza. Oggi, mentre rimpiango&#8230;</p>
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<p><span id="more-9987"></span>Oggi, mentre rimpiango la neve di febbraio, vengono a farmi visita nelle cuffie i francesi <strong>Strange Hands </strong>che da Bordeaux mi portano in dono il loro debut album <strong>Dead Flowers</strong>, una superba commistione tra il noise-rock, la low-fidelity e le good vibrations di un surf-rock uniforme e mono-tono. Tutt’altro che noioso e gustoso come il limone con lo zucchero.</p>
<p>Il trio dunque toglie dal forno un lavoro autorevole fatto di genuinità e di quella vena punk che trova nei riff della chitarra, settata sulle alte frequenze simil-Danelectro dal sapore anni Sessanta, la sua massima espressione.</p>
<p>La batteria piccina e compressa (<strong>Anxious Pictures</strong>), la voce biascicata e strillata (l’outro di <strong>Bunny Slipper </strong>è la perfetta colonna sonora di un film d’exploitation violentissimo), l’organetto psichedelico e cartavetrato (mettere il repeat sulla lisergica <strong>Summertime</strong>) e l’ottimo lavoro di mixaggio sulle morbidissime distorsioni vincono l’Oscar per il miglior film straniero (e per i migliori effetti speciali).</p>
<p>Il sipario si abbassa con lo stoner rock di <strong>Trapper &amp; Dodgers </strong>e la lucida schizofrenia di <strong>Warm Refletcion </strong>(di gran lunga la caramella più gustosa di tutto l’album).<br />
Maneggiate con cura.<br />
E indossate la mascherina protettiva.<br />
<em>C’est fantastique!</em></p>
<p><center><iframe style="position: relative; display: block; width: 300px; height: 410px;" src="http://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/album=2567583856/size=grande3/bgcol=FFFFFF/linkcol=000000/" frameborder="0" width="300" height="410"></iframe></center></p>
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		<title>Insooner &#8211; Caimani</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2012/06/28/insooner-caimani/</link>
		<pubDate>Thu, 28 Jun 2012 10:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[caimani]]></category>
		<category><![CDATA[insooner]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Insooner_Caimani_AlbumCover-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Insooner_Caimani_AlbumCover-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Insooner_Caimani_AlbumCover-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Insooner_Caimani_AlbumCover-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Insooner_Caimani_AlbumCover-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Insooner_Caimani_AlbumCover-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Insooner_Caimani_AlbumCover.jpg 676w" /><p>C’era una volta lo stereo di mio padre con le casse Mordaunt e c’era una volta l’umore cenerino di mia madre che predilige la bassa intensità acustica, disgraziata. Ed è la storia degli Insooner che quest’oggi vengono a farmi visita per pranzo, dritti dentro la mia testa. A volumi che in questa casa sono proibiti.&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Insooner_Caimani_AlbumCover-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Insooner_Caimani_AlbumCover-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Insooner_Caimani_AlbumCover-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Insooner_Caimani_AlbumCover-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Insooner_Caimani_AlbumCover-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Insooner_Caimani_AlbumCover-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/Insooner_Caimani_AlbumCover.jpg 676w" /><p><img class="aligncenter" src="http://1.bp.blogspot.com/-ZSjijJFc3wc/T7nv88kaFbI/AAAAAAAAAfE/Zvx4ahWat9U/s1600/Insooner_Caimani_AlbumCover.jpg" alt="" width="473" height="473" />C’era una volta lo stereo di mio padre con le casse Mordaunt e c’era una volta l’umore cenerino di mia madre che predilige la bassa intensità acustica, disgraziata. Ed è la storia degli <strong>Insooner</strong> che quest’oggi vengono a farmi visita per pranzo, dritti dentro la mia testa. A volumi che in questa casa sono proibiti. Per l’occasione il trio varesino mi porta in dono il nuovissimo <strong>Caimani</strong>, uscito per <strong>Forears Records</strong>, un lavoro roccioso e dispotico, wow -dico io-.<br />
<span id="more-9113"></span>Accendo lo stereo e ho il nitido presentimento di esser accerchiato. <em>Kaboom</em>, come nei cartoni animati. Il suono degli <strong>Insooner</strong> è autorevole e imbrattato dalle distorsioni più voluminose ed esce dalle casse come un tutt’uno corpulento (e tirannico) di chitarre e di bassi magistralmente coadiuvati, un pugile dall’occhio nero che incassa due montanti prima di ubriacarti di botte. E il disco è ricco di dinamiche isteriche (mettere il repeat su <strong>Caimani infernali</strong>), di cacofonie, di tempi inconcepibili che sgomentano e seducono, di suoni indovinati, di spessore garage-punk e di uniformità orchestrale. A mio condannabile giudizio è d’uopo ritagliare un piccolo spazio per <strong>Giuda</strong>, la più Bella del Reame, la traccia che più d’ogni altra racchiude il <em>concept</em> del disco, una giostra emozionale fatta di cambi di tempo, un brano difficile e difficilmente accessibile. Ma non per questo semplicemente meraviglioso. Il basso noise-rock di <strong>Icaro nel fango</strong> dà alla luce una densa parete di suono che lancia il disco a tutta velocità, prima dell’interludio-shoegaze <strong>Fionda</strong> (e non serve starvi a spiegare il significato). I coni delle casse vengono accarezzati dall’inquieta ballad <strong>Istantanea della fine</strong>, prima che il sipario cali sui cocci dello stereo. Sì, i cocci.</p>
<p><iframe src="http://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Fplaylists%2F1650571%3Fsecret_token%3Ds-heHE8&amp;auto_play=false&amp;show_artwork=true&amp;color=ed393f" frameborder="no" scrolling="no" width="100%" height="450"></iframe></p>
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		<title>STREAM » The Van Houtens &#8211; Flop</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2012/06/07/stream-van-houtens-flop/</link>
		<pubDate>Thu, 07 Jun 2012 13:37:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Face Like A Frog Records]]></category>
		<category><![CDATA[Flop]]></category>
		<category><![CDATA[The Van Houtens]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/0010370-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/0010370-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/0010370-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/0010370-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/0010370-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/0010370-186x186.jpg 186w" /><p>Estate amaranto. Il caldo non solo è alle porte, ma entra senza manco chiedere permesso -cristosanto-. E nell’ansante boccheggiare delle prime battute di giugno ho degli ospiti per pranzo, i Van Houtens che da Milano vengono a farmi visita nelle cuffie. Dritti dentro la mia testa. Tra poco meno di venti giorni il loro primo&#8230;</p>
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<p>Il caldo non solo è alle porte, ma entra senza manco chiedere permesso -cristosanto-. E nell’ansante boccheggiare delle prime battute di giugno ho degli ospiti per pranzo, i <strong>Van Houtens</strong> che da Milano vengono a farmi visita nelle cuffie. Dritti dentro la mia testa. Tra poco meno di venti giorni il loro primo album <strong>Flop</strong> sarà ufficialmente res publica e nell’ascoltare l’anteprima mi assale un dubbio che per certi versi suona come lo <em>stupido è chi lo stupido fa</em> del Sig. Gump, da Greenbow con amore: i signorini o sono dei gèni (plurale di <em>genio</em>, non di <em>gene</em>), o sono dei forsennati imperscrutabili.<br />
<span id="more-8927"></span>Ascolto il disco due volte perché non ho le idee molto chiare, poi l’esitazione lascia spazio alla consapevolezza che la <strong>Face Like A Frog Records</strong> abbia colpito nel segno. Il disco della band di Verbania è un potpourri aromatico ed ultra-melodico che dondola tra il vivido sarcasmo dei testi popular e il multiforme itinerario musicale che va dal rock psichedelico (mettere il repeat su<strong> Matala</strong>), passando per il power-pop più anticonformista (<strong>John Ferrara &amp; Betty Karpoff</strong> è un trattato di creatività: “<em>John is contento confusion sentimento</em>” mi fa andare in solluchero), versandosi nell’orchestrale-sintetico (<strong>Waiting for the sun</strong>). Il grosso pregio di tutto il lavoro dei Van Houtens sta nella linearità e nella genuinità di canzoni che non si prendono sul serio, di ariette sciocche ma non per questo banali: le melodie restano nelle orecchie e prendono domicilio, come squatter arrembanti. Chitarre acustiche, ukulele, palloncini, tamburelli, oscillatori, clown, Beatles a non finire, bambini, trombe, saltimbanchi, carta velina, bonbon, succhi di frutta, nascondino-mosca cieca, vocoder, arpeggiatori, fiori e fuochi artificiali.</p>
<p>Questo—e molto altro ancora—il 20 giugno nei migliori negozi di dischi.<br />
<iframe src="http://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Fplaylists%2F1874343&amp;show_artwork=true" frameborder="no" scrolling="no" width="100%" height="450"></iframe></p>
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		<title>Le Furie &#8211; Andrà Tutto Bene</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2012/05/11/le-furie-andra-tutto-bene/</link>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 11:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[andrà tutto bene]]></category>
		<category><![CDATA[le furie]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/545627_431275933554877_201956386486834_1981903_1681345594_n-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/545627_431275933554877_201956386486834_1981903_1681345594_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/545627_431275933554877_201956386486834_1981903_1681345594_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/545627_431275933554877_201956386486834_1981903_1681345594_n-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/545627_431275933554877_201956386486834_1981903_1681345594_n-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/545627_431275933554877_201956386486834_1981903_1681345594_n-186x186.jpg 186w" /><p>Lì fuori i boccioli dei rusticani hanno scatenato la mia allergia ai pollini. Nell’aria il cattivo umore trabocca e gli starnuti mi rovinano la giornata. Ma nelle cuffie vengono a farmi visita Le Furie, da Firenze con garbo e con veemenza al contempo, e mi presentano il loro primissimo LP Andrà Tutto Bene in uscita&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/545627_431275933554877_201956386486834_1981903_1681345594_n-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/545627_431275933554877_201956386486834_1981903_1681345594_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/545627_431275933554877_201956386486834_1981903_1681345594_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/545627_431275933554877_201956386486834_1981903_1681345594_n-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/545627_431275933554877_201956386486834_1981903_1681345594_n-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/545627_431275933554877_201956386486834_1981903_1681345594_n-186x186.jpg 186w" /><p>Lì fuori i boccioli dei rusticani hanno scatenato la mia allergia ai pollini. Nell’aria il cattivo umore trabocca e gli starnuti mi rovinano la giornata.<br />
Ma nelle cuffie vengono a farmi visita <strong><a href="http://www.facebook.com/lefurie" target="_blank">Le Furie</a></strong>, da Firenze con garbo e con veemenza al contempo, e mi presentano il loro primissimo LP<strong> Andrà Tutto Bene</strong> in uscita per Ishtar Music, un album coeso ed autorevole, dall’intricato dedalo di sonorità che volteggiano tra il <em>baroque</em>, l’alternative e il post-rock (dove i parallelismi con Manuel Agnelli e Giorgio Canali sembrano opportuni. Almeno a me, che in fin dei conti non conto niente in questa storia).<br />
<span id="more-8098"></span>E come spesso mi capita, ho in còr mio il grosso rammarico di non aver visto la band sul palco, dal vivo, ovvero nel punto culminante della propria espressività artistica, laddove un disco non serve perché quello che conta è la prestanza.<br />
<iframe src="http://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F41499246&amp;show_artwork=true" frameborder="no" scrolling="no" width="100%" height="166"></iframe><br />
Il primo lavoro dei fiorentini funziona, funziona eccome, col suo variegato mucchio di melodie ultra-pop e di testi che si interrogano e si tormentano (<strong>Banale</strong> per credere e da riavvolgere centomila volte), col vago e vigoroso nichilismo di <strong>Solypso</strong> (il basso distorto mi fa andare in solluchero), con la cantautoralità e l’eleganza di <strong>21 anni </strong>e della power ballad <strong>Mimì Bluette</strong>, con le ruvide e pesanti parole di <strong>Pausa</strong> edulcorate dalla melodia delle chitarre, prima di arrivare all’apogeo dell’intero album de Le Furie: la bella <strong>Niche</strong>, dove convergono la autorevolezza sonora, la coerenza di tutto l’LP, il linguaggio diretto e acuminato, il buon lavoro di mixaggio che deforma un po’ l’agonismo dei toscani facendone tuttavia trapelare le intenzioni. Non ho smesso di starnutire, maledetta primavera, ma sono convinto che in fondo. Andrà tutto bene.<br />
<iframe src="http://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F41497265&amp;show_artwork=true" frameborder="no" scrolling="no" width="100%" height="166"></iframe></p>
<p>[UPDATE]<br />
ASCOLTA L&#8217;INTERO DISCO<br />
<iframe src="http://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Fplaylists%2F2005560&amp;show_artwork=true" frameborder="no" scrolling="no" width="100%" height="450"></iframe></p>
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		<title>Cosmetic &#8211; Conquiste</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2012/04/13/cosmetic-conquiste/</link>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 09:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[conquiste]]></category>
		<category><![CDATA[cosmetic]]></category>
		<category><![CDATA[la tempesta]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/cosmetic_conquiste-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/cosmetic_conquiste-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/cosmetic_conquiste-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/cosmetic_conquiste-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/cosmetic_conquiste-186x186.jpg 186w" /><p>La tinta del cielo che avviluppa i tetti di questa città rispecchia lo stato d’animo del sottoscritto. Almeno, oggi è così; finalmente. Trovo seccante quando umore e meteo sono incongruenti. Grigio. E quest’oggi ho degli ospiti per pranzo, i Cosmetic, che dalle alture romagnole vengono a farmi visita nelle nuove cuffie che ho comprato, dritti dentro&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/cosmetic_conquiste-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/cosmetic_conquiste-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/cosmetic_conquiste-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/cosmetic_conquiste-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/cosmetic_conquiste-186x186.jpg 186w" /><p><img class="aligncenter" src="http://www.eventiesagre.it/images/upload/image/2012/artisti/gruppi_musicali/cosmetic_conquiste.jpg" alt="" width="300" height="269" />La tinta del cielo che avviluppa i tetti di questa città rispecchia lo stato d’animo del sottoscritto. Almeno, oggi è così; finalmente. Trovo seccante quando umore e meteo sono incongruenti. Grigio. E quest’oggi ho degli ospiti per pranzo, i <strong>Cosmetic</strong>, che dalle alture romagnole vengono a farmi visita nelle nuove cuffie che ho comprato, dritti dentro la mia testa. Tra poco più di una settimana il loro nuovissimo album <strong>Conquiste</strong> sarà cosa di tutti, prima che il tour promozionale li porti su e giù per lo Stivale, da Milano a Monopoli con annessa fermata nella Capitale.<br />
<span id="more-6957"></span>Il lavoro dei <em>cosmetici</em>, in uscita per <strong>La Tempesta</strong>, possiede una coerenza ed un’omogeneità inappuntabili che gli conferiscono quaranta minuti di puro agonismo, senza cali di tensione. Ed attenzione. L’amalgama noise-pop dell’overture <strong>Lenta conquista</strong>,<strong> </strong>condita di fuzz, di riverberini bellini bellini ed edulcorata dalla melodia della voce [il testo è geniale], apre le cancellate verso un disco dalla scorza underground che spazia dalla <em>neopsichedelia</em> (mettere il repeat sull’interludio <strong>Andreini</strong> e sulla portentosa ed ariosa <strong>Colonne d’errore</strong>, con la sua batteria piccina e le sue massicce chitarre abrasive), al post-grunge (le bellissime <strong>Melly</strong> e <strong>Scisma</strong> crepitano nelle cuffie con autorevolezza), passando dal’<em>indie-pop</em> (le melodiose <strong>Prima o poi</strong> e <strong>Lo spavento</strong> attenuano l’impetuosità dell’insieme). E mi rimbrotta il sound del basso distorto, che a mio sindacabile giudizio fa il bello e il bellissimo tempo di questo disco. Come se ce l’avesse con me. <strong>Per un amico</strong> mi tira a sé con forza e e mi racconta una storia turbante che mi sembra di aver vissuto milioni di volte: i distacchi sono cose dure da digerire. Bellissima. Ci sono i Yo La Tengo in questo bosco sonoro e le straripanti idee di un quartetto che corre a cento all’ora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><center><iframe src="http://www.youtube.com/embed/JiUbj6_RgPQ?rel=0" frameborder="0" width="450" height="350"></iframe></center></p>
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		<title>Giardini di Mirò &#8211; Good luck</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2012/03/21/giardini-di-miro-good-luck/</link>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 11:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Giardini di Mirò]]></category>
		<category><![CDATA[good luck]]></category>
		<category><![CDATA[time on time]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/tumblr_m0xja2ANfy1r78xbjo1_500-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/tumblr_m0xja2ANfy1r78xbjo1_500-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/tumblr_m0xja2ANfy1r78xbjo1_500-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/tumblr_m0xja2ANfy1r78xbjo1_500-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/tumblr_m0xja2ANfy1r78xbjo1_500-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/tumblr_m0xja2ANfy1r78xbjo1_500-186x186.jpg 186w" /><p>Con ogni probabilità questo è l’ultimo disco che ascolto con le fracassate Samson CH70, ormai stanno tirando le cuoia (e i dischi suonano tutti lo-fi, ma in fin dei conti è bello così). Oggi mi fanno visita —dritti dentro la mia testa— i Giardini di Mirò e l’occasione è troppo speciale per un commiato dalla&#8230;</p>
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<p><span id="more-6200"></span></p>
<p>A tre anni dal loro ultimo lavoro, l’acutissima e multiforme <em>colonna sonora</em> Il Fuoco, la band reggiana rientra sul proscenio italiano togliendo dal forno un album suggestivo: cupo e romantico, alle volte struggente, talvolta raggiante. Ma gli aggettivi in questo mestiere sono astrazioni che servono solo a complicare la vita; parliamo di musica. L’affascinante itinerario sonoro dei Giardini di Mirò è un autentico puzzle poetico che spazia dall’indie-folk dell’ouverture <strong>Memories</strong>, l’epigrafe a ricordo dei bei tempi, con la sua bellissima chitarra che a rilento svanisce; passando per la <em>popular</em> <strong>Ride</strong>, col rettilineo coro a due voci basso-batteria; spiegando le ali con <strong>There is a place </strong>edulcorata dal canto femminile e dal rullante lieve. La confidenziale ballad <strong>Rome</strong> è un crescendo di batticuore sonoro (il cambio di tempo finale è squisito). Le sonorità Broken Social Scene di <strong>Time on time</strong> mi mandano in solluchero, prima del sipario <strong>Flat heart society</strong>, cadenzata con i clap, alla <em>Tonight</em> di mister Lanegan.</p>
<p>L’apogeo di tanto romanticismo: <em>You said heart has many rooms, so please furnish one for me.</em></p>
<p>Buona fortuna.</p>
<p><object id="flashObj" width="599" height="337" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashVars" value="videoId=1509159099001&amp;linkBaseURL=http%3A%2F%2Ftv.wired.it%2Fentertainment%2F2012%2F03%2F21%2Fgiardini-di-miro-video-good-luck-wired.html&amp;playerID=1242911580001&amp;playerKey=AQ~~,AAABEhAW9Lk~,w1oc77tKDnuEu3PflWxio8O9hIu8PV65&amp;domain=embed&amp;dynamicStreaming=true" /><param name="base" value="http://admin.brightcove.com" /><param name="seamlesstabbing" value="false" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="swLiveConnect" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://c.brightcove.com/services/viewer/federated_f9?isVid=1&amp;isUI=1" /><param name="flashvars" value="videoId=1509159099001&amp;linkBaseURL=http%3A%2F%2Ftv.wired.it%2Fentertainment%2F2012%2F03%2F21%2Fgiardini-di-miro-video-good-luck-wired.html&amp;playerID=1242911580001&amp;playerKey=AQ~~,AAABEhAW9Lk~,w1oc77tKDnuEu3PflWxio8O9hIu8PV65&amp;domain=embed&amp;dynamicStreaming=true" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="swliveconnect" value="true" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash" /><embed id="flashObj" width="599" height="337" type="application/x-shockwave-flash" src="http://c.brightcove.com/services/viewer/federated_f9?isVid=1&amp;isUI=1" flashVars="videoId=1509159099001&amp;linkBaseURL=http%3A%2F%2Ftv.wired.it%2Fentertainment%2F2012%2F03%2F21%2Fgiardini-di-miro-video-good-luck-wired.html&amp;playerID=1242911580001&amp;playerKey=AQ~~,AAABEhAW9Lk~,w1oc77tKDnuEu3PflWxio8O9hIu8PV65&amp;domain=embed&amp;dynamicStreaming=true" base="http://admin.brightcove.com" seamlesstabbing="false" allowFullScreen="true" swLiveConnect="true" allowScriptAccess="always" flashvars="videoId=1509159099001&amp;linkBaseURL=http%3A%2F%2Ftv.wired.it%2Fentertainment%2F2012%2F03%2F21%2Fgiardini-di-miro-video-good-luck-wired.html&amp;playerID=1242911580001&amp;playerKey=AQ~~,AAABEhAW9Lk~,w1oc77tKDnuEu3PflWxio8O9hIu8PV65&amp;domain=embed&amp;dynamicStreaming=true" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" swliveconnect="true" pluginspage="http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash" /></object></p>
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		<title>Hot Gossip &#8211; Hopeless</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2012/03/15/hot-gossip-hopeless/</link>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 09:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[hopeless]]></category>
		<category><![CDATA[hot gossip]]></category>

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C’è la sera là fuori.<br />
E nelle mie cuffie mi fa visita Giulio Calvino <em>also known as</em> <strong>Hot Gossip</strong> col suo ultimissimo disco che tra pochi giorni sarà cosa di tutti e strapperà un sorriso all’allegra combriccola di malinconici anni Novanta, già.<br />
<span id="more-5556"></span>La copertina versione <em>Loggia Nera</em> di Twin Peaks evoca il caffè che ho ingollato poco fa e a questo punto fa il suo ingresso sul proscenio il canto a due voci grancassa-rullante di <strong>We were regulars</strong>, la potente overture di <strong>Hopeless</strong>, un lavoro coeso e ricco di nerbo che oscilla tra il surf-rock di <strong>New Sound</strong> e il garage-punk di <strong>Love Murders </strong>(col Bel mormorio del fuzz in sottofondo, ammesso che sia un fuzz, ammesso che sia un mormorio), raccogliendo il basso cadenzato di <strong>Wasting my time</strong>, fino alle rilucenti distorsioni British&amp;popular di <strong>I’m out of here</strong>. A conti fatti è un disco risoluto ed abrasivo, in cui il <em>sound </em>del varesino -prima ancora degli arrangiamenti dei brani- è il primo attore della scena. A mio sindacabile giudizio è l’acutissimo mix operato sulle chitarre a tingere il paesaggio. Di nero, di marrone, di verde scuro, d’altronde siamo vicini a Twin Peaks, a due passi dal Canada. La voce eterea di <strong>People shooting banks</strong>, la straordinaria perla del disco, con la sua intonazione da filastrocca recitata milioni di volte e ai pranzi di Natale, mi manda in sollucchero perché corre a briglia sciolta su un tappeto di valvole sature e isteriche (i più isterici sentiranno il rumore delle corde della chitarra, i nostalgici hardcore sentiranno il parapiglia dei crash della batteria). E dopo un breve ed indisciplinato tragitto di sette tracce l’elegante litania funebre di <strong>March of the black umbrellas </strong>mi porta ai titoli di coda. Mentre la voce cacofonica e vagamente incazzata accompagna il passo del feretro.</p>
<p>E poi fa buio nella <em>Loggia</em>.</p>
<p>Tolgo le cuffie e ringrazio di cuore Giulio e gli Hot Gossip.</p>
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		<title>Drink to Me &#8211; S</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2012/02/29/drink-to-me-s/</link>
		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 10:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[drink to me]]></category>
		<category><![CDATA[s]]></category>
		<category><![CDATA[unhip records]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/copertina-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/copertina-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/COPERTINA-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/COPERTINA-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/COPERTINA-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/copertina-770x770.jpg 770w" /><p>Un giorno Andrea mi telefona tutto concitato e su di giri. E quando finisco di leggere anch’io il tour diary dal sito Internet dei Drink to Me (http://www.drinktome.net/), afferro il motivo del suo fervido godimento. Sorrido perché è davvero bellissimo, è scritto con nobile maestria e mi dà l’idea che loro siano un gruppo molto&#8230;</p>
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<p>Un giorno Andrea mi telefona tutto concitato e su di giri. E quando finisco di leggere anch’io il tour diary dal sito Internet dei <strong><a title="Love Me Two Times And Drink To Me" href="http://www.dlso.it/site/2012/01/18/love-me-two-times-and-drink-to-me/">Drink to Me</a> </strong>(<a href="http://www.drinktome.net/">http://www.drinktome.net/</a>), afferro il motivo del suo fervido godimento. Sorrido perché è davvero bellissimo, è scritto con nobile maestria e mi dà l’idea che loro siano un gruppo molto unito. Assisto a tutti i loro concerti leggendo soltanto i loro resoconti, è spaventosamente viva certa letteratura. A quel punto è avvenuto il mio primo incontro con loro; giornata di sole, sottofondo <em>Brazil</em>, il loro secondo full-lenght; il mio umore a bordo dello Sputnik.</p>
<p>Da allora sono passati due calendari ed il trio torinese torna a farmi visita, dritto dentro le mie cuffie.</p>
<p>Mentre fuori la neve.</p>
<p>Il 9 marzo sul proscenio di <strong>Unhip Records</strong> uscirà il loro ultimo lavoro, <strong>S</strong>, a pitturare tutto questo grigio. La stupefacente sinergia tra i noise-levels del sintetizzatore, i bassi alterati, le dissonanze, i ritmi ancestrali di batteria e gli ariosi riverberi sulla voce, sono la stropicciata cartolina spedita da una regione exotique (<strong>L.A. 13 pt. 1 </strong>non a caso<strong> </strong>è la perfetta sintesi di un disco <em>warm</em>, estatico, lenitivo, edulcorato dalle bellissime melodie che danno colore, che danno mimica alla pasta). L’ouverture-singolo <strong>Henry Miller</strong>, col suo pattern afrobeat di batteria e l’inquieta e commovente melodia di voce, mi manda in solluchero insieme alla criptica sentenza finale <em>this is just a secret, this is our secret</em>. <strong>The Elevator</strong> e <strong>Future days </strong>si avvicinano alle sonorità trip hop e l’album decolla per far scalo a <strong>Dig a Hole with a Needle</strong>, l’apogeo di oscillatori e distorsori (il mix operato sulla batteria è geniale). La drum machine di <strong>Disaster Area</strong> fa da pedana per un monologo-filastrocca hip-hop, prima che il sipario cali con l’intima, onirica e travolgente <strong>Airport song</strong>; presente -no?- quando tutti dormono nella sala d’aspetto, prima di salire su quel maledetto mostro con le ali.</p>
<p>In fondo, penso, questo disco è un portagioie con le ali e dentro ci trovi il riverbero, il ritmo tribale, il synth distorto, il coro, l&#8217;inno, il pop lisergico. E il cruccio sulla pronuncia del titolo: S, sh, ss, ésse, èsse, ès, és.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/jxAXWWywptE?rel=0" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
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		<title>Vermillion Sands &#8211; Summer Melody 7&#8243;</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2012/01/20/vermillion-sands-summer-melody-7/</link>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 11:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Shit Music For Shit People]]></category>
		<category><![CDATA[vermillion sands]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/01/vermillion-sands-cover-front-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/01/vermillion-sands-cover-front-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/01/vermillion-sands-cover-front-150x150.jpg 150w" /><p>Girovaghi e gira giramondo, che incanto. Oggi è il giorno del mio compleanno (iea!), guardo indietro con un po’ di nostalgia e mentre prospetto di andare a Strasburgo e al prossimo Edinburgh Film Festival mi vengono a far visita, dritti dentro le mie cuffie demolite dai tanti calendari, i Vermillion Sands a raccontarmi di loro&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2012/01/20/vermillion-sands-summer-melody-7/">Vermillion Sands &#8211; Summer Melody 7&#8243;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/01/vermillion-sands-cover-front-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/01/vermillion-sands-cover-front-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/01/vermillion-sands-cover-front-150x150.jpg 150w" /><p><a href="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/01/vermillion-sands-cover-front.jpg" rel="mfp"><img class="aligncenter size-full wp-image-4150" title="vermillion sands cover front" src="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/01/vermillion-sands-cover-front.jpg" alt="" width="480" height="482" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/01/vermillion-sands-cover-front.jpg 480w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/01/vermillion-sands-cover-front-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/01/vermillion-sands-cover-front-298x300.jpg 298w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a>Girovaghi e gira giramondo, che incanto.</p>
<p>Oggi è il giorno del mio compleanno (iea!), guardo indietro con un po’ di nostalgia e mentre prospetto di andare a Strasburgo e al prossimo Edinburgh Film Festival mi vengono a far visita, dritti dentro le mie cuffie demolite dai tanti calendari, i <strong>Vermillion Sands</strong> a raccontarmi di loro e del loro 7” che l’amabile <strong>Shit Music For Shit People </strong>ha recentemente rilasciato.<br />
<span id="more-4120"></span>Loro, girovaghi e gira giramondo. Ed è dalla loro Treviso che sono partiti alla volta dell’Europa centro-occidentale, dell’East Coast (!) e di Pechino (!!!), con le valige piene di garage rock di matrice rhythm&amp;blues e con le armonie smaliziate che al palato sono surf e sono molto buone, provare per credere. Il sette pollici è un itinerario lungo due stagioni, fisicamente distinte nei titoli e nella collocazione sul supporto-vinile: lato A <strong>Summer Melody</strong>, lato B <strong>A sweet bitter Winter</strong>. Il primo luminoso, arioso, che sa di bagnasciuga stracolmo di persone su una cartolina color seppia, con la voce-filastrocca dolcemente riverberata, con la batteria dal groove profondo e mixata da un genietto, con il fuzz sulla chitarra che è tanto cremoso. Un gelato. Il secondo più aspro e più blues, con la chitarra acustica e sue le corde che ronzano, il basso ammorbidito e cadenzato che a mio sindacabile giudizio fa la differenza.</p>
<p>E nella bocca resta un sapore appetitoso e faccio repeat senza pensarci due volte. Già, dimenticavo, le illustrazioni sono di Gennebra, disegnatore e grafico portoghese. Quasi quasi parto anch’io.</p>
<p><center><object width="500" height="500" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://player.believe.fr/player/3610150397775/6/black/0/0/0/it/" /><param name="quality" value="high" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /><embed width="500" height="500" type="application/x-shockwave-flash" src="http://player.believe.fr/player/3610150397775/6/black/0/0/0/it/" quality="high" wmode="transparent" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /></object></center></p>
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		<title>Capitan Love &#8211; The wasted years of Capitan Love</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2012/01/18/capitan-love-the-wasted-years-of-capitan-love/</link>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 10:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[capitan love]]></category>
		<category><![CDATA[the wasted years of capitan love]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/folder-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/folder-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/folder-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/folder-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/folder-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/folder-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/folder.jpg 428w" /><p><img class="aligncenter" src="http://2.bp.blogspot.com/-1LoNgtCDsiw/TuHj91fX0HI/AAAAAAAACdE/aVgYwibEnVo/s1600/folder.jpg" alt="" width="428" height="428" />Ricordi la capanna che facevi da bimbo con le coperte, le sedie, la torcia e qualche cuscino? Io ci portavo anche il mangianastri. Autismo. Prima dell’alcol e qualche droga indigesta. Prima c’era la capanna, lo sballo, l’unica via per sconfinare il mondo tangibile. È da là sotto che nelle cuffie mi fa visita l’<em>ahahaha</em> di un ragazzino di nome Raniero Spinelli, barba e capelli brizzolati, divertito, l’umore e l’energia di chi sperimenta forme di scrittura pop molecolare, semplice, sostanziale, divertente.<br />
<span id="more-4015"></span><br />
E quel piccolo grande bambino si è trasformato in <strong>Capitan Love </strong>che col suo <strong>The wasted years of Capitan Love</strong> racconta storie chimeriche di aerei in avaria nella sua testa multiforme (far repeat sull’omonima seconda traccia dell’album), di Rosa che non ne vuole sapere di tornar a casa anche se è lì che tutti tornano quando le cose girano male, di notti col naso all’insù mentre le stelle sfavillano in silenzio. E il lavoro di Raniero ha il grossissimo prestigio della genuinità, del facile ascolto, dello svago, dell’inglese pronunciato a cazzo-di-cane, dei coretti in falsetto ad edulcorare la pasta, del noise, di qualche piano, sequencer e drum-machine a mettere il suggello su un lavoro popolare smaliziato e adorabile. I fruscii da bassa fedeltà mi fanno andare in solluchero, le chitarre e le trombe sono come il pennarello magico che passa sui puntini neri. E tutto si colora. Presente? I giudizi come questo sono sindacabili, ma la frivolezza anarchica è sempre una boccata d’aria fresca.</p>
<p>Full Download » <a href="http://www.capitanlove.it/mp3s/The%20Wasted%20Years%20Of%20Capitan%20Love.zip" target="_blank">Capitan Love &#8211; The wasted years of Capitan Love<br />
</a>Ascolta in streaming e leggi i testi » <a href="http://www.capitanlove.it/musica/">http://www.capitanlove.it/musica/<br />
</a></p>
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		<title>Silver Rocket &#8211; Old fashioned</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/12/30/silver-rocket-old-fashioned/</link>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 11:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[old fashioned]]></category>
		<category><![CDATA[silver rocket]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2733956559-1-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2733956559-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2733956559-1-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2733956559-1-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2733956559-1-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2733956559-1-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2733956559-1.jpg 350w" /><p>Il revival hardcore-grunge è qualcosa adorabile, con tutta quella commistione di bassa fedeltà, di ruvidezza ed accurato lerciume sonoro, tanto da diffondere nella mia testa un (poco) velato senso di incazzatura e viscerale odio verso il mondo intero. Endorfina. Ieri sera mi hanno rubato il motorino sotto casa e stamattina nelle mie cuffie vengono a farmi visita i <strong><a href="http://www.facebook.com/silverrocketband?sk=wall" target="_blank">Silver Rocket</a></strong>, quasi a confortare un’anima in pena. La mia. E il trio ferrarese mi dà del tu col loro primo full-lenght <strong>Old fashioned</strong>, un lavoro diretto, a senso unico.<br />
<span id="more-3375"></span>Dritto dentro l’umore vitreo di ‘sta giornata dimmerda. E le dieci tracce del bellissimo album racchiudono tutta la autorevolezza degli anni Novanta, dai Nirvana meno popular (repeat sull’attaccabrighe <strong>Failure and disaster</strong>), passando dai Dinosaur Jr. (<strong>The Getaway</strong>), con qualche cartolina all’indirizzo dei Pavement (l’outro <strong>That’s life</strong> da studiare a memoria; strepitosa), degli Happy birthday e dei conterranei Modotti. Ma commemorare altri gruppi è sempre una perdita di tempo. L’album dei SR è uno scrigno coerente, privo di contraddizioni, un ordigno da ascoltare tutto d’un fiato, un portagioie aggressivo stracolmo di distorsioni (il gustoso fuzz sulla chitarra e le alterazioni sul basso sono notevoli), di perizia in fase di mixaggio (a mio sindacabile giudizio la scelta della voce più indietro rispetto alle chitarre e alla batteria [eighties e suonata con potenza] è ottima) e di vivida naturalezza. Come se fossero nell’altra stanza a suonare. Non ci sono peli sulla lingua, ornamenti superflui. Conta solo la collisione. Mi mangio le mani per non averli visti al Covo di Bologna, la loro nicchia ecologica.</p>
<p><iframe style="position: relative; display: block; width: 300px; height: 100px;" src="http://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/album=2236693358/size=grande/bgcol=FFFFFF/linkcol=4285BB/" frameborder="0" width="300" height="100"></iframe></p>
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		<title>Don Turbolento &#8211; Attack</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/12/22/don-turbolento-attack/</link>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 11:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[attack]]></category>
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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/384114_178561825572050_107473382680895_335859_2122923792_n-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/384114_178561825572050_107473382680895_335859_2122923792_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/384114_178561825572050_107473382680895_335859_2122923792_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/384114_178561825572050_107473382680895_335859_2122923792_n-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/384114_178561825572050_107473382680895_335859_2122923792_n-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/384114_178561825572050_107473382680895_335859_2122923792_n-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/384114_178561825572050_107473382680895_335859_2122923792_n.jpg 720w" /><p>Attendo la gelata natalizia che tarda ad arrivare e dal cielo bianco di questa città piovono i Don Turbolento dritti dentro la mia testa. E nelle cuffie l’amabile synth-pop del duo bresciano, condito di noise levels (Attack! mi fa andare in solluchero), compressori e arpeggiatori carini carini, mi tiene compagnia celebrando il sound di LCD&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/384114_178561825572050_107473382680895_335859_2122923792_n-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/384114_178561825572050_107473382680895_335859_2122923792_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/384114_178561825572050_107473382680895_335859_2122923792_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/384114_178561825572050_107473382680895_335859_2122923792_n-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/384114_178561825572050_107473382680895_335859_2122923792_n-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/384114_178561825572050_107473382680895_335859_2122923792_n-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/384114_178561825572050_107473382680895_335859_2122923792_n.jpg 720w" /><p>Attendo la gelata natalizia che tarda ad arrivare e dal cielo bianco di questa città piovono i <strong>Don Turbolento </strong>dritti dentro la mia testa. E nelle cuffie l’amabile synth-pop del duo bresciano, condito di noise levels (<strong>Attack!</strong> mi fa andare in solluchero), compressori e arpeggiatori carini carini, mi tiene compagnia celebrando il sound di LCD Soundsystem (e i colleghi Hot Chip), i nostrani Low Frequency Club ed evocando alle volte i Kraftwerk (mettere repeat sulla [assai] splendida <strong>Desert Line</strong>), quanto basta e senza esagerare.<br />
<span id="more-3107"></span> Alla fine credo che questa storia dei rimandi sia nociva per tutti e in realtà i Don Turbolento nel loro d.i.y. <strong>Attack</strong>, che ha visto la luce il 22 novembre scorso, imperniano un lavoro personale e di carattere che dal funk passa al pop-elettronico, dando un passaggio anche alla nuova onda anni Ottanta. La ricetta dell’album è molto semplice, ma non per questo risulta sciocca e frivola. E sono convintissimo del fatto che il full-lenght rispecchi pedissequamente il loro approccio live irruente e passionale (spero di constatarlo personalmente in una delle loro appetitose date nei più bei club de noantri), con la grancassa dritta,i pad di drum machine, i pulsantoni (per dirla alla Calafuria’s Brothers), le distorsioni (<strong>Don T</strong> e <strong>Tanzen Dusseldorf </strong>su tutte), gli effetti digitali, i modulatori, le vocine semplici. Dio benedica i giapponesi.</p>
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		<title>Distanti &#8211; Mamba nero</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/11/17/distanti-mamba-nero/</link>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 12:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[distanti]]></category>
		<category><![CDATA[mamba nero]]></category>

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Facciamo una cosa, vi racconto un frammento della mia adolescenza nel tentativo di riordinare le idee. Sono su di giri, graziatemi. Un po’ di pietà. Qualche anno fa a Bologna c’era la scena hardcore-screamo che ravvivava le serate coi ghiaccioli. Serate come queste. Col fumo che esce dalla bocca. Col disagio di una collettività disagiata. Che la musica ti sembra sempre la stessa. C’era il Boombap a due passi da Bologna, una casetta in campagna, con le scritte sui muri, con la birra a prezzi popolari e un sacco di regaz (come si chiamano da queste parti), i concerti degli Hilldale, dei La Quiete, dei Wax Anatomical Models.  Stasera sono davanti alla finestra con le braccia conserte e nelle cuffie urlano i <strong>Distanti</strong>, un tuffo nel passato hardocore, con le chitarre <em>fuzzate </em>e compressate, i bassi distorti, la voce pigra e lamentosa a declamare con enfasi una serie di autorevoli trattati poetici.</p>
<p><span id="more-2321"></span></p>
<p>E <strong>Mamba nero</strong>, redatto pochi giorni fa dalla <strong>To lose la track</strong>, è un extended-play profondo, ricolmo di vigore e di fame. Un bel morso ad un limone con lo zucchero. È spietato, è punk, è acido, è Burroughs, è Céline, è Bukowski. IL TRIO delle meraviglie. <em>Che cosa tifi stasera? Io, una coperta elettrica e non andrò a fare nulla di che nella vita</em>. Ascolto e riascolto l’EP, lo ingollo e decido che uscirò di casa per vedere se è cambiato qualcosa. <strong>A fine giornata</strong>. Sono su di giri, come dicevo. <strong>Foglia di fico</strong> mi evoca i Suis la Lune, corrosiva e infelice, con le chitarre sporche in secondo piano che mi mandano in orbita e le dinamiche che sono un ottovolante. Ma l’apogeo di questo scrigno è <strong>Astronomie</strong>, dico io. Con un basso violento e una melodia della voce che mi fa tornare a galla.</p>
<p><a href="http://distanti.bandcamp.com/album/mamba-nero-2" target="_blank">Questo lo streaming</a>.</p>
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		<title>Dadamatto &#8211; Anema e core</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/11/17/dadamatto-anema-e-core/</link>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 08:52:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[anema e core]]></category>
		<category><![CDATA[dadamatto]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/11-novembre-2011-esce-anema-e-core-il-disco-di-dadamatto-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/11-novembre-2011-esce-anema-e-core-il-disco-di-dadamatto-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/11-novembre-2011-esce-anema-e-core-il-disco-di-dadamatto-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/11-novembre-2011-esce-anema-e-core-il-disco-di-dadamatto-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/11-novembre-2011-esce-anema-e-core-il-disco-di-dadamatto-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/11-novembre-2011-esce-anema-e-core-il-disco-di-dadamatto-186x186.jpg 186w" /><p>L’ultra-pop all’italiana è l’unica cosa che riesce a squarciare la monotonia delle mie giornate e oggi a pranzo, nelle mie cuffie, ospito i Dadamatto che dal 4 novembre hanno alzato il sipario sul divertente Anema e core, un album ironico e dissacratorio, dalle amabili ed intelligenti sonorità popolari. Armonici, acuti. Poi stronzi e satirici. E&#8230;</p>
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<p>Ascolta: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=43FZ-Kk9PGw" target="_blank">Dadamatto &#8211; Il cantico delle creature</a><br />
(mp3) » <a href="http://soundcloud.com/sentireascoltare_comp/04-dadamatto-william/download" target="_blank">Dadamatto &#8211; William Shakespeare</a></p>
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		<title>City Final &#8211; How we danced</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/11/05/city-final-how-we-danced/</link>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 14:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[city final]]></category>
		<category><![CDATA[how we danced]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1015" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/11/242435_175741945817506_100001451052486_436221_6984286_o-1024x1015.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/11/242435_175741945817506_100001451052486_436221_6984286_o-1024x1015.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/11/242435_175741945817506_100001451052486_436221_6984286_o-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/11/242435_175741945817506_100001451052486_436221_6984286_o-300x297.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/11/242435_175741945817506_100001451052486_436221_6984286_o-302x300.jpg 302w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/11/242435_175741945817506_100001451052486_436221_6984286_o-770x764.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/11/242435_175741945817506_100001451052486_436221_6984286_o.jpg 1430w" /><p>Nelle mie cuffie quest’oggi echeggia il cadenzato mantra di How we danced, il raffinato disco d’esordio dei romani City Final, un signorile dipinto a colori che ha tutto il sapore dei vecchi quadri impressionisti, quelli in cui un paesaggio ricoperto di neve si dipingeva utilizzando il rosa, il marrone, il celeste, il verde imbrogliando l’occhio umano che&#8230;</p>
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<p><object height="145" width="100%"><param name="movie" value="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Fplaylists%2F1262103"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed allowscriptaccess="always" height="145" src="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Fplaylists%2F1262103" type="application/x-shockwave-flash" width="100%"></embed></object>  <span><a href="http://soundcloud.com/cityfinal/sets/facebook-142">facebook</a> by <a href="http://soundcloud.com/cityfinal">City Final</a></span> </p>
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		<title>Frozen Farmer EP</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/11/05/frozen-farmer-ep/</link>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 08:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[frozen farmer]]></category>

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		<title>Emphemetry &#8211; A lullaby hum for tired streets</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/11/02/emphemetry-a-lullaby-hum-for-tired-streets/</link>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 09:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Emphemetry]]></category>
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<p><a href="http://emphemetry.bandcamp.com/album/a-lullaby-hum-for-tired-streets" target="_blank">Ascolta in streaming e/o acquista il cd o il vinile</a></p>
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		<title>My foolish heart &#8211; Ocean Ocean</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/10/29/my-foolish-heart-ocean-ocean/</link>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 11:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[My foolish heart]]></category>
		<category><![CDATA[Ocean Ocean]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012881883-xp6tfm-original-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012881883-xp6tfm-original-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012881883-xp6tfm-original-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012881883-xp6tfm-original.jpg 300w" /><p>Oggi nelle mie cuffie banchettano i My foolish heart e gli chiedo di raccontarmi una storia che sia coerente con il mio stato d’animo, con il maglione che indosso, con la cronaca politica e con il caffè. Schiaccio play e incrocio le dita dietro la testa. Ocean Ocean è il primo album (dopo l’omonimo EP&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012881883-xp6tfm-original-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012881883-xp6tfm-original-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012881883-xp6tfm-original-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012881883-xp6tfm-original.jpg 300w" /><p><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif;"><a href="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012881883-xp6tfm-original.jpg" rel="mfp"><img class="size-full wp-image-1716 aligncenter" title="artworks-000012881883-xp6tfm-original" src="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012881883-xp6tfm-original.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012881883-xp6tfm-original.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012881883-xp6tfm-original-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012881883-xp6tfm-original-1024x1024.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Oggi nelle mie cuffie banchettano i </span><strong><a href="http://www.facebook.com/pages/My-Foolish-Heart-official-page/139215242757230" target="_blank">My foolish heart</a></strong><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif;"> e gli chiedo di raccontarmi una storia che sia coerente con il mio stato d’animo, con il maglione che indosso, con la cronaca politica e con il caffè. Schiaccio </span><em>play</em><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif;"> e incrocio le dita dietro la testa. </span><strong>Ocean Ocean</strong><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif;"> è il primo album (dopo l’omonimo EP di due calendari fa) dell’eclettico duo astigiano che con la <a href="http://www.happymopyrecords.com/" target="_blank">Happy/Mopy</a> redige un disco coeso e privo di contraddizioni che rimanda i miei pensieri all’etimologia della parola </span><em>simpatia</em><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif;">, che ad Atene significa </span><em>partire insieme</em><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif;">.<span id="more-1696"></span> E il viaggio è un good-trip sonoro che racchiude arrangiamenti pop e arzigogoli psichedelici di pregevole fattura che rendono il lavoro uno scrigno ricco di memorie e di vibrazioni sonore (mi chiedo quanti strumenti esistano al mondo). La voce è dolce e sognante e fa surf su chitarre e pianoforti educati che vengono a cena portando una bottiglia di vino (mettere repeat sull’overture</span><strong> After eight</strong><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif;">). Le trombe di </span><strong>Nothingness</strong><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif;"> commemorano </span><em>Il pasto nudo</em><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif;"> di Cronenberg, mentre i reverse e le melodie di </span><strong>Sootiness, sonsy girl </strong><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif;">ballano smodatamente su una bellissima batteria che corre veloce in autostrada. Ma il vero trattato di poesia dell’album lo si scorge nei titoli di coda, precisamente nel ponte della cacofonica e geniale </span><strong>Ocean Ocean</strong><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif;"> con un inquietante e divertentissimo gioco di voci. Che ho detto </span><em>è ora di scrivere</em><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif;">. E non è mai facile metter nero su bianco le sensazioni piacevoli. </span></p>
<p><object width="100%" height="285" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Fplaylists%2F1213146" /><embed width="100%" height="285" type="application/x-shockwave-flash" src="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Fplaylists%2F1213146" allowscriptaccess="always" /></object></p>
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		<title>A Toys Orchestra &#8211; Midnight (R)Evolution</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/10/18/a-toys-orchestra-midnight-revolution/</link>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 11:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[a toys orchestra]]></category>
		<category><![CDATA[midnight (r)evolution]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys.jpg 720w" /><p>Sono in piedi in fondo alla sala del Locomotiv: quando si invecchia si ha la tendenza ad arretrare. Con me c’è Andrea, il miglior compagno da concerti, e sul palco gli A Toys Orchestra danno spettacolo. Quel genere di cose che definisci belle senza saper spiegare a parole il vero perché. C’è il punk e il&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys.jpg 720w" /><p><a href="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys.jpg" rel="mfp"><img class="aligncenter size-full wp-image-1283" title="a toys" src="http://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys.jpg" alt="" width="720" height="720" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys.jpg 720w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/a-toys-1024x1024.jpg 1024w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a>Sono in piedi in fondo alla sala del Locomotiv: quando si invecchia si ha la tendenza ad arretrare. Con me c’è Andrea, il miglior compagno da concerti, e sul palco gli <strong><a href="http://www.facebook.com/pages/A-Toys-Orchestra/36601013226">A Toys Orchestra</a></strong> danno spettacolo. Quel genere di cose che definisci <em>belle</em> senza saper spiegare a parole il vero perché. C’è il punk e il pop e la ballad e dico: wow! Non c’è molta gente e credo siano cazzi di chi non è venuto dato che l’atmosfera è calda, anche se l’espressione inglese <em>warm</em> rende meglio l’idea. <span id="more-1209"></span>E ad un anno di distanza da quella sera ho nelle cuffie il cupo e nobilissimo <strong>Midnight (R)Evolution</strong> che oggi, 18 ottobre, spiegherà le vele e andrà per mari. La Urtovox alza il sipario su un pregevole lavoro che ha tutti i tratti distintivi e storici del gruppo, le scale minori, le tastiere a tingere uno spazioso ambiente agreste e i riverberi ad addolcire l’amalgama in autentico stile Toys. Si scorgono gli Arcade Fire (chiudere gli occhi sull’overture <strong>Midnight (R)Evolution</strong> e cantare BrancaBrancaLeonLeon! con la erre rotante all’inglese), c’è il tiro dei Modest Mouse (mettere il repeat su <strong>Welcome to Babylon</strong>) e c’è una cura delle vibrazioni e degli arrangiamenti che è da chapeau lanciato all’aria (organi, fuzz, sussurri e rullante vellutato a profumare l’automobile ferma nel traffico). Un disco il cui apogeo si stringe nelle sublimi <strong>Mutineer Blues</strong> e <strong>Goodnight again</strong>. E credo che quando torneranno al Locomotiv farò lo sforzo di andar lì sotto per mormoragli <em>fatemi la cortesia di non aver pietà per chi non è venuto, dateci dentro</em>.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=248411081877380">Qui, le info per il contest che vi permette di vincere un biglietto per uno dei loro live</a>.</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=B-tr2pGYxNU">Guarda il video del primo singolo</a>.</li>
</ul>
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		<title>Dente &#8211; Io Tra Di Noi</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/10/05/dente-io-tra-di-noi/</link>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 15:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[dente]]></category>
		<category><![CDATA[gli indiepatici]]></category>
		<category><![CDATA[io tra di noi]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/291101_10150291490066185_52144546184_7908431_6339098_o-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" /><p>Il sipario rosso sveste finalmente il palco scenico e c’è un piccolo Dente lì sulla ribalta, tutto solo e tutto preso d&#8217;amore non corrisposto, a dire che il futuro è semplice, presente e indicativo. Tutto relativo. Dunque ci siamo signori e l’attesa per Io tra di noi ha davvero le ore contate e quanto di&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2011/10/291101_10150291490066185_52144546184_7908431_6339098_o-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="http://2.bp.blogspot.com/-sg4lzsrwqYM/Tox6_LQejsI/AAAAAAAAA5I/tgKxCPB1muY/s1600/291101_10150291490066185_52144546184_7908431_6339098_o.jpg" rel="mfp"><img src="http://2.bp.blogspot.com/-sg4lzsrwqYM/Tox6_LQejsI/AAAAAAAAA5I/tgKxCPB1muY/s640/291101_10150291490066185_52144546184_7908431_6339098_o.jpg" alt="" width="640" height="640" border="0" /></a></div>
<div class="MsoNormal" style="font-family: inherit; line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;">Il sipario rosso sveste finalmente il palco scenico e c’è un piccolo <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dente</strong> lì sulla ribalta, tutto solo e tutto preso d&#8217;amore non corrisposto, a dire che <em style="mso-bidi-font-style: normal;">il futuro è semplice, presente e indicativo. Tutto relativo</em>. Dunque ci siamo signori e l’attesa per <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Io tra di noi</strong> ha davvero le ore contate e quanto di buono ci si aspetta dal cantore parmigiano, è quanto di buono ci si aspetta da un estroso dell’ironia e dell’eleganza.</div>
<p><a name="more"></a></p>
<div class="MsoNormal" style="font-family: inherit; line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="mso-bidi-font-family: Calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin;">È, senza dubbio,</span> quanto di meglio ci si aspetta da un Ulisse del linguaggio Pop-olare che nel suo ultimo lavoro firmato Ghost Records sembra far ciao ciao con la manina ad un amore in viaggio sullo Sputnik [che orbita lontano looontaaaaaano da lui (ascoltare a ripetizione <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">puntino sulla i</strong>)]. Il buon Dente redige un soliloquio affettuoso composto da dodici liriche che navigano tra la tenerezza e lo sconforto e che spesso confluiscono fino a sembrare un’unica cosa. Mi viene in mente una scena de <em style="mso-bidi-font-style: normal;">Le relazioni pericolose</em> in cui Glenn Close ripete al suo fidanzatino che se la smettesse di usare quel tono da romanzo ottocentesco le cose andrebbero meglio. Qui non ci sono personaggi e paroloni di quel tipo, ma un ometto stregato e dolce che con parole semplici ed irrisione <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>si mette a nudo (<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">cuore di pietra</strong>).</div>
<div class="MsoNormal" style="font-family: inherit; line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;">Con gli arrangiamenti di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">casa tua</strong> e di <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">settimana enigmatica</strong> anche l’aspetto sonoro trova uno spazio rilevante tra i sussurri, i cori e gli aforismi scanzonati di questo disco dall’umore grigio. La cui sintesi è tutta racchiusa nella perlacea <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">rette parallele</strong>, lo stato delle cose delle coppie logorate dal trascorso, la condizione delle coppie disilluse. La condizione delle coppie.</div>
<div class="MsoNormal" style="font-family: inherit; line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;">E gli argomenti delle coppie. Rette parallele, no?</div>
<div class="MsoNormal" style="font-family: inherit; line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;">Dico io.</div>
<div class="MsoNormal" style="font-family: inherit; line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: right;">&#8211; Giacomo Gelati</div>
<div class="MsoNormal" style="font-family: inherit; line-height: normal; margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">ANTICIPAZIONE: </span></div>
<p><strong>Lunedì  10 nella trasmissione radiofonica &#8220;Gli IndiePatici&#8221; (fusoradio.net) ci sarà una chiacchierata in diretta con Dente. Il programma inizia alle 19.<br />
Presto altre news.</strong></p>
<p>Ascolta il singolo &#8220;Saldati&#8221;</p>
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		<title>Mezzala &#124; Il problema di girarsi</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/09/22/mezzala-il-problema-di-girarsi/</link>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 08:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[il problema di girarsi]]></category>
		<category><![CDATA[mezzala]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/artworks-000011742083-bmgcv9-original-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/artworks-000011742083-bmgcv9-original-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/artworks-000011742083-bmgcv9-original-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/artworks-000011742083-bmgcv9-original-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/artworks-000011742083-bmgcv9-original-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/artworks-000011742083-bmgcv9-original-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/artworks-000011742083-bmgcv9-original.jpg 400w" /><p>Mi manca troppo il campionato per poter rendere queste domeniche sensate, per non soccombere. Once upon a time c’erano un calcio e costumi diversi, si esultava a Pugni Chiusi, c’erano le Bandiere, si fumava nei locali e le cronache delle partite si scrivevano all’imperfetto. Con una proprietà di linguaggio che oggi ti rivolgerebbero lo sguardo&#8230;</p>
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<div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"><em>Mi manca troppo il campionato per poter rendere queste domeniche sensate, per non soccombere</em>. Once upon a time c’erano un calcio e costumi diversi, si esultava a Pugni Chiusi, c’erano le Bandiere, si fumava nei locali e le cronache delle partite si scrivevano all’imperfetto. Con una proprietà di linguaggio che oggi ti rivolgerebbero lo sguardo con due occhi così. </span></div>
<p><a name="more"></a><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">La Urtovox schierava sul rettangolo di gioco la <strong>Mezzala</strong> Michele Bitossi a dar manforte alle punte. Esordio solista dall’aroma retrò e popolare quello dell’ex Numero6 che ne <strong>Il problema di girarsi </strong>evoca tempi, arrangiamenti e lessici dimenticati a dir poco eccezionali. Sprezzante, nostalgico e -gigantesco- figlio di puttana, Mezzala toglie dal forno un’opera ultra-pop divertentissima, con sonorità da far gola (sintetizzatori e chitarre da mangiare a pranzo) ed aforismi aguzzi e dissacranti che lo erigono ad un piano superiore. Buttate via il sovradimensionato e spettacolarizzato calcio moderno, accartocciate la Gazzetta, premete il cazzo di freno una volta tanto. Ritagliatevi un’oretta, mettetevi comodi. E ritrovate il gol. </span><br />
<span style="line-height: 115%;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">Otto su dieci.</span></span><br />
<span style="line-height: 115%;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"><br />
</span></span><br />
<span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px;">Ecco lo streaming via <a href="http://www.sentireascoltare.com/news/2255/anteprima-il-problema-di-girarsi-debut-solista-di-mezzala-streaming.html">sentireascoltare</a>.</span><br />
<span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px;"><br />
</span></p>
<div style="text-align: right;"><span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px;">&#8211; Giacomo Gelati</span></div>
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		<title>Vernon Sélavy &#124; Vernon Sélavy</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/09/15/vernon-selavy-vernon-selavy/</link>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 12:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Shit Music For Shit People]]></category>
		<category><![CDATA[vernon sélavy]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/184010_199260650135852_135214233207161_553448_5298462_n-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/184010_199260650135852_135214233207161_553448_5298462_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/184010_199260650135852_135214233207161_553448_5298462_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/184010_199260650135852_135214233207161_553448_5298462_n-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/184010_199260650135852_135214233207161_553448_5298462_n-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/184010_199260650135852_135214233207161_553448_5298462_n.jpg 300w" /><p>È con sincerissimo piacere che mi ritrovo a spendere qualche parola sui torinesi Vernon Sélavy e il loro omonimo sette pollici dalle fosche arie blues che ricorda un’elegante e cadenzata marcia funebre fuori dal tempo. Già, fuori da questo tempo. Ed io che non conto un cazzo e discendo dagli anni Novanta me li vedo&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/184010_199260650135852_135214233207161_553448_5298462_n-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/184010_199260650135852_135214233207161_553448_5298462_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/184010_199260650135852_135214233207161_553448_5298462_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/184010_199260650135852_135214233207161_553448_5298462_n-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/184010_199260650135852_135214233207161_553448_5298462_n-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/184010_199260650135852_135214233207161_553448_5298462_n.jpg 300w" /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="http://4.bp.blogspot.com/-HpdB6W4QIQ0/TnHy6ad-jxI/AAAAAAAAA2A/YS60dh3uEhA/s1600/184010_199260650135852_135214233207161_553448_5298462_n.jpg" rel="mfp"><img src="http://4.bp.blogspot.com/-HpdB6W4QIQ0/TnHy6ad-jxI/AAAAAAAAA2A/YS60dh3uEhA/s400/184010_199260650135852_135214233207161_553448_5298462_n.jpg" alt="" width="400" height="400" border="0" /></a></div>
<p>È con sincerissimo piacere che mi ritrovo a spendere qualche parola sui torinesi <a href="http://www.facebook.com/pages/Vernon-S%C3%A9lavy/135214233207161">Vernon Sélavy</a> e il loro omonimo sette pollici dalle fosche arie blues che ricorda un’elegante e cadenzata marcia funebre fuori dal tempo.<br />
Già, fuori da questo tempo.<br />
<a name="more"></a><br />
Ed io che non conto un cazzo e discendo dagli anni Novanta me li vedo a suonare a Twin Peaks in mezzo a nani e giganti che parlano al contrario, mentre il tremolo della chitarra di Vincenzo (directly from Movie Star Junkies) tinteggia le pareti di rosso e la livida ritmica di Roberto (directly from Ten Dogs) fa strada al feretro della signorina Palmer. La Shit Music For Shit People va nuovamente a segno con un lavoro sopraffino che custodisce nella sua semplicità arrangiamenti signorili (su tutti la mesta -ed inquietante, dico io- The way it goes, con uno straordinario tema portante e un organo che dalle quinte dà colore al componimento) e accordi più cupi e malevoli (fare repeat su l’overture 15 apple seeds) che danno al piatto nero un sapore amaro.<br />
A questo punto non reste che aspettare la pioggia (santocielo!), stendersi sul divano, aprire Rose Madder mentre girano i Vernon Sélavy. E fare attenzione che il gatto non assuma strani atteggiamenti.</p>
<div style="text-align: right;">&#8211; Giacomo Gelati</div>
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		<title>Le Club Noir &#124; Le Club Noir</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/09/09/le-club-noir-le-club-noir/</link>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 11:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[le club noir]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/leclubnoir-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/leclubnoir-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/leclubnoir-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/leclubnoir-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/leclubnoir-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/leclubnoir-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/leclubnoir.jpg 400w" /><p>E poi, aggiungerei, ci sono Le club noir e il loro omonimo album, con l’aroma, il tiro e l’atmosfera che sono quelli caratteristici dei primi Afterhours, un amalgama rock popolare densa di melodie e ostilità che si trattengono per cena nella testa facendo cantare e canticchiare a lungo. Ma il piccolo grande neo di questa&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/leclubnoir-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/leclubnoir-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/leclubnoir-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/leclubnoir-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/leclubnoir-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/leclubnoir-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/leclubnoir.jpg 400w" /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="http://2.bp.blogspot.com/-ECs6LwayCEk/Tmn4OKxOszI/AAAAAAAAA1Q/JFiGWsgmj10/s1600/leclubnoir.jpg" rel="mfp"><img src="http://2.bp.blogspot.com/-ECs6LwayCEk/Tmn4OKxOszI/AAAAAAAAA1Q/JFiGWsgmj10/s400/leclubnoir.jpg" alt="" width="400" height="398" border="0" /></a></div>
<div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">E poi, aggiungerei, ci sono <strong>Le club noir</strong> e il loro omonimo album, con l’aroma, il tiro e l’atmosfera che sono quelli caratteristici dei primi Afterhours, un amalgama rock popolare densa di melodie e ostilità che si trattengono per cena nella testa facendo cantare e canticchiare a lungo.</span></div>
<p><a name="more"></a><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"> Ma il piccolo grande neo di questa succosa produzione Mono Records è che le analogie con la Banda Agnelli non si limitano all’aspetto dell’arrangiamento, perché l’approccio al canto (specie nelle belle <strong>Morire di noja</strong> e <strong>Treno di mezzanotte</strong>) fa sembrare il club nero una succursale dei colleghi milanesi. Senza voler oltraggiare un buonissimo lavoro di mixaggio (ascoltare <strong>Un crepuscolo qualunque</strong>) e di parole (alzare il volume di <strong>Ci sarò</strong>), nel complesso i rimandi sono tanto inevitabili quanto necessari. Nonostante la brutalità di questo mestiere che porta a vomitare sentenze, il disco è senz’ombra di dubbio un prodotto squisitamente rock’n’roll, con tutta la polemica, la cruda ironia, la rabbia e gli slogan che richiede il genere. </span></p>
<div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"><br />
</span></div>
<div class="MsoNormal" style="text-align: right;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">&#8211; Giacomo Gelati</span></div>
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		<title>Bop Singlayer &#124; Vol. 3</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/07/25/bop-singlayer-vol-3/</link>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 09:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[bop singlayer]]></category>
		<category><![CDATA[j dilla]]></category>
		<category><![CDATA[onra]]></category>
		<category><![CDATA[really swing]]></category>
		<category><![CDATA[vol 3]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/CS431190-01A-BIG-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/CS431190-01A-BIG-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/CS431190-01A-BIG-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/CS431190-01A-BIG-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/CS431190-01A-BIG-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/CS431190-01A-BIG-186x186.jpg 186w" /><p>Quando ai tempi del liceo scoprii che J Dilla era dietro al 70% delle produzioni che mi piacevano iniziai a cercare qualcosa di suo e mi innamorai dei suoi dischi  (Donuts e Shining su tutti). Poi ho scoperto Chinoiseries ed anche lì è stato subito amore. Ora, c&#8217;è questo Vol.3 di Bop SingLayer e l&#8217;effetto è&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/CS431190-01A-BIG-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/CS431190-01A-BIG-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/CS431190-01A-BIG-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/CS431190-01A-BIG-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/CS431190-01A-BIG-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/CS431190-01A-BIG-186x186.jpg 186w" /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="http://2.bp.blogspot.com/-Ox2hHXgpvyo/Ti06suBUZQI/AAAAAAAAAyw/0y_P1Lc-rN4/s1600/CS431190-01A-BIG.jpg" rel="mfp"><img src="http://2.bp.blogspot.com/-Ox2hHXgpvyo/Ti06suBUZQI/AAAAAAAAAyw/0y_P1Lc-rN4/s400/CS431190-01A-BIG.jpg" alt="" width="400" height="386" border="0" /></a></div>
<p>Quando ai tempi del liceo scoprii che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/J_Dilla">J Dilla</a> era dietro al 70% delle produzioni che mi piacevano iniziai a cercare qualcosa di suo e mi innamorai dei suoi dischi  (Donuts e Shining su tutti). Poi ho scoperto <a href="http://www.lastfm.it/music/Onra/Chinoiseries">Chinoiseries</a> ed anche lì è stato subito amore. Ora, c&#8217;è questo Vol.3 di Bop SingLayer e l&#8217;effetto è sempre lo stesso. Giacomo, che con le parole è bravo, prova a descrivervelo.<br />
<a name="more"></a></p>
<div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">Luca Affatato è <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bop Singlayer</strong> e quando metto su il suo <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vol. 3</strong> vengo assediato da tutte quelle inevitabili riflessioni imposte dal mestiere, da tutti quei rimandi dai quali è difficile liberarsi quando si racconta la musica. Pensa l’assurdo, raccontare la musica. Mettiamola così, questo ultrasintetico lavoro del casalingo Bop è l’equivalente del presentarsi al rinfresco di un matrimonio con un ultrapiccolo cabaret di pasticcini (posto che non so fare paragoni migliori). Questo lavoro è il risultato di raffinati ascolti ambient e raggamuffin anni ’80 (dai un’occhiata alla bellissima <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Country La Chapelle</strong>)<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </strong>dove sintetizzatori e sampler tinteggiano atmosfere allucinogene edulcorate da qualche levare di chitarra e da qualche eterea voce in secondo piano a mantecare l’impasto (<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ice cream </strong>e <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Under your control</strong>). Un disco che si sposa con un buon vino rosso o con una serata sul divano a leggere De Lillo. </span></div>
<div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"><br />
</span></div>
<div class="MsoNormal" style="text-align: right;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">&#8211; Giacomo</span></div>
<div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"><br />
</span></div>
<div class="MsoNormal" style="text-align: justify;">more info:</div>
<div class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ascolta<br />
<a href="http://www.myspace.com/bopsinglayer">Myspace</a></div>
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		<title>Mary in June &#124; Ferirsi</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/07/25/mary-in-june-ferirsi/</link>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 09:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[ferirsi]]></category>
		<category><![CDATA[mary in june]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/mij-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/mij-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/mij-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/mij-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/mij-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/mij-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/mij.jpg 350w" /><p>Sopraffini come le parole di Erri De Luca e garbati nei modi i Mary in June esibiscono il loro extended play Ferirsi come si farebbe con un manifesto che si alza dal fondo di un corteo. Dal fondo, laggiù. A capo chino. Un fiume di persone col lutto al braccio; ché questi in fin dei&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/mij-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/mij-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/mij-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/mij-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/mij-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/mij-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/mij.jpg 350w" /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="http://1.bp.blogspot.com/-Z7wwF8Z6V5c/Ti0xH6FIlPI/AAAAAAAAAys/hHRbJXgMLg0/s1600/mij.jpg" rel="mfp"><img src="http://1.bp.blogspot.com/-Z7wwF8Z6V5c/Ti0xH6FIlPI/AAAAAAAAAys/hHRbJXgMLg0/s400/mij.jpg" alt="" width="400" height="400" border="0" /></a></div>
<div class="MsoNormal" style="text-align: left;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">Sopraffini come le parole di Erri De Luca e garbati nei modi i <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mary in June</strong> esibiscono il loro <em style="mso-bidi-font-style: normal;">extended play</em> <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ferirsi</strong> come si farebbe con un manifesto che si alza dal fondo di un corteo. </span></div>
<p><a name="more"></a><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">Dal fondo, laggiù. A capo chino. Un fiume di persone col lutto al braccio; ché questi in fin dei conti sono giorni pesanti e l’aria è greve. Il quartetto romano se ne sta seduto in sulla via dei sobborghi dell’Urbe e ascolta i Massimo Volume, non disprezzando Brondi, mister Appino e i fratelli Ferrari. A me vengono in mente loro, così a caldo. Scompongo Ferirsi e trovo seducente l’impatto sonoro dell’EP, con il sintetizzatore a scaldare e legare (mettere il repeat per la bella <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Il giardino segreto</strong>), con le chitarre acustiche a dar profondità e con quelle elettriche nobilmente saturate senza ostacolare una voce sempre in primo piano. La voce, già. Parole che &#8211; parlo a titolo personale &#8211; non mi convincono ne <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">In fondo al mare</strong>, ma che hanno un ruolo da primo attore in <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">Olio, benzina e cherosene</strong> e in <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">All’interno</strong> (la più bella, dico io). Venticinque minuti warm, avvolgenti, dai patrizi colori autunnali. </span></p>
<div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"><br />
</span></div>
<div class="MsoNormal" style="text-align: right;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">&#8211; Giacomo</span></div>
<div class="MsoNormal" style="text-align: left;"><a href="http://maryinjune.bandcamp.com/" target="_new">Ascolta e scarica l&#8217;ep</a></div>
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		<title>Spread your legs &#124; Hooray</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/07/09/spread-your-legs-hooray/</link>
		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 09:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[hooray]]></category>
		<category><![CDATA[Spread your legs]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/spread-your-legs-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/spread-your-legs-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/spread-your-legs-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/spread-your-legs-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/spread-your-legs-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/spread-your-legs-186x186.jpg 186w" /><p>Tu-ts-tà Tu-ts-tà! Whoo Whooooo! Tiritiripà Tiritiripà! Perché a conti fatti suona così Hooray, l’ultimo album dei pugliesi Spread Your Legs, un astuccio con dentro tutte le cose necessarie per scrivere i dettami del pop su una cartolina indirizzata a Glasgow (o Liverpool). Chez Ferdinand (o chez Wombats). Sound smacchiato, lustrato e decisamente piallato quello contenuto&#8230;</p>
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<p>Tu-ts-tà Tu-ts-tà!<br />
Whoo Whooooo!<br />
Tiritiripà Tiritiripà!<br />
Perché a conti fatti suona così Hooray, l’ultimo album dei pugliesi Spread Your Legs, un astuccio con dentro tutte le cose necessarie per scrivere i dettami del pop su una cartolina indirizzata a Glasgow (o Liverpool).<br />
<a name="more"></a>Chez Ferdinand (o chez Wombats). Sound smacchiato, lustrato e decisamente piallato quello contenuto nelle dieci tracce del disco. E io, che non conto un cazzo, dico che un atteggiamento molto più bassa fedeltà lo avrebbe arricchito e fatto rendere il doppio. Chitarre gaie e di buon umore, batterie danzanti ed essenziali, voci, vocine e cori briosi, sonorità raggianti da primavera che si trasforma in estate, melodie semplici e fin troppo educate. Un album troppo educato, questo è il punto (e forse il neo). Mi immagino una scolaresca in gita che canta i ritornelli di Hooray, anche se i cori contro l&#8217;autista vanno sempre per la maggiore.</p>
<div style="text-align: right;">&#8211; Giacomo</p>
<div style="text-align: left;">more info:</div>
<div style="text-align: left;"><a href="http://www.facebook.com/pages/Spread-your-legs/16103338459">facebook</a></div>
</div>
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		<title>PANDA KID MEET NO MONSTER CLUB</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/06/22/panda-kid-meet-no-monster-club/</link>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 10:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[no monster club]]></category>
		<category><![CDATA[panda kid]]></category>
		<category><![CDATA[panda kid meeto no monster club]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2235316290-1-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2235316290-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2235316290-1-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2235316290-1-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2235316290-1-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2235316290-1-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2235316290-1.jpg 350w" /><p>Convivere sotto lo stesso tetto non è mai stato semplice e l’amalgama tra i nostrani Panda Kid e gli irlandesi No Monster Club nello split cucinato e impiattato dalla Miacameretta Records, dimostra che la musica è in grado di rammendare le sdruciture geografiche che separano una penisola e un’isola. Lavoro di pregevole fattura quello che&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2235316290-1-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2235316290-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2235316290-1-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2235316290-1-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2235316290-1-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2235316290-1-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/2235316290-1.jpg 350w" /><div style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"></div>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">Convivere sotto lo stesso tetto non è mai stato semplice e l’amalgama tra i nostrani Panda Kid e gli irlandesi No Monster Club nello split cucinato e impiattato dalla Miacameretta Records, dimostra che la musica è in grado di rammendare le sdruciture geografiche che separano una penisola e un’isola. Lavoro di pregevole fattura quello che si cela dietro le quinte di <strong><span style="color: black;">Panda Kid Meet No Monster Club</span></strong></span><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">,<strong> </strong>con i vicentini concentrati sulle sonorità garage più ruvide con la grancassa della batteria ultra-compressa che crepita nelle cuffie producendo un suono così affascinante che viene il dubbio che non sia un synth o una drum machine (che cazzo di figura che ci faccio). Davanti le chitarre riverberate -suonate con un guanto di ferro- e dietro una voce melodica ad azzeccare i motivi più eterei e sognanti, un limone da mangiare con lo zucchero (su tutte <strong>A Long Long Summer</strong>). Poi c’è il trio di dubliners (lovely lovely <strong>Kill All Creeps</strong>, sissignore)che offre invece un pop maleducato molto Sixties che, chiudendo gli occhi, te li vedi ad esibirsi in piccole stanze condominiali gremite di bulletti e dalle annoiate ex creste della vecchia guardia (dove dieci persone sembrano occupare lo spazio di novanta). <strong>No Monster Club</strong> e<strong> Panda Kid </strong>sembrano la naturale evoluzione tra i primi nei secondi, come tra il battito di piedi nel ballo smodato. </span><br />
<iframe style="display: block; height: 100px; position: relative; width: 400px;" src="http://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/album=1838963298/size=venti/bgcol=FFFFFF/linkcol=4285BB/" frameborder="0" width="400" height="100"></iframe></p>
<div style="text-align: right;">&#8211; Giacomo</div>
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		<title>The Intellectuals &#124; In the middle of Darkwhere</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2011/06/08/the-intellectuals-in-the-middle-of-darkwhere/</link>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 09:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giacometti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[in the middle of darkwhere]]></category>
		<category><![CDATA[Shit Music For Shit People]]></category>
		<category><![CDATA[the intellectuals]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/theintellectuals-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/theintellectuals-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/theintellectuals-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/theintellectuals-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/theintellectuals-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/theintellectuals-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/theintellectuals.jpg 400w" /><p>Se l’Haçienda non fosse un ossario e se Tony Wilson respirasse ancora, un posticino sulle ribalte della Manchester anni Ottanta per loro ci sarebbe. Con ogni probabilità. The Intellectuals, già. Così la Shit Music For Shit People ha prodotto ai colti romani la squisita e scarsamente illuminata In the middle of Darkwhere -audiocassetta edizione limitatissima&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2011/06/08/the-intellectuals-in-the-middle-of-darkwhere/">The Intellectuals | In the middle of Darkwhere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/theintellectuals-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/theintellectuals-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/theintellectuals-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/theintellectuals-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/theintellectuals-50x50.jpg 50w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/theintellectuals-186x186.jpg 186w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2012/09/theintellectuals.jpg 400w" /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="http://4.bp.blogspot.com/-f7iXV3nN9DE/Te9BnOGcC4I/AAAAAAAAAb4/ernBMf6X00Y/s1600/theintellectuals.jpg" rel="mfp"><img src="http://4.bp.blogspot.com/-f7iXV3nN9DE/Te9BnOGcC4I/AAAAAAAAAb4/ernBMf6X00Y/s400/theintellectuals.jpg" alt="" width="398" height="400" border="0" /></a></div>
<div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">Se l’Haçienda non fosse un ossario e se Tony Wilson respirasse ancora, un posticino sulle ribalte della Manchester anni Ottanta per loro ci sarebbe. Con ogni probabilità. <strong>The Intellectuals</strong>, già. Così la Shit Music For Shit People ha prodotto ai colti romani la squisita e scarsamente illuminata <strong>In the middle of Darkwhere</strong> -audiocassetta edizione limitatissima in 39 copie- che ha l’acidità dell’agrume e l’amalgama satura che conferisce al tape un tiro propriamente garage. </span></div>
<p><a name="more"></a><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">E tra le chitarre sprezzanti dell’<strong>Annus Horribilis </strong>passato (e passante?), tra le distorsioni di sintetizzatori e microfoni che rigettano interferenze (vedi <strong>Untitled Frequency</strong> e <strong>Thirsty Dinosaur)</strong>, viene a galla un panorama alienante. Hai presente (no?) quando gli eventi incombono e dalla tua bocca non escono altre parole che sfiducia e distacco? Questo è il degno accompagnamento (“Disappointmeeeeent! Disappointmeeeeent!”, vedi <strong>TEe_Box</strong>). Buonissimo lavoro lo-fi con distorsioni e contorsioni, con voci monofoniche, con suggerimenti pop e blues, con escoriazioni da caduta in bicicletta, con ritmi mai incerti e con una politica a livello di mixaggio che rende In the middle of Darkwhere<strong> </strong>sacra e profana. E quando la nebbia cacofonica traboccante di ironia e ruvidezza si dissolve, tutto ciò che resta è un outro edulcorato che, a dispetto del titolo della cassetta, chiude in bellezza questa portagioie. </span></p>
<div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">Specchio dei nostri tempi.</span><br />
<span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"><br />
</span></p>
<div style="text-align: right;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;">&#8211; Giacomo</span></div>
</div>
<div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"><br />
</span></div>
<p><object width="100%" height="81" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F16384935" /><embed width="100%" height="81" type="application/x-shockwave-flash" src="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F16384935" allowscriptaccess="always" /></object> <strong>The Intellectuals &#8211; A Cheap Religion </strong></p>
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