Andare oltre l’aspettativa, per confermarla: ora Ele A non è più “la promessa del rap” ma una certezza.
Sì, è il futuro, ma soprattutto il presente di questa nuova scena.
Ora che sta per iniziare il suo tour, che partirà da Milano il 2 marzo, le abbiamo chiesto di raccontarci com’è la “post-Pixel era” e cosa dobbiamo aspettarci dai suoi prossimi progetti.
Tutto è nato da un freestyle ai tempi del Covid. Cosa è cambiato da allora nel tuo modo di fare musica?
Quando ho iniziato, il mio modo di scrivere era molto improntato sulle caratteristiche di Instagram al tempo perché ero consapevole che quella fosse un po’ la mia unica possibilità di avere una vetrina e raggiungere un bacino d’utenza ampio. Di conseguenza all’inizio facevo molta fatica a scrivere le seconde strofe, perché ero abituata a scrivere freestyle da 16 barre -i reel non potevano superare il minuto-. Ero anche molto più tecnica nella scelta delle parole, più astratte e meno impattanti perché l’obiettivo era fare più incastri possibile.
Sei arrivata a “Pixel”, il tuo primo disco, con la responsabilità di essere la “nuova promessa”, “il futuro del rap italiano”. Come ti sei sentita? Questa pressione ha inciso sul modo di viverti il tuo debutto discografico?
Chiaramente mi fa molto piacere che la gente mi abbia dato questi titoli, so benissimo come ci si sente a non avere occhi addosso, e il fatto che invece ora ci sia dell’interesse verso la mia musica è qualcosa che non do mai per scontato. Al contempo non mi influenza particolarmente perché so che l’industria è molto veloce e che queste cose sono abbastanza effimere. Per me ha sempre avuto molto più senso concentrarmi sulla mia interiorità per fare musica, più che su tutto ciò che è esterno, perché alla fine è molto soggettivo e non mi faccio influenzare troppo né dalle cose negative, né da quelle positive.
Su cosa stai lavorando in questo periodo e cosa possiamo aspettarci dai tuoi prossimi progetti?
Dopo l’album avevo tanta voglia di tornare in studio e sono sinceramente molto contenta della nuova musica che stiamo producendo. Alla fine la cosa che amo di più è creare in generale, già non vedo l’ora di portare le nuove tracce live. Ogni progetto ti fa sempre capire delle cose che ti aiutano ad avvicinarti sempre di più a quello che vuoi davvero fare.
Parlando di featuring, in “Pixel” hai avuto modo di confrontarti con un po’ di nomi della scena rap ma anche con il cantautorato più indie, grazie alla collab con Colapesce. È qualcosa che ti piacerebbe rifare in futuro, di far incontrare il tuo rap con altre sonorità? Se sì, con chi ti piacerebbe lavorare?
Assolutamente, io sono una persona veramente onnivora che ascolta un sacco di musica da tutto il mondo, ultimamente non sto più ascoltando neanche tanto rap. In Italia ci sono un sacco di artisti con cui mi piacerebbe collaborare, il mio preferito é sicuramente Calcutta.
Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo tour?
Vi aspetto alle date per scoprirlo :) ci saranno ovviamente delle sorprese e non vedo l’ora! A presto
