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	<title>Interviews &#8211; Dance Like Shaquille O&#039;Neal</title>
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	<description>Quello che ascolterai domani, oggi</description>
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		<title>5 brani per conoscere Only Bee</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 12:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[5 brani]]></category>
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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/AK9A3605-3-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/AK9A3605-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/AK9A3605-3-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/AK9A3605-3-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/AK9A3605-3-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/AK9A3605-3-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/AK9A3605-3-1540x1027.jpg 1540w" /><p>Incontrare la musica di Only Bee in questi giorni senza respiro è come aprire le finestre in città e fare una boccata d&#8217;aria marina. Un&#8217;illusione ma tant&#8217;è, dal momento che il suo primo singolo uscito venerdì via Soul Express Records si intitola proprio &#8220;Sembra vero&#8221; e sprigiona una freschissima aria di house mediterraneo. La conosciamo&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/AK9A3605-3-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/AK9A3605-3-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/AK9A3605-3-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/AK9A3605-3-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/AK9A3605-3-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/AK9A3605-3-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/AK9A3605-3-1540x1027.jpg 1540w" /><p>Incontrare la musica di <strong>Only Bee</strong> in questi giorni senza respiro è come aprire le finestre in città e fare una boccata d&#8217;aria marina.<br />
Un&#8217;illusione ma tant&#8217;è, dal momento che il suo primo singolo uscito venerdì via Soul Express Records si intitola proprio &#8220;Sembra vero&#8221; e sprigiona una freschissima aria di house mediterraneo.</p>
<p>La conosciamo meglio in attesa delle sue prossime mosse musicali, con i 5 brani che raccontano il suo profilo artistico.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Sembra Vero" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/1jnJiEtV7KUmXgZSuRYR62?si=06aabc66fe0e4bc2&amp;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>1. GIORGIA – Un amore da favola</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Un Amore Da Favola" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2Esie3QrdSqBku5j3guRyX?si=dR0DzucfRZ63Wmu6K7hKjQ&amp;rowId=db5d7a5c7a450016&amp;utm_source=oembed"></iframe><br />
Giorgia è stata una delle prime voci femminili di cui mi sono innamorata. Da bambina il mio lettore CD ha letteralmente consumato questo disco, insieme a molti altri suoi album. Ricordo ancora quando cercavo di trascrivere i testi su un quaderno mentre ascoltavo le sue canzoni, provando a cantarle tutte. Solo molti anni dopo ho scoperto che Mangio troppa cioccolata, l&#8217;album che contiene questo brano, è prodotto da Pino Daniele, un altro artista fondamentale e protagonista dei miei ascolti da sempre. Ripensandoci oggi, mi sembra quasi inevitabile che quei due mondi si siano incontrati così presto nella mia vita.</p>
<p><strong>2. MS. LAURYN HILL – I Gotta Find Peace of Mind</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: I Gotta Find Peace of Mind - Live" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6ocxCGYgcmZhCeTT1yuNkt?si=PtlqKhpfQNKeFxxB0k2Yww&amp;rowId=b4f5e354c2bdce10&amp;utm_source=oembed"></iframe><br />
Ho scoperto Lauryn Hill da piccolissima e da quel momento non ha mai smesso di accompagnarmi. Avrei potuto scegliere altro, ma I Gotta Find Peace of Mind è riapparso in un momento in cui avevo davvero bisogno di lui. Mi ha accompagnata durante una fase di stallo che poi si è trasformata in un grande cambiamento, ricordandomi quanto sia importante cercare la propria pace interiore. La sua voce, il suo modo di stare dentro ogni parola, il suo sound: tutto in lei continua a ispirarmi. Ogni volta che la ascolto sento nascere il desiderio di trasmettere la stessa verità attraverso la musica.</p>
<p><strong>3. MINA – Amante amore</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Amante Amore - 2001 Remaster" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/3tXIEs16RwWPAUFRlTNsHm?si=n_KZr7VrQAaXWjPlpBiIYA&amp;rowId=94f92331a69080f3&amp;utm_source=oembed"></iframe><br />
Mina è una presenza costante nella mia vita. È una di quelle artiste che non smettono mai di sorprenderti: classica e modernissima allo stesso tempo, elegante, libera, inesauribile. Continuo a scoprire sue canzoni ancora oggi. Ho scelto Amante amore perché, tra i tanti brani che mi fanno riflettere, questo riesce soprattutto a divertirmi. Mi fa sentire leggera e mi riporta alle serate più belle con le mie amiche. È una canzone che associo alla felicità più semplice.</p>
<p><strong>4. ADEVA – Respect</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Respect" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5yG5YYbEgo5chhONO4k7tR?si=64b2d8ef461c4f94&amp;utm_source=oembed"></iframe><br />
Questa traccia mi ha davvero aperto la mente. Mi ha fatto capire, ancora una volta, quanto sperimentare con la musica possa portare a risultati sorprendenti. È una reinterpretazione in chiave soulful house di Respect: un brano che tutti associamo ad Aretha Franklin, ma che in realtà era stato inciso per la prima volta da Otis Redding, prima che Aretha lo rendesse immortale. Pensavo che sarebbe stato impossibile farmi amare un&#8217;altra versione di questa canzone, vista la devozione che provo per Aretha e per la sua interpretazione. E invece Adeva ci è riuscita. La sua Respect non sostituisce l&#8217;originale, ma la guarda da un&#8217;altra prospettiva, con un&#8217;identità tutta sua. È una canzone che mi ha insegnato a non avere paura delle riletture e dei cambi di prospettiva, nella musica come nella vita.</p>
<p><strong>5. ETTA JAMES – At Last</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: At Last" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/4Hhv2vrOTy89HFRcjU3QOx?autoplay_ok=1&amp;utm_source=oembed"></iframe><br />
Infine, At last. Cantare At Last è una sensazione difficile da spiegare: mi libera completamente. È una canzone che porto nel cuore anche perché l&#8217;ho cantata infinite volte con mio padre alla chitarra. È diventata il nostro cavallo di battaglia. Ogni volta che la ascolto torno immediatamente a quei momenti, noi due davanti alla nostra famiglia, immersi in quel silenzio speciale che si crea quando la musica riesce davvero a unire tutti. Per me questa canzone ha il suono di casa.</p>
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		<title>La playlist del sole di Ceri Wax</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2026/07/09/ceri-wax-sun-playlist/</link>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 15:24:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[ceri]]></category>
		<category><![CDATA[sun boy]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/9OCOkmyA-1-1024x1024.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/9OCOkmyA-1-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/9OCOkmyA-1-150x150.jpeg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/9OCOkmyA-1-300x300.jpeg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/07/9OCOkmyA-1-20x21.jpeg 20w" /><p>Lo scorso venerdì è tornato il nostro producer del cuore Ceri Wax con due brani che omaggiano la dance tradizionale italiana alla Gigi D&#8217;Agostino. &#8220;Sun Boy&#8221; e &#8220;Sun Friend&#8221; sono la side A e la side B di questo piccolissimo EP il cui unico scopo è quello di portarci sul dancefloor, anche solo con la&#8230;</p>
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&#8220;Sun Boy&#8221; e &#8220;Sun Friend&#8221; sono la side A e la side B di questo piccolissimo EP il cui unico scopo è quello di portarci sul dancefloor, anche solo con la mente, con la punta delle dita che batte sulla scrivania o con il tacco-punta che non si arresta al di sotto di una sedia.<br />
Questi brani sono sfavillanti di energia e proprio per questo ci siamo fatti preparare proprio da Ceri una playlist di ascolti soleggiati per illuminare le tue giornate.</p>
<p>Qui il player, il racconto nelle prossime pagine</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: La playlist del sole di Ceri Wax" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/playlist/7wwTV5PQVCmyYzxcMbWXcf?utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>Fare le cose in modo semplice: intervista a Mac DeMarco</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2026/06/30/mac-demarco-intervista/</link>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 11:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[DANCE LIKE SHAQUILLE O'NEAL]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
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		<category><![CDATA[Mac DeMarco]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="650" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/06/mac-demarco-press@2000x1270-1024x650.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/06/mac-demarco-press@2000x1270-1024x650.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/06/mac-demarco-press@2000x1270-768x488.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/06/mac-demarco-press@2000x1270-770x489.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/06/mac-demarco-press@2000x1270-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/06/mac-demarco-press@2000x1270-385x244.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/06/mac-demarco-press@2000x1270-1540x978.jpg 1540w" /><p>Per noi che lo seguiamo dagli esordi, che lo ascoltiamo nelle giornate ridenti e anche in quelle tristi, che sorridiamo alle sue facce buffe da palcoscenico e restiamo con gli occhi chiusi quando ci sono solo lui e la sua chitarra, intervistare Mac DeMarco è stato come un sogno. E già. A volte, fortunatamente, succede&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2026/06/30/mac-demarco-intervista/">Fare le cose in modo semplice: intervista a Mac DeMarco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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E già. A volte, fortunatamente, succede che qualcuno si avvera e tu ti ritrovi a parlare su zoom con uno dei tuoi artisti preferiti.<br />
Entra nella tua camera, la stessa in cui spesso risuona la sua musica.</p>
<p><strong>Congratulazioni per l’album e per le date in Italia. L’album &#8220;Guitar&#8221; è più introspettivo, semplice e poetico rispetto ai tuoi lavori precedenti. Da dove nasce questa scelta di tornare a un approccio più essenziale?</strong><br />
“Non lo so davvero. Non credo di averci pensato troppo. Credo che &#8220;Guitar&#8221; sia semplicemente venuto fuori da me. È anche indicativo del tipo di musica che ascolto oggi. Forse è anche perché faccio questo da più tempo. Non so se sia più sicurezza, ma so cosa mi piace e non sento il bisogno di nascondermi dietro tanta produzione. Volevo solo fare qualcosa di conciso. È sembrato tutto naturale.”</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/8UsYLb3O8fI?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="Mac DeMarco - Holy"></iframe></div>
<p><strong>Hai una chitarra preferita o legata a dei ricordi?</strong><br />
“Non ho mai dato nomi alle chitarre, ma ne ho alcune che sono con me da tanto tempo. Sono terribile a buttare via le cose, quindi le tengo quasi tutte. C’è una chitarra elettrica che ho usato per tutti gli album fino a Another One, e quella per molte persone è ‘la mia chitarra’. Poi ce n’è una acustica usata per anni nei dischi. E ne ho una che era di mio padre, che è molto preziosa per me. Ne ho molte, non le suono tutte spesso, ma ogni tanto ne tiro fuori una vecchia ed è bello.”</p>
<p><strong>Quante chitarre hai adesso?</strong><br />
“Direi circa una ventina. Ma non sono chitarre impressionanti o costose. Sono tutte un po’ di merda a modo loro. Però mi piace anche questo.”</p>
<p><strong>Nel disco usi chitarra acustica ed elettrica e parli di relazioni: c’è una connessione tra questi elementi?</strong><br />
“Non ci avevo davvero pensato, ma mi piace l’idea. Forse c’è qualcosa lì dentro. È sempre stato difficile per me far convivere due chitarre senza che si intralcino. Quindi sì, è interessante.”</p>
<p><strong>Com’è stato il processo di scrittura e produzione di questo album?</strong><br />
“Sono impazzito un po’ e ho fatto un altro disco prima di questo. Poi mi sono perso nel processo di demo e ho pensato di cambiare tutto. Alla fine ho smontato tutto e mi sono seduto sul divano. Ho fatto le cose come faccio di solito, in modo semplice. E quello che è uscito dalle demo è rimasto. Studio a Los Angeles, senza grandi cose. È stato liberatorio concentrarsi solo sulle canzoni.”</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/xdziRmPrNU0?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="Mac DeMarco - Home"></iframe></div>
<p><strong>Come scrivi oggi musica e testi?</strong><br />
“Oggi succede tutto insieme. A volte il testo influenza la melodia. Scrivo una linea, continuo, e la chitarra è lì con me. Tutto arriva insieme. Dopo aggiungo batteria, basso e magari un’altra chitarra se serve.”</p>
<p><strong>Da dove arriva l’ispirazione per questo disco?</strong><br />
“Molte colonne sonore, musica più lirica e semplice. E anche artisti come Lou Reed. Inoltre ho passato del tempo nel Pacific Northwest prima di farlo, e quell’atmosfera è rimasta dentro. I luoghi ti restano addosso.”</p>
<p><strong>Questo album sembra meno nostalgico ma comunque malinconico. C’è anche speranza?</strong><br />
“Sì, credo ci sia. È un po’ come: ci sono problemi, ma anche… chi se ne frega, divertiamoci. Da giovani tutto è più drammatico. Ora è più equilibrato.”</p>
<p><strong>Fare musica è più difficile oggi o quando eri più giovane?</strong><br />
“È diverso. Da giovane non pensi troppo, succede tutto in modo naturale. Ora c’è più consapevolezza e anche più cose nella vita. Non potrei fare la musica che facevo allora, ma nemmeno allora avrei potuto fare quella di oggi. Va bene così. Sono contento di tutto quello che c’è stato.”</p>
<p><strong>Ti piacerebbe fare una colonna sonora?</strong><br />
“Forse sì, ma solo se fosse qualcosa di importante per me o per qualcuno importante. Non sono molto bravo a ricevere note o cambiamenti. Se consegno qualcosa e mi danno feedback, probabilmente direi che era meglio prima. Non è proprio il mio forte.”</p>
<p><strong>Hai rimpianti o progetti che avresti voluto fare?</strong><br />
“Non davvero. Cerco di andare avanti. A volte penso ai mix o a come avrei fatto diversamente, ma poi passa e finisci per amarli così come sono. Sto seguendo una strada e continuo su quella. C’è ancora mistero, e lo scoprirò col tempo.”</p>
<p><strong>Cosa pensi di AI e nuove tecnologie nella musica?</strong><br />
“Non sono molto dentro a queste cose. Mi sento fortunato perché sono arrivato prima del grande cambiamento. Oggi è tutto un po’ folle. È difficile per i nuovi artisti emergere. Però forse questo creerà nuove strade.<br />
Il problema è che molta gente salta la parte importante, cioè fare arte. Tutti pensano a numeri e soldi, e allora non importa più se è umano o no.<br />
E mi preoccupa anche la disonestà, tipo ‘questa band non è reale ma non te lo dico’. È strano. Meglio che resti chiaro.”</p>
<p><strong>Che consiglio dai ai giovani che vogliono fare musica?</strong><br />
“Ho sempre detto la stessa cosa: fallo e basta. Divertiti a fare arte e trova persone nella tua zona che lo fanno. Oggi c’è tantissima informazione online, ma una volta dovevi capire tutto da solo. Internet aiuta, ma l’esperienza reale è diversa.”</p>
<p><strong>Hai scoperto nuova musica italiana o artisti emergenti?</strong><br />
“Mi vengono in mente cose italo-americane. Poi c’è una band chiamata Gigi Girls che ho conosciuto tramite Ryan Paris. Fanno un tipo di disco molto divertente. E poi ci sarà Otto Benson che aprirà i concerti in Italia con noi. Ha le idee giuste. In generale ci sono cose buone in giro, anche se oggi è difficile.”</p>
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		<title>La collezione di dischi di Tresca Y Tigre</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2026/05/26/tresca-y-tigre-collezione-dischi/</link>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 14:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Collezione di dischi]]></category>
		<category><![CDATA[tresca y tigre]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="576" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/TRAMPA_2026©AndreaTerlizzi_12-1-1024x576.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/TRAMPA_2026©AndreaTerlizzi_12-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/TRAMPA_2026©AndreaTerlizzi_12-1-768x432.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/TRAMPA_2026©AndreaTerlizzi_12-1-770x433.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/TRAMPA_2026©AndreaTerlizzi_12-1-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/TRAMPA_2026©AndreaTerlizzi_12-1-385x217.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/TRAMPA_2026©AndreaTerlizzi_12-1-1540x866.jpg 1540w" /><p>Era già scattato il colpo di fulmine ma vederli al MI AMI quest&#8217;anno è stato il colpo di grazia definitivo: siamo innamorati dell&#8217;energia e della freschezza di questo trio composto dalla cantante e rapper italo‐colombiana Sicala e il duo di produzione e sound design Trampa. Tresca Y Tigre hanno da poco pubblicato un nuovo EP&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="576" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/TRAMPA_2026©AndreaTerlizzi_12-1-1024x576.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/TRAMPA_2026©AndreaTerlizzi_12-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/TRAMPA_2026©AndreaTerlizzi_12-1-768x432.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/TRAMPA_2026©AndreaTerlizzi_12-1-770x433.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/TRAMPA_2026©AndreaTerlizzi_12-1-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/TRAMPA_2026©AndreaTerlizzi_12-1-385x217.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/TRAMPA_2026©AndreaTerlizzi_12-1-1540x866.jpg 1540w" /><p>Era già scattato il colpo di fulmine ma vederli al MI AMI quest&#8217;anno è stato il colpo di grazia definitivo: siamo innamorati dell&#8217;energia e della freschezza di questo trio composto dalla cantante e rapper italo‐colombiana Sicala e il duo di produzione e sound design Trampa.<br />
<strong>Tresca Y Tigre</strong> hanno da poco pubblicato un nuovo EP intitolato &#8220;Casi Caustica, Casi Nada&#8221; che fa convogliare nel solco dell&#8217;Hip Hop esplorazioni su strade differenti come quella del reggaeton, della cumbia e del dembow.<br />
Curiosi di capire cosa c&#8217;è dietro questo melting-pot di influenze, abbiamo raggiunto il trio per sbirciare nella loro collezione di dischi.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: CASI CAUSTICA, CASI NADA" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0Y8qu0IXbQN4qskBqJwa59?utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>5 dischi sinceri (+1) secondo Rareș</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2026/05/26/rares-dischi-sinceri/</link>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 13:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Rareş]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="819" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Rares_Sincero_Promo_pippo_moscati_DSF0542-3-819x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Rares_Sincero_Promo_pippo_moscati_DSF0542-3-819x1024.jpg 819w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Rares_Sincero_Promo_pippo_moscati_DSF0542-3-768x960.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Rares_Sincero_Promo_pippo_moscati_DSF0542-3-770x963.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Rares_Sincero_Promo_pippo_moscati_DSF0542-3-20x25.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Rares_Sincero_Promo_pippo_moscati_DSF0542-3-385x481.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Rares_Sincero_Promo_pippo_moscati_DSF0542-3-1540x1925.jpg 1540w" /><p>Il fatto è che quando un artista è raffinato te ne accorgi anche dagli album che sceglie quando gli chiedi che musica ascolta. Rareș, nomen omen, è tra quei cantautori preziosi della nuova scena italiana che si contano sulla punta delle dita: il suo gusto sopraffino per gli ascolti è lo specchio di una maturità&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="819" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Rares_Sincero_Promo_pippo_moscati_DSF0542-3-819x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Rares_Sincero_Promo_pippo_moscati_DSF0542-3-819x1024.jpg 819w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Rares_Sincero_Promo_pippo_moscati_DSF0542-3-768x960.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Rares_Sincero_Promo_pippo_moscati_DSF0542-3-770x963.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Rares_Sincero_Promo_pippo_moscati_DSF0542-3-20x25.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Rares_Sincero_Promo_pippo_moscati_DSF0542-3-385x481.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Rares_Sincero_Promo_pippo_moscati_DSF0542-3-1540x1925.jpg 1540w" /><p>Il fatto è che quando un artista è raffinato te ne accorgi anche dagli album che sceglie quando gli chiedi che musica ascolta.<br />
<strong>Rareș</strong>, nomen omen, è tra quei cantautori preziosi della nuova scena italiana che si contano sulla punta delle dita: il suo gusto sopraffino per gli ascolti è lo specchio di una maturità artistica unica per un ragazzo della sua età, che naturalmente ritroviamo anche nel suo ultimo disco Sincero!</p>
<p>In questo nuovo progetto <strong>Rareș</strong> racconta in undici canzoni la fine di una storia d&#8217;amore insieme anche ad alcuni compagni di viaggio come Giovanni Truppi, faccianuvola e iako.<br />
Un groviglio complesso di emozioni particolari si snoda in un modo di raccontare universale, semplificando (più musicalmente che a livello testuale) stati d&#8217;animo difficili da esporre, in primis a se stessi, figuriamoci agli altri.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: SINCERO!" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/04v8KIBvsyz6OTvSSrBhkI?utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Gli abbiamo chiesto, come dicevamo nell&#8217;intro, di raccontarci secondo lui quali sono i 5 dischi (+1) più sinceri. </p>
<p><strong>1. Martin Rev — See Me Ridin’</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: See Me Ridin&apos;" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/6i384rUguMYCULZXA3qsaV?utm_source=oembed"></iframe><br />
Un disco intimo, la cui produzione mi ha completamente stregato. All’inizio volevo che il mio album suonasse così. Lo trovo profondamente vero anche per il suo programma dichiarato: gli echi del pop e dell’r&amp;b americano anni ’50 e ’60 che Martin Rev ascoltava per le strade di New York durante l’adolescenza. (o perlomeno così dice l’interno del vinile)<br />
Consiglio: I Heard Your Name</p>
<p><strong>2. Belle Grand Fille — Noël nouvelet</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Noël nouvelet" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/5Ol8RKxDYKvzSbFRzUIyQk?utm_source=oembed"></iframe><br />
Un disco che non smette di commuovermi e che ho ascoltato sia d’estate che d’inverno, nonostante sia una raccolta di canti natalizi. Lo sento molto vicino alla tradizione delle colinde, i canti di Natale rumeni. C’è qualcosa di antico e familiare che continua a tornarmi addosso ogni volta che lo ascolto.<br />
Consiglio: Un flambeau, Jeannette, Isabelle</p>
<p><strong>3. The Magnetic Fields — 69 Love Songs</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: 69 Love Songs" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0K5FvRzJl6iTKikI9tMdAB?utm_source=oembed"></iframe><br />
Un disco che ho riascoltato molte volte nella vita. Un’opera delicata e reale, a tratti buffa, sicuramente prolissa. Riesce a essere leggerissima ed intensa allo stesso tempo.<br />
Consiglio: I Don’t Want to Get Over You</p>
<p><strong>4. Nelu Ploieșteanu — Am iubit și-am să iubesc</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Am iubit si-am sa iubesc" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/09oA2oGZueO40h3wwa8Q54?utm_source=oembed"></iframe><br />
Una compilation di muzică lăutărească, genere tradizionale della Romania e dei Balcani più in generale, legato anche alla cultura rom. È un disco dolcissimo e divertentissimo, sia nei testi che nella musica, anche per chi non dovesse comprendere la lingua.<br />
Consiglio: Trec țiganii, trec</p>
<p><strong>5. Gică Petrescu — Cântece de petrecere</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Cântece De Petrecere" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/4OKveLw7o1Loy4BLBeeXhs?utm_source=oembed"></iframe><br />
Interprete e compositore di musica leggera, popolare e da festa. Ha scritto una delle mie canzoni preferite, Căsuța noastră. In questi anni ho ascoltato molta musica rumena: sento una curiosità naturale verso questi artisti, li studio e ascolto sempre volentieri.</p>
<p><strong>BONUS</strong></p>
<p><strong>Meara O’Reilly — Hockets for Two Voices</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Meara O&apos;Reilly: Hockets for Two Voices" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/3CkExafsAOlB5vX6RN1FRz?utm_source=oembed"></iframe><br />
Amo la voce e la sua espressività, allo stesso tempo limitata e infinita. Trovo questo disco molto ispirato, diretto e chiarissimo. Mi ricorda anche certe correnti minimaliste che amo molto e da cui ho preso spesso ispirazione libera negli arrangiamenti di Sincero!.</p>
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		<title>I dischi che lasciano Birthh senza fiato</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2026/05/07/birthh-dischi-fondamentali/</link>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 13:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[birthh]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="679" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Birthh-credito_-Jeff-Harris-1-1-1-1024x679.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Birthh-credito_-Jeff-Harris-1-1-1-1024x679.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Birthh-credito_-Jeff-Harris-1-1-1-768x509.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Birthh-credito_-Jeff-Harris-1-1-1-770x511.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Birthh-credito_-Jeff-Harris-1-1-1-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Birthh-credito_-Jeff-Harris-1-1-1-385x255.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Birthh-credito_-Jeff-Harris-1-1-1-1540x1021.jpeg 1540w" /><p>&#8220;SENZA FIATO&#8221; è il nuovo album di Birthh, il suo primo in italiano. Dentro c&#8217;è la bellezza dell&#8217;imperfezione delle prime volte, lo stupore delle prime volte e anche la paura di sbagliare delle prime volte. Ma in questo disco c&#8217;è soprattutto la voglia di riconnettersi con le proprie radici, come mai prima d&#8217;ora: il passaggio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2026/05/07/birthh-dischi-fondamentali/">I dischi che lasciano Birthh senza fiato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="679" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Birthh-credito_-Jeff-Harris-1-1-1-1024x679.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Birthh-credito_-Jeff-Harris-1-1-1-1024x679.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Birthh-credito_-Jeff-Harris-1-1-1-768x509.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Birthh-credito_-Jeff-Harris-1-1-1-770x511.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Birthh-credito_-Jeff-Harris-1-1-1-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Birthh-credito_-Jeff-Harris-1-1-1-385x255.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/Birthh-credito_-Jeff-Harris-1-1-1-1540x1021.jpeg 1540w" /><p>&#8220;SENZA FIATO&#8221; è il nuovo album di <strong>Birthh</strong>, il suo primo in italiano.<br />
Dentro c&#8217;è la bellezza dell&#8217;imperfezione delle prime volte, lo stupore delle prime volte e anche la paura di sbagliare delle prime volte.<br />
Ma in questo disco c&#8217;è soprattutto la voglia di riconnettersi con le proprie radici, come mai prima d&#8217;ora: il passaggio dall&#8217;inglese alla lingua madre è un tentativo di ricomporre un&#8217;identità frammentata in traslochi e viaggi e lavori e respiri affannati.</p>
<p>Birthh ha deciso di riprendere fiato e prendersi per mano in una fase di passaggio importante verso la vita adulta.</p>
<p><em>“SENZA FIATO” è l’espressione che racchiude, più di ogni altra, tutte le sfumature della fine dei miei vent’anni. La caotica, disperata, incessante corsa verso il futuro, verso qualche certezza su cui potermi appoggiare, qualcosa che la mia generazione sente sempre più lontana da sé. E mentre corro attraverso continenti, rumori, colori, asfalto duro e giardini delicatissimi, ancora mi emoziono quando guardo un tramonto; rimango coi polmoni pieni di gratitudine per questa enorme microscopica esistenza che ha così tanta bellezza dentro di sé, da lasciarmi senza fiato</em>.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: SENZA FIATO" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0gZdzP3fDtPZmxZbf3iX6Z?utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Le abbiamo chiesto di raccontarci qui la musica che la lascia senza fiato in 5 dischi.</p>
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		<item>
		<title>Dischi +++ secondo GIMA</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2026/05/05/gima-dischi/</link>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 15:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[GiMa]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1.jpg 1000w" /><p>Il 10 aprile è uscito il nuovo EP di GIMA, nome su cui teniamo occhi e orecchie ben puntati da tempo. Fareste bene ad attivarle anche voi se volete sentire qualcosa che ha il sapore del primo gelato della stagione calda. &#8220;+++&#8221; è un nuovo capitolo, più complesso rispetto al precedente EP, dove il producer&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/05/3-4-1.jpg 1000w" /><p>Il 10 aprile è uscito il nuovo EP di <strong>GIMA</strong>, nome su cui teniamo occhi e orecchie ben puntati da tempo.<br />
Fareste bene ad attivarle anche voi se volete sentire qualcosa che ha il sapore del primo gelato della stagione calda.</p>
<p>&#8220;+++&#8221; è un nuovo capitolo, più complesso rispetto al precedente EP, dove il producer non si risparmia in pensieri e stratificazioni sonore, addizionando (come da titolo) più cambi di registro in meno di venti minuti di musica.<br />
Un concentrato solido di produzioni intricate e sensazioni altrettanto sregolate.</p>
<p>Ci siamo fatti raccontare da lui alcuni dischi che lo fanno sentire +++</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: +++" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/53JWHmamGflTNxhngJgJkl?utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><em>ciao amichetti di dlso ho dovuto fare una cernita dei dischi che più rappresentano il mio background ma sappiate che è davvero una raccolta e ce ne sono troppi altri.</em></p>
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		<title>Ele A: da promessa a certezza</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2026/02/19/ele-a-pixel-intervista/</link>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 14:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[ele a]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.dlso.it/site/?p=139564</guid>
		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-1540x1540.jpg 1540w" /><p>Andare oltre l&#8217;aspettativa, per confermarla: ora Ele A non è più &#8220;la promessa del rap&#8221; ma una certezza. Sì, è il futuro, ma soprattutto il presente di questa nuova scena. Ora che sta per iniziare il suo tour, che partirà da Milano il 2 marzo, le abbiamo chiesto di raccontarci com&#8217;è la &#8220;post-Pixel era&#8221; e&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/20250714_EleA_Pixel_8276-1540x1540.jpg 1540w" /><p>Andare oltre l&#8217;aspettativa, per confermarla: ora <strong>Ele A</strong> non è più &#8220;la promessa del rap&#8221; ma una certezza.<br />
Sì, è il futuro, ma soprattutto il presente di questa nuova scena.<br />
Ora che sta per iniziare il suo tour, che partirà da Milano il 2 marzo, le abbiamo chiesto di raccontarci com&#8217;è la &#8220;post-Pixel era&#8221; e cosa dobbiamo aspettarci dai suoi prossimi progetti.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Pixel" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/2GilGjaRAmsF7MptmRnFQT?utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>Tutto è nato da un freestyle ai tempi del Covid. Cosa è cambiato da allora nel tuo modo di fare musica?</strong><br />
Quando ho iniziato, il mio modo di scrivere era molto improntato sulle caratteristiche di Instagram al tempo perché ero consapevole che quella fosse un po’ la mia unica possibilità di avere una vetrina e raggiungere un bacino d’utenza ampio. Di conseguenza all’inizio facevo molta fatica a scrivere le seconde strofe, perché ero abituata a scrivere freestyle da 16 barre -i reel non potevano superare il minuto-. Ero anche molto più tecnica nella scelta delle parole, più astratte e meno impattanti perché l&#8217;obiettivo era fare più incastri possibile.</p>
<p><strong>Sei arrivata a “Pixel”, il tuo primo disco, con la responsabilità di essere la “nuova promessa”, “il futuro del rap italiano”. Come ti sei sentita? Questa pressione ha inciso sul modo di viverti il tuo debutto discografico?</strong><br />
Chiaramente mi fa molto piacere che la gente mi abbia dato questi titoli, so benissimo come ci si sente a non avere occhi addosso, e il fatto che invece ora ci sia dell’interesse verso la mia musica è qualcosa che non do mai per scontato. Al contempo non mi influenza particolarmente perché so che l’industria è molto veloce e che queste cose sono abbastanza effimere. Per me ha sempre avuto molto più senso concentrarmi sulla mia interiorità per fare musica, più che su tutto ciò che è esterno, perché alla fine è molto soggettivo e non mi faccio influenzare troppo né dalle cose negative, né da quelle positive.</p>
<p><strong>Su cosa stai lavorando in questo periodo e cosa possiamo aspettarci dai tuoi prossimi progetti?</strong><br />
Dopo l’album avevo tanta voglia di tornare in studio e sono sinceramente molto contenta della nuova musica che stiamo producendo. Alla fine la cosa che amo di più è creare in generale, già non vedo l’ora di portare le nuove tracce live. Ogni progetto ti fa sempre capire delle cose che ti aiutano ad avvicinarti sempre di più a quello che vuoi davvero fare.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/OW2rHRLTF_Q?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="Ele A, Colapesce - Ombre di città (Visual)"></iframe></div>
<p><strong>Parlando di featuring, in “Pixel” hai avuto modo di confrontarti con un po’ di nomi della scena rap ma anche con il cantautorato più indie, grazie alla collab con Colapesce. È qualcosa che ti piacerebbe rifare in futuro, di far incontrare il tuo rap con altre sonorità? Se sì, con chi ti piacerebbe lavorare?</strong><br />
Assolutamente, io sono una persona veramente onnivora che ascolta un sacco di musica da tutto il mondo, ultimamente non sto più ascoltando neanche tanto rap. In Italia ci sono un sacco di artisti con cui mi piacerebbe collaborare, il mio preferito é sicuramente Calcutta.</p>
<p><strong>Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo tour?</strong><br />
Vi aspetto alle date per scoprirlo :) ci saranno ovviamente delle sorprese e non vedo l’ora! A presto</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-139566" src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/PIXEL-TOUR.jpg" alt="" width="1080" height="1350" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/PIXEL-TOUR.jpg 1080w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/PIXEL-TOUR-768x960.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/PIXEL-TOUR-819x1024.jpg 819w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/PIXEL-TOUR-770x963.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/PIXEL-TOUR-20x25.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/PIXEL-TOUR-385x481.jpg 385w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
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		<title>I dischi fondamentali di PACÌ</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2026/02/18/paci-dischi-fondamentali/</link>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 10:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[feluca]]></category>
		<category><![CDATA[pacì]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/DSCF2734-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/DSCF2734-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/DSCF2734-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/DSCF2734-1-770x514.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/DSCF2734-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/DSCF2734-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/DSCF2734-1.jpg 1240w" /><p>FELUCA è l&#8217;odore del sale, il ricordo delle ginocchia graffiate dagli scogli, la nostalgia dei pomeriggi lunghissimi fatti di niente se non di casa. Il disco d&#8217;esordio di PACÌ, alter-ego musicale di Federico Romeo, è un ritorno a quel tempo, a quel luogo familiare. Si sente l&#8217;organicità della natura, il linguaggio (seppur strumentale) di chi&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/DSCF2734-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/DSCF2734-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/DSCF2734-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/DSCF2734-1-770x514.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/DSCF2734-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/DSCF2734-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2026/02/DSCF2734-1.jpg 1240w" /><p><em>FELUCA</em> è l&#8217;odore del sale, il ricordo delle ginocchia graffiate dagli scogli, la nostalgia dei pomeriggi lunghissimi fatti di niente se non di casa.<br />
Il disco d&#8217;esordio di <strong>PACÌ</strong>, alter-ego musicale di Federico Romeo, è un ritorno a quel tempo, a quel luogo familiare. Si sente l&#8217;organicità della natura, il linguaggio (seppur strumentale) di chi viene dal mare.<br />
Per la sua realizzazione, Federico ha incontrato <strong>Emanuele Triglia, Vincenzo Lato e Luca Gaudenzi</strong>, che come lui si approcciano alla musica in maniera spontanea e con un feeling tutto mediterraneo.</p>
<p>Abbiamo raggiunto PACÌ per approfondire il suo background musicale attraverso gli ascolti che hanno segnato il suo percorso artistico.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: FELUCA" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0ZMD8LDefvIwVqZNeVLWxk?utm_source=oembed"></iframe></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La collezione di dischi di PICCOLO</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/12/15/la-collezione-di-dischi-di-piccolo/</link>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 15:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[bnkr44]]></category>
		<category><![CDATA[Collezione di dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Piccolo]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="538" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/12/Piccolo-1024x538.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/12/Piccolo-1024x538.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/12/Piccolo-768x403.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/12/Piccolo-770x404.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/12/Piccolo-20x11.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/12/Piccolo-385x202.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/12/Piccolo.jpeg 1200w" /><p>Fresco di pubblicazione del suo disco d&#8217;esordio &#8220;Stellar-Boy&#8221;, in cui la musica si intreccia con le arti visive in una Graphic Novel che traduce in immagini le tracce del disco, PICCOLO dei bnkr44 ci racconta quali sono i dischi della sua collezione, quelli che lo hanno ispirato nella scrittura dell&#8217;album.</p>
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<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Stellar-Boy" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/3RoeJzZHBIiH3ACqhTAXCh?si=0VXJ1dqlTxOZSXoqaV5JUA&amp;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>Sara Gioielli è la rivelazione più bella dell&#8217;anno</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/11/13/sara-gioielli-intervista/</link>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 11:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[gioielli neri]]></category>
		<category><![CDATA[sara gioielli]]></category>

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È lì che &#8220;Gioielli Neri&#8221;, il disco di debutto della cantautrice e produttrice <strong>Sara Gioielli</strong>, ha preso forma. In una terra attraversata dal mito e scossa dal vulcano, Sara sfata i suoi miti e affronta i suoi sommovimenti attraverso la musica e, in particolar modo, attraverso il canto.<br />
La voce di Sara sta a quest&#8217;album come un diamante sta a un anello: incastonata, al suo centro, è la cosa più lucente.<br />
Il resto è volutamente minimale: c&#8217;è il piano ad accompagnarla, mentre tutt&#8217;intorno un silenzio sacro avvolge le epifanie vocali che si susseguono di traccia in traccia.</p>
<p>&#8220;Gioielli Neri&#8221;  è il nostro &#8220;Lux&#8221; italiano e non è un azzardo pensarlo: li accomuna il tema del sacro e da un punto di vista strettamente musicale l&#8217;ambizione di attingere dalla musica classica per farne qualcosa di contemporaneo.</p>
<p>Abbiamo intervistato Sara Gioielli per farci raccontare meglio questo prezioso esordio prima dei due live di presentazione a Napoli e Milano.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Gioielli Neri" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/6tNSiiQ7xp1an19SzdFRQt?si=tz1cBOpTQVGGHAFR7Syilg&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>Il titolo del tuo primo disco e il tuo nome coincidono per metà, indice del fatto che in &#8220;Gioielli Neri&#8221; c&#8217;è tanto di Sara Gioielli. Com&#8217;è stato per te raccontarti in quest&#8217;opera?</strong><br />
Non è stato semplice. Mi viene da dire che è stato doloroso e terapeutico allo stesso tempo. Non tanto nel processo di lavorazione, ma per tutto ciò che faceva parte della mia vita prima e durante la creazione dei brani. Mentre affrontavo i miei nodi interiori, la musica è diventata una seconda terapia. Raccontarmi in questo disco ha dato forma a gran parte di ciò che stavo elaborando e, per quanto sia stato emotivamente intenso, oggi ascolto i brani e mi riconosco completamente.</p>
<p><strong>Il lettore di DLSO che ti ascolta per la prima volta cosa deve sapere prima di schiacciare play al tuo album?</strong><br />
In realtà non serve sapere nulla, ma suggerirei di ascoltarlo da soli, o con qualcuno con cui ci si sente davvero vicini.</p>
<p><strong>L&#8217;album è molto minimalista nelle produzioni, quasi a voler lasciar spazio a un massimalismo di sentimenti, veicolati attraverso la tua voce potente. Cosa ti ha spinto a intraprendere questa scelta?</strong><br />
Direi che è stato tutto abbastanza naturale. Cercavo un’indipendenza creativa che fino a quel momento facevo fatica ad avere. Nella mia inesperienza pensavo che l’unico modo per creare, e quindi fare dischi, fosse affidarsi a chi ne sapeva più di me, senza dare il giusto peso a ciò che io stessa sapevo. Quando ho riconosciuto i miei punti di forza, come la mia voce, il pianoforte e soprattutto il mio valore personale, ho deciso di seguire quella intuizione. Credo che questo progetto sia nato anche dal fatto che ho imparato ad accogliere i miei limiti e ad ascoltare ciò che mi suggerivano le viscere. Sentivo che non c&#8217;era spazio per altro.</p>
<p><strong>Qual è il tuo primo ricordo musicale?</strong><br />
Io a 5/6 anni che canto <em>Left Outside Alone</em> di Anastacia, sbagliando tutte le parole in inglese ahahah</p>
<p><strong>Tra poco suonerai per la prima volta il disco. Cosa significa per te presentare &#8220;Gioielli Neri&#8221; al pubblico e cosa dobbiamo aspettarci dallo show? Sarà intimo e minimale o hai in mente un racconto diverso?</strong><br />
Finalmente direi! Stavo pensando solo a questo :)<br />
Ho sempre immaginato il live diverso dal disco: sarà uno show ridotto totalmente all’osso. Nell’album ci sono interventi di produzione, ma sul palco sarà tutto completamente spoglio. La scelta di mantenerlo minimale nasce dal fatto che il vero focus sono le emozioni, quello che ho voluto raccontare e il modo in cui l’ho voluto dire e cantare.<br />
Non c’è tecnicismo che tenga e lo dico da maniaca della voce. Conta solo COME viene detta una frase. Ci tengo davvero tanto a questo aspetto.</p>
<p><strong>Il tuo disco preferito.</strong><br />
In questo momento della mia vita mi è davvero difficile rispondere a questa domanda. Ci sono dischi che hanno segnato periodi importanti per svariate ragioni e che sono legati a parti di me passate. Poi ci sono i dischi della me attuale, che hanno un valore enorme ma che rappresentano solo una parte di ciò che sono oggi.<br />
Sai cos’è? Qualche mese fa avrei saputo rispondere senza esitazione, ma adesso sento che ci sono troppi fattori che influenzano cosa può essere, per me, “il mio disco preferito”.</p>
<p><strong>Quali sono le tue Muse?</strong><br />
La mia musa più grande nella vita è mia madre.<br />
Artisticamente mi ispirano tante donne come Rosalía, Mina, Gretchen Parlato, Buika, Sarah Vaughan, Yebba… sono artiste con una personalità fortissima e un potere emotivo nella voce che mi spinge sempre, sempre a ricercare.</p>
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		<title>La playlist dei Kokoroko per prepararti al live a Milano</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/10/24/kokoroko-live-milano/</link>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 14:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[jazz mi]]></category>
		<category><![CDATA[KOKOROKO]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="819" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/credit_Kemka-Ajoku-2-1024x819.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/credit_Kemka-Ajoku-2-1024x819.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/credit_Kemka-Ajoku-2-768x614.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/credit_Kemka-Ajoku-2-770x616.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/credit_Kemka-Ajoku-2-20x16.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/credit_Kemka-Ajoku-2-385x308.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/credit_Kemka-Ajoku-2-1540x1232.jpg 1540w" /><p>Edizione numero dieci per JAZZ MI che festeggia questo compleanno importante dal 23 ottobre al 9 novembre con un cartellone croccante in cui leggiamo i nomi di Flying Lotus, C’Mon Tigre, Durand Bernarr, Bilal, Shabaka e i Kokoroko. Proprio questi ultimi si esibiranno stasera all&#8217;Alcatraz portando la loro miscela esplosiva di jazz, funky, soul e afrobeat&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="819" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/credit_Kemka-Ajoku-2-1024x819.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/credit_Kemka-Ajoku-2-1024x819.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/credit_Kemka-Ajoku-2-768x614.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/credit_Kemka-Ajoku-2-770x616.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/credit_Kemka-Ajoku-2-20x16.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/credit_Kemka-Ajoku-2-385x308.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/credit_Kemka-Ajoku-2-1540x1232.jpg 1540w" /><p>Edizione numero dieci per JAZZ MI che festeggia questo compleanno importante dal 23 ottobre al 9 novembre con un cartellone croccante in cui leggiamo i nomi di <strong>Flying Lotus, C’Mon Tigre, Durand Bernarr, Bilal, Shabaka</strong> e i <strong>Kokoroko.</strong><br />
Proprio questi ultimi si esibiranno stasera all&#8217;Alcatraz portando la loro miscela esplosiva di jazz, funky, soul e afrobeat e facendoci ascoltare il loro ultimo disco &#8220;Tuff Times Never Last&#8221; uscito quest&#8217;anno.</p>
<p>Per prepararci al live di stasera i Kokoroko hanno confezionato una playlist esclusiva a settare le giuste vibes.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: KOKOROKO MUSIC VITAMINS" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/playlist/5sfiz5uoIwGZoCmx5wN8Dz?utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Scopri <a href="https://jazzmi.it/" target="_blank" rel="noopener">il calendario completo di JAZZMI 2025</a> per non perdere i prossimi eventi</p>
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		<item>
		<title>Lorenzo Senni racconta Nightmare in Rome</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/10/07/lorenzo-senni-nightmare-in-rome/</link>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 12:48:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[cam sugar]]></category>
		<category><![CDATA[LORENZO SENNI]]></category>
		<category><![CDATA[nightmare in rome]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="604" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200-1024x604.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200-1024x604.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200-768x453.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200-770x454.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200-385x227.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200-1540x909.jpeg 1540w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200-20x12.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200.jpeg 1600w" /><p>Abbiamo chiesto a Lorenzo Senni di raccontarci dell&#8217;incontro con CAM Sugar e del loro nuovo progetto Nightmare in Rome, un fumetto con una colonna sonora suonata da una band omonima in cui il producer rivisita in chiave elettronica alcune soundtrack dal catalogo CAM. Il primo capitolo in 45 giri uscirà il 7 novembre e dentro&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2025/10/07/lorenzo-senni-nightmare-in-rome/">Lorenzo Senni racconta Nightmare in Rome</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="604" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200-1024x604.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200-1024x604.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200-768x453.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200-770x454.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200-385x227.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200-1540x909.jpeg 1540w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200-20x12.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/b172eb32-0ce2-484d-af7e-03a96542d296_1590019200.jpeg 1600w" /><p>Abbiamo chiesto a Lorenzo Senni di raccontarci dell&#8217;incontro con CAM Sugar e del loro nuovo progetto Nightmare in Rome, un fumetto con una colonna sonora suonata da una band omonima in cui il producer rivisita in chiave elettronica alcune soundtrack dal catalogo CAM.<br />
Il primo capitolo in 45 giri uscirà il 7 novembre e dentro ci trovi anche la voce di Ghostface Killah su un sample di Riz Ortolani.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-138897" src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/IMG_9879.jpg" alt="" width="2250" height="2813" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/IMG_9879.jpg 2250w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/IMG_9879-768x960.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/IMG_9879-819x1024.jpg 819w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/IMG_9879-770x963.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/IMG_9879-20x25.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/IMG_9879-385x481.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/10/IMG_9879-1540x1925.jpg 1540w" sizes="(max-width: 2250px) 100vw, 2250px" /></p>
<p><strong>Sembrerebbe proprio un futuro distopico quello in cui Riz Ortolani e Ghostface Killah si incontrano e invece accade qui e ora, grazie a un altro incontro fantastico: quello di Lorenzo Senni con CAM Sugar.</strong><br />
<strong>Raccontaci com’è nata questa esperienza futuristica.</strong></p>
<p>Diciamo che Riz Ortolani e Ghostface Killah si sono incontrati in un Incubo, il progetto <em>Nightmare in Rome</em>. Mentre Io e CAM Sugar ci siamo incontrati a Milano, in un contesto che sembrerebbe ancora molto lontano da quello descritto nel fumetto ed affrontato dal nostro guest americano ma che invece già dà qualche segnale preoccupante in quella direzione.<br />
Gli incontri più magici credo siano quelli più inaspettati e per quanto mi riguarda questo è il caso. Spero lo diventerà anche per gli ascoltatori.</p>
<p><strong>Questo progetto ti ha fatto mettere le mani sull’immenso catalogo di colonne sonore CAM. Qual è stato il tuo approccio?</strong></p>
<p>Non mi sono mai riferito ad un genere. La musica del catalogo CAM che mi ha incuriosito di più e quella che mi ha mostrato più potenziale è quella da cui ho attinto il materiale per <em>Nightmare in Rome</em>. In maniera molto istintiva sono andato attraverso centinaia di tracce e pian piano ho costruito una libreria.<br />
Non sono un classico produttore ed a malapena riesco a produrre la musica che pubblico nel mio progetto personale come Lorenzo Senni.<br />
L&#8217; approccio in questo caso è stato quasi unicamente dettato dall&#8217;entusiasmo nei confronti del materiale sonoro a mia disposizione.</p>
<p><strong>Ritorniamo ad <em>Ancient Dirt (L’Etrusco uccide ancora)</em>, traccia che vede la collaborazione di Ghostface Killah su un sample di Riz Ortolani. Che tipo di visione ti ha guidato nella produzione di questo brano?</strong></p>
<p>La mia idea è sempre stata quella di avere Ghostface Killah partecipe nel ruolo fondamentale di narratore. E&#8217; lui che ci introduce al mondo di <em>Nightmare in Rome</em> e devo dire che si è davvero superato. Non è scontato che qualcuno si appassioni istantaneamente ad un progetto e contribuisca in maniera così sostanziale. Una volta che gli abbiamo descritto il contesto e la storia ha prodotto le lyrics e poi ha registrato la sua parte. Si è sempre dimostrato appassionato all&#8217;idea ed un giorno spero di poterlo ringraziare di persona.</p>
<p><strong>Nominaci le tue 3 colonne sonore preferite e quelle a cui ti piacerebbe lavorare in un prossimo futuro (distopico)</strong></p>
<p><em>Terminator</em> di Brad Fiedel, <em>Mandy</em> di Johan Johannson al quale partecipa anche il nostro Francesco Donadello (che ha mixato e masterizzato <em>Ancient Dirt</em>) e Libidine di Stelvio Cipriani. Per nominarne tre che figurano tra le influenze di <em>Nightmare in Rome</em>. Non voglio lavorare direttamente a nessuna soundtrack, voglio reinterpretarle.</p>
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		<title>La collezione di dischi dei Wolf Alice</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/08/22/wolf-alice-collezione-dischi/</link>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 10:45:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Collezione di dischi]]></category>
		<category><![CDATA[wolf alice]]></category>

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Il nuovo progetto della band glam rock londinese è stato registrato a Los Angeles con il vincitore di GRAMMY e produttore Greg Kurstin ed è un lavoro che ammicca agli anni &#8217;70, pur restando saldamente ancorato alla contemporaneità.</p>
<p>Curiosi di affacciarci sugli ascolti che hanno ispirato l&#8217;album, abbiamo intervistato i Wolf Alice per farci svelare i loro dischi fondamentali.</p>
<p>I Wolf Alice saranno a Milano all&#8217;Alcatraz per un&#8217;unica data speciale il 13 novembre. <a href="https://www.ticketone.it/event/wolf-alice-alcatraz-20259042/" target="_blank" rel="noopener">Biglietti.</a></p>
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		<title>Ceri Wax racconta &#8220;ONDATONDA&#8221;</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/07/30/ceri-wax-racconta-ondatonda/</link>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 09:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[ceri wax]]></category>
		<category><![CDATA[ondatonda]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-07-30-alle-10.57.40-1024x1024.png" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-07-30-alle-10.57.40-1024x1024.png 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-07-30-alle-10.57.40-150x150.png 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-07-30-alle-10.57.40-300x300.png 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-07-30-alle-10.57.40-20x21.png 20w" /><p>Il 6 giugno è uscito il primo album solista ufficiale di Ceri Wax, il producer di casa Undamento che ha lavorato con Frah Quintale e Franco126 e che abbiamo poi conosciuto meglio con gli EP &#8220;Solo&#8221; e &#8220;Insieme&#8221; e i mixtape &#8220;WAXTAPE 1&#8221; e &#8220;WAXTAPE 2&#8221;. Il suo nuovo percorso si intitola &#8220;ONDATONDA&#8221; e chiude&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2025/07/30/ceri-wax-racconta-ondatonda/">Ceri Wax racconta &#8220;ONDATONDA&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-07-30-alle-10.57.40-1024x1024.png" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-07-30-alle-10.57.40-1024x1024.png 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-07-30-alle-10.57.40-150x150.png 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-07-30-alle-10.57.40-300x300.png 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-07-30-alle-10.57.40-20x21.png 20w" /><p>Il 6 giugno è uscito il primo album solista ufficiale di <strong>Ceri Wax</strong>, il producer di casa Undamento che ha lavorato con Frah Quintale e Franco126 e che abbiamo poi conosciuto meglio con gli EP &#8220;Solo&#8221; e &#8220;Insieme&#8221; e i mixtape &#8220;WAXTAPE 1&#8221; e &#8220;WAXTAPE 2&#8221;.<br />
Il suo nuovo percorso si intitola &#8220;ONDATONDA&#8221; e chiude il cerchio dell&#8217;evoluzione artistica di Ceri, comprendendo le sue fasi: solitudine, collettività, stasi, movimento.</p>
<p>Ce lo siamo fatti raccontare qui, dopo il player.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: ONDATONDA" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/6ugAB2uGoZ5YrqKoS5ycbG?utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><em>ONDATONDA</em></p>
<p>L’ONDATONDA è la particella pura ed elementare alla base di tutti i suoni. È senza increspature ed oscilla costantemente tra alto e basso.<br />
Quando più ONDETONDE si mischiano tra loro sono in grado di creare qualsiasi suono, danno un senso al tempo e descrivono l’intera complessità della vita e dell’universo.</p>
<p><em>LIBERO</em></p>
<p>Non so cosa sia la libertà in senso assoluto, credo sia un concetto mutevole, complesso e di centrale importanza.<br />
La libertà va discussa, va compresa, va difesa.<br />
Bisogna lottare per la libertà.<br />
Io ho sempre lottato per la mia libertà musicale, pagandone anche il prezzo.<br />
Essere libero in musica per me significa essere originale, essere me stesso.<br />
Non voglio rimanere imbrigliato nel passato, in classificazioni o catalogazioni.<br />
Secondo me i generi non esistono, sono solo una convenzione.<br />
La musica è liquida, libera.<br />
Ho voluto liberare la mia musica nel vento. Se qualcuno mai vi si imbatterà spero che sia libero di farne ciò che vuole.</p>
<p><em>QUANTE EMOZIONI</em></p>
<p>Quante emozioni potrai vivere, in questa notte di magia?<br />
I miei pensieri sembrano stelle, illuminano la via.<br />
Io sto bene qui<br />
in mezzo a voi<br />
in mezzo alla musica<br />
che mi abbraccia.<br />
Come fai a non abbandonarti a tutto questo?<br />
Fatti trasportare<br />
Chissà dove<br />
Chissà quando</p>
<p><em>PURA</em></p>
<p>La musica è semplice, la musica è pura.<br />
Scrivere musica diventa semplice quando l&#8217;intenzione è pura.<br />
“Nulla nasce per imposizione delle autorità, nemmeno una canzonetta si scrive per imposizione.” (Luigi Dallapiccola)<br />
&#8220;La poesia è poesia quando porta in se un segreto [&#8230;] Anche la poesia che pare semplice è una poesia che contiene un segreto&#8221; (Ungaretti)<br />
Scrivere musica per dovere genera musica stanca, musica noiosa.<br />
Scrivere musica per necessità genera musica sincera, musica bella.</p>
<p><em>SONO</em></p>
<p>“Who are you?” domandano delle voci in coro.<br />
Ricerco me stesso nella musica da quasi sempre.<br />
Sono stato Solo, sono stato Insieme, sono stato un Fuorigiro, sono stato immobile e ho liberato il mio corpo.<br />
Sono in continuo cambiamento e cerco ogni giorno di capirmi. Ma oggi sento di essere qui: libero nell’ONDATONDA.</p>
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		<item>
		<title>I 5 ascolti del momento di Bais</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/06/25/ascolti-bais/</link>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 12:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[bais]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="819" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/06/0001-2-819x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/06/0001-2-819x1024.jpg 819w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/06/0001-2-768x960.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/06/0001-2-770x963.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/06/0001-2-20x25.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/06/0001-2-385x481.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/06/0001-2.jpg 1200w" /><p>Mentre eravamo in fissa con la sua ultima release, &#8220;Ancora&#8221;, singolo danzerino che si aggiunge all&#8217;album &#8220;RADICAL POP&#8221; uscito ad Aprile, ci siamo chiesti: &#8220;chissà con quale musica sarà in fissa adesso Bais&#8220;. Quali brani e quali album sono nella sua rotazione musicale? Cosa lo ha influenzato negli ultimi mesi mentre scriveva il disco? Glielo&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="819" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/06/0001-2-819x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/06/0001-2-819x1024.jpg 819w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/06/0001-2-768x960.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/06/0001-2-770x963.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/06/0001-2-20x25.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/06/0001-2-385x481.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/06/0001-2.jpg 1200w" /><p>Mentre eravamo in fissa con la sua ultima release, &#8220;Ancora&#8221;, singolo danzerino che si aggiunge all&#8217;album &#8220;RADICAL POP&#8221; uscito ad Aprile, ci siamo chiesti: &#8220;chissà con quale musica sarà in fissa adesso <strong>Bais</strong>&#8220;. Quali brani e quali album sono nella sua rotazione musicale? Cosa lo ha influenzato negli ultimi mesi mentre scriveva il disco?</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Ancora" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0PsTdfIZyBoMiMwGjJn9aw?si=c99cb8c46e6c4d22&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Glielo abbiamo chiesto e ci ha prontamente risposto con i suoi 5 ascolti del momento:</p>
<p><strong>1. Heavy Metal &#8211; Cameron Winter</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Heavy Metal" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/7mOrnQqDad3RgYQsJGaaqk?si=_H_CLcTpQWq01RCUdbrMxQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Ci sono rimasto un po’ sotto con quest’album, mi piace tutto: dal titolo alla copertina, dai testi alle produzioni. Lui è giovanissimo ma ha una voce e un’interpretazione d’altri tempi.</p>
<p><strong>2. Cities &#8211; Talking Heads</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Cities" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0xRpjqtl3xQz56b41iytTp?si=69a7d93c9bb34984&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Inizia con un fade in inaspettatissimo e ti trasporta nelle strade di New York di fine anni 70. L’album in cui è contenuta, “Fear of music” è incredibile, dalla copertina alla produzione di Brian Eno.</p>
<p><strong>3. Non c’è vita sopra i 3000 Kelvin &#8211; Giorgio Poi</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: non c&apos;è vita sopra i 3000 kelvin" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/3DS5BPTJzuT0YkusTjBrIt?si=5e6df39903a34714&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>La continuo ad ascoltare da quando è uscito il suo ultimo album Schegge e mi emoziona ogni volta. È un pezzo struggente ed allo stesso tempo misterioso, con giri armonici interessantissimi.</p>
<p><strong>4. Strange overtones &#8211; David Byrne, Brian Eno</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Strange Overtones" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/3vnQlfyuXK4aW011bAhJru?si=b61b3636f25449b7&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Ho scoperto questa canzone recentemente, amo la voce soffice di David Byrne e il testo così dolce e ironico allo stesso tempo. Anche qui come in “Fear of Music” il vecchio sodalizio con Brian Eno.</p>
<p><strong>5. Mahashmashana &#8211; Father John Misty</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Mahashmashana" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/4DAYMx0LxMNObCyhQbONXB?si=2b88876c81cc434e&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Non avevo mai ascoltato Father John Misty fino all’anno scorso quando è uscito questo album. L’ho divorato per me. La title track che apre il disco è immensa, dura quasi 10 minuti e sembra un pezzo che potrebbero aver scritto insieme Elton John, John Lennon e George Harrison.</p>
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		<title>Il momento della rampallonata: dietro le quinte del nuovo anno dei Tamango</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/05/19/tamango-intervista/</link>
		<pubDate>Mon, 19 May 2025 11:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[DANCE LIKE SHAQUILLE O'NEAL]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[slider]]></category>
		<category><![CDATA[tamango]]></category>
		<category><![CDATA[tamango intervista]]></category>
		<category><![CDATA[tamango rampallonata]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4156-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4156-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4156-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4156-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4156-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4156-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4156.jpg 1500w" /><p>Intervista a cura di Rachele Latina, foto di Giulia Gasparini. Schietti, sognatori e imprevedibili, per conoscere bene i Tamango non potevamo far altro che entrare fino in casa loro e così è stato. I ragazzi ci hanno accolto nella loro nuova sala prove, che poi definirla sala prove è riduttivo. Uno spazio in ristrutturazione, pieno&#8230;</p>
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<p>Schietti, sognatori e imprevedibili, per conoscere bene i <strong>Tamango</strong> non potevamo far altro che entrare fino in casa loro e così è stato. I ragazzi ci hanno accolto nella loro nuova sala prove, che poi definirla sala prove è riduttivo. Uno spazio in ristrutturazione, pieno di strumenti, tavoli con progetti, vestiti sparsi, idee scritte sul muro, un nido di creatività, dove ci siamo sentiti anche noi parte del collettivo.</p>
<p>Introdurre i Tamango in maniera convenzionale non sarebbe possibile, nella loro bio si riferiscono figli dei fiori, delle parole, parole, parole.</p>
<p>Per questo abbiamo chiacchierato con loro (dopo aver giocato a freccette), infatti…</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-138285" src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4054.jpg" alt="" width="1500" height="1000" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4054.jpg 1500w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4054-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4054-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4054-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4054-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4054-385x257.jpg 385w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p><strong>Ragazzi, perché rampallonata?</strong></p>
<p><strong>Marcello:</strong> “Come abbiamo detto nel video, rampallonata è una parola che ci mancava per descrivere un sentimento che non sapevamo scrivere. In realtà è nato tutto durante un aneddoto estivo. Ero su un’isola sperduta nel mediterraneo con Angelo Trombino, una leggenda.<br />
Mi stava raccontando una delle sue storie e io lo registravo di nascosto. Mi raccontava di una partita di calcio “isolani contro ormeggiatori”, lui da vera leggenda aveva saltato gli allenamenti e non era stato schierato titolare. A pochi minuti dalla fine sul risultato di 1-0 per gli ormeggiatori, il pubblico incita l’allenatore a farlo entrare in campo, ed è proprio sul fischio finale che dal nulla gli rimbalza davanti, sulla zolla perfetta, la palla perfetta. Gli carambola addosso. La stoppa. E tira una rampallonata all’incrocio. Segna!”</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/gXIfN4tLLf0?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="RAMPALLONATA"></iframe></div>
<p><strong>Quest’anno avete scelto l’immaginario del calcio, da cosa deriva questa scelta?</strong></p>
<p><strong>Marcello:</strong> “il calcio è un qualcosa a cui tutti sono legati: la partita di calcetto, il campionato la domenica, ma in realtà più che il calcio ci serviva in generale un mondo da riempire e rampallonata riconduce subito al calcio. Piano piano tutto è tornato, rampallonata rispecchia come ci sentiamo: hai la palla perfetta davanti che rimbalza sulla zolla giusta e devi calciare. Non sai se farai goal o no, ma intanto devi tirare!”</p>
<p><strong>Qual è stata finora la vostra più grande rampallonata?</strong></p>
<p><strong>Marcello, Bruno, Manfredi:</strong> “Secondo me ci siamo dentro: questo tour, questo posto e tutto quello che stiamo facendo. Abbiamo una sala prove nuova, un hangar dove faremo lo studio, ma forse la più grande rampallonata è la nostra società omonima.<br />
Possiamo davvero chiamarci soci adesso!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-138286" src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4023.jpg" alt="" width="1397" height="932" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4023.jpg 1397w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4023-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4023-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4023-770x514.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4023-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4023-385x257.jpg 385w" sizes="(max-width: 1397px) 100vw, 1397px" /></p>
<p><strong>Dall&#8217;anno del cane all’anno del calcio.</strong></p>
<p><strong>Marcello, Bruno:</strong> “Ci piace dare un nome al cambiamento, quando sentiamo che qualcosa sta cambiando nella nostra musica, nelle nostre emozioni, allora scegliamo una parola che lo dica, che butti dentro un nuovo mondo. È un po’ un’espansione di ciò che succede nei gruppi di amici: c’è l’anno del calcetto, poi l’anno in cui si va a bere tutti in quel bar, poi l’anno in cui si usa quel modo di dire, si scherza su quel meme.<br />
Per il gruppo di amici Tamango è l’anno della Ramapallonata.”</p>
<p><strong>Per citare il video dove annunciate il nuovo progetto, voi prendete un po’ in giro la dinamica per la quale la gente adesso vi ferma dopo aver sentito “Il cielo sopra Berlino” Come ve la vivete? Vi dà fastidio?</strong></p>
<p><strong>Alberto:</strong> “In realtà c’è tanta curiosità, stiamo cercando di capire questa cosa ed è divertente. È un po’ come se ci trovassimo colpiti, perché non ci aspettavamo questa cosa e la abbracciassimo per capirla. Teniamo tanto alla canzone quindi si tratta più di stupore perché non avremmo mai immaginato questo successo.”</p>
<p><strong>Marcello:</strong> “È assurdo tutto quello che una casualità può comportare, pensa che ci hanno fermato “gli sbirri” chiedendoci se fossimo i Tamango. Sicuramente noi non siamo fan dei social, ma è il mondo in cui siamo quindi accettiamo il compromesso. Tu pensi a cosa vorresti fare, lo fai e dopo un po’ di tempo quella cosa ha un effetto sul mondo, è tutto imprevedibile! Bisogna vedere cosa succede e prendere l’essenza<br />
da ciò che accade, guardando il quadro ampio.”</p>
<p><strong>Manfredi:</strong> “Tutto l’effetto mediatico non c’entra niente con noi come artisti e non è una cosa che ci influenza, però è stato sicuramente incredibile. Noi siamo attentissimi e vogliamo avere il controllo su tutto, guardando che tutto funzioni, invece per la prima volta succedeva qualcosa fuori dal nostro controllo.<br />
È capitato casualmente che tre settimane prima avevamo fatto la programmazione che facciamo ad inizio anno, ed avevamo già definito una serie di cose. Ci ha fatto sorridere ritrovare un vecchio video di una riunione in cui tra gli impegni dei mesi avevamo scritto cosa avremmo voluto fare, e c’erano scritte cose tipo “fare il MiAmi” o trovare uno spazio che potesse accogliere tutte le persone che lavorano al progetto. Quando abbiamo girato quel video sembravano irraggiungibili. È come se tutto fosse successo in uno spettro di cose che stanno accadendo, e quindi la viralità non ha modificato la nostra strada, chiaramente gli ha dato un&#8217;accelerata.&#8221;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-138287" src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4114.jpg" alt="" width="1356" height="904" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4114.jpg 1356w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4114-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4114-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4114-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4114-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/giulia_gasparini__DSC4114-385x257.jpg 385w" sizes="(max-width: 1356px) 100vw, 1356px" /></p>
<p><strong>Nel video parlate del concetto di darsi un senso e della responsabilità che si cela dietro di esso, voi avete trovato un senso?</strong></p>
<p><strong>Marcello</strong>: “No, la domanda è “con che faccia smetto di essere uno dei “disperati” della provincia? Con che faccia posso diventare uno che può vivere davvero facendo quello che vuole, dicendo faccio l’artista e guai a chi mi zittisce?”</p>
<p>Vogliamo ricordarci di tutto ciò che abbiamo intorno, della gratitudine del poter venire qui a fare le prove. Per noi è importante non smettere di ricordarsi l’importanza delle cose e continuare a scoprire, parlare di tutto e non solo della propria arte. È importante che l’artista faccia i conti con le cose che accadono in giro.”</p>
<p><strong>Beh ragazzi, avete tirato una bella rampallonata, non ci resta che venire a vedervi. Quando saranno le date del tour?</strong></p>
<p>Il nostro tour negli stadi sarà a:</p>
<p>Torino il 28 giugno<br />
Milano il 5 luglio<br />
Bologna il 12 luglio<br />
Roma il 19 luglio</p>
<p><a href="https://www.tamango.co/rampallonata" target="_blank" rel="noopener">Qui potete comprare i biglietti</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I 5 dischi fondamentali di Miso Extra</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/05/06/miso-extra-5-dischi/</link>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 13:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Miso Extra]]></category>
		<category><![CDATA[miso extra 5 dischi]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/unnamed-14-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/unnamed-14-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/unnamed-14-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/unnamed-14-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/unnamed-14-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/unnamed-14-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/unnamed-14-1-1540x1027.jpg 1540w" /><p>Il 16 maggio uscirà il nuovo disco di Miso Extra, brillante artista britannico-giapponese che seguiamo già da un po&#8217; e che siamo curiosi di scoprire ancora meglio con il prossimo capitolo &#8220;Earcandy&#8220;. L&#8217;album fa seguito a un paio di EP pubblicati tra il 2022 e il 2023 ed è stato anticipato dai singoli &#8220;Slow Down&#8221;,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2025/05/06/miso-extra-5-dischi/">I 5 dischi fondamentali di Miso Extra</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/unnamed-14-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/unnamed-14-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/unnamed-14-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/unnamed-14-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/unnamed-14-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/unnamed-14-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/unnamed-14-1-1540x1027.jpg 1540w" /><p>Il 16 maggio uscirà il nuovo disco di <strong>Miso Extra</strong>, brillante artista britannico-giapponese che s<a href="https://www.dlso.it/site/2022/04/06/puntine-63-canzoni-da-ricordare/5/" target="_blank" rel="noopener">eguiamo già da un po&#8217;</a> e che siamo curiosi di scoprire ancora meglio con il prossimo capitolo &#8220;<em>Earcandy</em>&#8220;.<br />
L&#8217;album fa seguito a un paio di EP pubblicati tra il 2022 e il 2023 ed è stato anticipato dai singoli &#8220;Slow Down&#8221;, &#8220;POP&#8221;, &#8220;Ghostly&#8221; &#8220;Good Kisses&#8221; con i <strong>Metronomy</strong> e &#8220;Certified&#8221;, quest&#8217;ultimo un brano synth-house che introduce al <em>Misoverse</em>, l&#8217;irresistibile mondo incantato di Miso Extra.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="878" src="https://www.youtube.com/embed/qkdaos3ug7w?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="Miso Extra - Certified (Official Video)"></iframe></div>
<p>In attesa di ascoltare il prossimo disco, le abbiamo chiesto quali sono gli album che hanno segnato il suo percorso artistico.</p>
<p><strong>1. Cibo Matto &#8211; Viva! La Woman</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Viva! La Woman" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/1Sha7blBHJ2ZBK5FjVXU9W?si=JhZ0enF9T--Q8aYrEBwrvQ&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
This one came to my attention more recently than the others on this list but has been a constant rotation recently.</p>
<p><strong>2. Hiatus Kaiyote &#8211; Choose Your Weapon</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Choose Your Weapon" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/3qzmmmRmVBiOuMvrerfW4z?si=GIWTQVQLTtOHDBKaNarWCg&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
No matter how many times I’ve listened to this album I never seem to get bored of it. I love the sonics of it so much.</p>
<p><strong>3. Jai Paul &#8211; Leak 04-13 Bait Ones</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Leak 04-13 (Bait Ones)" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/4bCsLPQuCdQQBQOLs5MuNr?si=K8RZGTF9TQ6IZbDHHQgFnw&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
It’s brilliant.</p>
<p><strong>4. Justice &#8211; Justice</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Justice" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/4GGazqHvuKwxBjWLFaJkDL?si=KSjZsf6hRjWN2sM1p0PJLw&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
This album will long hold a special place in my heart as it was one of the first I bought on vinyl which is such a core memory for me. I&#8217;m into the brashness of it all.</p>
<p><strong>5. MF DOOM &#8211; MM..FOOD</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: MM..FOOD" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/1UcS2nqUhxrZjrBZ3tHk2N?si=5fHmRnCkQmOOGL5-1Fg_og&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Tricky often quotes Doom when we’re hanging out with one of my favourites being “Read the signs: No feeding the Baboons”. This album to me is the right amount of fun and serious.</p>
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		<title>Gli ascolti recenti di Sissi in una playlist</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/05/06/sissi-playlist/</link>
		<pubDate>Tue, 06 May 2025 12:27:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Sissi]]></category>
		<category><![CDATA[sissi xs]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="822" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 822px) 100vw, 822px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/IMG_2671-1-1-822x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/IMG_2671-1-1-822x1024.jpg 822w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/IMG_2671-1-1-768x957.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/IMG_2671-1-1-770x960.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/IMG_2671-1-1-20x25.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/IMG_2671-1-1-385x480.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/IMG_2671-1-1-1540x1919.jpg 1540w" /><p>Sempre più a fuoco e infuocato il percorso di Sissi che il mese scorso è tornata con un nuovo EP dal titolo XS, prodotto da Marcello Guava e fuori per Pluggers e Sony Music Italy/Epic Records. La strada verso l&#8217;Olimpo delle nuove voci R&#38;B italiane le stende un tappeto rosso e lei la attraversa con&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="822" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 822px) 100vw, 822px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/IMG_2671-1-1-822x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/IMG_2671-1-1-822x1024.jpg 822w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/IMG_2671-1-1-768x957.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/IMG_2671-1-1-770x960.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/IMG_2671-1-1-20x25.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/IMG_2671-1-1-385x480.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/05/IMG_2671-1-1-1540x1919.jpg 1540w" /><p>Sempre più a fuoco e infuocato il percorso di <strong>Sissi</strong> che il mese scorso è tornata con un nuovo EP dal titolo <em>XS</em>, prodotto da <strong>Marcello Guava</strong> e fuori per Pluggers e Sony Music Italy/Epic Records.<br />
La strada verso l&#8217;Olimpo delle nuove voci R&amp;B italiane le stende un tappeto rosso e lei la attraversa con self-confidence e tacco 12, a suon di melodie avvolgenti e una scrittura autentica.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: XS" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/3XIpwOtJ6Y0tXnx7M2CSJ2?si=ssk-EvusSlSVu1hlQTOvzQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>L&#8217;abbiamo raggiunta per aprire insieme il suo Spotify e scoprire cosa c&#8217;è nei suoi ascolti recenti:</p>
<p>&#8220;<em>Questa è la musica che mi ossessiona adesso. Mese prossimo magari solo musica classica</em>&#8220;.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Ascoltati di recente: una playlist di Sissi" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/playlist/51NlUV82zIIUDQFxgbwMAX?utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>5 brani per conoscere Lauryyn</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/04/30/lauryyn-5-brani/</link>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2025 08:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[5 brani]]></category>
		<category><![CDATA[Lauryyn]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="683" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-12-683x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-12-683x1024.jpg 683w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-12-768x1151.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-12-770x1154.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-12-385x577.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-12-1540x2308.jpg 1540w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-12-20x30.jpg 20w" /><p>Il 23 maggio uscirà il nuovo album di Lauryyn &#8220;Aritmia&#8221; e venerdì l&#8217;artista ce ne ha dato un ultimo assaggio con il singolo &#8220;Doppio Fine&#8221;, un brano morbido e languido che descrive perfettamente le sue sonorità RnB e neo-soul. Mentre aspettiamo l&#8217;album, entriamo meglio nel suo mondo, conoscendo le sue influenze musicali in 5 brani&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2025/04/30/lauryyn-5-brani/">5 brani per conoscere Lauryyn</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="683" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-12-683x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-12-683x1024.jpg 683w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-12-768x1151.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-12-770x1154.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-12-385x577.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-12-1540x2308.jpg 1540w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/unnamed-12-20x30.jpg 20w" /><p>Il 23 maggio uscirà il nuovo album di <strong>Lauryyn</strong> &#8220;<em>Aritmia</em>&#8221; e venerdì l&#8217;artista ce ne ha dato un ultimo assaggio con il singolo &#8220;Doppio Fine&#8221;, un brano morbido e languido che descrive perfettamente le sue sonorità RnB e neo-soul.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Doppio Fine" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/4vVorl0AzsIpSLiYAUhjyH?si=VLnV17JhS0SKYNGBrTpLZw&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Mentre aspettiamo l&#8217;album, entriamo meglio nel suo mondo, conoscendo le sue influenze musicali in 5 brani</p>
<p><strong>Fingerprints &#8211; Hiatus Kaiyote</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Fingerprints" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/3c7N2fCFB4JVKGF8cWfteh?si=b4e4864405304e74&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Questo brano mi accompagna da anni, mi rappresenta molto nel suo significato, nelle immagini che propone e musicalmente mi ha dato tanto (come tutta la loro discografia).<br />
Solo poco tempo fa ho scoperto che Nai Palm ha scritto questo pezzo a 15 anni e questa cosa mi ha sconvolta.<br />
Perché il testo di questo brano è di un’intelligenza emotiva incredibile.<br />
Del resto gli Hiatus sono quattro geni quindi che mi aspettavo.</p>
<p><strong>Plastic 100° &#8211; Sampha</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Plastic 100°C" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7MOgLN4PHcXhhTZLchodnC?si=4ffec595c0774a0b&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Qui entriamo nel mondo Sampha invece che è arrivato precisamente quattro anni fa prima di scrivere il mio primo EP. Non sono un amante del cercare ‘reference’, ma non posso dire che la sua musica non abbia cambiato qualcosa di me.<br />
Questo pezzo parla della pressione sociale e di ridefinire se stessi nel cambiamento.<br />
Lo avrò ascoltato credo 400 volte, non esagero.</p>
<p><strong>Contro la ragione &#8211; Verdena</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Contro La Ragione" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2VAzihuWXMlwBEwz0HmVf3?si=0630895446e54854&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>I Verdena sono stati fra le realtà italiane che mi hanno stimolata a scrivere in italiano, o meglio, a insegnarmi che non ci sono regole per esprimersi, a costo di non essere compresi.<br />
Questo pezzo lo ascolto solitamente in viaggio, tipo in treno. Se fuori c’è il sole ancora meglio.<br />
Mi fa stare bene, mi fa sentire apposto, ha il potere di distruggere ogni domanda esistenziale.<br />
Infondo anch’io svanirooooò</p>
<p><strong>Call My Name &#8211; Prince</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Call My Name" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/1NtMkOgf5U9YMaXyuEIRn2?si=8adcd5ab4afd4dda&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Vibe. Mi sciolgo. Una delle canzoni più sexy e romantiche mai scritte.<br />
Ero indecisa fra questa e Cruisin’ di D’Angelo ma questa ha un valore aggiunto perché la suonavo con la mia prima band.<br />
Ogni tanto mi ricapita sotto tiro e mi ricordo che è effettivamente una delle mie canzoni preferite.</p>
<p><strong>Loveeeeeee Song &#8211; Rihanna</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Loveeeeeee Song" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5Mk1tgVrSuoWWwPVFNS0jB?si=81735017d252442d&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Mai rinnegare le proprie origini.<br />
La mia adolescenza è stata Rihanna.</p>
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		<item>
		<title>5 brani per conoscere GIMA</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/04/09/gima-5-brani/</link>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 13:37:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[5 brani]]></category>
		<category><![CDATA[GiMa]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/GIMA_creditoGiorgiaAmato_DSC08787-crop-1-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/GIMA_creditoGiorgiaAmato_DSC08787-crop-1-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/GIMA_creditoGiorgiaAmato_DSC08787-crop-1-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/GIMA_creditoGiorgiaAmato_DSC08787-crop-1-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/GIMA_creditoGiorgiaAmato_DSC08787-crop-1-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/GIMA_creditoGiorgiaAmato_DSC08787-crop-1-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/GIMA_creditoGiorgiaAmato_DSC08787-crop-1-1-1540x1027.jpg 1540w" /><p>La nuova wave dell&#8217;elettronica che sta pulsando in Italia passa anche da GIMA, producer campano giovanissimo che ha da poco pubblicato per Carosello Records il suo nuovo EP dal titolo &#8220;JOMO&#8221;. Joy Of Missing Out è l&#8217;acronimo manifesto che si cela dietro il nome del progetto e che indica un sentimento totalmente contrapposto alla FOMO&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/GIMA_creditoGiorgiaAmato_DSC08787-crop-1-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/GIMA_creditoGiorgiaAmato_DSC08787-crop-1-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/GIMA_creditoGiorgiaAmato_DSC08787-crop-1-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/GIMA_creditoGiorgiaAmato_DSC08787-crop-1-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/GIMA_creditoGiorgiaAmato_DSC08787-crop-1-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/GIMA_creditoGiorgiaAmato_DSC08787-crop-1-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/GIMA_creditoGiorgiaAmato_DSC08787-crop-1-1-1540x1027.jpg 1540w" /><p>La nuova wave dell&#8217;elettronica che sta pulsando in Italia passa anche da <strong>GIMA</strong>, producer campano giovanissimo che ha da poco pubblicato per Carosello Records il suo nuovo EP dal titolo &#8220;JOMO&#8221;.<br />
<em>Joy Of Missing Out</em> è l&#8217;acronimo manifesto che si cela dietro il nome del progetto e che indica un sentimento totalmente contrapposto alla FOMO (<em>Fear Of Missing Out</em>): piuttosto che farsi prendere dalla frenesia quotidiana di fare questo e quello, lasciarsi inghiottire dal tempo e dalle cose, GIMA riscopre la gioia dell&#8217;assenza e del rifugiarsi in un solo posto, quello dove il tempo ha modo di dilatarsi e scorrere lento.</p>
<p>Ad andare veloci in questo EP sono solo i bpm, in netto contrasto con la necessità di rallentare ed esplorarsi meglio.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: JOMO" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/4StXGTMTLbL26w9qTdiiQi?si=1Q1axVEBTZqrb0iQI8YxsA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Ci siamo fatti raccontare da GIMA i <strong>5 brani</strong> che definiscono il suo percorso artistico:</p>
<p><strong>Skyscrapers &#8211; OK Go</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Skyscrapers" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/58JsTKySl9VgEomjyA82WR?si=37b48e5eb1af43aa&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Lo ascoltavo in loop dall’iPod delle mie sorelle: lo prendevo di nascosto per uscire in bici con la musica nelle orecchie, perché non ne avevo uno mio. Il ritornello di questo brano è sempre stato una vera esplosione nello stomaco, ogni volta.</p>
<p><strong>Bad Kingdom &#8211; Moderat</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Bad Kingdom" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/52XjrfqvrxaMtjCDYEKkXN?si=8cba8ffd82c14d81&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Lo so che può sembrare una scelta scontata, ma con loro ho capito che era possibile fare un’elettronica in cui la voce avesse davvero un ruolo centrale. Questo pezzo l’ho ascoltato per anni, senza mai stancarmi. Ancora oggi ritorna ciclicamente nelle mie cuffie.</p>
<p><strong>715 &#8211; CREEKS &#8211; Bon Iver</strong></p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/P_Fx1yq3A8M?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="Bon Iver - 715 - CR∑∑KS - Official Video"></iframe></div>
<p>Potrei citare tutta la discografia dei Bon Iver, ma questo brano è quello che più rappresenta la mia visione della modulazione vocale. Ricordo perfettamente il giorno in cui l’ho sentito dal vivo: 3.500 persone in religioso silenzio, un’esperienza indescrivibile. Per due anni, ogni sera prima di dormire, ho ascoltato il loro live per NPR su YouTube. Lo consiglio a tutti: è qualcosa di magico.</p>
<p><strong>Life is Not the Same &#8211; James Blake</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Life Is Not The Same" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5LriwAnVbywAjj9oGi1Dno?si=04706aae86c34b6a&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>È uscito in uno dei momenti più difficili della mia vita. Ogni nota, ogni parola di quell’album mi rispecchiava completamente. L’ho ascoltato fino allo sfinimento e mi ha accompagnato in un processo profondo di chiusura e rinascita.</p>
<p><strong>Finirà &#8211; I Cani</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Finirà" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/4RKuvkYbXU5csgyb5hgBIF?si=8a975b27fcb74f7f&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Faccio fatica a trovare le parole giuste per descrivere questo brano e più in generale I Cani. Sono tra quelle cose rare, fuori dal tempo, che brillano di luce propria. Credo sia un genio del nuovo millennio, in grado di dire cose enormi senza mai forzare la mano.</p>
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		<title>Nient&#8217;altro che SAYA</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/04/08/saya-gray-intervista/</link>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 12:06:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[slider]]></category>
		<category><![CDATA[sagra gray saya]]></category>
		<category><![CDATA[saya gray]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/saya-gray-Credit_JenCheng4-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/saya-gray-Credit_JenCheng4-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/saya-gray-Credit_JenCheng4-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/saya-gray-Credit_JenCheng4-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/saya-gray-Credit_JenCheng4-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/saya-gray-Credit_JenCheng4-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/saya-gray-Credit_JenCheng4-1-1540x1027.jpg 1540w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/04/saya-gray-Credit_JenCheng4-1.jpg 1581w" /><p>Già dal primo mixtape 19 MASTERS, Saya Gray ha catturato la nostra attenzione per la sua capacità di esondare dai margini come un fiume di creatività in piena che non puoi contenere in un unico corso prestabilito. La sua cifra è quella della sperimentazione e delle stratificazioni sonore ma nel suo album di debutto, l&#8217;artista ha&#8230;</p>
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La sua cifra è quella della sperimentazione e delle stratificazioni sonore ma nel suo album di debutto, l&#8217;artista ha scelto di ritornare negli argini e lavorare per sottrazione, lasciando respirare il folk e mettendo al centro se stessa.<br />
<em>SAYA </em>è il progetto più intimo dell&#8217;artista, una sorta di restart che è frutto di un approccio più maturo alla musica.<br />
Un cambiamento di cui abbiamo parlato con l&#8217;artista nell&#8217;intervista qui sotto.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: SAYA" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/4w5yIvQJ8vlxDnMyN8A8qE?si=Rr2bjjn4ToG-fT1fKro0rQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>Hi Saya, </strong><strong>could you begin by telling us about your music?</strong></p>
<p>My music is for cat lovers and weirdos.</p>
<p><strong>If your older records experimented with the chaos, your second album sounds like a polished work, like a path you made with the most intricate part of yourself.</strong><br />
<strong>How your music has progressed over the years?</strong></p>
<p><em>19 MASTERS </em>was demos I used to get out of a terrible record deal I had signed in my early twenties.<br />
<em>QWERTY</em> was an era of lived chaos and was made solely on samplers.<br />
<em>SAYA </em>was when I calmed down and travelled solo across Japan and California.</p>
<p><strong>According to the album&#8217;s liner notes, &#8220;SAYA finally came after the dissolution of a troubled romantic entanglement&#8221;. Could you tell us about the process? What’s the meaning of “SAYA”?</strong></p>
<p>Saya in Japanese means clarity. That’s the point I got to getting out of a toxic entanglement and finally documenting that process through grief anger and resolution.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/X0TAaRZdOAI?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="Saya Gray - LIE DOWN.. (Official Video)"></iframe></div>
<p><strong>Let&#8217;s talk about your inspirations. What kind of experiences inﬂuence your work?</strong></p>
<p>Food, movement, people. Places. My environment depicts the state I’m<br />
I’m usually.</p>
<p><strong>You grew up in a creative household, with a trumpeter father and a mother who founded one of the biggest independent music schools in Toronto. What are some of your earliest music memories?</strong></p>
<p>All I remember is being right out of the womb and being on piano.</p>
<p><strong>We recently saw that you’re going on tour performing for the first time in Italy. Can you tell us about how&#8217;re you getting ready and what to expect from your show at C2C Festival?</strong></p>
<p>We’re so excited! I’ve never been to Italy but am super inspired by mostly Italian fashion designers and Italian food/artists.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/MQBuO2yWsFQ?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="Saya Gray: Tiny Desk Concert"></iframe></div>
<p><strong>You recently performed a Tiny Desk Concert. It was your first performance, after the one as a bass player for Daniel Caesar, seven years ago. How was this return? What&#8217;s your favourite tiny desk concert?</strong></p>
<p>Both times were so cute! Love that platform.<br />
I love <a href="https://www.youtube.com/watch?v=wVbZzgybaJ4" target="_blank" rel="noopener">Marvin Sapps</a>. But I’m not online really so unless a friend sends me something I usually won’t see it.</p>
<p><strong>Last one! Name a record you&#8217;re listening to on repeat + an underrated artist who deserve more attention.</strong></p>
<p>Nami “Suzette” or Sillkey’s “Maroon”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>5 brani per conoscere i Grill Boys</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/04/02/grill-boys-5-brani/</link>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 13:04:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[5 brani]]></category>
		<category><![CDATA[grill boys]]></category>
		<category><![CDATA[grill boys la crisi dell'uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-1024x1024.png" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-1024x1024.png 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-150x150.png 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-300x300.png 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-768x768.png 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-770x770.png 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-20x20.png 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-385x385.png 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1.png 1000w" /><p>Mentre marzo finiva iniziava per noi un nuovo, pazzo amore: quello per i Grill Boys. Il trio milanese composto da Cony Valentino, Fredperry Ruben e Giovane Giovanni si era già fato notare con un paio di singoli pubblicati nei primi mesi del 2025 e con un&#8217;estetica colorata e irresistibile ad accompagnarli. Dietro l&#8217;immaginario giocoso e&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-1024x1024.png" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-1024x1024.png 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-150x150.png 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-300x300.png 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-768x768.png 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-770x770.png 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-20x20.png 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1-385x385.png 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/unnamed-2-1.png 1000w" /><p>Mentre marzo finiva iniziava per noi un nuovo, pazzo amore: quello per i <strong>Grill Boys</strong>.<br />
Il trio milanese composto da Cony Valentino, Fredperry Ruben e Giovane Giovanni si era già fato notare con un paio di singoli pubblicati nei primi mesi del 2025 e con un&#8217;estetica colorata e irresistibile ad accompagnarli.<br />
Dietro l&#8217;immaginario giocoso e ironico di &#8220;Riconoscimi&#8221; e &#8220;Lolita&#8221;, iniziavamo a cogliere il sentimento di disillusione sotteso all&#8217;intero progetto, uscito il 28 marzo per peermusic ITALY.<br />
Il disco, che è il terzo capitolo della trilogia dei Grill Boys, si intitola infatti &#8220;La Crisi dell&#8217;Uomo&#8221; e affronta a suon di rock, punk e funk i momenti di una crisi generazionale e personale. Se ci siamo innamorati di questo trio molto probabilmente è proprio perché riesce a raccontare dei sentimenti così complicati con un fare leggero.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: La Crisi dell&apos;Uomo" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/7mMRK6msWIcXA2EYAlJjeO?si=moTirOiLSAaIiErDJp55PA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>Vogliosi di addentrarci nel loro mondo, abbiamo chiesto loro di raccontarsi in 5 brani fondamentali</strong></p>
<p><strong>Totti e De Rossi &#8211; Dark Polo Gang</strong></p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/-Kzz-URLP9A?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="DARK POLO GANG - TOTTI e DE ROSSI"></iframe></div>
<p>“Totti e De Rossi” è la prima canzone che abbiamo scoperto della Dark Polo Gang.<br />
Sono stati il primo gruppo ad averci ispirato fortemente, soprattutto come originalità.<br />
È divertente riascoltare i nostri vecchi pezzi ora, c’è molta influenza DPG, anche se ovviamente i testi sono più nostri. Mi viene in mente una barra di Cony con il flow alla Side che dice “4 giorni che mangio Picard”.<br />
La DPG ha ispirato la nostra trilogia di album: Rodolfo, Blob e La Crisi dell’Uomo.</p>
<p><strong>Pop Porno &#8211; Il Genio</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Pop porno" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5TifXTSAZRbHtB2iMrpkuC?si=e2d63f1dbeb9447e&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Eravamo in macchina, Nico ha fatto partire Pop Porno e ci siamo subito resi conto di quanto fosse interessante il suono di quella canzone. Così abbiamo ascoltato tutto il loro primo album: farfisa, sintetizzatori e drum machine sono tre elementi che per noi sono diventati il punto di partenza per ogni brano.<br />
Quelle de Il Genio sono le sonorità più vicine e che hanno ispirato maggiormente il nostro suono “Grill Boys (per esempio in Nuove Tipe, il nostro album del 2021).</p>
<p><strong>Love Will Tear Us Apart &#8211; Joy Division</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Love Will Tear Us Apart" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2JO3HwMRPeya8bXbtbyPcf?si=18fb8e6a64b24b9b&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Ascoltavo i Joy Division da piccolo e, da quando abbiamo cominciato a fare musica, ho capito che il suono post punk poteva essere parte del progetto Grill.<br />
Se già in Nuove Tipe i Joy Division prendono un posto nelle fonti d’ispirazione, in Blob forse l’ispirazione è l’approccio più personale e d’indagine sull’io che viene fatto nei testi.</p>
<p><strong>Tranquilla! &#8211; Fabrizio Vidale</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Tranquilla!" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7D64ejn2d3g6QaahkYdKXH?si=90bc5a5f0d5c405d&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Guardavo Oceania con la mia ragazza e il giorno dopo mi son ritrovato a canticchiare la colonna sonora tutto il tempo. Appena mi son trovato con Gio in studio gli ho chiesto di riprendere il giro di accordi e di seguire anche un po’ le sonorità. Abbiamo subito registrato il brano, che si chiama ovviamente Tranquilla. Da lì è nato Rodolfo.</p>
<p><strong>If you hear me crying &#8211; Cindy Lee</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Just for Loving You I Pay the Price" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0cyOJJRiNua6sm2ZBlMPta?si=21ded86474f14a2a&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Diamond Jubilee di Cindy Lee è l’album che ho ascoltato di più in tutta la mia vita.<br />
Sebbene l’abbia scoperto dopo aver completato La Crisi dell’Uomo mi sono comunque ispirato all’idea di un album lungo e senza tante preoccupazioni che vadano al di là della musica in sé. Bellissima canzone e album unico.</p>
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		<title>5 brani per conoscere Yaraki</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/03/31/yaraki-5-brani/</link>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 09:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[5 brani]]></category>
		<category><![CDATA[yaraki]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<img width="769" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 769px) 100vw, 769px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/Yaraki-Malattia-2025-2-1-769x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/Yaraki-Malattia-2025-2-1-769x1024.jpg 769w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/Yaraki-Malattia-2025-2-1-768x1023.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/Yaraki-Malattia-2025-2-1-770x1026.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/Yaraki-Malattia-2025-2-1-20x27.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/Yaraki-Malattia-2025-2-1-385x513.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/Yaraki-Malattia-2025-2-1-1540x2052.jpg 1540w" /><p>Dopo il primo EP &#8220;Piazza Samba&#8221;, l&#8217;artista italo-brasiliana<strong> Yaraki</strong> è tornata con un nuovo singolo dal titolo &#8220;Malattia&#8221; che denuncia il mondo e il modo malsano in cui viviamo: la televisione, il full time, la moda, il pregiudizio sono alcuni dei punti attraverso i quali passa il labirinto di malessere della nostra società.<br />
Yaraki lo attraversa a passo serrato, tenendo in mano un filo di speranza che la conduce alla via d&#8217;uscita. Da queste premesse si snoda la produzione del brano che, anziché impantanarsi nello stallo della frustrazione, luccica del bagliore della speranza attraverso un sound vibrante e vigoroso.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Malattia" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0WQ9teGAsgV3eQO4jaxNea?si=A-Rx2toqTWGCwap5BUjJQg&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Curiosi di scoprire le sua influenze, abbiamo chiesto a Yaraki di raccontarci quali sono<strong> i brani che ispirano la sua musica</strong>.</p>
<p><strong>Coi Leray &#8211; “Do Better”</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Do Better" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0EH29Rmc5ub2b759ArNxlW?si=63d92d26f1b845e7&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Questo brano rappresenta perfettamente il mio stato d’animo in questo momento. Da sempre mi dà la carica nei momenti di down. Mi rivedo completamente in questo passaggio: “devo assicurarmi di fare il meglio e che la mia prossima mossa sia migliore”. Ero una giocatrice di rugby e questa frase riprende il mio spirito di squadra: è un parallelismo con la vita, che in fondo è una grande partita in cui bisogna sempre dare il massimo e migliorarsi.</p>
<p><strong>Frah Quintale, Coez &#8211; “Aspettative”</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Aspettative" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2K2C48dOQT8dT9jRRsT5j4?si=9b1b49523f704166&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Uno dei miei pezzi italiani preferiti del 2023. Ci sono molto affezionata perché ho sempre avuto delle aspettative, e questo brano riesce a descrivere perfettamente quel sentimento, quel peso che sentivo già ai tempi della scuola, quando giocavo a rugby. Un peso che porto con me ancora oggi, facendo musica. Le aspettative esistono, non si può fingere che non sia così. Eppure, c’è qualcosa di così dolce in questa canzone che riesce a rendere quel peso leggero, quasi impercettibile, grazie alla voce di questi artisti e al suono.</p>
<p><strong>French Montana feat. Swae Lee &#8211; “Unforgettable”</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Unforgettable" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/3B54sVLJ402zGa6Xm4YGNe?si=f9f942a446e74a1f&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Metto spesso questa canzone perché è perfetta in qualsiasi situazione: che io sia a casa da sola, con gli amici o in macchina mentre viaggio. Ha quella magia che la fa essere sempre al posto giusto, ovunque io mi trovi.</p>
<p><strong>Sofiane &#8211; “Tout l’monde s’en fout”</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Tout l&apos;monde s&apos;en fout" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7syABtsvHvD3nO7OG91Ani?si=f4981a36a7e745db&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Sofiane è uno dei miei rapper francesi preferiti. L’ho scoperto con questo brano in un periodo in cui ascoltavo moltissima musica francese. Unisce afro e rap, due generi che col tempo sono diventati le mie vere passioni, lo stile che più mi rappresenta. Di “Tout l’monde s’en fout” mi piace proprio che il ritornello non sia cantato, ma lasci spazio solo alla produzione: è una canzone che esce dagli schemi classici, eppure riesce a comunicare tutto.</p>
<p><strong>Tierra Whack &#8211; “Cable Guy”</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Cable Guy" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/3aLMgdQGyb5Dd7rMbKSynB?si=4b48f88ec91e4b91&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Tierra Whack è una delle mie più grandi ispirazioni, sia per la sua estetica sia per la sua musica. Quando ho scoperto l’EP che contiene questo brano, ne sono rimasta scioccata: erano tutti pezzi brevissimi, ma incredibilmente completi. Sembrava rappresentare un altro tipo di donna rispetto a quello che viene proposto di solito in relazione a lei, sia a livello musicale sia per quanto riguarda il messaggio e l’estetica. In quel periodo, tornando dal liceo, mi sentivo spesso fuori luogo, ma lei mi ha fatto capire che sì, siamo diverse, e va bene così.</p>
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		<title>Nella &#8220;FURÈSTA&#8221; con LA NIÑA</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/03/28/la-nina-furesta-intervista/</link>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 13:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Sciotto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[alfredo maddaluno]]></category>
		<category><![CDATA[furèsta]]></category>
		<category><![CDATA[LA NIÑA]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="612" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/lanina-furesta-1024x612.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/lanina-furesta-1024x612.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/lanina-furesta-768x459.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/lanina-furesta-770x460.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/lanina-furesta-385x230.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/lanina-furesta-20x12.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/lanina-furesta.jpg 1333w" /><p>“FURÈSTA” è il nuovo, ribelle album de LA NIÑA. Tra ritmi ancestrali, atmosfere tribali e strumenti ora popolari, ora cortesi, questo disco è un viaggio corale nella crisi della contemporaneità, in cui la matrice d’ispirazione meridionale antica si abbellisce di interventi contemporanei senza snaturarsi. Per capirci di più, abbiamo fatto qualche domanda proprio a LA&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2025/03/28/la-nina-furesta-intervista/">Nella &#8220;FURÈSTA&#8221; con LA NIÑA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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<p>Per capirci di più, abbiamo fatto qualche domanda proprio a <strong>LA NIÑA</strong> e al suo producer, <strong>Alfredo Maddaluno</strong>, che ha accompagnato la genesi di questo disco sin dalle origini.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Wv95QcaQ4VQ?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="LA NIÑA - GUAPPARÌA (Official Video)"></iframe></div>
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		<item>
		<title>5 brani per conoscere i RIP</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/03/19/rip-5-brani/</link>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 13:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[rip]]></category>
		<category><![CDATA[rip chi prende la colpa]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4.jpg 1400w" /><p>Il biglietto d&#8217;ingresso nel club dei RIP si intitola &#8220;Chi prende la colpa&#8221;, un EP che ci catapulta nel loro mondo fatto di cantautorato e suole che picchiano sul dancefloor. Con questa prima manciata di brani usciti per RDR-Mgmt/peermusic ITALY il duo composto da Pierpaolo e Raffaele racconta i momenti difficili del passaggio all&#8217;età adulta e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2025/03/19/rip-5-brani/">5 brani per conoscere i RIP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/RIP_phEricaBellucci4.jpg 1400w" /><p>Il biglietto d&#8217;ingresso nel club dei <strong>RIP</strong> si intitola &#8220;Chi prende la colpa&#8221;, un EP che ci catapulta nel loro mondo fatto di cantautorato e suole che picchiano sul dancefloor.<br />
Con questa prima manciata di brani usciti per RDR-Mgmt/peermusic ITALY il duo composto da Pierpaolo e Raffaele racconta i momenti difficili del passaggio all&#8217;età adulta e affidando alla musica da club il potere di stemperare tutte le ansie in una danza liberatoria.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Chi prende la colpa" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0vf2aYrvGJu8pvvSG1Qm0c?si=sYnDmYphQNqkqdAViYzJVQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Abbiamo chiesto ai RIP di svelarci quali sono i loro 5 brani fondamentali:</p>
<p><strong>Before I move off &#8211; Mount Kimbie</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Before I Move Off" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6rcBB3zLdFn6RjEzienOdm?si=c39a0a72eba64f5c&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Un viaggio in aereo, l’unica canzone che ti parte su Spotify mentre sei in modalità offline. E’ un echo lontana di una festa finita troppo tardi, una passeggiata al parco, un ritorno a casa in taxi. Mi ricorda la sensazione di un ultimo sguarda commosso all’arredamento prima di lasciare per sempre casa, quella nostalgia che ti porti dietro per sempre quando riguardi le foto di un’estate passata. Grazie a questa canzone e ai Mount Kimbie ho posato la chitarra per aprire Ableton e avranno sempre un posto speciale nel mio cuore.</p>
<p><strong>I found a reason &#8211; Velvet Underground</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: I Found a Reason" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/1idUQcT3cUss1Mv1BA2yD8?si=46f873e79fb54253&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>I found a reason è una di quelle canzoni che porto dietro dalla mia infanzia, una canzone perfetta che puoi cantare a squarciagola con gli amici, sussurrarla sul letto a tarda notte, canticchiarla sui mezzi pubblici, ho sempre voluto tatuarmi ‘’what come is better that what came before’’ ma ancora non trovo la posizione giusta</p>
<p><strong>I never learnt to Share &#8211; James Blake</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: I Never Learnt To Share" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2mKgAOAUL9uTOFGPxb4a6O?si=47a057dca08a4e00&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>E’ la colonna sonora dei miei ritorni a casa dopo le feste più cattive, mi distrugge e mi carica allo stesso tempo, mi fa sentire parte dell’intimità di chi l’ha scritta e cantata -come tutto quello che fa James Blake. Ascoltare questa canzone mi fa pensare alla storia della mia famiglia, alle responsabilità e alle emozioni all’interno di una comunità. Poi la combinazione voce angelica-drop assurdo non lascia proprio scampo</p>
<p><strong>Shellac &#8211; Leon Vynehall</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: SHELLAC" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6GgizTnyKd6F2lwNIfQLVM?si=d1e50d54b9ec4e58&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Sono stato sempre un grande fan di Leon Vynehall, scoprire ‘nothing is still’, il suo ultimo album, per me è stata un po una rivelazione: mi ha mostrato una porta che apriva sul mondo della musica elettronica, un posto che adesso sento un po di poter chiamare casa. Questo pezzo è una MINA SPAZIALE, lo ascolto almeno una volta al giorno, è meglio di un caffè.</p>
<p><strong>I have a love &#8211; Overmono remix</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: I Have a Love (Overmono Remix)" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5MmKCuXDk2WTMjtdmIbApT?si=d6cfd22c0d6646f2&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Abbiamo ascoltato per la prima volta questo remix a Barcellona. Erano le 5 di mattina dell’ultima sera del festival e ballavamo all’alba con il set degli Overmono, un momento magico che coronava un weekend assurdo: quello in cui abbiamo fatto il nostro terzo concerto di sempre al Primavera Sound. Una storia da raccontare ai nipoti</p>
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		<title>5 dischi per ballare (e per piangere) secondo fenoaltea</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/03/12/fenoaltea-5-dischi/</link>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 12:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[fenoaltea]]></category>

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Questa alternanza di luci e ombre, oltre ad essere specchio di ciò che succede nello spazio più intimo del giovane producer è anche il racconto di una città come Palermo in cui scorre la frenesia, un ritmo vitale che però si scontra con un&#8217;energia più oscura.</p>
<p>Abbiamo chiesto a fenoaltea di raccontarci attraverso 5 dischi questa dicotomia tra l&#8217;euforia e il dolore, la danza e il pianto.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: ti fa ballari e ti fa chianciri" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0kXbEky0dz2wjOM2RpFTWQ?si=7a7B9q-zRoW6qV_yDG34aw&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><em>Ciaoo</em><br />
<em>vi consiglio 5 dischi per ballare e piangere che in realtà direttamente e non mi hanno ispirato :</em></p>
<p><strong>1 Loukeman &#8211; Sd-2</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Sd-2" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0UCKDXpYHTZoZpwzrm1KRp?si=CbzjOWqYSkeslpOkpoDiwA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>C’è chi preferisce il primo e chi preferisce il secondo, a me piacciono entrambi ma questo sicuramente ha il mix giusto di tutto, album tendenzialmente indie dance / indie elettronica ma anche un po’ di folk, da quando è uscito l’ho divorato</p>
<p><strong>2 Porter Robinson &#8211; Nurture</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Nurture" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/4Hjqdhj5rh816i1dfcUEaM?si=shRtuRa0SvOJBU98nZj8SQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Lui è il mio artista preferito e il suo album precedente “Worlds” è quasi il motivo principale per cui ho iniziato a fare musica. Questo album è senza ombra di dubbio (per me) il suo lavoro migliore e un grande punto di riferimento per la mia musica</p>
<p><strong>3 Mura Masa &#8211; Mura Masa</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Mura Masa" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0NBTBo1qrg554sAj79nEqD?si=8VqLZhxuR2-UTYpk3OodbQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Anche questo enorme reference della vita, avendo 23 anni la mia fonte principale di informazione musicale e digging è stata internet e in particolare Soundcloud.<br />
Mura Masa è uno di quegli artisti che mi è più rimasto impresso e che ho sempre stimato.<br />
Era la prima volta che vedevo un produttore riuscire a lavorare bene sia come “direttore artistico” con altra gente che come produttore da solo.<br />
Questo fa meno piangere ma ho ballato un sacco</p>
<p><strong>4 Elisa &#8211; Soundtrack’96-06 (Deluxe Version)</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Soundtrack &apos;96 - 06 (Deluxe Version)" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/6K4obGZEeum2rpPmMEDRXW?si=KKN_kZmXRLK_pqzFw63kDg&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Quindi per bilanciare ecco un album che NON fa ballare ma tutt’altro :<br />
Questo album e non Ivy perché contiene “Una poesia anche per te” e “Eppure sentire” CON LA INTRO CON IL PIANO quella che conosciamo tutti incredibile che ogni volta che parte scoppio in lacrime, due delle canzoni italiane più belle per me (in maniera anche estremamente soggettiva)</p>
<p><strong>5 Instupendo &#8211; Boys by Girls</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Boys by Girls" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/1p4LNBjRCMqNja3EfvdrwC?si=IFq1doTdR9-c7WPequhiJA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Scoperto ormai quasi 10 anni fa anche lui da quel calderone di roba chiamata Soundcloud, mezzo indie dance, dream-pop, elettronica e ambient<br />
insomma mezzo tutto</p>
<p><em>è stato un piacere &lt;333</em></p>
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		<title>5 brani per conoscere centomilacarie</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2025/03/05/centomilacarie-5-brani/</link>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 13:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[centomilacarie]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/DSCF6548-1-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/DSCF6548-1-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/DSCF6548-1-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/DSCF6548-1-1-770x514.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/DSCF6548-1-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/DSCF6548-1-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/DSCF6548-1-1.jpg 1240w" /><p>Il 28 febbraio è uscito &#8220;IO NESSUNO&#8221;, l&#8217;album d&#8217;esordio di centomilacarie, artista giovanissimo che in realtà si è già misurato con cose tanto grandi come la collaborazione con MACE e Salmo nel brano &#8220;NON MI RICONOSCO&#8221; e il forum di Assago dove si è esibito proprio con MACE lo scorso anno. Questo debutto in dieci&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/DSCF6548-1-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/DSCF6548-1-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/DSCF6548-1-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/DSCF6548-1-1-770x514.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/DSCF6548-1-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/DSCF6548-1-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2025/03/DSCF6548-1-1.jpg 1240w" /><p>Il 28 febbraio è uscito &#8220;IO NESSUNO&#8221;, l&#8217;album d&#8217;esordio di <strong>centomilacarie</strong>, artista giovanissimo che in realtà si è già misurato con cose tanto grandi come la collaborazione con <strong>MACE</strong> e <strong>Salmo</strong> nel brano &#8220;NON MI RICONOSCO&#8221; e il forum di Assago dove si è esibito proprio con MACE lo scorso anno.<br />
Questo debutto in dieci tracce è un modo per guardarlo più da vicino, a partire dalle cose più piccole: la provincia, la sua cameretta e la musica che lo ha accompagnato lì dentro, mentre provava a crescere.<br />
Per questo &#8220;IO NESSUNO&#8221; è un disco di verità che racconta gli alti e bassi della giovane età. Per farlo, centomilacarie ha affiancato la sua penna alla produzione di <strong>okgiorgio, Estremo, Pablo America, Kyv, Francesco Massidda, Swan e Daniele Capoferri.</strong></p>
<p>Il risultato lo ascolti qui sotto, mentre dopo il player scopri l&#8217;universo musicale che suona nella cameretta di centomilacarie attraverso il racconto dei 5 brani per lui fondamentali.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: IO NESSUNO" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/7qbzGRkW9CRRWGuOGA7Sq3?si=8jwiCH9tQE6ERCZkH_NJqQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>Looking for a Star &#8211; XXXTENTACION</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Looking for a Star" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/1B3TX5FbmcVROMv2riOwyE?si=7fd39d9135f04834&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Mi ha colpito perché mi ha fatto scoprire la versatilità di XXX. Era un pezzo molto diverso rispetto a quello che aveva fatto fino a quel momento. Mi ha fatto capire quanto si possa essere liberi nella musica pur restando coerenti con la propria visione e storia. E’ proprio grazie a questo artista che ho compreso quanto non ci debbano essere barriere di genere, basta essere sinceri.</p>
<p><strong>Tu, forse non essenzialmente tu &#8211; Rino Gaetano</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Tu, forse non essenzialmente tu" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/3zTbCPFEdFXRFwJBDT418E?si=18f0ef7ccea746e1&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>La ascoltavo in bus. Si sente tanto la sperimentazione di Rino Gaetano, la sua impronta psichedelica. Parlava di tematiche sociali e quotidiane con delle chitarre completamente lisergiche.</p>
<p><strong>Apnea &#8211; Rkomi</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Apnea" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/3lZfZpZmxkafEMi9doo7Of?si=f9b8e0619847493c&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>E’ una traccia che mi ha svoltato, la ascoltavo quando ero molto piccolo. Avevo 14 anni e l’album è stata un’incredibile sorpresa: si sentiva l’impronta della trap, però dentro a un mood che apparteneva completamente all’artista. E’ una canzone in cui sono affondato.</p>
<p><strong>Nude &#8211; Radiohead</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Nude" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/35YyxFpE0ZTOoqFx5bADW8?si=663a4206f150443c&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>È la danza dell’infinito. La nudità crudele dell’insicurezza. Un bacio spinoso che vuoi sempre di più. Un capolavoro.</p>
<p><strong>Born Slippy (Nuxx)  &#8211; Underworld</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Born Slippy (Nuxx)" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7xQYVjs4wZNdCwO0EeAWMC?si=dbd62f5d4bf74988&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Mi fa sentire sbagliato, è la mia ninna nanna dell’alba. Quando torni a casa e ti addormenti su una sedia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2025/03/05/centomilacarie-5-brani/">5 brani per conoscere centomilacarie</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>5 brani per conoscere Giargo</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/12/09/giargo-5-brani/</link>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 17:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[giargo]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="679" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/12/8x-xpSyw-1024x679.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/12/8x-xpSyw-1024x679.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/12/8x-xpSyw-768x509.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/12/8x-xpSyw-770x511.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/12/8x-xpSyw-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/12/8x-xpSyw-385x255.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/12/8x-xpSyw-1540x1021.jpeg 1540w" /><p>Il 29 novembre è uscito un debutto molto interessante. Stiamo parlando di Giargo, progetto musicale di Giorgio Michele Longo e della sua band Baia Zaiana, che con &#8220;Boxe&#8221; presenta la sua personale formula di tropicalismo mediterraneo, tra jazz, funky, bossa e cantautorato. Ne avevamo già parlato prima che uscisse il disco, in occasione dell&#8217;uscita del&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="679" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/12/8x-xpSyw-1024x679.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/12/8x-xpSyw-1024x679.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/12/8x-xpSyw-768x509.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/12/8x-xpSyw-770x511.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/12/8x-xpSyw-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/12/8x-xpSyw-385x255.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/12/8x-xpSyw-1540x1021.jpeg 1540w" /><p>Il 29 novembre è uscito un debutto molto interessante. Stiamo parlando di <strong>Giargo</strong>, progetto musicale di Giorgio Michele Longo e della sua band <strong>Baia Zaiana</strong>, che con &#8220;Boxe&#8221; presenta la sua personale formula di tropicalismo mediterraneo, tra jazz, funky, bossa e cantautorato.<br />
<a href="https://www.dlso.it/site/2024/10/23/puntine-157-canzoni-da-ricordare/" target="_blank" rel="noopener">Ne avevamo già parlato</a> prima che uscisse il disco, in occasione dell&#8217;uscita del singolo &#8220;Crescere&#8221;, ma ora che abbiamo una visione d&#8217;insieme del progetto con le sue altre nove tracce, ci sentiamo ancora più affini al gusto di Giargo.<br />
Perché è un gusto di altri tempi, una saudade che sentiamo anche nostra.</p>
<p>Ascolta l&#8217;album qui sotto e poi scopri i brani fondamentali di Giorgio.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Boxe" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/57mkhJJolxlfT2fG8RM3Ow?si=TyaUKqspTF2DNg8wB2Op1Q&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>Fred Bongusto &#8211; Giorgia</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Giorgia" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0VsNIbCVxfRL027Xgsmck1?si=2fc3d84004e44ebc&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Giorgia, nome di donna. Giorgio, il mio. Saltellante malinconia passeggiando sotto il luminoso viso della luna, Fred Buongusto da Campobasso incontra un ventiseienne foggiano sulle strade desolate del sud e insieme ascoltano una bellissima canzone.</p>
<p><strong>Joao Gilberto &#8211; Besame Mucho</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Besame Mucho" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2yEpIibskkd64N9l5NsuJC?si=591520e390fd4ca7&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Il disco Amoroso di Joao Gilberto è un disco per lo spirito. Besame Mucho: lentissimi ci si ama, lontani dalla frenesia, dal tempo, in amazzonici scenari suona un’orchestrina bossanova. Le parole d’amore è bello sussurrarle con la voce e con gli strumenti, nei letti sfatti, nei giorni di luce.</p>
<p><strong>Bruno Berle &#8211; Até Meu Violão </strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Até Meu Violão" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/47T54qbp9SreG2h7RBaMEG?si=796cc09a8e934b12&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Bruno Berle mi fa stare bene. È bello sapere che al mondo esistano (B.B. è vivo e credo anche piuttosto giovane) esseri capaci di fare musica spensierata senza dover necessariamente dimostrare allegria o ‘presa bene’. Quella di B.B. è saudade… si dice così no?</p>
<p><strong>Paolo Conte &#8211; Sono qui con te sempre più solo </strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Sono qui con te sempre più solo" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/1F8eRAwSlRz136Y7ohCCHq?si=a3951b26198c4cb7&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Le parole del maestro accompagnate dalle spazzole dalle corde dai tasti e dai suoni di quelli che sembrano essere i suoi gatti-musicisti mi portano in luoghi altri, da romanzo francese, tra artisti timidi e dolci-amare banalità da tavolino.</p>
<p><strong>Daniele Pace &#8211; Vaffanculo</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Vaffanculo" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/1keSv6ptREz3VvDfwrcgph?si=5cc6a15a2cbb4aba&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Alle cose bisogna alle volte pur saper dire… ma vaffanculo… Daniele Pace nel ‘79 l’aveva capito benissimo regalandoci questa perla di brano all’interno di un disco-diamante che fa guarire da tosse raffreddore e rotture di c…</p>
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		<title>Gli ascolti fondamentali di Fabiana Palladino</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/11/21/fabiana-palladino-ascolti-fondamentali/</link>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 10:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[slider]]></category>
		<category><![CDATA[Fabiana palladino]]></category>
		<category><![CDATA[guida linecheck 24]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="830" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/SOLO-–-Fabiana-Palladino_Jesse-Crankson-Jake-Elwin_01-2-1024x830.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/SOLO-–-Fabiana-Palladino_Jesse-Crankson-Jake-Elwin_01-2-1024x830.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/SOLO-–-Fabiana-Palladino_Jesse-Crankson-Jake-Elwin_01-2-768x623.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/SOLO-–-Fabiana-Palladino_Jesse-Crankson-Jake-Elwin_01-2-770x624.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/SOLO-–-Fabiana-Palladino_Jesse-Crankson-Jake-Elwin_01-2-20x16.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/SOLO-–-Fabiana-Palladino_Jesse-Crankson-Jake-Elwin_01-2-385x312.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/SOLO-–-Fabiana-Palladino_Jesse-Crankson-Jake-Elwin_01-2.jpg 1299w" /><p>Si entra nel vivo dell&#8217;edizione 2024 di Linecheck che per la sua seconda serata ospiterà a BASE il live di Fabiana Palladino, cantautrice e producer londinese che nell&#8217;aprile di quest&#8217;anno ha pubblicato l&#8217;omonimo album di debutto, prodotto insieme a Jai Paul. Con la musica nel DNA (il padre, Pino, è un noto musicista, compositore e&#8230;</p>
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<p>Con la musica nel DNA (il padre, Pino, è un noto musicista, compositore e produttore italo-gallese), Fabiana ha saputo aggiungere a quella scala le sue molecole: soul, disco anni &#8217;80 e &#8217;90, ispirazioni tropical e suggestioni alt-rock, si mescolano e arricchiscono il suo già prezioso patrimonio genetico.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Fabiana Palladino" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/42oaWsdIjvtngWBANg0tux?si=C-UWX4wmSoOOruvJkJ4f6w&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><a href="https://tickets.linecheck.it" target="_blank" rel="noopener">In attesa</a> di vederla esibirsi stasera a Linecheck, le abbiamo chiesto quali sono i suoi dischi fondamentali. Li trovi nelle prossime pagine.</p>
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		<title>5 brani per conoscere Kinder Garden</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/11/19/kinder-garden-5-brani/</link>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 11:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[kinder garden]]></category>
		<category><![CDATA[kinder garden ormoni]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/Kinder-Garden_Foto-Album-2-2-1024x683.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/Kinder-Garden_Foto-Album-2-2-1024x683.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/Kinder-Garden_Foto-Album-2-2-768x512.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/Kinder-Garden_Foto-Album-2-2-770x513.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/Kinder-Garden_Foto-Album-2-2-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/Kinder-Garden_Foto-Album-2-2-385x257.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/Kinder-Garden_Foto-Album-2-2.jpeg 1200w" /><p>Non avevamo dubbi che, nel chiedere a Kinder Garden di raccontare le sue influenze musicali attraverso cinque brani, ne saremmo rimasti piacevolmente sorpresi. Del resto il suo ultimo progetto &#8220;Ormoni&#8221;, uscito lo scorso 25 ottobre per peermusic ITALY, denota un ispessimento considerevole della sua ossatura artistica: il disco, il suo primo da solista dopo l&#8217;esperienza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2024/11/19/kinder-garden-5-brani/">5 brani per conoscere Kinder Garden</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/Kinder-Garden_Foto-Album-2-2-1024x683.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/Kinder-Garden_Foto-Album-2-2-1024x683.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/Kinder-Garden_Foto-Album-2-2-768x512.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/Kinder-Garden_Foto-Album-2-2-770x513.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/Kinder-Garden_Foto-Album-2-2-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/Kinder-Garden_Foto-Album-2-2-385x257.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/11/Kinder-Garden_Foto-Album-2-2.jpeg 1200w" /><p>Non avevamo dubbi che, nel chiedere a <strong>Kinder Garden</strong> di raccontare le sue influenze musicali attraverso cinque brani, ne saremmo rimasti piacevolmente sorpresi.<br />
Del resto il suo ultimo progetto &#8220;Ormoni&#8221;, uscito lo scorso 25 ottobre per peermusic ITALY, denota un ispessimento considerevole della sua ossatura artistica: il disco, il suo primo da solista dopo l&#8217;esperienza in gruppo, racconta il passaggio dai venti ai trent&#8217;anni con tutti gli sconvolgimenti emotivi che si porta dietro. Musicalmente questa transizione si traduce in crescita: Kinder Garden ha imparato a stratificare gli arrangiamenti, a scrivere di pancia, di ormoni e di testa, e amalgamare la sua scrittura a quella degli ospiti che incontriamo nel disco (<strong>Nerototale, Alice</strong>).</p>
<p>Te lo lasciamo ascoltare qui, mentre sotto il player conosci i suoi brani fondamentali</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Ormoni" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/6n5gV3IT4CKE65iwT68sgW?si=tpIWMNsZQ6ex2JwyviJv5Q&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>Lucio Battisti &#8211; Il salame </strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Il salame" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0QpYgiudU9awwASCHWaBng?si=86a8a411c3684cad&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Scegliere una sola canzone di Lucio Battisti è veramente complicato, ma alla fine per me questa ha un sapore più intenso di tutte le altre. Questo pezzo mi fa venire le farfalle nello stomaco ogni volta che lo ascolto, anzi mi basta ricordarmi che esiste per sentirle, anche ora che ne sto scrivendo.</p>
<p><strong>Goldfrapp &#8211; Black Cherry </strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Black Cherry" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7BPFGUUcPiIaj89HeQjhdx?si=e36f2a47668a4681&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>I Goldfrapp sono un gruppo che amo particolarmente, penso sia il synth duo che preferisco in assoluto. Questo pezzo l&#8217;ho scoperto in un mio momento veramente dark e mi ricordo che lo ascoltavo sempre perché mi dava sollievo, quindi probabilmente mi ha aiutato. Infine direi che ha un arrangiamento veramente molto sofisticato, c&#8217;è una grandissima cura dello sviluppo del pezzo, ad ogni ascolto si scopre qualcosa di nuovo.</p>
<p><strong>Eduardo Mateo &#8211; De mi pueblo </strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: De Mi Pueblo" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6ZPu3npUr9vgy2tTFtU7uV?si=f5e2f7b431c54d27&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Eduardo Mateo è uno dei compositori più importanti della musica uruguayana che fa della semplicità la sua arma principale, questa breve canzone ne è un esempio lampante. È un pezzo in 6 (4+2) che mantiene sempre la stessa clave, il testo è molto semplice e si ripete a loop; è una canzone fatta per essere imparata subito da tutti, così da poter cantare e ballare in compagnia. Lo definirei un pezzo fortemente antidepressivo.</p>
<p><strong>Wow &#8211; Dove sei</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Dove sei - Bonus Track" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7fpO1v6ygX7dX00jYze3y1?si=74344b9d8efd46d0&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Gli Wow sono il gruppo che mi piace di più della scena underground romana, forse l&#8217;unico che mi piace veramente. Nello specifico China, la cantante, è l&#8217;interprete più interessante che ho sentito in Italia negli ultimi anni. Il pezzo ha una struttura che si può definire irregolare, in quanto nessuna sezione si ripete mai uguale e in un punto ci sono delle battute dispare, oltre al bellissimo momento di &#8220;rubato&#8221; verso la fine. In generale la musica degli Wow ha la capacità di portare la mente e il cuore dell&#8217;ascoltatore a scenari di tempi lontani, come una reminescenza o un flashback. Nello specifico questa canzone ha una forma che rimanda molto agli anni 60, ma il sound scuro e questo modo di cantare così distante da tutto creano un magico contrasto che impedisce effettivamente di collocare la canzone in un tempo reale.</p>
<p><strong>Beach Boys &#8211; God only knows </strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: God Only Knows - Remastered 1996" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/17QTsL4K9B9v4rI8CAIdfC?si=4f2635f074494519&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Non potevo non mettere una canzone di Brian Wilson, che per me è tra i più grandi compositori della storia della musica, insieme a Bach, Stravinskij e Monk. Questo pezzo è considerato da molti il suo capolavoro, presente in Pet Sounds, che forse si può considerare il disco più rivoluzionario dei Beach Boys e in generale della musica pop. Questo brano ha un legame tra testo e struttura armonica veramente incredibile. Gli accordi si muovono in modo totalmente imprevedibile, grazie all&#8217;assoluta maestria con cui viene giustificata ogni linea melodica; appunto per questo è un pezzo molto complicato da cantare. Per quanto riguarda l&#8217;arrangiamento non mi vengono in mente aggettivi adatti, mi sento solo di dire che non ho mai ascoltato qualcosa di così bello.</p>
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		<title>I dischi fondamentali di Archivio Futuro</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/10/09/archivio-futuro-dischi-fondamentali/</link>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 10:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[archivio futuro]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/10/AF2_MirkoOstuni-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/10/AF2_MirkoOstuni-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/10/AF2_MirkoOstuni-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/10/AF2_MirkoOstuni-1-770x514.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/10/AF2_MirkoOstuni-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/10/AF2_MirkoOstuni-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/10/AF2_MirkoOstuni-1.jpg 1240w" /><p>Ognuno ha i suoi rituali. Il nostro è quello di metterci comodi e scovare musica bella. Da dove? Ovunque.<br />
Questa volta, nello specifico, viene da un Archivio Futuro: un posto ossimorico che però effettivamente fa quel che il suo nome dice e cioè essere un raccoglitore analogico di materiale che viene da un tempo che non è ancora.</p>
<p><strong>Archivio Futuro</strong> è un posto bellissimo creato da <strong>Lorenzo BITW</strong> e <strong>Danilo Menna</strong> a cui si è aggiunto il sassofonista di matrice jazz <strong>Vittorio Gervasi</strong>: i tre, dopo l&#8217;omonimo esordio, hanno pubblicato il mese scorso per La Tempesta un EP dal titolo <em>Rituale Moderno</em>. Lì dentro si incontrano jazz, prog rock e psichedelia ed è interessante capire da dove si origina tutto questo.</p>
<p>Perciò abbiamo chiesto al trio di curiosare nel loro archivio di dischi e di dirci quali sono gli ascolti che hanno influenzato la loro musica.<br />
Trovi tutto nelle prossime pagine.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Rituale moderno" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/3TnrqZ9u9QrcRGjDYHQHeM?si=x6aVUcqARCWo3CLRxSi_fA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>Quali brani suonano nella nuova stanza di HÅN</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/09/26/han-fuori-dalla-stanza/</link>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 14:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[han]]></category>
		<category><![CDATA[han fuori dalla stanza]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/18A_00704-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/18A_00704-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/18A_00704-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/18A_00704-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/18A_00704-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/18A_00704-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/18A_00704-1-1540x1027.jpg 1540w" /><p>&#8220;fuori dalla stanza&#8221; è il nuovo EP di HÅN, il suo primo lavoro in italiano. Uscito venerdì per Planeta e prodotto dalla stessa artista insieme a okgiorgio e Marco Giudici, l&#8217;EP segna un punto di svolta nel percorso dell&#8217;artista, in qualche modo riflesso nella scelta di salutare l&#8217;inglese per affidare alla lingua madre il racconto del&#8230;</p>
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Uscito venerdì per Planeta e prodotto dalla stessa artista insieme a <strong>okgiorgio</strong> e <strong>Marco Giudici,</strong> l&#8217;EP segna un punto di svolta nel percorso dell&#8217;artista, in qualche modo riflesso nella scelta di salutare l&#8217;inglese per affidare alla lingua madre il racconto del suo vissuto.</p>
<p>Cosa accade fuori dalla stanza di HÅN viene interiorizzato in questi cinque brani e tradotto in un pop intimista e poroso che si affida completamente ai sentimenti. Non esistono pareti che dividono l&#8217;ascoltatore dal mondo interiore dell&#8217;artista: la produzione lo-fi ci lascia accomodare nei suoi pensieri, connettendoci con naturalezza con le esperienze personali di HÅN.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: fuori dalla stanza" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0Hlhcm4rte3kqHNHGNwabv?si=kgFDbUYpQViZw0FNhrwhgw&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Abbiamo chiesto all&#8217;artista di condividere con i lettori di DLSO la musica che risuona nella nuova stanza.</p>
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		<title>La musica per dilatare il tempo secondo i Palmaria</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/09/26/palmaria-playlist-tempo/</link>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2024 13:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[palmaria]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="768" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/DSCF8405-1-768x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/DSCF8405-1-768x1024.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/DSCF8405-1-770x1027.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/DSCF8405-1-20x27.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/DSCF8405-1-385x513.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/DSCF8405-1.jpg 1536w" /><p>La scorsa settimana i Palmaria hanno pubblicato un nuovo doppio singolo dal titolo Le Ore / Poesia che abbiamo inserito anche nell&#8217;ultimo episodio di Puntine che, non a caso, è la rubrica con cui proviamo a fermare la musica nel tempo che corre velocissimo. In effetti le tracce appena pubblicate dal duo per peermusic ITALY&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/DSCF8405-1-768x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/DSCF8405-1-768x1024.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/DSCF8405-1-770x1027.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/DSCF8405-1-20x27.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/DSCF8405-1-385x513.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/09/DSCF8405-1.jpg 1536w" /><p>La scorsa settimana i <strong>Palmaria</strong> hanno pubblicato un nuovo doppio singolo dal titolo Le Ore / Poesia che abbiamo inserito anche nell&#8217;<a href="https://www.dlso.it/site/2024/09/25/puntine-154-canzoni-da-ricordare/" target="_blank" rel="noopener">ultimo episodio di Puntine</a> che, non a caso, è la rubrica con cui proviamo a fermare la musica nel tempo che corre velocissimo.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Le Ore / Poesia" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/4AIqAnYJti6as9GV7Pn32p?si=paQxdolWQNSyi71rigj17Q&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>In effetti le tracce appena pubblicate dal duo per <strong>peermusic ITALY</strong> sono connesse dal concetto della temporalità e, più nello specifico, sono un invito a non lasciarsi travolgere dai ritmi frenetici a cui la vita ci costringe, provando piuttosto a godere di ogni singolo momento.<br />
Abbiamo chiesto ai Palmaria qual è la musica giusta per sedersi al centro della stanza, chiudere gli occhi e abbracciare i secondi, i minuti, le ore che ci corrono intorno.</p>
<p>&#8220;<em>Quando il tempo scivola via in un attimo, il giorno si mescola con la notte e il cielo si mescola con il mare, ed è facile perdersi. Questi pezzi ci aiutano a tornare a galla e a ritrovare il nostro centro</em>&#8221;</p>
<p><strong>Nelle prossime pagine 10 brani per dilatare il tempo.</strong></p>
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		<title>Emanuele Triglia racconta le sue colonne sonore preferite</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/07/24/emanuele-triglia-colonne-sonore/</link>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 08:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[emanuele triglia]]></category>
		<category><![CDATA[emanuele triglia colonne sonore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.dlso.it/site/?p=136598</guid>
		<description><![CDATA[<img width="1024" height="470" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/ET1-1-1-1024x470.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/ET1-1-1-1024x470.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/ET1-1-1-768x353.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/ET1-1-1-770x353.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/ET1-1-1-20x9.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/ET1-1-1-385x177.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/ET1-1-1-1540x707.jpg 1540w" /><p>Da Ennio Morricone a Piero Piccioni, per arrivare a Jerskin Fendrix. Emanuele Triglia viaggia insieme a noi attraverso le migliori colonne sonore del cinema, per svelarci le sue ispirazioni e unire i puntini del suo vastissimo immaginario sonoro. Devi figurarti lo spazio in cui Triglia si muove come una galassia, nella quale brillano il jazz&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2024/07/24/emanuele-triglia-colonne-sonore/">Emanuele Triglia racconta le sue colonne sonore preferite</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="470" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/ET1-1-1-1024x470.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/ET1-1-1-1024x470.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/ET1-1-1-768x353.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/ET1-1-1-770x353.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/ET1-1-1-20x9.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/ET1-1-1-385x177.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/ET1-1-1-1540x707.jpg 1540w" /><p>Da <strong>Ennio Morricone</strong> a <strong>Piero Piccioni</strong>, per arrivare a <strong>Jerskin Fendrix.</strong><br />
<strong>Emanuele Triglia</strong> viaggia insieme a noi attraverso le migliori colonne sonore del cinema, per svelarci le sue ispirazioni e unire i puntini del suo vastissimo immaginario sonoro.<br />
Devi figurarti lo spazio in cui Triglia si muove come una galassia, nella quale brillano il jazz e la psichedelia e poi si accendono gli sprazzi di world music e scie di hip hop.<br />
Dentro ti ci puoi perdere, e anche molto volentieri, perché il viaggio nel suo ultimo disco &#8220;Moon Kin&#8221; è un&#8217;esperienza fuori dal comune.<br />
Prima di farlo schiacciando sul player qui sotto, ti suggeriamo di prepararti con alcune delle migliori colonne sonore consigliate dallo stesso Emanuele.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Moon Kin" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0XoKbSzakitFU6aAsqFPQm?si=kC2WAtS_QHOkwvW0xeQt0w&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>Ciao, quant&#8217;è bella la musica italiana</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/07/23/ciao-discoteca-italiana-playlist/</link>
		<pubDate>Tue, 23 Jul 2024 11:53:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[slider]]></category>
		<category><![CDATA[ciao discoteca italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-1540x1540.jpg 1540w" /><p>Questo weekend a Roma, quattro palchi immersi nel verde del Castello Chigi saranno lo scenario di Superaroura Festival. Tanti gli act da non perdere: da Masego ai Jungle, Craig David e IAMDDB da BigMama a Laila Al Habash e Giuse The Lizia. Ad infiammare la pista, nella notte di sabato 27, ci saranno i ragazzi&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/vogue-ornella-vanoni-stile-iconico-12-1-1540x1540.jpg 1540w" /><p>Questo weekend a Roma, quattro palchi immersi nel verde del Castello Chigi saranno lo scenario di <a href="https://www.instagram.com/superaurora.festival/" target="_blank" rel="noopener">Superaroura Festival.</a> Tanti gli act da non perdere: da <strong>Masego</strong> ai <strong>Jungle, Craig David</strong> e<strong> IAMDDB</strong> da <strong>BigMama</strong> a<strong> Laila Al Habash</strong> e <strong>Giuse The Lizia</strong>.<br />
Ad infiammare la pista, nella notte di sabato 27, ci saranno i ragazzi di <a href="https://www.instagram.com/ciao.discotecaitaliana/" target="_blank" rel="noopener">Ciao Discoteca Italiana </a>con il loro bagaglio prezioso di gemme funk e disco made in Italy.<br />
Per prepararci a questo languido ballo collettivo di mezza estate, abbiamo chiesto al collettivo del Ciao di compilarci una playlist con le canzoni della musica italiana di cui non si smette mai di innamorarsi, pur avendole ascoltate e riascoltate infinite volte.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Manifesto del Ciao: ovvero 10 validi motivi per amare la musica italiana" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/playlist/3kmdsBQZv3RjCBbUW7RUP5?si=d738885d8ee849d1&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><a href="https://superaurorafestival.com/" target="_blank" rel="noopener">Non perdere il loro set al Superaurora questo sabato</a></p>
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		<title>5 brani per conoscere Simone Matteuzzi</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/07/10/simone-matteuzzi-5-brani/</link>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 10:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valentina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[invito per colazione]]></category>
		<category><![CDATA[simone matteuzzi]]></category>
		<category><![CDATA[simone matteuzzi 5 brani]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="819" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/sL1drTA-819x1024.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/sL1drTA-819x1024.jpeg 819w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/sL1drTA-768x960.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/sL1drTA-770x962.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/sL1drTA-20x25.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/sL1drTA-385x481.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/sL1drTA-1540x1925.jpeg 1540w" /><p>“Invito per colazione” è un album musicalmente complesso, eccitante, inebriante, elettrico. È uscito il 19 aprile per Zebra Sound, ma siccome le cose belle durano in eterno e non hanno paura di morire, ve ne parliamo ora. Simone Matteuzzi è cantautore e musicista, ha 23 anni e viene dalla nebbiosa provincia di Milano, anche se&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="819" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/sL1drTA-819x1024.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/sL1drTA-819x1024.jpeg 819w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/sL1drTA-768x960.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/sL1drTA-770x962.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/sL1drTA-20x25.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/sL1drTA-385x481.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/sL1drTA-1540x1925.jpeg 1540w" /><p><a href="https://open.spotify.com/intl-it/album/7F5oU8t8kCYWCD7wIk2DhK?si=m0FhtahOSACyFgZB-n6Ytw" target="_blank" rel="noopener"><em>“Invito per colazione”</em></a> è un album musicalmente complesso, eccitante, inebriante, elettrico. È uscito il 19 aprile per <em><strong>Zebra Sound</strong></em>, ma siccome le cose belle durano in eterno e non hanno paura di morire, ve ne parliamo ora.</p>
<p><strong>Simone Matteuzzi</strong> è cantautore e musicista, ha 23 anni e viene dalla nebbiosa provincia di Milano, anche se ha il mare negli occhi. <em>“Invito per colazione”</em> è il suo arzigogolato disco di esordio, un incontro la mattina presto con i capelli ancora spettinati, una condivisione dell’abitudine più intima della giornata. L’album inizia con il cinguettio di un uccello, la frutta, il basso, un rumore di conchiglie o di bigiotteria, un falsetto. <em>Le</em> m<em>ele</em>. Sono passati soltanto trenta secondi ed è chiaro che abbiamo bisogno di sederci più comodi e di alzare il volume.<br />
Poi dice “un botto”.<br />
Sorrido.<br />
Il rumore dell’accendino.<br />
Ogni suono è un disco.<br />
Approfondisco il sorriso e lo lascio andare.</p>
<p><em>“Invito per colazione”</em> ha le vele spiegate, come un galeone, controvento. Dentro ci sono dei pezzi schizofrenici (<em>Ipersensibile</em>), dei pezzi di teatro e un lento dolcissimo da ballare scalzi e abbracciati mentre si pensa al futuro del mondo e ai cambiamenti climatici (<em>Caldo</em>). <em>Caldo</em>, mi sono accorta, non ha il ritornello. Nel momento in cui dovrebbe esserci il ritornello ha uno spazio vuoto, come se non fosse rimasto più niente da dire dopo “oh, ma non lo senti che caldo che fa?”. È un album che orbita attorno all’amore, le cellule pedalano lente verso un pomeriggio d’estate; Call Me By Your Name, il giardino dei Finzi-Contini, le stesse pulsioni di eccitante noia estiva, le dita bagnate dal succo di una pesca, il torpore esistenziale risvegliato dalle cicale, Rohmer, Oblomov.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Invito per colazione" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/7F5oU8t8kCYWCD7wIk2DhK?si=0zlgGl1XScCMTKq5eYnzZw&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><em>“Il mio cuore si confonde col maestrale.”</em><br />
Ascoltando il lavoro di <strong>Simone Matteuzzi</strong> ci accorgiamo che forse non esiste un vero e proprio posto per la bellezza, ma che la bellezza quando esce si prende tutto, tutto è il posto per la bellezza, e niente può impedire questo sentimento, il risveglio dell’anima, lo stiracchiamento dell’anima, la skincare dell’anima, l’<em>Invito per colazione</em> dell’anima (o qualsiasi cosa sia che si allarga dentro).</p>
<p><em>Vorrei essere un gatto</em> inizia stridendo e diventa inspiegabilmente un brano orecchiabile con gli archi, anche se c’è una tromba impazzita, anche se dice le parole “orgasmica prospettiva” e “vorrei trascendermi”. È evidente che lo strumento c’è (parlo del cuore), applicato con stravaganza a suoni e strumenti sconosciuti usando la stessa intensità di ricerca per i suoni e per le parole. Il cuore scopre e la testa inventa.</p>
<p><em>“Invito per colazione”</em> è un album che non porta chi lo ascolta a razionalizzare la musica, anzi, è un incoraggiamento a perdersi nel mondo della composizione, della produzione, del linguaggio, degli arrangiamenti, dimenticando le regole algoritmiche a cui siamo ormai abituati.</p>
<p style="text-align: center;">*</p>
<p>Abbiamo chiesto a <strong>Simone Matteuzzi</strong> di consigliarci cinque brani fondamentali per capire la sua musica, il suo background, e un po’ i suoi gusti.</p>
<p><strong>1. Il Re del mondo &#8211; Franco Battiato</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Il Re Del Mondo - 2008 Remaster" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/4yhhqDE2T1XiD2Wp6Sr9Tz?si=3e02ee5359e344b3&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Questa canzone mi ha insegnato la curiosità e la possibilità di tradurre in musica il fascino scaturito da una lettura, in questo caso per l’appunto “Il Re del mondo” di René Guénon.<br />
Ricordo di aver scoperto questo brano solo qualche giorno dopo aver iniziato ad avvicinarmi al lavoro di Battiato e di esserne stato totalmente rapito.<br />
L’aura mistica, misteriosofica ed eterea di questa musica e di queste parole mi ha rapito il cuore per restituirmelo colorato, imbrattato per sempre delle sue stesse suggestioni.</p>
<p><strong><br />
2. Fuori Dal Tempo &#8211; Bluvertigo</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Fuori dal tempo" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0Ot4OsAMWtnd5hptRoTmhT?si=e576502ebd5447eb&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>L’estetica timbrica, irriverente, giocosa, dissacrante e drammaticamente seria di quest’opera è stata fondamentale nella crescita del mio gusto per il sound e per la mia idea di “architettura” di una canzone. Pur rimanendo squisitamente pop questo piccolo capolavoro raccoglie miriadi di differenti sfaccettature in un perfetto delirio di elettronica, spoken, processing violento e finezze compositive (ciliegina sulla torta il finale, in cui un arrangiamento per sintetizzatore si tramuta con commozione in uno splendido quartetto d’archi, me ne innamorai al primo ascolto!).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3. Anidride Solforosa &#8211; Lucio Dalla</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Anidride solforosa" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5v8XTDBHRf2ifcdEYhXyRi?si=1d2b990622c84a81&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>La poesia può essere musica, senza rinunciare a nemmeno un pizzico della sua poeticità.<br />
In questo gioiello, poesia di Roberto Roversi musicata da Lucio Dalla, si rompono i confini della canzone per lasciare spazio alla dirompente interpretazione teatrale di Dalla che sembra vivere le parole come fossero fatte di carne, come se respirassero.<br />
Questo è uno di quei pezzi che mi ha portato sulla strada dell’amore per gli switch. Due mondi paralleli quelli delle strofe e dei ritornelli, ma che fanno capo allo stesso commosso sentimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>4.Workin’ Day and Night &#8211; Michael Jackson</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Workin&apos; Day and Night" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6BdiFsPMPkSEEO4fFXFVWX?si=67180f38438747e1&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Per quanto riguarda questo brano, ringrazio infinitamente mia mamma per avermi regalato il cd di “Off The Wall” di Michael Jackson quando ero piccolo.<br />
Questo disco mi ha educato al groove, all’interesse per il ritmo, il feeling e i suoni percussivi. Penso che i primi cinque secondi di questo brano dovrebbero essere patrimonio dell’umanità, ascoltare per credere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>5.Bike &#8211; Pink Floyd</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Bike - 2011 Remaster" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/1vabhOqRbqjFvBomw3jouZ?si=24aaa05347d4414b&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>E qui invece, ho imparato l’amore per il disordine, per la simpatica follia, insomma per la psichedelia.<br />
All’apparenza una buffa marcetta che nasconde un mondo onirico, strabiliante, che nel finale esplode senza posa lasciando attoniti.<br />
Una canzone può essere uno scrigno, una superficie, un velo di Maya da scoperchiare per addentrarsi nei più reconditi meandri della mente, e questo Syd Barrett l’ha capito fin troppo bene.</p>
<p><strong><br />
+1 </strong>(direttamente da &#8220;Invito per colazione&#8221;)<strong><br />
Simone Matteuzzi &#8211; Vorrei essere un gatto</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Vorrei essere un gatto" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/4KDmMqigSpb0Ocd6ch3LZ3?si=48c81996dead4069&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Scelgo questo brano tratto dal mio disco perché penso che, in un certo senso, possa raccogliere un po’ tutte le ispirazioni sopracitate.<br />
Canzone dal titolo quasi sbarazzino, comico, ma che nasconde una verità alquanto amara.<br />
Tripudio di struttura canzone interrotta da brevi ma intensi deliri psichedelici che fuggono il più possibile da ogni tipo di forma.<br />
Spesso penso che “Vorrei essere un gatto” perché non vorrei avere una coscienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(<strong>Simone Matteuzzi</strong> suonerà al Linecheck (a Milano) il 21 novembre).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>5 brani per conoscere i Club Amor</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/07/03/club-amor-5-brani/</link>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 13:22:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[club amor]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.dlso.it/site/?p=136477</guid>
		<description><![CDATA[<img width="1024" height="653" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/CLUBAMOR1-1-1024x653.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/CLUBAMOR1-1-1024x653.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/CLUBAMOR1-1-768x489.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/CLUBAMOR1-1-770x491.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/CLUBAMOR1-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/CLUBAMOR1-1-385x245.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/CLUBAMOR1-1-1540x981.jpg 1540w" /><p>Il mese scorso i Club Amor, duo composto da Ariel Mojetta e Davide Povolo, hanno pubblicato il loro primo e omonimo EP dopo i due singoli a dir poco sfavillanti &#8220;Milano Nord&#8221; e &#8220;Acqua&#8221;. Il progetto si completa con altre quattro tracce che trascinano in pista al ritmo di synth pop e disco con echi&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="653" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/CLUBAMOR1-1-1024x653.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/CLUBAMOR1-1-1024x653.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/CLUBAMOR1-1-768x489.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/CLUBAMOR1-1-770x491.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/CLUBAMOR1-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/CLUBAMOR1-1-385x245.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/07/CLUBAMOR1-1-1540x981.jpg 1540w" /><p>Il mese scorso i <strong>Club Amor</strong>, duo composto da Ariel Mojetta e Davide Povolo, hanno pubblicato il loro primo e omonimo EP dopo i due singoli a dir poco sfavillanti &#8220;Milano Nord&#8221; e &#8220;Acqua&#8221;.<br />
Il progetto si completa con altre quattro tracce che trascinano in pista al ritmo di synth pop e disco con echi balearici.<br />
Un bellissimo preludio all&#8217;estate e alle sue notti sudate, da rinfrescare con la tonica e l&#8217;elettronica ghiacciata.</p>
<p>Per conoscere meglio i Club Amor, ci siamo fatti raccontare le loro tracce essenziali. Qui dopo il player.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Club Amor" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/5dWqvP30TQpFMtzv3ehfXC?si=3tH4r4FFSsqyVXP7y3x-rw&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>1.PRIX CHOC &#8211; Étienne de Crécy</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Prix choc" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7Jt3KNk914D6t2T3pB49sb?si=c097ec1753ce4b50&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>&#8220;Prix Choc&#8221; è stata una delle prime tracce french house che ci ha colpito per la sua capacità di trasportarci nella sua atmosfera calda, ipnotica ed essenziale. Rimane un punto di riferimento di come intrecciare l’elettronica a delle vibe più funk.<br />
Fa parte del primo album di Étienne de Crécy uscito nel 1995, ogni traccia della compilation è imprescindibile.</p>
<p><strong>2.SLUMLORD &#8211; Neon Indian</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Slumlord" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/35il0NWi5PAU6itkzh3blV?si=fff2c572d8f94458&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Qui tutto si spegne, tranne la strobo che, instancabile, fa apparire e scomparire i volti come in una sequenza di freeze frame.<br />
Alan Palomo è un mito, per noi è stato un instant-classic e un esempio da seguire per la cura e la dedizione che fuoriesce dal suo progetto artistico.<br />
&#8220;È così che vive la discoteca […] in una maniera diversa […] alla nostra maniera.&#8221;</p>
<p><strong>3.GIRLFRIEND &#8211; Phoenix</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Girlfriend" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/17O70WmNwEAhQGlGlZUzZp?si=b070e6d8b0d8402c&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Phoenix ♡ Zdar<br />
Hai sentito i Phoenix live? Per noi sono tutto quello che un concerto perfetto dovrebbe essere.</p>
<p><strong>4.IL VELIERO &#8211; Lucio Battisti</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Il veliero" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/1nAu4E9hsyhIDf8S192m68?si=834c554fb6ff44ef&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Lucio scompare dai riflettori e produce la traccia che più prende alla sprovvista e più convince a lasciarsi andare.<br />
Il veliero è la miscela perfetta tra voce e musica.</p>
<p><strong>5.SUMMER MADNESS &#8211; Kool &amp; The Gang</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Summer Madness" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5BxHfyGk49gqbg5BdW6FO4?si=01ef8f0958884c4e&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>&#8220;Summer Madness&#8221; è un’afosa sera d’estate che evolve. La musica ripercorre in maniera super intima e personale lo svolgimento della notte &#8211; si conclude in un climax di synth indimenticabile che ci fa sognare.</p>
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		<title>Gli ascolti vitaminici di Tripolare</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/06/21/tripolare-dischi/</link>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2024 11:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[tripolare vitamina life]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="682" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/PHOTO-2024-03-28-04-35-217-682x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/PHOTO-2024-03-28-04-35-217-682x1024.jpg 682w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/PHOTO-2024-03-28-04-35-217-768x1153.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/PHOTO-2024-03-28-04-35-217-770x1156.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/PHOTO-2024-03-28-04-35-217-385x578.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/PHOTO-2024-03-28-04-35-217-20x30.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/PHOTO-2024-03-28-04-35-217.jpg 1066w" /><p>Anche a Tripolare piacciono le Music Vitamins, tant&#8217;è che il suo ultimo disco si chiama Vitamina Life ed è uscito il 3 maggio per Sugar. L&#8217;album è una sorta di diario che racchiude i picchi emotivi della vita del cantautore, musicista e producer napoletano. Lo ascoltiamo e ci sentiamo totalmente esposti alle intemperie del suo&#8230;</p>
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L&#8217;album è una sorta di diario che racchiude i picchi emotivi della vita del cantautore, musicista e producer napoletano.<br />
Lo ascoltiamo e ci sentiamo totalmente esposti alle intemperie del suo vissuto perché la penna di Tripolare è senza filtri e ha il dono dell&#8217;immediatezza. L&#8217;unico riparo a questa bufera di emozioni è cercare ciò che ci fa stare bene, la<em> vitamina life</em>.</p>
<p>Per noi di DLSO la vitamina è la musica, ed è proprio per questo che abbiamo chiesto a Gabriele di dirci quali sono le sue vitamine musicali in 5 dischi che lo fanno stare bene.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Vitamina Life" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0Yskhg705GgFHtz5GGjS5s?si=RlbqcY9RSxiOYQWOlj1FPQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>5 dischi per conoscere Giovanni Ti Amo</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/06/07/giovanni-ti-amo-5-dischi/</link>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 13:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni ti amo]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni ti amo ultrafragola]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="684" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/10-665872dd4c8e4-1024x684.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/10-665872dd4c8e4-1024x684.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/10-665872dd4c8e4-768x513.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/10-665872dd4c8e4-770x514.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/10-665872dd4c8e4-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/10-665872dd4c8e4-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/10-665872dd4c8e4.jpg 1200w" /><p>Ultrafragola come lo specchio ondato di Ettore Sottsass, Ultrafragola come potrebbe essere il nome di un nuovo gelato estivo, più zuccherino, più fresco, più tutto. Il disco d&#8217;esordio di Giovanni Ti Amo suggerisce qualcosa che va oltre il senso comune delle cose e anche un sapore tondo, pieno, sincero, come quello di una fragola. Dice&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="684" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/10-665872dd4c8e4-1024x684.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/10-665872dd4c8e4-1024x684.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/10-665872dd4c8e4-768x513.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/10-665872dd4c8e4-770x514.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/10-665872dd4c8e4-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/10-665872dd4c8e4-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/10-665872dd4c8e4.jpg 1200w" /><p>Ultrafragola come lo specchio ondato di Ettore Sottsass, Ultrafragola come potrebbe essere il nome di un nuovo gelato estivo, più zuccherino, più fresco, più tutto.<br />
Il disco d&#8217;esordio di <strong>Giovanni Ti Amo</strong> suggerisce qualcosa che va oltre il senso comune delle cose e anche un sapore tondo, pieno, sincero, come quello di una fragola. Dice che il titolo, rimandando all&#8217;oggetto di design, è un richiamo all&#8217;onestà dello specchio, che riflette senza distorsioni ciò gli sta davanti.<br />
E in queste dieci tracce scritte in capslock, la sincerità si riflette tutta senza incontrare spigoli, stemperandosi nelle onde rosa dello specchio grazie a un sound sinuoso, pop e divertente.</p>
<p>Abbiamo raggiunto l&#8217;artista per sapere ancora qualcosa in più sul suo primo disco, in particolare sulle sue influenze musicali. Le trovi tutte dopo il player.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: ULTRAFRAGOLA" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/2nKUWSfMt5T1uUw0dG246Q?si=4Y4lPmiuS_mQMaWJEv39vA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>Rubber Soul &#8211; Beatles</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Rubber Soul (Remastered)" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/50o7kf2wLwVmOTVYJOTplm?si=eQ9_W41rQNCKYlTKsexmmw&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Sicuramente non il più complesso dei Beatles ma quello a cui sono più legato per motivi a me sconosciuti. Ogni volta che ascolto un loro album mi accorgo di nuovi dettagli che avevo ignorato precedentemente, sembra di ascoltare sempre un nuovo album. Ovviamente per me è dolorosissimo non poter inserire in questo articolo tutti i loro dischi ma me ne farò una ragione.</p>
<p><strong>Absolutely &#8211; Dijon</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Absolutely" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/4E691gbRgo2Zb6ToII2DWO?si=EX07RPPRStmRwtBf024mYg&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Un disco incredibile, il mio preferito del 2021. Liriche formidabili (molto poco americane ma allo stesso tempo super folk) e produzioni senza senso. mk.gee per me ha un modo di fare arte davvero interessante. Questo album è un viaggio e ha senso ascoltarlo tutto d&#8217;un fiato.</p>
<p><strong>Weezer &#8211; Weezer</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Weezer" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/1xpGyKyV26uPstk1Elgp9Q?si=TC-sCoQlSQSefMZqCD0laA&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
sembra sempre che i Weezer siano rispettati da tutti i più grandi musicisti che stimo, tutti ne parlano ma nessuno approfondisce. allora quest&#8217;anno mi sono detto:&#8221;fammi ascoltare dei dischi degli Weezer da capo a coda&#8221;. Questo album qui, ma anche Maladroit, mi ha sorpreso in positivo. Cadenze armoniche elementari ma allo stesso tempo inaspettate, voci e cori inimitabili.</p>
<p><strong>The Car &#8211; Arctic Monkeys</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: The Car" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/2GROf0WKoP5Er2M9RXVNNs?si=h7m3KgL8QPyE9dXsLAjEhg&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Mi duole dirlo ma io questa svolta nick caveiana di Alex Turner la adoro (scusate fan degli Arctic Monkeys). Consiglio &#8220;Big Ideas&#8221; che parla proprio del prima e del dopo AM, il rapporto con la band e con il pubblico. Disco registrato in maniera sopraffina, è meno concept rispetto al precedente ma secondo me più chiaro e con più Canzoni all&#8217;interno.</p>
<p><strong>loveless &#8211; my bloody valentine</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: loveless" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/3USQKOw0se5pBNEndu82Rb?si=I-hEo6-NSvS0HwakUsLAYg&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Un disco fondamentale per me e per la musica in generale. Lo ascolto quelle rare volte che mi sveglio la mattina presto. Impossibile consigliare una traccia preferita, d&#8217;altronde è un vero disco.</p>
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		<title>Nell&#8217;Olimpo degli ascolti di Thoé</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/06/06/thoe-ascolti-fondamentali/</link>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 13:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[thoè]]></category>
		<category><![CDATA[thoè alter echo]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/1-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/1-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/1-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/1-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/1-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/1-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/1-1.jpg 1047w" /><p>Nei nostri radar sin dalle prime battute, Thoé si conferma col suo primo EP uno dei nomi più interessanti della nuova scena R&#38;B italiana. &#8220;Alter Echo&#8221; è uscito il 24 maggio per Island Records ed ha fatto il suo debutto live sul palco del Mi Ami proprio nello stesso giorno, propagandosi come un&#8217;eco dallo studio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2024/06/06/thoe-ascolti-fondamentali/">Nell&#8217;Olimpo degli ascolti di Thoé</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/1-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/1-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/1-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/1-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/1-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/1-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/1-1.jpg 1047w" /><p>Nei nostri radar sin dalle prime battute, <strong>Thoé</strong> si conferma col suo primo EP uno dei nomi più interessanti della nuova scena R&amp;B italiana.<br />
&#8220;Alter Echo&#8221; è uscito il 24 maggio per Island Records ed ha fatto il suo debutto live sul palco del Mi Ami proprio nello stesso giorno, propagandosi come un&#8217;eco dallo studio di Thoé le nostre orecchie.<br />
Non è un caso, infatti, l'&#8221;echo&#8221; che ritroviamo nel titolo del progetto che pare prenda spunto dalla mitologia greca e, più in particolare, dalla leggenda della ninfa Ἠχώ alla quale Giunone tolse l&#8217;uso della parola, condannandola a ripetere soltanto le ultime parole che ascoltava.<br />
Simbolicamente l&#8217;EP, riecheggia, metabolizzandoli, tutti quegli eventi che hanno segnato il percorso umano e artistico di Thoé. Da un punto di vista più strettamente musicale, invece, siamo qui oggi per scoprire gli echi degli ascolti di quest&#8217;artista che ritroviamo inevitabilmente anche nel suo ultimo lavoro.<br />
Nelle prossime pagine, dunque, l&#8217;Olimpo degli ascolti di Thoé.<br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Alter Echo" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/3T7vsAwGzGRae8FXhCWl1a?si=FiPBgb3zRxyblOf3Dklq6g&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>Perché il ritorno dei Sxrrxwland è importante</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/06/05/sxrrxwland-anima-macchina/</link>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 11:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[DANCE LIKE SHAQUILLE O'NEAL]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="819" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/SXR_04_bonus-scaled-e1717146611527-1024x819.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/SXR_04_bonus-scaled-e1717146611527-1024x819.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/SXR_04_bonus-scaled-e1717146611527-768x614.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/SXR_04_bonus-scaled-e1717146611527-770x616.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/SXR_04_bonus-scaled-e1717146611527-20x16.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/SXR_04_bonus-scaled-e1717146611527-385x308.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/SXR_04_bonus-scaled-e1717146611527.jpg 1300w" /><p><em>Testo di Federico Pucci. </em></p>
<p>In tempi di grandi cambiamenti, l’umanità ha chiesto spesso alle arti di immaginare il futuro. Ma il futuro è un concetto scivoloso. È corretto immaginarlo come il luogo nel quale avremo fatto i conti con ostacoli e zavorre, ingiustizie e mali del presente, per scoprire se li supereremo o meno? Oppure è solo la destinazione nella quale vivremo con le conseguenze di quanto stiamo facendo oggi? Perfino in un’epoca critica come l’attuale, dove le visioni futuristiche sono per lo più distopiche e apocalittiche, abbiamo appaltato al futuro la risoluzione delle nostre angosce contemporanee. Ma sempre più vediamo comparire tecnologie che vogliono risolvere problemi che non abbiamo: il metaverso; l’AI generativa nelle arti. Cosa può dire la musica in questa conversazione? La più effimera delle arti può provare ad aprire uno squarcio nella realtà per farci intuire come saremo tra qualche anno? Mentre provi a rispondere a questa domanda, posso suggerirti una musica che suona come il presente. Che lo sviscera e lo espone sotto gli occhi (e le orecchie) di tutti. Sto parlando di Anima macchina, il disco con il quale i <strong>Sxrrxwland</strong> sono tornati insieme dopo 5 anni di attesa.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/C5LKselMGV-/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
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<p><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script></p>
<p>Bisogna cominciare proprio da qui: l’attesa. Perché il ritorno di un trio senza certificazioni alle spalle, che non ha lasciato dietro di sé “hit” e il cui culto non si basa su masse stratosferiche di follower è stato vissuto da una parte (anche piuttosto mainstream) della stampa musicale come un evento importante e degno di nota? Prima di tutto, perché fortunatamente il conteggio di numeri non ha ancora completamente inquinato la critica sopravvissuta. E, proprio grazie a questo, il messaggio dei Sxrrxwland ha potuto essere ascoltato per quello che è: una delle più lucide osservazioni del presente. E quindi, ascoltare <strong><em>Anima macchina</em></strong> e parlare con i Sxrrxwland non è tanto vedere uno spiraglio di quel che sarà, ma guardare da dietro quello che già esiste. Una musica, una società che già sono parte di noi, e che dobbiamo imparare a guardare e sentire con più attenzione.</p>
<p>Ad esempio, transumano e postumano, vampirismo social e intelligenza artificiale erano temi del gruppo prima ancora che il grosso del pubblico si accorgesse della loro rilevanza. Ma ora che questi temi sono alla luce del giorno, Anima macchina arriva con il pieno nel serbatoio.<br />
«<em>Chiaramente non è un tema d&#8217;avanguardia quello che abbiamo esplorato nel disco</em> &#8211; dice Tremila a DLSO &#8211;<em> Però è ormai presente da tanti anni nelle nostre vite e anche nella nostra produzione artistica, e ora che è sotto gli occhi di tutti, di dominio completamente mainstream e intergenerazionale, c’era bisogno di mettere un punto</em>». Non per mettersi in cattedra a spiegare l’integrazione tra mondo digitale e umanità, ma solo per proporre una chiave di lettura: «<em>È una roba presente nella vita di tutti ma con cui nessuno sa bene come rapportarsi, perciò secondo me ha senso che chi fa arte e percepisce chiaramente questo tipo di disagio molto diffuso nel rapporto con le tecnologie possa avere dei punti di riferimento. Tu apri delle finestre sulle quali poi tutti possono affacciarsi e decidere cosa pensano</em>».</p>
<p>L’homo sapiens non ha ancora imparato a fare i conti con strumenti molto più grandi di lui. Già nel lontano 2018, in pezzi come <em>Facebook</em> o <em>La città</em>, il trio ce ne parlava con una chiarezza rara. Oggi che la fallacia di questi sistemi sociali è apparente, i Sxrrxwland non vengono per ribadire l’ovvio ma per invitarci a riflettere ancora più attentamente su chi siamo. Separata la carne (Buone maniere…) e lo scheletro (Osso), la trilogia si conclude andando ancora più all’essenza. L’anima, per l’appunto.</p>
<p>“<em>Senza per forza voler fare Fisher</em>”, dice Vipra citando il filosofo del realismo capitalista, i Sxrrxwland sono interessati prima di tutto all’umanità. Non è scontato, se buona parte della proposta musicale mainstream sembra interessata ad altro. Anche quando parla di temi importanti come la salute mentale: «<em>Secondo me in tante canzoni viene ancora trattata male perché l’obiettivo non è curare alla fonte le cose ma semplicemente medicalizzare tutto, in nome di uno dei business più grossi al mondo, quello farmaceutico</em>». Riuscire a descrivere la malattia mentale con cura, svelandone anche le implicazioni socio-economiche, e uscendo dalla dialettica tristezza/allegria è al centro di una delle tracce più crude dell’album, nemmeno felice: «<em>La dimensione estetizzante della malattia mentale è un altro tassello della sua dimensione commerciale</em> &#8211; dice Vipra &#8211; <em>Noi abbiamo sempre cercato di comunicarla nella maniera meno glam, meno cool, e più cruda e immediata possibile. Tant&#8217;è vero che probabilmente, nonostante il nostro piccolo grande successo nell’underground, questo ha respinto chi vuole solo sentire cantare “sono depresso” perché è la buzzword della settimana</em>».</p>
<p>Il motore del progetto è sempre quello, ora forse più a fuoco che mai: analizzare la condizione umana in un tempo che la mette alla prova. Ma le tre persone che fanno Sxrrxwland non sono le stesse di 5 anni fa: «<em>Noi siamo cambiati, ovviamente, ciascuno con i suoi percorsi. Ma anche fuori sono cambiate un sacco di cose: per esempio, quel modo di esprimersi dello xanny rap e della xanny trap, quel modo di flexare il malessere è diventata una cringiata</em>», dice Vipra. Uno dei cambiamenti più importanti per il trio è stato geografico. Lo spostamento da Roma a Perugia di Osore e Tremila ha avuto un impatto nella scrittura e nella composizione. «<em>Spostandomi in una dimensione molto più rurale e campagnola &#8211; dice Tremila &#8211; ho iniziato ad apprezzare molto un’assenza di di quel tipo di stimoli invasivi e pervasivi di cui le grandi città sono piene, perché assorbite da dinamiche di mercato: alla fine sei pieno di stimoli, ma non sono stimoli spontanei e ti vengono lanciati addosso come se venissi lapidato. Ho iniziato ad apprezzare una ricerca attiva degli di quel tipo di stimoli che possono venire ad esempio dal mondo naturale, dai paesaggi mentre cammini o fai cosa nella natura</em>».</p>
<p>Questo si avverte chiaramente nel sound del disco, che si affranca dalla viscosa e uggiosa oscurità dei primi due EP, e così anche da un modo di concepire l’elettronica affine a trap e cloud rap non più consono con la loro ricerca (e probabilmente con il nostro tempo), avvicinandosi semmai a drum’n’bass e chiptune. Ma con un punto di vista decisamente diverso dall’orizzonte metropolitano di entrambi i generi. «Nelle città è tutto molto claustrofobico, ci sono i palazzi alti e questo toglie la prospettiva sia a livello concettuale che a livello visivo &#8211; dice Osore &#8211; Questo mi ha aiutato molto a staccarmi dalla realtà di internet. Sei nel presente, e come parli, come interagisci e come ti comporti sono le cose più importanti. Avevo una precisa intenzione di esacerbare il contrasto tra i contenuti di Gio con questa musica un po’ frenetica, anche molto fisica, sincopata, ballabile. Perché con la testa ragioni su certe cose ma le senti pure col cuore e con il corpo».</p>
<p>I Sxrrxwland hanno seguito la loro strada per arrivarci, cercando di farsi influenzare il meno possibile dall’ascolto di altra musica, e cercando conforto semmai creando da soli: «Quando senti bisogno di quel tipo di sostegno che ti può dare la musica alle volte è bello sedersi a un piano o a un sintetizzatore e cercare tu di creare quella cosa che ti serve per comprendere cosa stai passando», dice Tremila.</p>
<p>I Sxrrxwland, insomma, provano a dimostrarci che fare musica è ancora una delle cose più divertenti e soddisfacenti che esistano, se ci si prende il tempo di farla per davvero e non ci si concentra solo sul risultato. Per questo, l’avvento della cosiddetta AI generativa e le canzoni create da prompt li lasciano scettici: «<em>Te perdi il bello de fa’ musica! Cioè, se ti piace fare musica dovrebbe essere non per il risultato ma perché ti piace il processo, che è la cosa che arricchisce te prima di tutto come artista</em>». Recuperare questo senso del gioco nel fare musica, di fronte all’attenzione per i numeri (tristemente diffusa anche nel pubblico) è importante.</p>
<p>A proposito di gioco, non solo nei titoli e nei concept di alcuni brani (kurushi, gioco per PS1; speedrun) ma nel sound design di molti beat si avverte l’influenza dei videogame, <a href="https://www.dlso.it/site/2024/04/02/video-game-music-eredita/" target="_blank" rel="noopener">un nostro pallino</a>. Per questo ho chiesto di consigliare ai lettori di DLSO tre colonne sonore particolarmente belle e memorabili per i Sxrrxwland: <em>Pokémon argento</em> (OST di Junichi Masuda); <a href="https://christopherlarkin.bandcamp.com/album/hollow-knight-original-soundtrack" target="_blank" rel="noopener"><em>Hollow Knight</em></a> (musica di Christopher Larkin) e <a href="https://tobyfox.bandcamp.com/album/undertale-soundtrack" target="_blank" rel="noopener"><em>Undertale</em></a> di Toby Fox. E non è difficile da questi tre capolavori trovare molecole musicali arrivate fino ad Anima macchina.</p>
<p>Insomma, l’importanza di questo ritorno dei Sxrrxwland sta anche nel ricordarci <strong>come si può fare musica</strong>: non con un moodboard di artisti internazionali da imitare, ma con voglia di sperimentare, lasciarsi condizionare da esperienze diverse dalle conversazioni online e dalla bulimia discografica, trovare una propria voce. E le<strong> ispirazioni</strong>, se ci sono, seguiranno strade oblique.<a href="https://usedcvnt.bandcamp.com/track/they-called-me-violet" target="_blank" rel="noopener"><em> They called me Violet</em> </a>di <strong>usedcvnt</strong>, per esempio, è stata spesso in rotazione per Vipra, ma non ha definito il suono di Anima macchina, semmai è entrata in consonanza con il suo mood brillante, profondamente ritmico. Oppure, la canzone <a href="https://usedcvnt.bandcamp.com/track/they-called-me-violet" target="_blank" rel="noopener">Kinko’s field trip 2006</a> di underscores, che aprendosi con la cantilena “never have I ever” ha ispirato l’incipit di blessami, come spiega Vipra: «<em>Volevo iniziare anche io con una filastrocca e ho pensato a “maledetto il diavoletto che ci ha fatto litigare”, ma questa è solo una suggestione. Io non capisco gli artisti che invece si vantano di definirsi la versione italiana di un altro artista americano. Ma sii te stesso!</em>».</p>
<p>Nella sua unicità e familiarità insieme, nel trattare temi noti ma ancora non del tutto compresi, la nuova musica di Sxrrxwland spazza ogni possibile equivoco: non vuole ribadire lo status quo. Un insegnamento che qualche collega dovrebbe tenere a mente. «<em>Come nella scena famosa di American Psycho, con Hip To Be Square di Huey Lewis And The News che cantano di quanto sia bello essere inquadrati all&#8217;interno del sistema, così oggi vale per il rap che è diventato &#8211; o forse è sempre stato &#8211; una musica di destra. In Italia è diventato la musica di un certo substrato culturale sempre più ampio, fortemente misogino, razzista, omofobo, che crede nella sopraffazione come valore e nel successo economico come unico metro di misurazione di una vita umana. Propagandare che i giovani pensino questo e che questa sia l&#8217;unica cosa cool è mega pericoloso</em>».</p>
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<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/reel/C7tqd3noVBq/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Sorrowland (@sxrrxwland)</a></p>
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<p><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script></p>
<p>Nel disco in effetti i tre sembrano prendersela con l’industria musicale, ma l’interesse è tutt’altro che polemico. Come in essere Britney, una critica al pop, certo. Ma per il trio domandarsi cosa renda tale un artista, cosa lo faccia amare dal pubblico, non è un esercizio estetico o una frecciata fine a sé stessa: è, di nuovo, questione di umanità. «<em>Britney Spears è stata un&#8217;icona per tutta una serie di motivi, anche fortuiti, casuali, dovuti al momento storico: per cui si può creare un successo a tavolino, ma fino a un certo punto. Poi c&#8217;è una parte ineffabile. Ci puoi mettere tutti i conti a tavolino, tutti gli studi di marketing, tutto quello che vuoi, ma quel gene folle, quel divino o come c***o lo vuoi chiamare resta comunque</em>».</p>
<p>Il ritorno dei Sxrrxwland, insomma, è importante perché ci ricorda di cercare prima di tutto l’unicità, l’empatia, quello che ci rende più simili ad esseri umani che non a macchine. Che è anche l&#8217;idea di Anima macchina: questo fatto che tutti gli esseri umani abbiano “lo stesso difetto di fabbrica”, come dice l’omonima title-track. Quale difetto? «<em>Il porsi questa domanda</em>”, conclude Vipra. Scacco matto. Il presente suona come Anima macchina. E se proprio dobbiamo immaginare un futuro, facciamolo godendo del tragitto unico di una band che dalla sottocultura e dagli angoli meno pop di internet è arrivata a rivendicare uno spazio di culto non solo digitale: il concerto al Fabrique di Milano in programma il 5 dicembre ce lo farà vedere.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Anima Macchina" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/1PGQhh1dihyATc0TXieDKQ?si=lgfIi5nVRuCka007iRiQag&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>La playlist dei Delicatoni per prepararti al Gisira Fest</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/06/01/delicatoni-playlist-gisira-fest/</link>
		<pubDate>Sat, 01 Jun 2024 10:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[delicatoni]]></category>
		<category><![CDATA[guida festival estate 2024]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="576" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/Delicatoni-@bax.bunni_-1024x576.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/Delicatoni-@bax.bunni_-1024x576.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/Delicatoni-@bax.bunni_-768x432.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/Delicatoni-@bax.bunni_-770x433.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/Delicatoni-@bax.bunni_-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/Delicatoni-@bax.bunni_-385x217.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/06/Delicatoni-@bax.bunni_.jpg 1200w" /><p>Tra<a href="https://www.dlso.it/site/2024/05/22/guida-migliori-festival-estate-2024/" target="_blank" rel="noopener"> i festival più affascinanti di quest&#8217;estate</a> c&#8217;è sicuramente il <strong>Gisira Fest</strong> che proprio in questi giorni sta facendo da colonna sonora alle giornate assolate e alle notti di luna sull&#8217;incantevole Isola di Ortigia.</p>
<p>Domani il festival ospiterà i <strong>Delicatoni</strong>, un progetto che seguiamo <a href="https://www.dlso.it/site/2022/06/15/under-the-radar-maggio-2022/" target="_blank" rel="noopener">dagli esordi</a> perché ci colpisce la cura e l&#8217;eleganza del loro modo di fare musica. Per prepararci all&#8217;evento, ci siamo fatti confezionare proprio dalla band una playlist di avvicinamento al loro mondo e alle loro influenze artistiche.</p>
<p>Si svela <em>delicatamente</em> nelle prossime pagine.</p>
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		<title>Gli ascolti fondamentali di Crystal Murray</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/05/27/crystal-murray-ascolti-fondamentali/</link>
		<pubDate>Mon, 27 May 2024 14:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Crystal Murray]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n.jpg 1200w" /><p>Ben quattro anni fa, in occasione dell&#8217;uscita del suo EP di debutto, ti chiedevamo di tenere gli occhi ben aperti su Crystal Murray, artista neo-soul parigina che ora si appresta a pubblicare il suo primo album. SAD LOVERS AND GIANTS uscirà il prossimo venerdì e lei lo definisce come un racconto di maturità, un viaggio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2024/05/27/crystal-murray-ascolti-fondamentali/">Gli ascolti fondamentali di Crystal Murray</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/05/432782508_807139104561451_2091615983516664767_n.jpg 1200w" /><p>Ben <a href="https://www.dlso.it/site/2020/07/22/crystal-murray-collezione-di-dischi/" target="_blank" rel="noopener">quattro anni fa</a>, in occasione dell&#8217;uscita del suo EP di debutto, ti chiedevamo di tenere gli occhi ben aperti su <strong>Crystal Murray</strong>, artista neo-soul parigina che ora si appresta a pubblicare il suo primo album.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/HLkMQaXHeeU?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="Crystal Murray - Boss | A COLORS SHOW"></iframe></div>
<p>SAD LOVERS AND GIANTS uscirà il prossimo venerdì e lei lo definisce come un racconto di maturità, un viaggio attraverso stati d&#8217;animo differenti e contraddittori. Un album ibrido sia emotivamente che musicalmente.<br />
Noi non vediamo l&#8217;ora di lasciarci stupire da Crystal Murray e, nel frattempo, ci prepariamo alla release con una selezione dei suoi ascolti fondamentali che ci diranno di più del suo background sonoro.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/P5mOxEdbId8?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="Crystal Murray - Air (Live From Studio Pigalle)"></iframe></div>
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		<title>5 brani per conoscere gli Yosh Whale</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/04/24/yosh-whale-5-brani/</link>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 14:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[yosh whale]]></category>
		<category><![CDATA[Yosh Whale - Woody]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="742" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/YoshWhale_foto2-1024x742.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/YoshWhale_foto2-1024x742.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/YoshWhale_foto2-768x557.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/YoshWhale_foto2-770x558.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/YoshWhale_foto2-20x14.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/YoshWhale_foto2-385x279.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/YoshWhale_foto2-1540x1116.jpg 1540w" /><p>Sugli Yosh Whale avevamo messo una Puntina un mesetto fa quando con Woody ci avevano spettinato, inaspettatamente, tutti i sentimenti. Così quando è finalmente uscito il loro album &#8220;A Mezz&#8217;Aria&#8221; per peermusic ITALY, pensavamo di essere più o meno pronti a farci sconvolgere ancora, ma traccia dopo traccia il loro turbinìo, musicale ed emotivo, ci&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="742" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/YoshWhale_foto2-1024x742.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/YoshWhale_foto2-1024x742.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/YoshWhale_foto2-768x557.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/YoshWhale_foto2-770x558.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/YoshWhale_foto2-20x14.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/YoshWhale_foto2-385x279.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/YoshWhale_foto2-1540x1116.jpg 1540w" /><p>Sugli <strong>Yosh Whale</strong> avevamo messo <a href="https://www.dlso.it/site/2024/03/20/puntine-138-canzoni-da-ricordare/" target="_blank" rel="noopener">una Puntina</a> un mesetto fa quando con <em>Woody</em> ci avevano spettinato, inaspettatamente, tutti i sentimenti.<br />
Così quando è finalmente uscito il loro album &#8220;<a href="https://open.spotify.com/album/2AxIbv9AnMbxnMn0V4teIM?si=MVfjnWeiRQiJ9q2-uLLFRw" target="_blank" rel="noopener"><em>A Mezz&#8217;Aria</em></a>&#8221; per peermusic ITALY, pensavamo di essere più o meno pronti a farci sconvolgere ancora, ma traccia dopo traccia il loro turbinìo, musicale ed emotivo, ci ha travolti totalmente, prima ancora che ce ne accorgessimo.<br />
Ci siamo ritrovati a mezz&#8217;aria, sospinti da un tornado che centrifuga impeto, grigiore e luce, UK garage, elettronica e folk.</p>
<p>Di cosa sono capaci gli Yosh Whale, puoi scoprirlo schiacciando play al video qui sotto, ma non prima di aver preso un paracadute (e ascoltato i loro brani fondamentali).</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/SC7PXh-Yo2k?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="La La Per Cadere - A Mezz&#39;Aria short film"></iframe></div>
<p><strong>1. Mk.gee &#8211; Candy</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Candy" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6TeJroHNM4rXP4GluTvKXV?si=d4c22917cd9c4215&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Mk.gee è un artista che ci ha folgorato. Le scelte compositive e di suono sono uniche, la voce graffiante e le sue melodie restano nascoste nel resto del sound e spesso sembrano diventare parti strumentali accompagnando soprattutto con la chitarra. Questo pezzo è diventato un&#8217;ossessione e lo ascoltiamo almeno due volte al giorno. Ci rivediamo tantissimo soprattutto nelle melodie vocali.</p>
<p><strong>2. Frank Ocean &#8211; Nights</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Nights" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7eqoqGkKwgOaWNNHx90uEZ?si=a0461d2801004b23&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Questo pezzo è un grande viaggio. Tutto il disco ma soprattutto questo pezzo ha delle vibes uniche. Forse la cosa più bella è il carattere quasi magico e metafisico del testo. Partendo da esperienze di vita e ricordi, tutto il suo testo diventa un sogno nella notte. Questo carattere sognante ci piace. Ci rivediamo molto in questa tecnica di scrittura. Le parti che ci fanno volare di più sono al minuto 3:30 e 4:30.</p>
<p><strong>3. Dijon &#8211; Many times</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Many Times" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/63EUqnpcphhZh8SbXagArw?si=6b557531329b4978&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Si può dire che nell’ultimo periodo abbiamo ascoltato questo pezzo e il disco “absolutely” continuamente. In realtà varrebbero tutti i brani di questo disco. Ci ha colpito la verità che la sua musica trasmette. Ascoltandolo sembra di essere lì con loro, è impressionante. Ci piace tutto, davvero tutto di questo disco, ogni singola cosa.</p>
<p><strong>4. altopalo &#8211; frenemy</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: frenemy" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0WjXHLpJvYvz1OafueyXJ6?si=7f7e6036927c47a1&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Di questo brano ci ha rapiti l’immediatezza con la quale si può cogliere sia la naturalezza e organicità del sound che il lavoro elettronico. Sembra davvero una commistione perfetta tra il suono “da band” tradizionale e un lavoro incessante di ricerca sonora. Rispecchia proprio il nostro approccio quando lavoriamo su pezzi nuovi.</p>
<p><strong>5. Bon Iver &#8211; Naeem</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Naeem" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0XOsqpvDLx0FhizUCqwSNf?si=d0582aeb6e2c4951&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Bon Iver ci ha cresciuti nella musica e nelle emozioni. Il suo pathos è talmente forte che quando lo si ascolta è disarmante. Abbiamo<br />
scelto Naeem solo come esempio, ma davvero la sua discografia è un cardine fondamentale nella crescita personale di tutti noi. Le lacrime ai suoi concerti sono un pegno da pagare per una catarsi emotiva.</p>
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		<title>Gli ascolti fondamentali di Sissi</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2024/04/18/sissi-ascolti-fondamentali/</link>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2024 11:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Sissi]]></category>
		<category><![CDATA[sissi ascolti fondamentali]]></category>
		<category><![CDATA[sissi mezzo amore]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="576" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/Sissi-1024x576.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/Sissi-1024x576.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/Sissi-768x432.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/Sissi-770x433.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/Sissi-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/Sissi-385x217.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2024/04/Sissi.jpg 1200w" /><p>È da quando è uscita che non smettiamo di cantarla. &#8220;Mezzo Amore&#8221; è la hit irresistibile con la quale Sissi ha deciso di fare il suo ritorno dopo due anni di silenzio: scritta con Marcello Grilli e Walter Coppola, questa canzone ha la formula perfetta per prendersi al 100% il nostro amore. Ci sentiamo dentro&#8230;</p>
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&#8220;Mezzo Amore&#8221; è la hit irresistibile con la quale <strong>Sissi</strong> ha deciso di fare il suo ritorno dopo due anni di silenzio: scritta con Marcello Grilli e Walter Coppola, questa canzone ha la formula perfetta per prendersi al 100% il nostro amore.<br />
Ci sentiamo dentro echi di <strong>SZA</strong> e <strong>Ariana Grande</strong>, ma soprattutto una vocalità straordinaria che irrompe dietro un&#8217;attitudine fragile e, quando esplode, riesce ad essere davvero travolgente.</p>
<p>Proprio mentre la cantavamo a squarciagola ci chiedevamo, chissà cosa canta Sissi, a parte le sue canzoni: quali sono i suoi dischi preferiti, gli ascolti fondamentali del suo percorso artistico?<br />
Ce li ha confessati qui, nelle prossime pagine.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="878" src="https://www.youtube.com/embed/PYVhVbew3lw?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen title="Sissi - Mezzo Amore"></iframe></div>
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		<title>Gli album ok secondo okgiorgio</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/12/21/okgiorgio-album/</link>
		<pubDate>Thu, 21 Dec 2023 10:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[okgiorgio]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="774" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd-774x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd-774x1024.jpg 774w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd-768x1017.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd-770x1019.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd-20x26.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd-385x510.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd-1540x2039.jpg 1540w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd.jpg 1547w" /><p>okgiorgio ha messo fuori un EP molto ok. Con 5 tracce labirintiche che si perdono tra sample vocali, chitarre sballate e synth scintillanti, il musicista e producer bergamasco arriva sul finire del 2023 con uno dei progetti più convincenti e ben confezionati di quest&#8217;anno. Lo mettiamo qui sotto per offrirti la musica migliore su cui&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2023/12/21/okgiorgio-album/">Gli album ok secondo okgiorgio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="774" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd-774x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd-774x1024.jpg 774w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd-768x1017.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd-770x1019.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd-20x26.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd-385x510.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd-1540x2039.jpg 1540w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/12/689378a6-0356-ca4d-c346-d33fdaef4fdd.jpg 1547w" /><p><a href="https://www.instagram.com/okgiorgio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>okgiorgio</strong></a> ha messo fuori un EP molto ok.</p>
<p>Con 5 tracce labirintiche che si perdono tra sample vocali, chitarre sballate e synth scintillanti, il musicista e producer bergamasco arriva sul finire del 2023 con uno dei progetti più convincenti e ben confezionati di quest&#8217;anno.</p>
<p>Lo mettiamo qui sotto per offrirti la musica migliore su cui sfrenarti in questi giorni di festa. Prima, però, leggi quali sono<strong> gli album preferiti di Giorgio</strong>, in una<strong> classifica di gradimento che va da ok a okokokokok</strong>.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: ok" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/1w7C8fTWGQu5QhHdS5B7pi?si=o7PQ3RxWQ2GBDKsx1r1QkQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>ok: Ryuichi sakamoto &#8211; playing the piano 12122020</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Playing the Piano 12122020" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/5RRib8eRMf8OthdvJX26iU?si=JdFiDCHzT4eOKiTVpcN6Iw&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
È il disco che ho ascoltato di più quest’anno, è abbastanza ipnotico e ringrazio il mio amico Daniele per avermi fatto scoprire il brano “andata”.</p>
<p><strong>okok: Burial &#8211; untrue</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Untrue" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/1C30LhZB9I48LdpVCRRYvq?si=wqCxwX8YRbSnt7jhMZaIrw&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Non mi ritengo un cultore della musica elettronica e infatti questo disco l’ho scoperto solo quattro anni fa, al primo ascolto capisci però tutto ciò che è successo nei 10 anni successivi all’uscita. Masterpiece.</p>
<p><strong>okokok: Radiohead &#8211; ok computer</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: OK Computer" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/6dVIqQ8qmQ5GBnJ9shOYGE?si=rO4SWKYORP60Ninpv1smGA&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Lo metto un po’ per il meme e un po’ perché ovviamente ovviamente è un capolavoro di sperimentazione. Non ha senso parlarne in poche righe.</p>
<p><strong>okokokok: Lucio Battisti &#8211; emozioni</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Emozioni" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/6C91Sp5eJ1LPEFuSoEf5vw?si=NwjUtJScTkukdxDsHAgKdA&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
Questo disco lo metto tra i miei preferiti sia per i brividi che mi trasmette ogni volta, sia perché è l’esempio più lampante di come l’italiano possa essere una lingua super musicale senza cercare di essere esterofili cercando l’inglesismo per suonare bene. Grazie Lucio tvb</p>
<p><strong>okokokokok: Bon Iver &#8211; 22, a million</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: 22, A Million" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/4bJCKmpKgti10f3ltz6LLl?si=NcbgiKK0RDuFhDH9cEzfqg&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
La sensazione che mi ha lasciato questo disco- la prima volta che l’ho ascoltato- di essere il disco più bello che io abbia mai sentito, è rimasta negli anni. L’ho consumato, forse anche troppo.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2023/12/21/okgiorgio-album/">Gli album ok secondo okgiorgio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Musica e architettura: conversazione tra Golden Years e Bianca Felicori</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/11/22/golden-years-era-spaziale-architettura/</link>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2023 14:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[bianca felicori]]></category>
		<category><![CDATA[golden years]]></category>
		<category><![CDATA[golden years era spaziale]]></category>

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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2023/11/22/golden-years-era-spaziale-architettura/">Musica e architettura: conversazione tra Golden Years e Bianca Felicori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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Le strutture solide sono uno sfondo sfocato mentre ci muoviamo liquidi, frenetici e sempre più inafferrabili.<br />
È da questa prospettiva che nasce l&#8217;<em>Era Spaziale</em> di<strong> Golden Years</strong>, un EP che trova nell&#8217;architettura e, in particolare nella<em> space age</em>, la chiave perfetta per veicolare la sua idea musicale.<br />
Ripensare le forme e gli spazi precostituiti in nome di una visione fluida e libera è ciò che accomuna il sentimento architettonico dell&#8217;era spaziale all&#8217;intento del producer romano di intrecciarsi agli artisti ospitati nel progetto con un&#8217;attitudine che si affranca da linee di demarcazione troppo nette.<br />
Il risultato è un&#8217;architettura musicale in cui, sebbene sia evidente il touch del producer, ogni elemento presente al suo interno riesce a esprimere la sua personalità: <strong>Drast</strong> e <strong>Giorgio Poi</strong> in &#8220;Fantastico&#8221;, <strong>Bais</strong> e <strong>Laila Al Habash</strong> in &#8220;Hotel&#8221;, <strong>Joan Thiele</strong> ed <strong>Ele A</strong> in &#8220;Verdad&#8221;, <strong>Franco 126</strong> e<strong> Nayt </strong>in &#8220;Surreale&#8221; e <strong>Angelica</strong> in &#8220;Flash&#8221;.</p>
<p>Anche da un punto di vista strettamente visivo, la componente architettonica ha giocato un ruolo fondamentale al racconto del progetto: le foto e le copertine che hanno accompagnato l&#8217;uscita dei singoli e dell&#8217;EP stesso sono state frutto di un lavoro sinergico tra <strong>Golden Years, Blue Chips Studio</strong> e <strong>Bianca Felicori</strong> di<strong> Forgotten Architecture</strong> per lo scouting di location space age quali il Teatro Regio di Carlo Mollino e la casa-studio di Ezio Gribaudo.</p>
<p>A tal proposito, ci siamo fatti raccontare meglio proprio da Pietro e da Bianca Felicori questa connessione tra musica e architettura.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: ERA SPAZIALE" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/3AztwxyKcHjKxWFLMzuP8D?si=JECaYpsiTIS2GfJGOHpQLA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>5 brani per conoscere Yoniro e toccare il Paradiso</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/11/17/yoniro-5-brani/</link>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 15:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[yoniro]]></category>
		<category><![CDATA[yoniro heavens]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="507" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/11/Yoniro-credits-Silvio-Deiaco-1-1-1024x507.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/11/Yoniro-credits-Silvio-Deiaco-1-1-1024x507.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/11/Yoniro-credits-Silvio-Deiaco-1-1-768x380.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/11/Yoniro-credits-Silvio-Deiaco-1-1-770x381.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/11/Yoniro-credits-Silvio-Deiaco-1-1-20x10.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/11/Yoniro-credits-Silvio-Deiaco-1-1-385x191.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/11/Yoniro-credits-Silvio-Deiaco-1-1-1540x762.jpg 1540w" /><p>Oggi esce il nuovo EP di YONIRO, H e a v e n s, anticipato dai singoli Oh boy e Paradise con i quali avevamo avuto modo di pregustare le due anime del progetto: una onirica e rarefatta, l&#8217;altra corporea e pulsante. Entrambe si fanno strada verso il paradiso in queste cinque tracce che trasudano&#8230;</p>
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<p>A questo punto facciamoci anche noi strada verso questa dimensione eterea, lasciando che <strong>Yoniro</strong> ci accompagni attraverso la sua selezione paradisiaca di brani fondamentali.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: H e a v e n s" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/4xxIEq6v4kHR6FTuP21MiY?si=YhF76nDOQkeDdbrlG2K_4w&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<div>&#8220;<em>Cinque brani tra quelli dei miei artisti preferiti, cinque brani che mi hanno ispirata e fatto desiderare di rimanere nella luce, cinque brani con vibrazioni potenti e positive. Cinque brani per toccare il Paradiso</em>”.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<div><b>1. Donna Missal &#8211; (TO ME) YOUR FACE IS LOVE</b></div>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: (to me) your face is love" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0rMmfE1Cblk78IC48wxT5i?si=786fc9ef92044e1f&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<div>Questo brano di Donna, prodotto da Sega Bodega, è secondo me uno dei pezzi più belli degli ultimi anni. È stata una reference fondamentale per sviluppare il mio sound. La lirica è molto profonda ed intrisa di simbologia della Luce.</div>
<div></div>
<div><b>2. Eartheater &#8211; CRUSHING</b></div>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Crushing" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6BPwBHxjmavFAyMrLQgQYd?si=f4e44a33313047f2&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<div>Eartheater è una delle artiste che più stimo in assoluto. Il suo ultimo album contende il primo posto nel mio cuore per album migliore dell’anno insieme a Raven di Kelela. Profonda fonte di ispirazione e sorella dell’intellectual swag. Riesce, tra ciò che appare e ciò che ci fa ascoltare, a creare il contrasto perfetto per farmi vedere i dettagli della realtà: me la immagino così la Verità che un’artista può regalare.</div>
<div></div>
<div><b>3. Kelela &#8211; WASHED AWAY</b></div>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Washed Away" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/1o6heh4aefLv3GJYjtfLa6?si=4b1228bc5b6a48d1&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<div>Questa è la mia Stairway to Heaven. Ogni volta che perdo la strada per il mio luogo di pace mi basta fare play e questo brano mi trasporta in una dimensione morbida e luminosa.</div>
<div></div>
<div><b>4. Lana Del Rey &#8211; SAY YES TO HEAVEN</b></div>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Say Yes To Heaven" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6GGtHZgBycCgGBUhZo81xe?si=1ab46fad6e424b4f&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<div>Lana Del Rey è la mia rockstar del cuore. Le sue canzoni sono sempre state cronologicamente legate al mio percorso personale e artistico. Sarà una specie di incantesimo. Infatti, mentre lavoravo ad Heavens, lei ha tirato fuori questa track angelica.</div>
<div></div>
<div><b>5. Vangelis &#8211; ASK THE MOUNTAINS</b></div>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Ask the Mountains" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7nnRf1iHM8G8WTVrnkWkbv?si=6b3d3014d89e436e&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<div>Vangelis è un altro artista che mi sta molto a cuore. Uso questa traccia da quando eravamo in piena pandemia, ogni volta che voglio sentirmi cullata dall’energie universali ;)</div>
</div>
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			</item>
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		<title>5 brani per conoscere Il Mago del Gelato</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/11/02/il-mago-del-gelato-brani/</link>
		<pubDate>Thu, 02 Nov 2023 14:49:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[il mago del gelato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.dlso.it/site/?p=134110</guid>
		<description><![CDATA[<img width="1024" height="682" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/11/4A_00951-2-1024x682.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/11/4A_00951-2-1024x682.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/11/4A_00951-2-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/11/4A_00951-2-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/11/4A_00951-2-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/11/4A_00951-2-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/11/4A_00951-2.jpg 1400w" /><p>Ci piacciono i gelati, ci piacciono le colonne sonore, ci piacciono le magie. Ed è ovvio che ci piaccia Il Mago del Gelato con il suo cinematografico EP &#8220;Maledetta quella notte&#8221; che risente dell&#8217;affascinante atmosfera beat degli anni &#8217;60 e delle soundtrack indimenticabili composte da Piero Piccioni, Ennio Morricone, Armando Trovajoli. Assieme al gusto beat,&#8230;</p>
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Ed è ovvio che ci piaccia <strong>Il Mago del Gelato</strong> con il suo cinematografico EP &#8220;Maledetta quella notte&#8221; che risente dell&#8217;affascinante atmosfera beat degli anni &#8217;60 e delle soundtrack indimenticabili composte da Piero Piccioni, Ennio Morricone, Armando Trovajoli.<br />
Assieme al gusto beat, nella gelateria magica si assaporano anche il jazz, la fusion, un funk caldamente mediterraneo ed un&#8217;eterogeneità di influenze che siamo proprio qui per scoprire attraverso i 5 brani fondamentali della band.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Maledetta Quella Notte" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/53rZDVzeELEDGg9XSfoYym?si=dbma1jMZQC-EOgLXjRHrDA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>1. Ornella &#8211; Armando Trovajoli</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Ornella - From Vedo nudo" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/1MAPtjVErGTqDv2a5YRzMs?si=f67f9a48ee5f478c&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Un viaggio onirico attraverso i paesaggi sonori della musica per film italiana.</p>
<p>Il lirismo e la cantabilità dei temi, il particolare suono dell&#8217;organetto, gli arrangiamenti e l&#8217;utilizzo di strumenti provenienti dalla cultura popolare ci hanno sempre ispirato e sono una parte fondamentale del nostro bagaglio culturale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2. L&#8217;eroe di plastica &#8211; Tony Esposito </strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: L&apos;eroe di plastica" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2M4F4r5O03F4oPFhanZPcG?si=f7a59f5a3fb84aae&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Gli strumenti e la musica della tradizione popolare si uniscono a suoni elettronici e moderni.</p>
<p>Una ricerca che travalica il confine tra contemporaneità e ispirazioni lontane nel tempo; è una forma di sperimentazione che condividiamo da sempre e si manifesta nella eterogeneità delle nostre composizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3. Fela Kuti &#8211; alu jon jonki</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: ALU Jon Jonki Jon" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0H6tR2ta9eBKWuVnXgRhaa?si=f017f96172f44f6e&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Il cuore ritmico de Il Mago del gelato è sempre stato connesso al mondo della musica afrobeat.</p>
<p>Fela Kuti e Tony Allen hanno influenzato in maniera permanente le nostre sonorità. La loro è una musica spontanea, coinvolgente, crea un legame spirituale tra il pubblico e i musicisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>4. Casiopea &#8211; Time limit</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: タイム・リミット" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0MaM0yE9EdQEJwDfs6EAZ9?si=0ecf2c9e9fe84069&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Time limit è energico ed esuberante: esattamente come i musicisti che compongono questa storica band giapponese, i Casiopea. Le loro sonorità anni 80 hanno influenzato profondamente alcune nostre composizioni, ci trasmettono la gioia di suonare insieme e divertirsi anche sfidando i propri limiti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>5. Butterfly &#8211; Herbie Hancock</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Butterfly" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2YQBDxMbQbOsdXixdL4ZyE?si=f475d0b6c1864eee&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>L&#8217;atmosfera rarefatta di questo brano ci trasporta in una dimensione ermetica, essenziale ed elegante.</p>
<p>Un riferimento assoluto da cui prendiamo ispirazione, un brano che abbiamo ascoltato senza sosta e che fa parte delle fondamenta comuni a tutti i musicisti della band. Un classico senza tempo, esempio di stile e gusto musicale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le parole di Lüzai</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/10/10/luzai-parole-fondamentali/</link>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 10:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[luzai]]></category>
		<category><![CDATA[luzai uzay]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/Lüzai-Uzay-Photopress-03-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/Lüzai-Uzay-Photopress-03-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/Lüzai-Uzay-Photopress-03-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/Lüzai-Uzay-Photopress-03-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/Lüzai-Uzay-Photopress-03-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/Lüzai-Uzay-Photopress-03-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/Lüzai-Uzay-Photopress-03-1-1540x1027.jpg 1540w" /><p>Nell&#8217;universo semantico di Lüzai la parola che fa da cassetto a tutte le altre è quella che dà il nome al suo nuovo EP, Uzay, che in turco vuol dire &#8220;spazio&#8221; e, nel linguaggio dell&#8217;artista di origine camerunense, assume il significato di luogo delle emozioni. Qui dentro, convivono tutte le keywords del suo ultimo lavoro&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/Lüzai-Uzay-Photopress-03-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/Lüzai-Uzay-Photopress-03-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/Lüzai-Uzay-Photopress-03-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/Lüzai-Uzay-Photopress-03-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/Lüzai-Uzay-Photopress-03-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/Lüzai-Uzay-Photopress-03-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/Lüzai-Uzay-Photopress-03-1-1540x1027.jpg 1540w" /><p>Nell&#8217;universo semantico di <strong>Lüzai</strong> la parola che fa da cassetto a tutte le altre è quella che dà il nome al suo nuovo EP, <em>Uzay</em>, che in turco vuol dire &#8220;spazio&#8221; e, nel linguaggio dell&#8217;artista di origine camerunense, assume il significato di luogo delle emozioni.<br />
Qui dentro, convivono tutte le keywords del suo ultimo lavoro e, naturalmente, gli scenari emotivi che con esso <strong>Lüzai</strong> ha voluto raccontarci.<br />
Dopo il player scopriamo le parole fondamentali che narrano le atmosfere oniriche e sofisticate di <em>Uzay</em>, spiegate dall&#8217;artista stessa.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Uzay" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/5xuSzHzYhs6ug5i6ep3Mzc?si=fTaFVrJtTUiQ0LnTJjvasw&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<h4 style="text-align: center;">/i·den·ti·tà/</h4>
<p>È una continua ricerca per me. Il lavoro che ho fatto con ‘Uzay’ nasce da questo, da un qualcosa che in realtà è anche una necessità di conoscermi meglio. Volevo<strong> identificarmi</strong> nei suoni, riconoscere il viaggio in ogni passaggio, forse per appianare un senso di non appartenenza, di estraneità frutto di altre domande che mi sono fatta in passato. È interessante pian piano scoprire quanti posti abbiamo dentro, come un test del dna, il risultato può sorprenderti.</p>
<h4 style="text-align: center;">/li·ber·tà/</h4>
<p>Penso di avere il privilegio della <strong>libertà</strong>, ma allo stesso tempo di vivere in una società che la soffoca, e non sempre la premia.<br />
Le imperfezioni che tentiamo di correggere spesso sono la nostra forza trainante. Per molto tempo ho vissuto la diversità con timore, durante la creazione di ‘Uzay’ non ho rispettato canoni. In più, alcune regole non le ho ancora imparate e questo paradossalmente mi ha avvantaggiata. Ripenso a tutto il lavoro e vedo solo la volontà di esprimere me stessa liberamente.</p>
<h4 style="text-align: center;">/spà·zio/</h4>
<p>Sono sempre stata affascinata dal <strong>cosmo</strong> nella sua accezione più spirituale: penso che non siamo soli, che tutto quello che esiste abbia una spiegazione “più grande”. Fin da piccola mi trovavi con la testa in aria per lo stupore: vedevo qualcosa, che ancora non so definire e in cui ho sempre voluto credere. Lo spazio rappresenta anche un posto vuoto per me, dove si può ancora creare tutto, dove siamo e non siamo. ‘Uzay’ in questo senso è un punto di partenza: ha risvegliato qualcosa in me e spero che possa anche essere utile a qualcun’altrə.</p>
<h4 style="text-align: center;">/a·nì·mi·ca/</h4>
<p>Credo che alcuni impulsi agiscano a livello inconscio. Alcune idee che abbiamo scattano per motivi sconosciuti, partono da qualcosa che è <strong>proprio dell’anima</strong>. ‘Uzay’ è uno di questi. È stato creato in un tempo relativamente breve, ma gravitava e cresceva dentro di me da molto più tempo.</p>
<h4 style="text-align: center;">/spèt·tro/</h4>
<p>Inteso come varietà di <strong>gradazioni cromatiche</strong>. È una parola che uso in ‘Uzay’. Penso che la specie umana sia questo: uno spettro continuo di colori, e le variazioni sono pressoché infinite. Siamo stati noi a ridurle, siamo noi a porci dei limiti. Lo scopo non è conformarsi ma accentuare le differenze, quelle che ci rendono unici.</p>
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		<title>5 beat per conoscere Orcrd</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/10/06/orcrd-beat-preferiti/</link>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2023 12:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Orcrd]]></category>
		<category><![CDATA[Thru Collected]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n.jpg 1080w" /><p>ALL OF MY DAWGS IN A BIG HOUSE è il titolo dell&#8217;esordio di Peppe Storto nel suo alias Orcrd. Il producer e membro di Specchiopaura e Thru Collected, ha pubblicato settimana scorsa per Superba Pistola (label indipendente di base a Napoli) un EP che impasta i suoni già familiari agli altri due progetti in maniera&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/10/340319410_1464579174076790_1055578575641447466_n.jpg 1080w" /><p><em>ALL OF MY DAWGS IN A BIG HOUSE</em> è il titolo dell&#8217;esordio di Peppe Storto nel suo alias <strong>Orcrd</strong>. Il producer e membro di <strong>Specchiopaura</strong> e <strong>Thru Collected</strong>, ha pubblicato settimana scorsa per Superba Pistola (label indipendente di base a Napoli) un EP che impasta i suoni già familiari agli altri due progetti in maniera ancor più sghemba e sperimentale, spingendoci a voler approfondire dal lato produzione il suo background (che ci aspettiamo riservi un bel po&#8217; di sorprese).</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: ALL OF MY DAWGS IN A BIG HOUSE" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/3afNwXf8R7bxO7LW6yCiSf?si=qwhwyDjwSPu5FBKqyc4xqQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>E quindi ecco qui le prod preferite attraverso cui puoi conoscere meglio il mondo strano di Orcrd:</p>
<p><strong>1. Buried – Shlohmo</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Buried" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0NHMqluIWYcn0z7r77XU6N?si=73fa154a7c9b4b56&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Shlohmo ha sempre dettato emozioni super precise e malinconiche, raggiungendo un ibrido perfetto tra pc music e il suonato, come chitarre elettriche molto distorte.</p>
<p><strong>2. Unsatisfied consumer – Bogdan Raczynski</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Unsatisfied Consumer" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2s43oLEiUeTrAtIYUGZBUq?si=ec930ffccae84f20&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Bogdan mi ha portato a spingermi sempre più avanti, e all’estremo, con le drums – nei suoi lavori molto frenetiche e glitchy</p>
<p><strong>3. I feel like a dog – Meat Computer</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: i feel like a dog" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5fMzsDRT8cHtZ1R9aLiYAZ?si=c9af322aebff47e3&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Meat computer è da sempre protagonista delle mie giornate. Mi ha influenzato soprattuto sul modo di scrivere rapportato al presente, riuscendo a raggiungere alti risultati anche con stili di drum semplici, quasi “trap&#8221;.</p>
<p><strong>4. Allen Page&#8217;s midnight ride – Panucci&#8217;s Pizza</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Allen Page&apos;s Midnight Ride" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2EYMmP358cUvHnTUHh8dJQ?si=2d996cb12857448c&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Da qui nasce tutto il macigno emo che mi porto dietro in ogni traccia che compongo.</p>
<p><strong>5. Blue train lines – Mount Kimbie</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Blue Train Lines" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2B2JgdhDVmueYZkyzcZ46u?si=cdbe68672b9445f0&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Mi piace a 360° tutto l&#8217;universo che gira attorno a Mount Kimbie e il modo in cui abbraccia la musica sotto mille aspetti differenti – è difficile anche solo sperare a parole quando mi ispiri profondamente.</p>
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		<title>5 brani per conoscere Sunken</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/09/28/sunken-5-brani/</link>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 11:18:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[sunken]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.dlso.it/site/?p=134035</guid>
		<description><![CDATA[<img width="1024" height="522" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/382411371_690413399775408_5761474053433013217_n-1-1024x522.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/382411371_690413399775408_5761474053433013217_n-1-1024x522.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/382411371_690413399775408_5761474053433013217_n-1-768x392.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/382411371_690413399775408_5761474053433013217_n-1-770x393.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/382411371_690413399775408_5761474053433013217_n-1-20x10.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/382411371_690413399775408_5761474053433013217_n-1-385x196.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/382411371_690413399775408_5761474053433013217_n-1.jpg 1080w" /><p>Una settimana fa Sunken ha esordito con CORE CORE, il suo primo EP pubblicato da peermusic ITALY. Nel progetto si fanno largo un desiderio scalmanato di ballare e sentire il battito cardiaco straripare dal petto, e insieme anche la voglia di fermarsi ad ascoltare quello stesso battito mentre ci si asciuga il sudore addosso. Sunken&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="522" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/382411371_690413399775408_5761474053433013217_n-1-1024x522.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/382411371_690413399775408_5761474053433013217_n-1-1024x522.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/382411371_690413399775408_5761474053433013217_n-1-768x392.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/382411371_690413399775408_5761474053433013217_n-1-770x393.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/382411371_690413399775408_5761474053433013217_n-1-20x10.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/382411371_690413399775408_5761474053433013217_n-1-385x196.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/382411371_690413399775408_5761474053433013217_n-1.jpg 1080w" /><p>Una settimana fa <strong>Sunken</strong> ha esordito con <em>CORE CORE</em>, il suo primo EP pubblicato da <strong>peermusic ITALY</strong>.<br />
Nel progetto si fanno largo un desiderio scalmanato di ballare e sentire il battito cardiaco straripare dal petto, e insieme anche la voglia di fermarsi ad ascoltare quello stesso battito mentre ci si asciuga il sudore addosso.</p>
<p><a href="https://www.instagram.com/sunkenh24/?hl=it" target="_blank" rel="noopener">Sunken</a> concepisce queste tracce, infatti, come un viaggio in cui ha racchiuso tutti gli stati d&#8217;animo assorbiti nei suoi primi mesi a Milano (città in cui si è trasferito, lasciando Altamura, la sua città natale).<br />
Insieme ai sentimenti ci ha messo anche le influenze musicali, dall&#8217;house all&#8217;EDM all&#8217;ambient, spingendoci ad approfondire proprio in questo senso il suo percorso artistico.</p>
<p>Così, dopo il player, trovi Sunken che ti racconta in 5 brani i suoi ascolti fondamentali.<br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: CORE CORE" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0yfmemd4IzrZqriCXoZv5r?si=30aT7d0_TbS3zhtAR_Zfzg&#038;utm_source=oembed"></iframe><br />
<strong><br />
1. Under your spell &#8211; Desire</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Under Your Spell" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2cSRuejq6DU9U6OkSmUw17?si=2ecdd680ef6b4761&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>La canzone che ha segnato il mio amore per le vibes retro e analogiche. Dal primo ascolto non ho mai smesso di amare le voci super reverberate e quei synth caldi e senza tempo.</p>
<p><strong>2. Love Scars &#8211; Trippie Redd</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Love Scars" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0AICBlLzFCTpUqmAbtzB2z?si=6279ac29fbd34799&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Questo singolo è stato una delle mie primissime influenze dal punto di vista vocale. Quel mix di graffiato e melodie forti su scale alte mi è rimasto per sempre impresso e influenza ancora adesso il mio stile di canto.</p>
<p><strong>3. Insane &#8211; Flume</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Insane" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/495nwEGlD0R5xQ7ZgFWLby?si=85b723cf68704733&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Il pezzo (e forse anche l’album) che mi ha fatto definitivamente innamorare della musica elettronica. Sicuramente devo a lui il mio amore per l’utilizzo dei vocal chops nelle mie canzoni.</p>
<p><strong>4. like we were the last two people on earth &#8211; Dj Poolboi</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: like we were the last two people on earth" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6Xg2AjBM9IUSPwojhCP77e?si=e2b171ff833c4b75&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Questa traccia l’ho scovata quando le canzoni nuove si scoprivano ancora attraverso i correlati su Youtube. Ho amato subito come Dj Poolboi sia stato in grado di unire la musica dance a melodie e suoni malinconici. Ho sempre continuato a cercare questo binomio anche nelle mie tracce.</p>
<p><strong>5. We might be dead by tomorrow &#8211; Soko</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: We Might Be Dead By Tomorrow" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/49A10weBfgwg4TUM3My7iv?si=acf3abec94534cb3&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Una canzone che già nel titolo racchiude tanto di quello che in qualche modo voglio trasmettere anche con la mia musica. Una base armoniosa alternata ad una voce che definirei “ferita” e che ha un unico grandissimo messaggio: domani potrebbe essere tutto finito, da un momento all’altro, quindi amiamoci oggi stesso.</p>
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		<title>LOVEBARS dalla A alla Z</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/09/27/frah-coez-lovebars-intervista/</link>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 12:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[coez]]></category>
		<category><![CDATA[frah quintale]]></category>
		<category><![CDATA[intervista a z]]></category>
		<category><![CDATA[lovebars]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="820" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/378959492_148181261681732_1904149352106410313_n-1024x820.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/378959492_148181261681732_1904149352106410313_n-1024x820.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/378959492_148181261681732_1904149352106410313_n-768x615.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/378959492_148181261681732_1904149352106410313_n-770x617.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/378959492_148181261681732_1904149352106410313_n-20x16.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/378959492_148181261681732_1904149352106410313_n-385x308.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/378959492_148181261681732_1904149352106410313_n.jpg 1080w" /><p>Abbiamo analizzato LOVEBARS dalla A alla Z.* Ad alcune domande ha risposto Frah Quintale, ad altre Coez e ad altre ancora il resto del team che ha lavorato al disco. Non vi diremo chi è chi, quello sta a voi capirlo. *L&#8217;intervista è contenuta nella rivista LVBRS di Coez e Frah, uscita contestualmente all&#8217;album, e&#8230;</p>
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Ad alcune domande ha risposto <strong>Frah Quintale</strong>, ad altre <strong>Coez</strong> e ad altre ancora il resto del team che ha lavorato al disco.<br />
Non vi diremo chi è chi, quello sta a voi capirlo.</p>
<p>*L&#8217;intervista è contenuta nella rivista LVBRS di Coez e Frah, uscita contestualmente all&#8217;album, e alla quale abbiamo collaborato.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Lovebars" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/37uJcI0dW70M5Hbg1WearN?si=vCNLd4VJQDOtCTGyPxquOA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>Album starter pack</strong><br />
I pomeriggi a casa di amici col sole che filtra tra le tapparelle, l&#8217;estate in città quando hai meno di 20 anni, guardare gli altri partire, le metro, i treni dipinti.</p>
<p><strong>Bars. Quelle che ti hanno fatto innamorare del rap</strong><br />
Sa, sa<br />
provo il microfono Never Give up<br />
cervello acceso tele spenta esplodo sul boom bap</p>
<p>Chi sono l&#8217;ho scritto con l&#8217;argento sopra un treno! Beffa colle der fomento ciao ciao odio pieno 1995</p>
<p><strong>Canzone di LB che faresti ascoltare al/alla te di 5 anni fa</strong><br />
Aspettative<br />
Terra Bruciata</p>
<p><strong>Descrivi il primo ascolto del disco con tre aggettivi</strong><br />
Fresco, profondo, avvolgente.</p>
<p><strong>Easter egg di copertina</strong><br />
Realizzata da un mito di nome Bufer, lo specchio e la location sono a casa mia (casa che sto cambiando, specchio che proverò a rubarmi).<br />
Dietro lo specchio c’è un mucchio di riviste, tra le quali si intravede pure questa che stai leggendo. E infilato nello specchio c’è lo sticker di “U Will Die”, che è il brand di magliette del Buferone.</p>
<p><strong>Fun fact dietro l’album</strong><br />
Coez mi ha picchiatooooooooo!</p>
<p><strong>Guidaci ai luoghi in cui ha preso forma il progetto</strong><br />
Napoli: un bnb vista golfo allestito a studio, faceva un freddo improponibile ma il disco lo abbiamo iniziato lì.<br />
Roma: Villa Pamphili, una mattina di primavera calda, coperta a terra e cassa bluetooth, abbiamo scritto LOVEBARS è stato come tornare adolescenti.<br />
Toscana: ricordo solo un botto di cibo.<br />
Milano: studio mio, sessioni, riunioni, bevute, ristoranti (tanti).</p>
<p><strong>Hard disk. Pesca una foto che ritrae un momento iconico legato a LB</strong><br />
(questa la trovi solo sulla rivista)</p>
<p><strong>Improvvisa l’acronimo di LOVEBARS</strong><br />
Le<br />
Onde<br />
Vanno<br />
Eternamente<br />
Basta<br />
Alzarsi<br />
Ridere<br />
Surfarle</p>
<p><strong>Joint album preferiti</strong><br />
Madvillainy &#8211; Madvillain (MF DOOM &amp; MADLIB)<br />
KIDS SEE GHOSTS (Kanye West &amp; Kid Cudi)</p>
<p><strong>Kaytranada vuole remixare una traccia. Quale vorreste?</strong><br />
Alta Marea<br />
Che colpa ne ho</p>
<p><strong>Local Heroes: quelli del tuo quartiere</strong><br />
Un writer di nome Echorn, illustratore leggendario del quale è molto molto difficile reperire materiale on line e soprattutto in pochissimi sanno dov’è e cosa fa al momento.</p>
<p><strong>Moodboard: le reference dietro al concept del disco</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-133964" src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-21.56.07.jpeg" alt="" width="1600" height="1000" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-21.56.07.jpeg 1600w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-21.56.07-768x480.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-21.56.07-1024x640.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-21.56.07-770x481.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-21.56.07-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-21.56.07-385x241.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/WhatsApp-Image-2023-08-23-at-21.56.07-1540x963.jpeg 1540w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p><strong>N cose che ti fanno pensare immediatamente a Frah e Coez</strong><br />
Estate 2017 / Inverno 2018</p>
<p><strong>Oggetti di studio. Cose immancabili durante le session di registrazione</strong><br />
La mia pennetta vaporizzatore per l&#8217;erba. Purtroppo adesso si è rotta.</p>
<p><strong>Prima emoji che descriva il mood del disco</strong><br />
l&#8217;abbraccio</p>
<p><strong>Quella volta che Frah e Coez&#8230;</strong><br />
Post comparsata al Miami 2023, fecero votare a Calcutta quale secondo lui era il miglior titolo del disco tra quelli proposti.<br />
Vinse Lovebars.</p>
<p><strong>Racconta la copertina come se fosse l’intro di un libro</strong><br />
Pomeriggi senza genitori passati a casa a fumare, ascoltare i dischi, a vaneggiare sul futuro. Tagliarsi i capelli fino a sentire la lama bollente della macchinetta scorrere sulla pelle, scrivere strofe su quanto di sbagliato questo mondo ci aveva insegnato, su quanto certi rapporti siano difficili, su tutte quelle cose che a scuola non avevamo imparato e che un giorno, senza saperlo ci sarebbero arrivate dritte in faccia. Non bastava uno specchio per controllare se stavamo bene, serviva avere qualcuno vicino che ti dicesse la verità. E bisognava fidarsi l&#8217;uno dell&#8217;altro come fanno due fratelli.</p>
<p><strong>Se Lovebars fosse un film</strong><br />
Scemo è più scemo.</p>
<p><strong>Titoli scartati</strong><br />
Me li tengo da parte perché non si sa mai.</p>
<p>Mi pare su &#8220;Aspettative&#8221; abbiamo scartato &#8220;Per sempre&#8221; e &#8220;Binario parallelo&#8221;</p>
<p><strong>Un ricordo legato al making of del disco</strong><br />
Quella mattina a Villa Pamphili a Roma è stato un momento da ricordare.</p>
<p>A Villa Pamphili quando abbiamo scritto LOVEBARS.</p>
<p><strong>Verso di LB che ti fa scappare la lacrimuccia</strong><br />
E se mi scappa da piangere io che colpa ne ho // Io che colpa ne ho (&amp;) Facciamo bungee jumping // Ti sembra il caso, dai ormai siamo grandi // o forse sono solo io che sbaglio // fuori dalla tua porta i miei bagagli.</p>
<p><strong>What a duo! Album in collaborazione dei sogni</strong><br />
Tyler, The Creator &amp; A$AP Rocky</p>
<p><strong>X : Frah &amp; Coez = Y : Jay-Z &amp; Kanye West</strong><br />
X= &#8220;Non si vince da soli ma ci si allea&#8221;<br />
Y= Jay is chillin&#8217; (Uh), Ye is chillin'(Uh). What more can I say?</p>
<p><strong>YouTube. Il video musicale che più si avvicina al concetto di amore</strong></p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="878" src="https://www.youtube.com/embed/T7Fy5w2klbg?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen title="Pharoahe Monch - Simon Says [High Quality]"></iframe></div>
<p><strong>Zaino. Cosa portarsi al Lovebars tour</strong><br />
La mia Pennetta vaporizzatore per l’erba (funzionante)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le parole di BLUEM</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/09/22/bluem-parole/</link>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 10:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Bluem]]></category>
		<category><![CDATA[bluem nou]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="436" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1-1024x436.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1-1024x436.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1-768x327.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1-770x328.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1-20x9.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1-385x164.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1-1540x656.jpg 1540w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1.jpg 1554w" /><p>Il vocabolario che BLUEM ha scelto per raccontare la sua musica raccoglie un lessico antico, inevitabilmente specchio della tradizione sarda di cui è figlia, ma allo stesso tempo registra la natura mutevole del tempo e ne accoglie, dunque, i neologismi, il parlato vivo e le infinite contaminazioni che interessano il linguaggio, sia esso meramente inteso&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="436" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1-1024x436.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1-1024x436.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1-768x327.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1-770x328.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1-20x9.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1-385x164.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1-1540x656.jpg 1540w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/BLUEM_foto-di-Valeria-Cherchi-3-1.jpg 1554w" /><p>Il vocabolario che <strong>BLUEM</strong> ha scelto per raccontare la sua musica raccoglie un lessico antico, inevitabilmente specchio della tradizione sarda di cui è figlia, ma allo stesso tempo registra la natura mutevole del tempo e ne accoglie, dunque, i neologismi, il parlato vivo e le infinite contaminazioni che interessano il linguaggio, sia esso meramente inteso come verbale ma anche come forma di comunicazione estetica e, naturalmente, musicale.</p>
<p>Così, &#8220;nou&#8221;, la creatura che segue <a href="https://www.dlso.it/site/2021/05/31/bluem-5-dischi/" target="_blank" rel="noopener">&#8220;NOTTE&#8221;</a>, è un album che pur nella sua eco più ancestrale ci fa sentire il rimbombo della contemporaneità, nel folklore sardo l&#8217;hyperpop, nelle leggende passate le esperienze più presenti.</p>
<p>Abbiamo chiesto a BLUEM di raccontarci alcuni lemmi del suo vocabolario artistico, prima di esibirsi a <strong>Spring Attitude</strong> nel weekend.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: nou" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/06jwpQC21cgnHAOeQ5EJ2k?si=QqI2Xmp4QFysxHbOS7Pvcw&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<h4 style="text-align: center;">/nuò·vo/</h4>
<p>“Nou” significa <strong>nuovo</strong>, in lingua sarda ma anche in catalano e in rumeno. Ho scelto questa parola come titolo del disco prima ancora di cominciare a lavorare sui contenuti. È stata una promessa, un sigillo. Venivo da un periodo di stallo dopo un esordio, “NOTTE”, che nel suo piccolo era stato travolgente. Non sapevo cosa il pubblico si aspettasse e non sapevo cosa volevo fare. L’unica cosa che sapevo è non mi volevo accomodare, volevo fare qualcosa di nuovo.</p>
<h4 style="text-align: center;">/ca·nà·le/</h4>
<p>Ho usato questa parola in <em>&#8220;piano song&#8221;</em> ed è un termine a cui penso spesso. Questo disco è un<strong> canale</strong> in molti sensi. Prima di tutto perché collega le storie antiche con l’esperienza presente. La mia passione per certi personaggi e certi racconti antichi mi fa spesso ragionare sul fatto che, a prescindere dall’epoca in cui viviamo, l’esperienza umana ha delle pattern che si ripeteranno per sempre. Ci si ritrova nella storia di un personaggio di cui si è parlato per migliaia di anni, o che è stato inventato da un autore un secolo fa. È interessante poi notare come queste ripetizioni si sviluppano in maniera diversa a seconda dell’epoca che si sta vivendo, e quali caratteristiche di quel tempo specifico cambiano il nostro approccio all’esperienza. Per me personalmente “nou” è un canale anche perché è stato sicuramente creato in un momento di transizione, e porta con sé questo movimento.</p>
<h4 style="text-align: center;">/fem·mi·nì·le/</h4>
<p>“Nou” è un disco con una forte componente di <strong>energia femminile</strong>. Porta dentro la rabbia di molte ingiustizie ma non è un album sulla rabbia, piuttosto sulla celebrazione di un’energia che ha sempre scavalcato, senza ripensamenti, gli schemi entro il quale si è cercato di contenerla. È un inno a molti personaggi femminili come Creusa, Sula, le Janas dei racconti tradizionali sardi.</p>
<h4 style="text-align: center;">/ri·cet·tì·vo/</h4>
<p><strong>Ricettivo</strong> penso sia una parola che descrive bene “nou” perché è anche il primo mio progetto che posso effettivamente definire in questo modo. Prima di questo album, tendevo a rimanere sigillata nelle mie idee, non mi sentivo compresa nella comunicazione e quindi sentivo l’esigenza di avere il controllo su tutto. Con questo progetto ho imparato a fidarmi e a ricevere il contributo degli altri, sono rimasta aperta durante tutto il processo all’evolversi delle cose, e all’opinione di chi avevo attentamente scelto di coinvolgere.</p>
<h4 style="text-align: center;">/im·pre·ve·dì·bi·le/</h4>
<p>L’apertura verso gli altri e verso la collaborazione ha fatto sì che alcuni brani prendessero delle pieghe totalmente diverse dalla loro intenzione iniziale e, nonostante ciò, hanno soddisfatto la visione e spesso mi hanno portata in ambienti sonori in cui mi sono divertita molto ad esplorare. Penso che “nou” sia stato un album <strong>imprevedibile</strong> nella sua nascita per me quanto lo è stato per gli ascoltatori nell’ascolto. In questo senso mi sento di aver soddisfatto la promessa che mi ero fatta scegliendone il titolo.</p>
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		<item>
		<title>Khalab racconta tutti gli incontri di &#8220;Layers&#8221;</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/09/14/khalab-layers-intervista/</link>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 14:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[dj Khalab]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-1024x1024.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-150x150.jpeg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-300x300.jpeg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-768x768.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-770x770.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-20x20.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-385x385.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n.jpeg 1440w" /><p>Tra i dischi usciti mentre eravamo sotto l&#8217;ombrellone ce n&#8217;è uno che non potevamo lasciarci sfuggire e stiamo parlando di &#8220;Layers&#8221;, l&#8217;ultimo progetto di Raffaele Costantino aka Khalab che va ad aggiungersi al catalogo della sua Hyperjazz. &#8220;Layers&#8221;, come si può intuire facilmente dal titolo, è un album che parla di stratificazioni perché in effetti&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-1024x1024.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-150x150.jpeg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-300x300.jpeg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-768x768.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-770x770.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-20x20.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n-385x385.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/09/344158880_565259895708414_9094305945617776484_n.jpeg 1440w" /><p>Tra i dischi usciti mentre eravamo sotto l&#8217;ombrellone ce n&#8217;è uno che non potevamo lasciarci sfuggire e stiamo parlando di &#8220;Layers&#8221;, l&#8217;ultimo progetto di Raffaele Costantino aka <strong>Khalab</strong> che va ad aggiungersi al catalogo della sua <strong>Hyperjazz</strong>.</p>
<p>&#8220;Layers&#8221;, come si può intuire facilmente dal titolo, è un album che parla di stratificazioni perché in effetti è il risultato delle evoluzioni e degli incontri che, nel tempo, si sono sedimentati sul percorso artistico di Raffaele. Le nove tracce raccolgono una molteplicità di sfumature, sperimentazioni e voci che si fondono le une con le altre nel terreno jazz/elettronico di &#8220;Layers&#8221;.</p>
<p>Non è un caso, dunque, che l&#8217;album raccolga una serie di artisti che, coralmente, hanno dato forma allo spirito di quest&#8217;album: da <strong>Joshua Idehen</strong> a <strong>Clap!Clap!</strong>, da<strong> Yazz Amhed</strong> a <strong>Grove. </strong>Proprio a questi incontri sono dedicate le prossime pagine, dove è Khalab stesso a raccontarci &#8220;layer dopo layer&#8221;, il pattern di artisti coinvolti nel progetto.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Layers" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0RwIwk6YC9xiPdNo7nmAIn?si=tcyfd_UERcqYFRF8GIC5Tg&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>5 brani per conoscere Grosso Bernardo</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/08/01/grosso-bernardo-5-brani/</link>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 10:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[grosso bernardo]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="994" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 994px) 100vw, 994px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Grosso-Bernardo-hq-1-994x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Grosso-Bernardo-hq-1-994x1024.jpg 994w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Grosso-Bernardo-hq-1-768x791.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Grosso-Bernardo-hq-1-770x793.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Grosso-Bernardo-hq-1-20x21.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Grosso-Bernardo-hq-1-385x397.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Grosso-Bernardo-hq-1.jpg 1315w" /><p>Non è nuovo a queste pagine Grosso Bernardo. Proprio qualche mese fa, ci avevamo messo una Puntina su, in occasione dell&#8217;uscita del primo singolo di Devastami Fortuna, il suo EP uscito a fine giugno per La Barberia Records. Il progetto dell&#8217;artista (già attivo sotto il nome di i Bernardo Levi e di F.M. Fortuna.) si&#8230;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="994" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 994px) 100vw, 994px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Grosso-Bernardo-hq-1-994x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Grosso-Bernardo-hq-1-994x1024.jpg 994w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Grosso-Bernardo-hq-1-768x791.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Grosso-Bernardo-hq-1-770x793.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Grosso-Bernardo-hq-1-20x21.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Grosso-Bernardo-hq-1-385x397.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Grosso-Bernardo-hq-1.jpg 1315w" /><p>Non è nuovo a queste pagine <strong>Grosso Bernardo</strong>. Proprio qualche mese fa, <a href="https://www.dlso.it/site/2023/05/31/puntine-111-canzoni-da-ricordare/" target="_blank" rel="noopener">ci avevamo messo una Puntina su</a>, in occasione dell&#8217;uscita del primo singolo di Devastami Fortuna, il suo EP uscito a fine giugno per La Barberia Records.</p>
<p>Il progetto dell&#8217;artista (già attivo sotto il nome di i Bernardo Levi e di F.M. Fortuna.) si muove tra digitale e analogico, sintetizzatori e campionamenti ambientali, con attitudine dichiaratamente e volutamente DIY.</p>
<p>Balla e disperati qui sotto, ma dopo il player scopri di più sulle influenze musicali di Grosso Bernardo.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Devastami fortuna" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/6K6YFwGLWcQQplMAyO7aVt?si=Erk_2DAuSVqfhtDvpjo3HA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>1. Marching Church &#8211; Calling Out A Name</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Calling Out A Name" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/1pmOYG7qF1H0IHNQ8PQUL3?si=ede8749be9734ecc&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Nel 2015 ho diviso casa per un periodo con Alex Zhang Hungtai, a L.A.. Lui aveva appena chiuso il progetto Dirty Beaches, stava imparando a suonare il sassofono, e registrò questo disco con musicisti del giro di Copenhagen e altre persone. All’epoca c’era un volo super economico tra CPH ed LAX. Io ero pieno di dubbi su quello che potevo o non potevo fare con la musica, venivo da una scena in cui il ritornello deve funzionare, ed ero lì per lavorare nel dipartimento di letteratura dell’università. Ecco, per me vederli suonare e fare progetti in totale libertà, seguire una linea di ricerca senza pensare ad altro, è stato un momento di chiarezza molto molto forte.</p>
<p><strong>2. Iosonouncane &#8211; Mandria</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Mandria" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6n1z74LLWTRJRSMkc0F3VL?si=9c23ad959aa64428&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Vedendo lui dal vivo ho capito che si poteva suonare in un certo modo anche da soli, col computer. La relazione col laptop è parte della mia pratica. Mi interessa chi la esaspera (tipo Holly Herndon), ma anche chi la normalizza, o la mette tra le premesse. Forse l’unica fortuna dei millenials è aver vissuto il passaggio tra analogico e digitale e &#8211; ricordando entrambi &#8211; poter stabilire un rapporto autentico con due linguaggi. Il modo in cui l’ha fatto Iosonouncane mi piace molto.</p>
<p><strong>3. Vladslav Delay &#8211; Anima / B</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Anima / B" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/46URKYXZiWACezO3yQfCKC?si=10b318cf549146c1&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Ad un certo punto ho deciso di iscrivermi al conservatorio, studiare musica elettronica. Il Santa Cecilia di Roma è stato diretto da Berio, aveva un laboratorio di elettronica pazzesco, è stato il centro del mondo per quel discorso musicale lì. Oggi &#8211; come tutte le cose romane &#8211; ce ne siamo dimenticati. Ho frequentato per un paio d’anni, mai completato gli studi. In quel breve tempo ho rubato idee, soluzioni, pratiche, teorie che rimarranno con me per sempre. Questo pezzo lo ascoltavo spesso. Mi piaceva la coesistenza di elementi materici e digitali e l’uso puntuale dello spazio.</p>
<p><strong>4. Laurel Halo &#8211; Rome Theme I (Possessed OST)</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Rome Theme I" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/565plFqZjq6yGr6y3pySrv?si=1e050670064c4931&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Da qualche anno ho iniziato a produrre musica su commissione. Micro-progetti all’inizio, poi è arrivato qualcosa di un po’ più strutturato, per il Centro Dramático Nacional a Madrid. È un lavoro molto diverso da quello che si fa sul palco, ci vuole tecnica e autocontrollo, saper usare bene lo studio. Quello che ha fatto Laurel Halo per un documentario del 2020 mi ha ispirato molto. Suona semplice, arriva forte, ma c’è dentro molta complessità.</p>
<p><strong>5. CCCP &#8211; Depressione caspica</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Depressione Caspica" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5i3O0CYfchtpncLVSNU9mT?si=1c05b3a844274033&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Con questa roba ho iniziato la mia vita adulta e devo includerla. Ferretti è troppo vivo per farlo santo, troppo vecchio perché qualcuno lo ascolti davvero. Per me è un gigante del ‘900, nel tempio assieme agli altri &#8211; Bataille, Giacometti, T.S. Eliot, chiunque vogliate. Sulla sua visione conservatrice non ascolto critiche superficiali. Non sopporto il nuovo moralismo applicato all’arte. Le cose che mi arrivano più forte sono quelle che descrivono senza prescrivere niente.</p>
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		<title>5 brani per conoscere ALDA</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/07/11/alda-brani-fondamentali/</link>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 09:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[alda]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="576" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Alda_PH_SHA-RIBEIRO-1024x576.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Alda_PH_SHA-RIBEIRO-1024x576.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Alda_PH_SHA-RIBEIRO-768x432.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Alda_PH_SHA-RIBEIRO-770x433.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Alda_PH_SHA-RIBEIRO-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Alda_PH_SHA-RIBEIRO-385x217.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Alda_PH_SHA-RIBEIRO.jpg 1200w" /><p>Dritta come un treno dell&#8217;alta velocità ALDA sfreccia sui binari del rap game, quasi senza sosta. Negli ultimi mesi ha lanciato barre a raffica con una serie di singoli: &#8220;TIGER&#8220;, &#8220;BUBU CHACHA&#8220;, &#8220;BIMBA&#8221; e l&#8217;ultimo &#8220;EGO&#8221;, uscito a fine mese scorso, tutti sotto etichetta Asian Fake che ci aveva puntato su un riflettore già dal&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="576" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Alda_PH_SHA-RIBEIRO-1024x576.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Alda_PH_SHA-RIBEIRO-1024x576.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Alda_PH_SHA-RIBEIRO-768x432.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Alda_PH_SHA-RIBEIRO-770x433.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Alda_PH_SHA-RIBEIRO-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Alda_PH_SHA-RIBEIRO-385x217.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/Alda_PH_SHA-RIBEIRO.jpg 1200w" /><p>Dritta come un treno dell&#8217;alta velocità <strong>ALDA</strong> sfreccia sui binari del rap game, quasi senza sosta.<br />
Negli ultimi mesi ha lanciato barre a raffica con una serie di singoli: &#8220;<a href="https://smi.lnk.to/Tiger" target="_blank" rel="noopener">TIGER</a>&#8220;, &#8220;<a href="https://smi.lnk.to/BubuChacha" target="_blank" rel="noopener">BUBU CHACHA</a>&#8220;, &#8220;<a href="https://smi.lnk.to/Bimba" target="_blank" rel="noopener">BIMBA</a>&#8221; e l&#8217;ultimo &#8220;EGO&#8221;, uscito a fine mese scorso, tutti sotto etichetta <strong>Asian Fake</strong> che ci aveva puntato su un riflettore già dal 2020 con la compilation &#8220;HANAMI&#8221;, dedicata proprio agli artisti emergenti.</p>
<p>Ora che è fuori anche quest&#8217;ultimo brano che si scaglia contro l&#8217;eccentricità degli individualismi tra ritmi latini e sample ebraici, siamo ancora più curios* di sapere da dove arrivano le sue suggestioni musicali. </p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Ego" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5x1JWaZiRXwT3pRXlcNygi?si=b3fabe9442e64aa7&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Per questo abbiamo chiesto ad ALDA di indicarci 5 brani fondamentali per il suo percorso artistico.</p>
<p><strong>1. M.I.A. &#8211; Marigold</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Marigold" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0T9sqokGD9XvJ8QJ0K1RkD?si=d958b99853834975&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Adoro M.I.A. perché nei i suoi brani percepisco un bisogno viscerale di comunicare per creare dei ponti.<br />
Questa canzone in particolare è una di quelle che dovrebbero fare ascoltare nelle scuole. Un mantra.</p>
<p><strong>2. Azar Strato &#8211; WEB</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: WEB" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0QGylPIKMPeacblXWq0jbs?si=4809977f42824e76&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Se sapessi fare i beat, sarebbero molto vicini alle produzioni di Azar Strato.<br />
Quando l’ho ascoltato per la prima volta mi è scoppiato il cervello, perché la sua selezione di suoni è estremamente affine ai miei gusti. Mi piacerebbe tantissimo sentirlo suonare live.</p>
<p><strong>3. Carla dal Forno &#8211; The Garden</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: The Garden" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/47yLkynjGEYe74bzgNXwdz?si=e3a986bf711a4774&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Carla dal Forno è come un’amica lontana che mi viene a trovare ogni estate. La sua musica ha l’odore di una persona che non vedi da tanto tempo o di un luogo che hai dovuto abbandonare. Sogno un film di David Lynch con la colonna sonora di Carla dal Forno.</p>
<p><strong>4. Dj Lycox &#8211; Jam</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Jam" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/4c3UddBw2dHT0xGgQCRfV1?si=a1cc030a2d37464c&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Questo brano ha qualcosa che mi ricorda l’infanzia.<br />
Un’infanzia che segui con il binocolo, ma con cui non puoi interagire perché troppo lontana.</p>
<p><strong>5. Shigeru Umebayashu &#8211; Yumeji’s Theme</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Shigeru Umebayashi : Yumeji&apos;s Theme" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7yMh6gv41OI5jJ8bmLH02Y?si=562c525c7d6e4bcc&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Colonna sonora del film “In the mood for love” di Wong Kar-wai, uno dei miei registi preferiti.<br />
Questo brano mi ha folgorata. Mi capita ancora di passare le ore ad ascoltarlo a ripetizione, perché non mi stanca mai e risveglia in me quelle sensazioni che a volte fanno finta di dormire.</p>
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		<title>5 ascolti fondamentali per Tatum Rush</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/07/07/tatum-rush-brani-fondamentali/</link>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2023 14:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[tatum rush]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="856" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/TATUM-RUSH-foto-di-Ivan-Nishitani-2-1024x856.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/TATUM-RUSH-foto-di-Ivan-Nishitani-2-1024x856.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/TATUM-RUSH-foto-di-Ivan-Nishitani-2-768x642.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/TATUM-RUSH-foto-di-Ivan-Nishitani-2-770x644.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/TATUM-RUSH-foto-di-Ivan-Nishitani-2-20x17.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/TATUM-RUSH-foto-di-Ivan-Nishitani-2-385x322.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/TATUM-RUSH-foto-di-Ivan-Nishitani-2-1540x1287.jpg 1540w" /><p>L&#8217;estate è una stagione fatta per rallentare, soffermarsi e riappropriarsi dei pensieri futili, degli spazi che non abbiamo abitato e della musica che non abbiamo respirato. Quella di Tatum Rush, ad esempio, è la colonna sonora perfetta per questo tempo estivo e sospeso: spensierata e suadente, scintillante come le creste delle onde baciate dal sole,&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="856" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/TATUM-RUSH-foto-di-Ivan-Nishitani-2-1024x856.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/TATUM-RUSH-foto-di-Ivan-Nishitani-2-1024x856.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/TATUM-RUSH-foto-di-Ivan-Nishitani-2-768x642.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/TATUM-RUSH-foto-di-Ivan-Nishitani-2-770x644.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/TATUM-RUSH-foto-di-Ivan-Nishitani-2-20x17.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/TATUM-RUSH-foto-di-Ivan-Nishitani-2-385x322.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/07/TATUM-RUSH-foto-di-Ivan-Nishitani-2-1540x1287.jpg 1540w" /><p>L&#8217;estate è una stagione fatta per rallentare, soffermarsi e riappropriarsi dei pensieri futili, degli spazi che non abbiamo abitato e della musica che non abbiamo respirato.<br />
Quella di <strong>Tatum Rush</strong>, ad esempio, è la colonna sonora perfetta per questo tempo estivo e sospeso: spensierata e suadente, scintillante come le creste delle onde baciate dal sole, fresca come la brezza del vespro.</p>
<p>I quattro brani di Bougainvillea, il suo ultimo EP uscito a giugno per Undamento, ti consigliamo di metterli in valigia perché saranno la compagnia musicale più giusta della tua estate.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Bougainvillea" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/2WcGUfG4aD3hoDXrO3OKZv?si=MeQcyBXzSUWJZxxl39hW9A&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Intanto qui di seguito puoi approfondire il mondo magico di Tatum, attraverso gli ascolti che hanno influenzato il suo ultimo EP.<br />
What a fool believes &#8211; Doobie Brothers</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: What a Fool Believes" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2yBVeksU2EtrPJbTu4ZslK?si=bf43e894dea04602&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>È tutta colpa di Michael McDonald e dei Doobie Brothers se il mio brano Rodolfo è diventata quella che è. Lo Yatch Rock degli ’80 inizio ’90 è così impregnato di quell’ottimismo esistenziale che un po’ che si è intrufolato nella mia scrittura.</p>
<p><b>2. Peaches &#8211; Justin Bieber</b></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Peaches (feat. Daniel Caesar &amp; Giveon)" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/4iJyoBOLtHqaGxP12qzhQI?si=2a7318f14ded4499&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Bieber è forse l’unico a farmi dar voglia di fare pop radiofonico americano, ma quasi esclusivamente con il pezzo Peaches che mi ha dato una botta di ispirazione un po’ di estati fa e che continua a darmi voglia di vivere a Miami. Ha ispirato Cuore Violento.</p>
<p><b>3. Luar &#8211; Gilberto Gil</b></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Luar" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/3qoUU8sm4eBT5POFHQSl5L?si=Mm2Q7469SVen5Sw7pD_7gw&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Pura gioia fornita da secondo me il periodo d’oro di Gil, freschezza di quegli anni 80 brasiliani che scambierei volentieri con i culi rifatti del baile funk.<br />
Poi il disco è dedicato a John Lennon e ha una delle mie copertine preferite. Classicone. Ha ispirato la produzione dell’EP intero.</p>
<p><b>4. Sfiorivano le viole &#8211; Rino Gaetano</b></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Sfiorivano le viole" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/4UqKJx2oFJvgLIBrBV82Ou?si=e3eef9218eb94e8b&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Anche se quando parte il delirio finale su Bismarck ormai skippo è un brano che ha accompagnato in molti viaggi. Rino riesce a essere poetico senza essere pedante (almeno fino allo skit finale) e questa è una lezione. Ha ispirato Malegria.<br />
<b></b></p>
<p><b>5. Una donna per amico &#8211; Lucio Battisti</b></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Una donna per amico - Remastered" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2ogYCPCKE10ZHzckKBIF6d?si=169158faef1b4f1e&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Unico cd di Lucio che tengo in auto da anni perché non mi ha ancora stancato.<br />
Tocco insuperabile di un artista italiano come non ce ne sono più in materia di eleganza, sofisticazione e chiarezza.<br />
Ha ispirato la copertina e l’atmosfera dell’EP.</p>
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		<title>5 brani per conoscere Ethan</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/06/26/ethan-5-brani/</link>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 15:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[ethan]]></category>
		<category><![CDATA[ethan giovane cuore]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/ethan-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/ethan-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/ethan-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/ethan-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/ethan-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/ethan-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/ethan-1540x1027.jpg 1540w" /><p>Il cuore di Ethan è giovane, ma pieno di sedimenti. È un cuore rigonfio che pulsa forte fino a scoppiare nelle sei canzoni che compongono il suo ultimo EP, uscito a inizio giugno per Carosello Records. E così si libera, quel cuore, esorcizzando paure, fragilità e persino i detriti più duri con un linguaggio sonoro&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/ethan-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/ethan-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/ethan-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/ethan-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/ethan-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/ethan-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/ethan-1540x1027.jpg 1540w" /><p>Il cuore di <strong>Ethan</strong> è giovane, ma pieno di sedimenti.<br />
È un cuore rigonfio che pulsa forte fino a scoppiare nelle sei canzoni che compongono il suo ultimo EP, uscito a inizio giugno per Carosello Records.<br />
E così si libera, quel cuore, esorcizzando paure, fragilità e persino i detriti più duri con un linguaggio sonoro che al contrario è morbido e dolcissimo, fatto di RnB e accenni synth pop.</p>
<p>Abbiamo chiesto a Ethan di raccontarsi qui ancora un po&#8217;, ma stavolta attraverso i 5 brani fondamentali per la sua formazione.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: GIOVANE CUORE" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/1lF5COKED067Xj4KghvDtQ?si=eEtOwHuTQqOzWmCO57cfHA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>1. Shygirl &#8211; Nike</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Nike" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2jqG9MUoQetRiQPqBUBLqX?si=d15a4a0421b44c75&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>La prima volta che l’ho ascoltata ho pensato che avesse qualcosa di speciale e che sarebbe esplosa da li a breve. 6 mesi dopo apre il concerto di Beyoncé a Londra!</p>
<p>Musicalmente questo pezzo è fortissimo, il timbro della sua voce e il groove che ha mi fanno apprezzare tantissimo il suo progetto.</p>
<p><strong>2. H.E.R. &#8211; The Journey</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: The Journey" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7y5JL5ORUmqHHZQuhZI5JI?si=95c004b8dadf4fc6&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Degli ultimi pezzi che ho ascoltato credo sia l’unico brano che sia riuscito a emozionarmi davvero. È merito della sua voce ma anche della produzione incredibile.</p>
<p>Mi piace che il testo racconti, in modo malinconico, un messaggio positivo, di rivalsa; che ci sia un percorso per ognuno di noi e che nessuna difficoltà è insormontabile.</p>
<p><strong>3. Ethan &#8211; SOLO PER TE</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: SOLO PER TE" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5ajWtYu41UCgSuG32CWw8A?si=f5a6c046c34e4ff8&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>È il brano del mio ultimo EP a cui sono più legato, perché l’ho scritto per mio fratello minore, e penso esprima l’affetto e la protezione che provo per lui.</p>
<p>È un inno all’amore e alla paura che provo nei suoi confronti ogni volta che sono lontano e mi sento impotente e incapace di crescere accanto a lui. Ho sentito la necessità di cantare il bene che provo per una creatura più piccola e indifesa di me, nella speranza di farla sentire meno sola.</p>
<p><strong>4. LIE NING &#8211; error</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: error" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/067WOHMcvXQujRm2wAFrbT?si=110cf37ade0c4e77&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Uno degli artisti queer più forte del panorama musicale. L’ho scoperto recentemente, mi piacciono le produzioni e le scelte delle linee melodiche e il messaggio che si possa essere ciò che si vuole.</p>
<p><strong>5. Saint Harrison &#8211; ego talkin’</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: ego talkin - A COLORS SHOW" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5HkvwkP7q01ArLWx4vTzKV?si=12e2d42eaa864137&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Mi sono innamorato della sua voce e del suo modo di scrivere r&amp;b / neo soul. È uno dei miei punti di riferimento, la sua voce è un dono incredibile. Lo ascolto quotidianamente!</p>
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		<title>Che dischi ascolta Andrea Poggio</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/06/23/andrea-poggio-collezione-dischi/</link>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 09:21:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[andrea poggio]]></category>
		<category><![CDATA[andrea poggio il futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Collezione di dischi]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="573" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-1-1-1024x573.png" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-1-1-1024x573.png 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-1-1-768x430.png 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-1-1-770x431.png 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-1-1-20x11.png 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-1-1-385x215.png 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-1-1-1540x861.png 1540w" /><p>Uscito il 5 maggio per La Tempesta, &#8220;Il futuro&#8221; è il nuovo album di Andrea Poggio. Un titolo programmatico che ci fa visualizzare l&#8217;intento dell&#8217;artista di sperimentare col suono, mescolando il songwriting classico con produzioni e arrangiamenti contemporanei. Il disco si percepisce ricco di influenze ed è proprio per questo che abbiamo voluto chiedere ad&#8230;</p>
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Un titolo programmatico che ci fa visualizzare l&#8217;intento dell&#8217;artista di sperimentare col suono, mescolando il songwriting classico con produzioni e arrangiamenti contemporanei.<br />
Il disco si percepisce ricco di influenze ed è proprio per questo che abbiamo voluto chiedere ad Andrea di farci curiosare tra i suoi ascolti del momento.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Il futuro" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/18moZz8ALANm3DvLmONIkO?si=fcuJ2lHKR3CXn3Ftfrq0XQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>5 brani per conoscere Daniela Pes</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/06/05/daniela-pes-5-brani/</link>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2023 14:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[daniela pes]]></category>
		<category><![CDATA[daniela pes spira]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="653" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/Daniela-Pes-1024x653.png" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/Daniela-Pes-1024x653.png 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/Daniela-Pes-768x490.png 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/Daniela-Pes-770x491.png 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/Daniela-Pes-20x13.png 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/Daniela-Pes-385x245.png 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/Daniela-Pes.png 1200w" /><p>Uno dei migliori esordi dell&#8217;anno quello di Daniela Pes che ha pubblicato &#8220;Spira&#8221; il 14 aprile per Tanca Records, l&#8217;etichetta di Iosonouncane. Cosa ce lo fa dire? Il fatto che è sempre più raro trovarsi straniati e innamorati davanti a un progetto. Interrogarsi, ascoltarlo attivamente per cogliere questo o quel suono, ammirare il modo in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2023/06/05/daniela-pes-5-brani/">5 brani per conoscere Daniela Pes</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="653" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/Daniela-Pes-1024x653.png" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/Daniela-Pes-1024x653.png 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/Daniela-Pes-768x490.png 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/Daniela-Pes-770x491.png 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/Daniela-Pes-20x13.png 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/Daniela-Pes-385x245.png 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/06/Daniela-Pes.png 1200w" /><p>Uno dei migliori esordi dell&#8217;anno quello di <strong>Daniela Pes</strong> che ha pubblicato &#8220;<em>Spira</em>&#8221; il 14 aprile per Tanca Records, l&#8217;etichetta di <strong>Iosonouncane.</strong><br />
Cosa ce lo fa dire? Il fatto che è sempre più raro trovarsi straniati e innamorati davanti a un progetto. Interrogarsi, ascoltarlo attivamente per cogliere questo o quel suono, ammirare il modo in cui l&#8217;artista sia riuscita a sacrificare il significato al significante, plasmando la parola attorno alla pura creatività melodica.<br />
Le sette tracce di &#8220;<em>Spira</em>&#8220;, prodotte dallo stesso Iosonouncane, ci arrendono al mistero della musica che è bellissima e affascinante anche quando è formalmente priva di un senso testuale.</p>
<p>Alternando antiche parole galluresi, destrutturati termini italiani e vocaboli totalmente frutto della sua fantasia, Daniela Pes inventa un linguaggio coraggioso, perché indecifrabile e ostico, ma che allo stesso tempo ci fa accedere senza troppe difficoltà al suo mondo, fatto di rimandi arcaici e suggestioni contemporanee.<br />
Per andare più a fondo nelle sue influenze musicali, abbiamo chiesto all&#8217;artista di selezionare 5 brani fondamentali per la sua formazione.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: SPIRA" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/1a8ThwO86pH1QSjVYAeC5H?si=AI4hcFoZRtiPXxGR4HCGkw&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>1. Fabrizio De Andrè &#8211; Se ti tagliassero a pezzetti</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Se ti tagliassero a pezzetti" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7o6OZgnzvZu61aJUHUNELT?si=fbb29ecc56ff4aa7&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>È il primo brano che ho imparato e registrato all’età di cinque anni, ne conservo ancora la registrazione.<br />
Ho un ricordo bellissimo di questo brano e del fatto che Fabrizio riuscì a sentire quella mia registrazione di bambina dato che, assieme a Dori, passava le estati in Sardegna a casa di mia zia, in Gallura. È per me un ricordo prezioso che tengo stretto.</p>
<p><strong>2. Ella Fitzgerald &#8211; Azure</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Azure" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5atstqOiGMOyW2zV5DBtih?si=254cbc1b31e549e0&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Il primo brano di Ella che ho ascoltato e che mi fece innamorare della sua voce.<br />
È la cantante jazz che ho amato e approfondito di più, ho scritto la tesi su di lei per la mia laurea triennale.</p>
<p><strong>3. Avishai Choen &#8211; Smash</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Smash" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6PLFErYTBZjz3CS2ZGVzBi?si=17c9c80556414b11&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Compositore e contrabbassista israeliano, è uno dei miei musicisti preferiti da tempo.<br />
Amo cantare le sue melodie e questo è uno dei temi a cui sono più legata.</p>
<p><strong>4. Tigran Hamasyan &#8211; The Court Jester</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: The Court Jester" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7CXdBQZGZ4nQuBu6kReKnT?si=a7036e60dbdc48e5&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Compositore e pianista armeno, ad oggi e da tempo il mio artista internazionale preferito.<br />
Riconoscerei il suo tocco sul pianoforte tra mille. È riuscito a costruire un suo mondo unico, miscelando la sua formazione classica a quella del jazz, al prog metal e alla musica armena tradizionale. Mi ispira molto il lavoro che fa sull’armonia e sulla poliritmia.<br />
Questo brano, tratto dal suo album “The Shadow Theatre”, è una delle mie suite strumentali preferite.</p>
<p><strong>5. Stromae &#8211; Fils de joie</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Fils de joie" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/6IfzGXxQHfRbw3GNYa1Whj?si=7495fee962234a03&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Artista e produttore belga che ascolto tanto. Mi piace il fatto di sentire tante culture diverse nella sua musica.<br />
Questo è uno dei miei brani preferiti dell’ultimo album “Moltitude”.</p>
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		<title>10 album per capire In Memoria degli ISIDE</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/05/29/iside-in-memoria-album/</link>
		<pubDate>Mon, 29 May 2023 15:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[ISIDE]]></category>
		<category><![CDATA[iside in memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="682" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/347830396_767059841786283_2721279610260762800_n-1024x682.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/347830396_767059841786283_2721279610260762800_n-1024x682.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/347830396_767059841786283_2721279610260762800_n-768x511.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/347830396_767059841786283_2721279610260762800_n-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/347830396_767059841786283_2721279610260762800_n-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/347830396_767059841786283_2721279610260762800_n-385x256.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/347830396_767059841786283_2721279610260762800_n.jpg 1080w" /><p>Il ritorno discografico degli ISIDE, dopo Anatomia Cristallo del 2021, si intitola In Memoria ed è un concept album ispirato dalla provincia, indagando la maniera in cui quest&#8217;ultima, con le sue trappole di appartenenza e decadenza, si ripercuote sulla vita di tutti i giorni. Un disco complesso che si annoda alla gola e ha solo&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="682" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/347830396_767059841786283_2721279610260762800_n-1024x682.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/347830396_767059841786283_2721279610260762800_n-1024x682.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/347830396_767059841786283_2721279610260762800_n-768x511.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/347830396_767059841786283_2721279610260762800_n-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/347830396_767059841786283_2721279610260762800_n-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/347830396_767059841786283_2721279610260762800_n-385x256.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/347830396_767059841786283_2721279610260762800_n.jpg 1080w" /><p>Il ritorno discografico degli<strong> ISIDE</strong>, dopo <a href="https://www.dlso.it/site/2021/05/13/iside-anatomia-cristallo/" target="_blank" rel="noopener"><em>Anatomia Cristallo</em> del 202</a>1, si intitola <em>In Memori</em>a ed è un concept album ispirato dalla provincia, indagando la maniera in cui quest&#8217;ultima, con le sue trappole di appartenenza e decadenza, si ripercuote sulla vita di tutti i giorni.<br />
Un disco complesso che si annoda alla gola e ha solo un enorme bisogno di essere cantato, urlato fuori dal petto.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: In Memoria" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/2JpboxeGrgW2joLcSNmXht?si=OhgQxtpVTnirR1uL7Q-JnQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Nelle prossime pagine trovi 10 album che in qualche modo ne hanno influenzato la scrittura, raccontati da Dario degli ISIDE.</p>
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		<title>Lucio Corsi dalla A alla Z</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/05/24/lucio-corsi-intervista-a-z/</link>
		<pubDate>Wed, 24 May 2023 15:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
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		<category><![CDATA[intervista a z]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Corsi]]></category>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2023/05/24/lucio-corsi-intervista-a-z/">Lucio Corsi dalla A alla Z</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="542" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/lucio-corsi-1024x542.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/lucio-corsi-1024x542.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/lucio-corsi-768x406.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/lucio-corsi-320x170.jpg 320w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/lucio-corsi-770x407.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/lucio-corsi-640x340.jpg 640w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/lucio-corsi-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/lucio-corsi-385x204.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/lucio-corsi-1540x815.jpg 1540w" /><p><em>Nel mondo senza difetti</em>, tutte le radio sarebbero sintonizzate sulle frequenze iperspaziali di <strong>Lucio Corsi </strong>e ci troveremmo a cantare all&#8217;unisono brani come &#8220;Astronave giradisco&#8221;, &#8220;Magia nera&#8221; o &#8220;Radio Mayday&#8221;.<br />
E invece, purtroppo o per fortuna, questo mondo non è perfetto e noi siamo ancora <em>la gente che sogna</em> che un giorno Lucio Corsi si prenda tutto, tutto quello che merita.</p>
<p>Ancor più che con i precedenti album, con quest&#8217;ultimo lavoro uscito il mese scorso via Sugar, Corsi si è riservato uno spazio sospeso tra la realtà e l&#8217;immaginazione dal quale tramandare, come un aedo, le esperienze epiche e mitiche che la sua mente fa.</p>
<p>E dunque immaginate &#8220;La Gente che Sogna&#8221; come la trascrizione in suoni e parole di ciò che accade in quello spazio che, al contrario di quanto si possa pensare, non è necessariamente slegato dalla realtà. Anzi: il vero plus di questo nuovo racconto di Lucio Corsi è proprio l&#8217;umanizzazione degli oggetti narrati e una connessione quasi sempre ravvisabile tra l&#8217;etereo e il materiale, il sogno e la morale, l&#8217;immaginario fantastico e quello che poi è il fatto fisico, presente.</p>
<p>Rifuggendo dalla realtà, quest&#8217;album trova un&#8217;altra chiave per parlare della realtà stessa: una maniera che, stralunata e fulminata dagli scintillii del glam rock, ci porta coi piedi per terra, pur lanciando la mente oltre lo spazio conosciuto.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: La Gente che Sogna" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/52CuA22wj4o8zG7zFWKN4Q?si=0CU0ZaHGTs-xxVXfPB-rsQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>Aldilà, altro mondo. Come te lo immagini?</strong><br />
Come il buio prima d’esser nati.</p>
<p><strong>B come Bugia. Qual è la più grande menzogna che la realtà ci sta raccontando?</strong><br />
Non ce ne racconta abbastanza.</p>
<p><strong>Cinque dischi fondamentali per te.</strong><br />
&#8220;Paris milonga&#8221; di Paolo Conte, &#8220;the musical box&#8221; dei Genesis, &#8220;Desire&#8221; di Bob Dylan, &#8220;Here come the warm jets&#8221; di Brian Eno, &#8220;Sail away&#8221; di Randy Newman.</p>
<p><strong>Descrivici il sogno più bello che hai fatto ad occhi aperti.</strong><br />
Mi ricordo solo quelli fatti ad occhi chiusi.</p>
<p><strong>Estetica Lucio Corsi. Qual è il tuo rapporto con la moda?</strong><br />
Della moda non me ne importa assolutamente nulla. Ho il mio gusto, è sempre lo stesso da quando ero adolescente, invece la moda cambia. Mi appassionai al glam rock degli anni 70 quando avevo 15 anni dopo aver visto Velvet Goldmine.</p>
<p><strong>Favola. La tua preferita.</strong><br />
Pierino e il Lupo.</p>
<p><strong>G come il Glam Party dei tuoi sogni. Chi inviteresti?</strong><br />
I Roxy Music, Steve Harley o gli Sparks.</p>
<p><strong>Hai meno di 1425 parole per descrivere il tuo nuovo album. Anzi, facciamo che ne hai solo 3:</strong><br />
Non<br />
ci<br />
riuscirei.</p>
<p><strong>In un’altra vita, cosa saresti stato?</strong><br />
Un cane da slitta.</p>
<p><strong>J di Jukebox. La canzone che ti ha cambiato per sempre.</strong><br />
Tutte le canzoni dei Blues Brothers.</p>
<p><strong>K come Kinder. Che bambino eri?</strong><br />
Tranquillo, un bambino disegnatore.</p>
<p><strong>La Gente che Sogna è la stessa che non trova più un posto felice nella realtà?</strong><br />
No non credo, dipende dove credi che siano i sogni. Io credo che siano sulla terra.</p>
<p><strong>Maremma. In che misura ti ha influenzato artisticamente.</strong><br />
82 per cento senza ombra di dubbio, ogni luogo finisce inevitabilmente per influenzarti.</p>
<p><strong>Nomi nuovi. Spesso ti si associa a nomi del passato. Quali sono invece i tuoi ascolti contemporanei?</strong><br />
Neil Young, Joni Mitchell. Credo che la musica degli anni 70 sia musica contemporanea, pensiamo troppo alla nostra breve vita (che dura circa 80 anni), la storia dell’universo è decisamente più lunga.</p>
<p><strong>Orme è un brano che parla di ferite. In che modo provi a guarirle le tue?</strong><br />
Parla di ferite inguaribili. Le ferite normali invece le ho curate col tempo, altre con le canzoni, altre con i punti di sutura.</p>
<p><strong>P come Processo creativo. Come funziona la tua scrittura?</strong><br />
Non aspetto l’ispirazione, non credo a questa storia. Come ogni mestiere è questione di tempo e di applicazione. Più tempo passi al pianoforte meglio è.</p>
<p><strong>Quella parte in lingua giapponese in “La Bocca della Verità”, raccontacela.<br />
</strong>Non posso svelare così i segreti, poi in questo caso si tratta di segreti alla luce del giorno.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/TYPgpnMfhls?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen title="Lucio Corsi - La Bocca della Verità"></iframe></div>
<p><strong>Radio MayDay, siamo tutti sintonizzati qui. Cosa trasmetti?</strong><br />
Onda verde, ore ed ore di info traffico spaziale, code sulla via lattea, grande carro in panne ecc ecc</p>
<p><strong>Sono anni che nessuno mi trasforma in qualcos’altro. In cosa vorresti mutare?</strong><br />
Vorrei trovare il ramo giusto per la crisalide, senza la consapevolezza della mia forma futura.</p>
<p><strong>Tommaso Ottomano. Raccontaci di questo sodalizio artistico.</strong><br />
È uno dei miei più grandi amici, un fratello. Lavoriamo, ridiamo, litighiamo da anni.</p>
<p><strong>Uniamo i puntini. Cosa lega i tuoi ultimi tre album?</strong><br />
Hanno tutti e tre come copertina quadri di Nicoletta Rabiti, mia madre.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-133174" src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/la-gente-che-sogna-lucio-corsi-cover.png" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/la-gente-che-sogna-lucio-corsi-cover.png 1200w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/la-gente-che-sogna-lucio-corsi-cover-768x576.png 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/la-gente-che-sogna-lucio-corsi-cover-1024x768.png 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/la-gente-che-sogna-lucio-corsi-cover-770x578.png 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/la-gente-che-sogna-lucio-corsi-cover-20x15.png 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/la-gente-che-sogna-lucio-corsi-cover-385x289.png 385w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Volare con il cinema. Qual è il genere di film che ti appassiona?</strong><br />
I documentari sulla seconda guerra mondiale, quelli con le immagini restaurate, a colori.</p>
<p><strong>Wow! L’ultimo concerto che ti ha sorpreso.</strong><br />
Paolo Conte a Milano, mi fa impazzire quando osserva i musicisti impegnati negli assoli. Però non si può dire che fu una sorpresa, già sapevo che sarei stato ammaliato.</p>
<p><strong>X, incognita: cosa farai da grande?</strong><br />
Spero di non scoprirlo mai.</p>
<p><strong>Y di Youtube. Il tuo video preferito.</strong><br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=1XSvsFgvWr0" target="_blank" rel="noopener">Jokerman di Bob Dylan</a>.</p>
<p><strong>Zaino in spalla: il viaggio che vorresti fare.</strong><br />
Vorrei uno zaino contenente una macchina del tempo per raggiungere l’esatto punto in cui mi trovo adesso ma nel 2123. O nel 2124.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gli ascolti fondamentali di NAVA</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/05/11/nava-n130a-ascolti-fondamentali/</link>
		<pubDate>Thu, 11 May 2023 14:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[nava]]></category>
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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="582" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/nava_press_n16a_02-1-1-1024x582.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/nava_press_n16a_02-1-1-1024x582.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/nava_press_n16a_02-1-1-768x436.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/nava_press_n16a_02-1-1-770x438.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/nava_press_n16a_02-1-1-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/nava_press_n16a_02-1-1-385x219.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/nava_press_n16a_02-1-1-1540x875.jpg 1540w" /><p>La carne è materia vulnerabile, transitoria e libera di trasformarsi pur convivendo in mezzo a blocchi di cemento e barriere che si frappongono alla sua naturale fluidità, perpetuamente sospinta dallo spirito. Questo il concept dietro &#8220;N130A&#8220;, il nuovo EP di NAVA uscito il 4 maggio per Oyez! il cui titolo alfanumerico riprende il dualismo di&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="582" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/nava_press_n16a_02-1-1-1024x582.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/nava_press_n16a_02-1-1-1024x582.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/nava_press_n16a_02-1-1-768x436.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/nava_press_n16a_02-1-1-770x438.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/nava_press_n16a_02-1-1-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/nava_press_n16a_02-1-1-385x219.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/nava_press_n16a_02-1-1-1540x875.jpg 1540w" /><p>La carne è materia vulnerabile, transitoria e libera di trasformarsi pur convivendo in mezzo a blocchi di cemento e barriere che si frappongono alla sua naturale fluidità, perpetuamente sospinta dallo spirito.<br />
Questo il concept dietro &#8220;<em>N130A</em>&#8220;, il nuovo EP di <a href="https://www.dlso.it/site/2022/05/20/nava-parole-fondamentali/" target="_blank" rel="noopener"><strong>NAVA</strong></a> uscito il 4 maggio per Oyez! il cui titolo alfanumerico riprende il dualismo di base e anticipa la doppia anima sonora che lo pervade: da un lato trip hop e sinuosità orientali, dall&#8217;altro momenti di elettronica spinta e frammentata come in un quadro cubista.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: N130A" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/5a47L14vVYuPQSTtyPPTJA?si=slc3ZM-9QAuDWR5hcPh1eg&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Dietro l&#8217;EP si cela dunque uno <strong>scenario ricco di influenze</strong> che ci siamo fatti raccontare proprio da NAVA nelle prossime pagine.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2023/05/11/nava-n130a-ascolti-fondamentali/">Gli ascolti fondamentali di NAVA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le parole di DOLA</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/05/02/dola-parole-fondamentali/</link>
		<pubDate>Tue, 02 May 2023 13:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[dola]]></category>
		<category><![CDATA[parole fondamentali]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/dola-1024x683.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/dola-1024x683.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/dola-768x512.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/dola-770x513.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/dola-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/dola-385x257.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/05/dola.jpeg 1047w" /><p>Ci erano mancate le urla schiaccianti di DOLA che stordiscono di amore e malinconia. Come in questo nuovo album &#8220;Underground&#8221; (in cui stavolta lo vediamo anche in veste di produttore) dove al centro ci sono le anime perse, gonfie di delusioni e sentimenti scuri che prendono vita in un &#8220;on e off&#8221; continuo di elettricità&#8230;</p>
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Come in questo nuovo album &#8220;<em>Underground</em>&#8221; (in cui stavolta lo vediamo anche in veste di produttore) dove al centro ci sono le anime perse, gonfie di delusioni e sentimenti scuri che prendono vita in un &#8220;<em>on e off</em>&#8221; continuo di elettricità punk/ballate in salsa grunge.</p>
<p>Ascolta qui e scopri le <strong>parole fondamentali</strong> dell&#8217;universo DOLA.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Underground" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0DZu5L7eucdWhumtvK6FT9?si=K5-YihjkR76D4DCEe_QEHw&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<h3 style="text-align: center;">/bò·sco/</h3>
<p>Una delle parole fondamentali e una delle parole più profumate che conosco. La sento sempre nel naso e la sento far rumore di notte quando ci penso.<br />
Vedo il <strong>bosco</strong> cambiare e mutare, da rotondo e con i colori dei fiori belli, a fitto e con le punte degli alberi alte e le “O” che diventano delle grotte dove si nascondono i lupi.<br />
È una delle cose che cerco di più nei posti dove vado, faccio sempre mille domande e ne parlo come un amico o un parente. È una parola e luogo neutrale. Schietto e onesto. Può salvarti o può ingoiarti anche restando immobile in una giornata senza vento.</p>
<h3 style="text-align: center;">/schè·le·tro/</h3>
<p>Sono un grande amante delle strutture. Mi piace pensare che uno dei simboli che più ci spaventava da piccoli in realtà non è altro che una delle parti fondamentali della vita, anche e soprattutto ciò che resta della vita. Mi viene sempre da pensare ai cimiteri quando si parla di <strong>scheletro</strong> delle canzoni. Penso alle ossa che tengono in piedi le canzoni, penso al fondamentale e all’essenziale. Poi penso anche a un cane che le disseppellirà tra anni, quando saranno sepolte metri e metri sottoterra nell’internet.</p>
<h3 style="text-align: center;">/stré·ga/</h3>
<p>Ricordo la prima volta che sentii questa parola da mia nonna fu come scoprire per la prima volta il sentimento della paura ma anche della curiosità. Se dovessi pensare alla musica o alle cose che sto facendo adesso e che mi vengono in mente per il futuro penso alla parola <strong>strega</strong>. Forse proprio la musica è la strega che mi spaventa e mi incuriosisce.</p>
<h3 style="text-align: center;">/co·ló·re/</h3>
<p>Qui ora chi mi conosce sa che ho un bel problema con i colori, li mischio tutti non distinguo le sfumature sono daltonico ecc ecc. ma il punto fondamentale è che io sono sempre stato convinto che ogni disco sia legato a un<strong> colore</strong>, sia il disco stesso un colore. Le canzoni ti dettano il colore totale di un lavoro e al loro interno vi è una variazione della tonalità: ogni pezzo è un tassello cromatico e le totalità compongono l’intero mondo di immateriale suono.</p>
<h3 style="text-align: center;">/ˈʌndəˌgraʊnd/</h3>
<p>Non voglio fare della promo del mio disco ma sono convinto che sia una delle parole più belle e affascinanti che io abbia mai avuto davanti. Ricordo <em>Underground</em> di <strong>Tom Waits</strong> che ascoltai per la prima volta ad un Halloween in America e mi sembrò essere una canzone scritta e suonata dai morti in un cimitero, si sentono le ossa che battono e si contorcono e suonano per incantare i vivi. Ecco di nuovo il legame con gli scheletri dell’inizio. Ho vissuto e conosciuto persone che negli anni di questa parola ne hanno fatto uno stile di vita, in alcuni casi non conoscendone nemmeno l’esistenza. <strong>Underground</strong> mi fa pensare a chi non ha una speranza nella vita a chi ha perso tutto ma non la verità, a chi continua a ridere e gioire anche vivendo sottoterra, nel sottobosco. Mi fa pensare al mondo dove tutto è concesso, dove si esorcizza la malvagità della finzione accettata e messa sotto i riflettori del giorno. Questa è una parola luogo, dove ci si può permettere di restare per sempre nel crepuscolo, altra mia parola preferita e soprattutto momento migliore della giornata.</p>
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		<title>Gli ascolti fondamentali di Emanuele Triglia</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/04/17/emanuele-triglia-dischi/</link>
		<pubDate>Mon, 17 Apr 2023 15:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[emanuele triglia]]></category>
		<category><![CDATA[emanuele triglia Seven Beats I Forgot]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="667" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/emanuele-triglia-1024x667.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/emanuele-triglia-1024x667.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/emanuele-triglia-768x500.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/emanuele-triglia-770x502.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/emanuele-triglia-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/emanuele-triglia-385x251.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/emanuele-triglia.jpeg 1355w" /><p>È ormai da un po&#8217; che sulle nostre pagine leggi il nome di Emanuele Triglia, producer e bassista calabrese che ha lavorato con Ainé, Davide Shorty, Figùra e pubblicato quattro album tra il 2017 e il 2021. Lo scorso venerdì ha rilasciato anche un EP dal titolo &#8220;Seven Beats I Forgot&#8221; che, appunto, rispolvera dall&#8217;archivio&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="667" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/emanuele-triglia-1024x667.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/emanuele-triglia-1024x667.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/emanuele-triglia-768x500.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/emanuele-triglia-770x502.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/emanuele-triglia-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/emanuele-triglia-385x251.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/emanuele-triglia.jpeg 1355w" /><p>È ormai da un po&#8217; che sulle nostre pagine leggi il nome di <strong>Emanuele Triglia</strong>, producer e bassista calabrese che ha lavorato con Ainé, Davide Shorty, Figùra e pubblicato quattro album tra il 2017 e il 2021.<br />
Lo scorso venerdì ha rilasciato anche un EP dal titolo &#8220;Seven Beats I Forgot&#8221; che, appunto, rispolvera dall&#8217;archivio alcuni beat prodotti nel corso degli anni e mai pubblicati. Appartenendo ciascuno a un momento diverso del suo percorso artistico, questi beat finiscono per formare un puzzle di riferimenti, influenze e stati d&#8217;animo che in zoom out ci mostrano il quadro sonoro complessivo di Emanuele Triglia.<br />
Jazz, funk, hip hop, mellow soul, afro e psichedelia si incastrano perfettamente e con la solita eleganza che contraddistingue il sound del producer.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Seven Beats I Forgot" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/6QB2qGLdzPNabQyanXZkJ6?si=MFbL2tX0R820w6tOdr3Oxg&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Gli abbiamo chiesto di farci entrare ancor di più nel suo mondo musicale, attraverso i suoi ascolti fondamentali.<br />
Scoprili nelle prossime pagine e tieni le dita incrociate perché &#8220;Proiettili&#8221;, brano di cui Triglia è co autore con <strong>Elodie, Joan Thiele</strong> ed <strong>Elisa</strong> è candidato ai David di Donatello nella categoria Miglior Canzone Originale.</p>
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		<item>
		<title>Le parole di Generic Animal</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/04/13/generic-animal-parole-fondamentali/</link>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 09:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Generic Animal]]></category>
		<category><![CDATA[parole fondamentali]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="544" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-1024x544.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-1024x544.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-768x408.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-320x170.jpg 320w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-770x409.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-640x340.jpg 640w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-385x205.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1.jpg 1500w" /><p>Rosso di rabbia, rosso d&#8217;amore, d&#8217;imbarazzo. Rosso di calore, rosso febbrile, rosso di chi non ha più angoli liberi per stipare le cose continua ad accumulare dentro. Rosso di un mondo che sta per implodere. Questo è il colore del nuovo EP di Generic Animal uscito il 30 marzo per La Tempesta Dischi: 4 brani&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="544" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-1024x544.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-1024x544.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-768x408.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-320x170.jpg 320w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-770x409.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-640x340.jpg 640w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1-385x205.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/04/GENERIC-ANIMAL-PRESS-3-1-1.jpg 1500w" /><p>Rosso di rabbia, rosso d&#8217;amore, d&#8217;imbarazzo. Rosso di calore, rosso febbrile, rosso di chi non ha più angoli liberi per stipare le cose continua ad accumulare dentro.<br />
Rosso di un mondo che sta per implodere.<br />
Questo è il colore del nuovo EP di <strong>Generic Animal</strong> uscito il 30 marzo per La Tempesta Dischi: 4 brani inediti tra acustico ed elettrico scritti da Luca e prodotti con l’aiuto di <strong>Fight Pausa</strong> e <strong>Marco Giudici</strong> (+ <strong>Yakamoto Kotzuga</strong> in &#8220;Fine&#8221;).</p>
<p>Ascolta &#8220;Mondo Rosso&#8221; mentre più giù leggi le keywords per entrarci meglio dentro.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Mondo Rosso" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/2bXLMo4qdbJpgLt3IZ283I?si=qyPju_GYSY2Wzqmj9zEw6A&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<h3 style="text-align: center;">/ac·cor·da·tù·ra/</h3>
<p>Ho imparato a suonare la chitarra scordandola.<br />
Si chiamano <strong>accordature aperte</strong>, come quelle delle band che volevo imitare da ragazzino, quelle del blues o del country.<br />
Tante band le usano per fare generi più intricati ed ibridi.</p>
<p>La mia accordatura è tornata ad essere sempre più standard ma crescendo, ogni tot mi piace cazzeggiare e scordare la chitarra senza pensare al senso metrico degli accordi, solo quello armonico. L&#8217;ho fatto in particolare nell&#8217;ultimo ep.<br />
Forse alla fine ho smesso di imitare le mie band preferite? Forse sono diventato la mia band preferita? Non lo direi mai.<br />
Mi piace suonare e scordarmi.</p>
<h3 style="text-align: center;">/di·no·sàu·ro/</h3>
<p>L&#8217;immagine di un <strong>dinosauro</strong> mi ha sempre fatto venire voglia di disegnare, scrivere una canzone, non farmi sentire in colpa del volermi sentire ancora un po’ piccolo.<br />
Tutti quanti amano i dinosauri, almeno in un periodo della loro vita.</p>
<h3 style="text-align: center;">/cap·pel·lì·no/</h3>
<p>È dal 2014 che indosso praticamente il cappello quasi tutti i giorni.<br />
Pelato dichiarato dal 2016.<br />
Ho dei <strong>cappellini distrutti</strong> di cui non riesco a liberarmi, puntualmente appena ne compro uno nuovo, comunque finisco per indossare il più vecchio che ho.<br />
Penso di averne tipo 7. Il mio preferito è quello viola e giallo. Ma il cane di mia madre mi ha mangiato la visiera 1 giorno dopo averlo comprato, quindi ora è praticamente un brandello.<br />
Li lavo frequentemente.<br />
Ho comprato il mio primo cappellino a Londra, dopo aver conosciuto Mark Hoppus in un negozio di fumetti.</p>
<h3 style="text-align: center;">/là·go/</h3>
<p>Il <strong>lago</strong> è un posto per turisti o per per persone turbate.<br />
Io forse sono entrambi.<br />
I migliori momenti che ho passato negli ultimi anni li ho passati al lago. In particolare a Gittana, con gli amici e la morosa.</p>
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		<title>Le parole di Rareș</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/03/20/rares-femmina-parole-fondamentali/</link>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2023 16:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Rareş]]></category>
		<category><![CDATA[Rareş Femmina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.dlso.it/site/?p=132541</guid>
		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/rares-2-1024x683.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/rares-2-1024x683.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/rares-2-768x512.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/rares-2-770x513.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/rares-2-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/rares-2-385x257.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/rares-2-1540x1027.jpeg 1540w" /><p>Che Rareș avesse una bella stoffa lo avevamo già capito dal primo Curriculum Vitae ma è soltanto adesso che quella stoffa riusciamo a toccarla con mano per davvero. Prima di Femmina, avevamo solo intravisto un cantautore con uno spiccato senso del gusto e delle buone intuizioni. Ora vediamo un artista a fuoco, una ricerca, un&#8217;esperienza compiuta.&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/rares-2-1024x683.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/rares-2-1024x683.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/rares-2-768x512.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/rares-2-770x513.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/rares-2-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/rares-2-385x257.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/rares-2-1540x1027.jpeg 1540w" /><p>Che <strong>Rareș</strong> avesse una bella stoffa lo avevamo già capito dal <a href="https://www.dlso.it/site/2020/03/16/rares-curriculum-vitae/" target="_blank" rel="noopener">primo <em>Curriculum Vitae</em></a> ma è soltanto adesso che quella stoffa riusciamo a toccarla con mano per davvero.<br />
Prima di <em>Femmina</em>, avevamo solo intravisto un cantautore con uno spiccato senso del gusto e delle buone intuizioni. Ora vediamo un artista a fuoco, una ricerca, un&#8217;esperienza compiuta.<br />
<strong>Rareș</strong> lo chiama il suo primo disco, anche se in realtà sarebbe il secondo, perché è da qui che in un certo senso inizia il suo vero percorso: più consapevole, profondo e senza dubbio maturo. Le tredici tracce che lo compongono sperimentano su più fronti, dalla sessualità ai suoni, alla lingua che asseconda il polimorfismo che sta alla base dell&#8217;intero disco, mutando dall&#8217;italiano all&#8217;inglese, dal rumeno allo spagnolo.</p>
<p>Ci affascina la fluidità naturale con cui l&#8217;hyperpop si stempera nell&#8217;electro-pop e i richiami agli anni &#8217;60 si inacidiscono con i synth, gli esordi folk dialogano con sonorità più contemporanee lasciando che fraseggi hip-hop, reggaeton e voci pitchate intervengano a rinfrescare il tutto.</p>
<p>E dunque, piacere di (ri)conoscerti, <strong>Rareș. </strong>Siamo molto felici di ascoltarti e sorprenderci di tutte le forme che riesci a inventare. <strong><br />
</strong>E grazie per aver raccontato questo percorso attraverso 5 <strong>parole fondamentali.</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Femmina" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/3fLZttN2wu3O5td1arWns6?utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><em>Ciao DLSO, spero tutto ok. Di fronte all’horror vacui della scelta per le cinque parole ho estrapolato cinque titoli dei pezzi di Femmina per cercare di coglierne l’essenza.</em></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>/fém·mi·na/<br />
</strong></h3>
<p>“<em>Femmina, vieni qua, non mi va di stare qua, senza te, su di me, femmina, femmina</em>”<br />
La <strong>prima frase</strong> del primo pezzo del disco. Abbastanza self-explanatory, setta bene il mood di “ricerca della felicità” che permea tutto il resto del disco. Io, ad ascoltarla, mi sono sempre immaginato un bambino cantarla (da qui la voce pitchata in su), una persona conscia solo di ciò che desidera, non anche quanta fatica implichi ottenere l’oggetto del proprio desiderio.</p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>/faz·zo·lét·ti/</strong></h3>
<p>“<em>Fazzoletti a sinistra, due lire in geaca asta, è finito l’inverno, io ho la pancia</em>” Constatazione letterale di ciò che conteneva al mia giacca nel momento in cui registravo. <strong>Fazzoletti</strong> in qualche modo è l’inizio del percorso compositivo. La giacca in questione è un ritrovamento della casa in cui abitavo quando ho iniziato a scrivere il disco, la indosso ancora ed ancora oggi devo capire a chi appartenesse.<br />
Nelle tasche, quelle nascoste, tengo ricordini accumulati nel tempo di un sacco di persone: ho bulloni, perle, pezzi di alloro secco, mezza bustina di oki.</p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>/iù·bi/</strong></h3>
<p>“<em>Iubi kiss me iubi, stai attenta ai lupi</em>”<br />
Iubi è short for<strong> iubit</strong>/a, amato/a in rumeno. E’ un vezzeggiativo molto usato in lingua. Parola scelta come stendardo per tutte le situa del disco dove ci sono immagini di amore cute, di coccole e attimi dolcissimi, in contrapposizione a tutte le immagini ruvide, violente, di un amore che deve esplodere/implodere seduta stante.</p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>/jk/</strong></h3>
<p>“<em>Let it be, let it be, prega a Marì</em>”<br />
JK, <strong>just kidding</strong>. Il ritornello riprende il testo di, ovviamente, <em>Let it be</em> dei Beatles. Scelto perché rappresenta lo spirito del disco, mega ironico verso dentro e verso fuori. E’ pieno di cose pesissime dette con grande leggerezza che sto ancora cercando di capire se siano verità/finzione, consce/subconsce.</p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>/mù·ta/</strong></h3>
<p>“<em>Ho avuto l’onore di fare la muta con te, e forse avrò quello di fare un mutuo con te</em>”<br />
La frase conclusiva del disco. La realizzazione e l’accettazione di un <strong>cambiamento</strong> è una cosa spesso diﬃcile, ma per far sì che avvenga bisogna ringraziare tutte le parti in causa per quanto fatto e detto insieme, che non è mai poco, mai scontato, mai inutile.</p>
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		<title>5 brani per prepararti al Circo dei Fuera</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/03/10/fuera-5-brani/</link>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2023 13:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[fuera]]></category>
		<category><![CDATA[fuera circo mezzaluna]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/fuerafotopresskit-1-1-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/fuerafotopresskit-1-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/fuerafotopresskit-1-1-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/fuerafotopresskit-1-1-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/fuerafotopresskit-1-1-20x21.jpg 20w" /><p>Oggi inizia il tour dei Fuera che porteranno in giro per l&#8217;Italia tutta la carovana di voci, personaggi, generi e suoni danzanti nel loro ultimo, folle disco &#8220;CIRCO MEZZALUNA&#8221;. Li abbiamo contattati chiedendogli 5 brani da ascoltare per arrivare più o meno preparat* ai loro show che, tra l&#8217;altro, stanno andando velocemente sold-out (quindi non&#8230;</p>
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<p>Li abbiamo contattati chiedendogli 5 brani da ascoltare per arrivare più o meno preparat* ai loro show che, tra l&#8217;altro, stanno andando velocemente sold-out (quindi non perdere troppo tempo e assicurati <a href="https://linktr.ee/fuera.monksta" target="_blank" rel="noopener">un biglietto</a> che i ragazzi meritano).</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: CIRCO MEZZALUNA" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/7p9QOmQ708LSnJasUX3Bk9?si=hA4ten5oSPG8J3SYMiCj5w&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Ecco i<strong> 5 brani che ti introducono al mondo dei Fuera</strong>:</p>
<p><strong>1. Whirlpool Productions &#8211; From Disco to Disco</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: From Disco To Disco" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/4AmULZtflj3SktU5MPB6EK?si=5d33f5f6f14c4335&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>L&#8217;atmosfera da jam session e la libertà che trasmette questo pezzo ci ha completamente rapiti dal primo ascolto. Il groove morbido e solido, il sample ipnotico, il coro angelico, le risate. Scoprire che nel 1996 fu addirittura primo in classifica in Italia è stato un mezzo shock.</p>
<p><strong>2. Nicolas Jaar &#8211; El Bandido</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: El Bandido" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0YQznyH9mJn6UTwWFHqy4b?si=fb7fc446098f4a9e&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Lui è un genio e si sa, negli ultimi anni è stato una grande fonte di ispirazione per noi. Abbiamo scelto questo pezzo perché, così come &#8216;Mi Mujer&#8217;, si potrebbe ascoltarlo per anni senza mai stancarsene.</p>
<p><strong>3. Manu Chao &#8211; Desaparecido</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Desaparecido" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5Hc7O2dX51NI4YcHPuoOpw?si=3e49b387093f43a7&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Manu è stata una piacevole riscoperta durante la quarantena, &#8216;Clandestino&#8217; è un disco incredibile e le vibe che riesce a trasmettere sono uniche.</p>
<p><strong>4. Nirvana &#8211; All Apologies</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: All Apologies" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/1Ic9pKxGSJGM0LKeqf6lGe?si=c9ea1a7080b7400b&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>I Nirvana in passato sono stati importanti per noi e hanno sicuramente influenzato alcune nostre idee sul mondo e la nostra &#8220;filosofia&#8221; di vita in un certo periodo. Poi vabbè serve dire che sono la sintesi perfetta tra underground e pop?</p>
<p><strong>5. Blue &#8211; A chi mi dice</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: A Chi Mi Dice" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/1EADnRGTzbYsQE5FjL2B5P?si=9641bba496d841dd&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Uoo ooooooooooooooh a chi mi diiiiiceeee.</p>
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		<title>5 brani per conoscere Tripolare</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/03/02/tripolare-5-brani/</link>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2023 10:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Tripolare]]></category>
		<category><![CDATA[tripolare panorama20]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/tripolare-1024x683.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/tripolare-1024x683.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/tripolare-768x512.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/tripolare-770x514.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/tripolare-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/tripolare-385x257.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/tripolare-1540x1027.jpeg 1540w" /><p>Tripolare è uno di quelli che si stanno allenando a diventare i tuoi prossimi artisti preferiti. Il training nel suo caso è particolarmente intensivo perché, mentre si esercita a crescere artisticamente, Gabriele sta affrontando tutti gli sforzi richiesti dall&#8217;avere 20 anni. Il sudore gronda a pioggia ma ha già iniziato a dare i suoi frutti:&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/tripolare-1024x683.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/tripolare-1024x683.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/tripolare-768x512.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/tripolare-770x514.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/tripolare-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/tripolare-385x257.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/03/tripolare-1540x1027.jpeg 1540w" /><p><a href="https://www.instagram.com/tripolare_/" target="_blank" rel="noopener">Tripolare</a> è uno di <a href="https://www.dlso.it/site/2023/01/31/nomi-nuovi-2023/" target="_blank" rel="noopener">quelli che si stanno allenando</a> a diventare i tuoi prossimi artisti preferiti.<br />
Il training nel suo caso è particolarmente intensivo perché, mentre si esercita a crescere artisticamente, Gabriele sta affrontando tutti gli sforzi richiesti dall&#8217;avere 20 anni. Il sudore gronda a pioggia ma ha già iniziato a dare i suoi frutti: il 24 febbraio è uscito l&#8217;EP &#8220;PANORAMA20&#8221; che, attraverso tre brani da lui interamente scritti, racconta proprio quel momento in cui dal bagnasciuga dell&#8217;adolescenza inizi a intravedere l&#8217;orizzonte dell&#8217;età adulta.</p>
<p>Noi non vediamo l&#8217;ora che Tripolare si avvicini sempre di più a quell&#8217;orizzonte, per poterci raccontare l&#8217;età adulta da una prospettiva ancor più matura.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: PANORAMA20" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/6O2qcGscqCNhAVKL94slZC?si=KDlWGUB5StmD3lKv_IaKfg&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>Gli abbiamo chiesto intanto di parlarci del suo background musicale attraverso 5 brani per lui fondamentali</strong>.</p>
<p><strong>1. Anika &#8211; I Go to to Sleep</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: I Go to Sleep" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/09wLmYMwtkACbGAPqX22Pb?si=8215302ae75f4a5b&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>è un tipo di sofferenza sonora che nessuno ha più il coraggio di voler trasmettere a pieno. Il ritmo sembra quasi una macchina industriale che cigola e scalpita. Secondo me è l’emblema di come in Italia siamo rimasti molto indietro in ambito compositivo: le emozioni passano solo per le parole e spesso nei suoni o melodie si ha paura di osare.</p>
<p><strong>2. Jovanotti &#8211; Piove</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Piove" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/68d0iSU9eAJirdYCzOSFub?si=b7b00cb02e384b6a&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Il mondo di Jovanotti è un mondo che ascoltavo da piccolino in macchina con i miei genitori e tutt’ora mi ricorda che non ci sarebbe musica senza gioco, bisogna divertirsi di più con le piccole cose.</p>
<p><strong>3. Calcutta &#8211; Gaetano</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Gaetano" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/48Nh04YgUsE4b5V3y9sIdD?si=c433cb994c06440e&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Calcutta anche è uno che con le parole gioca parecchio e di cose da dire ne ha sempre. Ciò che mi ha catturato nella sua musica però sono proprio le produzioni minimali così semplici ma capaci di farti scendere una lacrima in qualsiasi momento.</p>
<p><strong>4. Yves Tumor &#8211; Licking An Orchid</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Licking An Orchid" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2VKAYeINenuAtm8r9bcWnf?si=c03a424f77574444&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>La fusione di generi mi ha sempre divertito molto e a volte mi sembra una scienza misteriosa. Yves Tumor sperimenta ormai da anni la fusione di samples anni &#8217;90 con chitarre distorte synth e batterie 50% hip hop 50% grunge.</p>
<p><strong>5. Blonde Redhead &#8211; Misery is a Butterfly</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Misery Is a Butterfly" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0tm9m5pv01Toj3nt3LESdZ?si=2a0c11b5b1874425&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Un brano che richiama un mondo gotico che da sempre mi affascina e che anche nel mio ultimo progetto &#8220;PANORAMA20&#8221; ho cercato di ricreare in modo più contemporaneo.</p>
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		<title>5 brani per conoscere Mazzariello</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/01/24/mazzariello-5-brani/</link>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2023 11:55:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[mazzariello]]></category>
		<category><![CDATA[Mazzariello Ufficio Oggetti Smarriti]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="773" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/mazzariello-1024x773.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/mazzariello-1024x773.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/mazzariello-768x580.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/mazzariello-770x581.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/mazzariello-20x15.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/mazzariello-385x291.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/mazzariello-1540x1163.jpeg 1540w" /><p>Se hai perso un po&#8217; di poesia è sicuro che la troverai nell&#8217;Ufficio oggetti smarriti di Mazzariello. Il sad boy di Futura Dischi ha pubblicato il 13 gennaio il suo Ep di debutto che si compone di cinque perle in acustico, intrise di una malinconia accogliente e di immagini semplici che poi sono tutte tessere&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="773" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/mazzariello-1024x773.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/mazzariello-1024x773.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/mazzariello-768x580.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/mazzariello-770x581.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/mazzariello-20x15.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/mazzariello-385x291.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/mazzariello-1540x1163.jpeg 1540w" /><p>Se hai perso un po&#8217; di poesia è sicuro che la troverai nell&#8217;Ufficio oggetti smarriti di <strong>Mazzariello</strong>.<br />
Il sad boy di <strong>Futura Dischi</strong> ha pubblicato il 13 gennaio il suo Ep di debutto che si compone di cinque perle in acustico, intrise di una malinconia accogliente e di immagini semplici che poi sono tutte tessere del mosaico di ricordi che l&#8217;artista ripesca in questa stanza immaginaria.<br />
Dentro l&#8217;Ufficio oggetti smarriti ci trovi anche gli ascolti fondamentali di Mazzariello che per praticità abbiamo riassunto in 5 brani.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: ufficio oggetti smarriti" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/1qh6qL1j3dKWCVUjBEXXQi?si=qL8bPHvmTdWkE6rpZaqxFQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>1. Parachutes &#8211; Coldplay</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Parachutes" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/4qzoHxgp42ylb18ga1SWTL?si=e93e8303f3d54dd3&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>È la traccia di uno degli album più importanti della mia vita. Se sono ciò che sono e mi muovo seguendo una direzione (che ogni tanto perdo) lo devo proprio a Parachutes dei <strong>Coldplay</strong>. Questo a prescindere dall’aspetto puramente artistico, parlo proprio per quanto riguarda la mia persona. Il fatto che sia una canzone tagliata a metà (volutamente) che crea quel desiderio malinconico di volerne di più. Il minimalismo che c’è nella melodia della voce di Chris Martin e gli accordi semplici ma assolutamente non banali della chitarra acustica mi cullano ad ogni ascolto e mi fanno sentire al sicuro.</p>
<p><strong>2. Beach Baby &#8211; Bon Iver</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Beach Baby" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2LXtyj95dK56ENS1QLt4IB?si=a6605501fa6f426e&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Non so se si capisce ma a me piacciono le cose minimal e malinconiche. Ma tranquilli, sto bene, grazie per averlo chiesto. Di Beach Baby mi affascina la complessità delle cose semplici. Questa canzone mi ha insegnato che, in molti casi, l’imperfezione è ciò che ci rende veritieri la maggior parte delle volte. L’imperfezione è la cosa “più perfetta” a cui possiamo tendere. Mi ricorda che sono un ragazzo, non una macchina. Poi le chitarre alla fine mi fanno volare.</p>
<p><strong>3. Mr. Tambourine Man &#8211; Bob Dylan</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Mr. Tambourine Man" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/3RkQ3UwOyPqpIiIvGVewuU?si=87b094fa59284e15&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Io bene o male l’inglese lo capisco, lo mastico anche. Però è divertente come questa canzone mi ha rapito senza che io all’inizio la capissi, proprio letteralmente. Il video del live di <strong>Dylan</strong> a Newport del 1964 mi ipnotizza ogni volta. Il fatto che lui e la sua poetica possano prendere così tanto le persone mi fa avere fede verso il fatto che le parole non sono solo parole, sono qualcosa di più. Ci sono così tante immagini sognanti, circensi, eteree nelle sue parole. “<em>Let me forget about today until tomorrow</em>” è una frase che ferma la confusione che ho intorno.</p>
<p><strong>4. Poeti per l’estate &#8211; Francesco De Gregori</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Poeti per l&apos;estate" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0QKtjEHBQ62wjqj1ykLKSG?si=7df9f5af308f4dc7&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Per me è la sottile linea tra la poesia intrinseca nelle cose ed il poeta (o l’esasperazione di quest’ultimo). La spasmodica ricerca dell’arte che porta a banalizzare ciò che di per sé non va spiegato. La gara che c’è nello scrivere a tutti i costi qualcosa di profondo che poi ci fa rimanere a galla. La perdita della naturalezza e dell’immediatezza delle cose belle. L’ipocrisia, la gelosia degli artisti e la loro voglia di risultare per forza interessanti ci distoglie da ciò che è veramente importante. Parlo al “noi” perché sono sicuro che TUTTE le persone che si esprimono in varie forme d’arte hanno portano con se (seppur in piccola parte) queste ipocrisie.</p>
<p><strong>5. Scomparire &#8211; Giovanni Truppi</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Scomparire" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/5JWAEgHFdgvpL9leXClXiC?si=67d193dc38a84888&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>La ricerca costante di dare un nome al male, come se già di per sé non ne avesse uno. Come se stare male ed il male fossero la stessa cose. La voglia di scomparire e di diventare un tutt’uno con l’altro, unendosi in un abbraccio (che è uno dei gesti più comuni che ci sia). Ho sempre creduto che i ponti che nel tempo si creano con altre persone possano in un certo senso aiutarci ad affrontare e percorrere meglio le difficoltà che, come i fiumi, ogni tanto straripano. Per me Scomparire di <a href="https://www.dlso.it/site/2022/02/02/giovanni-truppi-sanremo/" target="_blank" rel="noopener">Giovanni Truppi</a> è questo.</p>
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		<title>Le parole di CLAVDIO</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2023/01/23/clavdio-parole-fondamentali/</link>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 14:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Clavdio]]></category>
		<category><![CDATA[clavdio guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[parole fondamentali]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="576" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/CLAVDIO-1024x576.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/CLAVDIO-1024x576.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/CLAVDIO-768x432.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/CLAVDIO-770x433.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/CLAVDIO-20x11.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/CLAVDIO-385x217.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/CLAVDIO-1540x866.jpeg 1540w" /><p>Sul finire del 2022 è tornato CLAVDIO, cantautore romano in scuderia Bomba Dischi che qualche anno fa ci aveva conquistati con Togliatti Boulevard. Il nuovo album si intitola Guerra Fredda ed è un diario scritto in pandemia in cui l&#8217;artista ha annotato le sue personali tribolazioni, le sfide con se stesso e con le sue&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="576" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/CLAVDIO-1024x576.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/CLAVDIO-1024x576.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/CLAVDIO-768x432.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/CLAVDIO-770x433.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/CLAVDIO-20x11.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/CLAVDIO-385x217.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2023/01/CLAVDIO-1540x866.jpeg 1540w" /><p>Sul finire del 2022 è tornato <strong>CLAVDIO</strong>, cantautore romano in scuderia Bomba Dischi che qualche anno fa ci aveva conquistati con Togliatti Boulevard.<br />
Il nuovo album si intitola Guerra Fredda ed è un diario scritto in pandemia in cui l&#8217;artista ha annotato le sue personali tribolazioni, le sfide con se stesso e con le sue aspettative, e tutte quelle piccole battaglie quotidiane che il lockdown ha amplificato e trasformato da particolari a universali.<br />
Per questo è facile trovarsi e riconoscersi nelle sensazioni di CLAVDIO che, come sempre, riesce a condire di ironia e suggestioni poetiche le emozioni più spiacevoli, lasciandoci di sasso e strappandoci un sorriso anche dove ci starebbe meglio un pianto.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="352" title="Spotify Embed: Guerra Fredda" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/7AFJX1VON5mOa1k7X4y0Up?si=ABM3LQkhScWEh9-o_YTNXg&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Abbiamo chiesto proprio a lui, che con le parole molto spesso ci gioca, di raccontarsi attraverso delle keywords fondamentali.</p>
<h4 style="text-align: center;">/i·ro·nì·a/</h4>
<p>È un lato del mio carattere e un mezzo di comunicazione che uso molto spesso nelle canzoni.<br />
L&#8217;<strong>ironia</strong> per me è fondamentale, mi ha sempre dato una mano nei momenti più difficili, mi aiuta a sdrammatizzare quando i drammi vogliono prendere il sopravvento e a mantenere la lucidità per non peggiorare alcune situazioni.<br />
Nella musica mi aiuta a parlare di argomenti seri senza renderli pesanti.</p>
<h4 style="text-align: center;">/tran·quil·li·tà/</h4>
<p>La ricerco, ma non come una meta finale: la cerco nelle giornate.<br />
Cerco <strong>attimi di tranquillità</strong>: una giornata alle terme, una camminata nella natura, sdraiarmi su un prato e leggere un po&#8217;, farmi una tisana&#8230; Mi ripristina, mi aiuta a resettare la mente, a collegarmi con me stesso.<br />
La cerco anche per scrivere: questo disco, “Guerra Fredda”, è nato grazie a questa ricerca della tranquillità. Mi sono infatti spostato da Roma alle colline umbre e lì ho finito di scriverlo.<br />
Per il disco precedente, invece, mi ero limitato a stare chiuso in macchina in un posto che mi piacesse.</p>
<h4 style="text-align: center;">/prag·ma·tì·ṣmo/</h4>
<p>Mi piace risolvere quasi ogni problema nel modo più pratico possibile, ingegnarmi trovando soluzioni efficaci e poco dispendiose in tutti i sensi (sembrano quasi frasi da curriculum!).<br />
Ma non intendo il <strong>pragmatismo</strong> nel classico senso del “minimo sforzo massima resa”: lo sforzo lo faccio sempre, nel pensare bene prima di agire.<br />
Credo che questo mio modo di fare si riversi anche nella musica, in molte delle frasi che scrivo: voglio che aprano un mondo di significati e riflessioni in tre quattro parole, che arrivino dritte, senza troppi giri. Ma per raggiungere questo risultato il lavoro meno immediato viene, come dicevo, fatto prima.</p>
<h4 style="text-align: center;">/col·la·bo·ra·zió·ne/ e /fi·dù·cia/</h4>
<p><strong>Collaborazione</strong> è una parola strettamente collegata a questo ultimo disco: con lui ho riscoperto l&#8217;importanza di aprirsi agli altri. “Guerra Fredda” mi ha dato la possibilità di fare nuove conoscenze, di fidarmi, di condividere, di riscoprire cose che nella musica un po&#8217; avevo perso.<br />
Questo fidarmi e aprirmi al fare le cose con persone nuove mi ha portato a risultati che non mi aspettavo. Ad esempio conoscere Malika Ayane e volare a Berlino insieme a Maurizio Mariani per registrare la sua bellissima voce per “Graminacee”.<br />
O ancora, produrre “Freccia” con Fabio Gargiulo (che avevo conosciuto nel 2019 senza fini lavorativi, è un&#8217;amicizia nata da una simpatia spontanea) che poi ha fatto sì che sul brano ci fosse il basso di Gabriele Cannarozzo e gli archi di Davide Rossi.<br />
Conoscere Maurizio Mariani, il produttore di 7/8 di “Guerra Fredda”, ha fatto poi sì che questo disco sia stato pubblicato: oltre a essere ormai un amico, Maurizio è stato fondamentale nello spronarmi in un momento che stavo vivendo con difficoltà, ed è anche grazie a lui che ho creduto possibile contattare Malika Ayane.</p>
<h4 style="text-align: center;">/u·ma·ni·tà/</h4>
<p>Intesa come sentimento. Per me è fondamentale per stringere rapporti, è fondamentale per fare qualsiasi cosa. Se non c&#8217;è <strong>umanità</strong> non sto bene.<br />
Le mancanze di rispetto, il mettere i piedi in testa a gli altri per arrivare primi&#8230; Questi modi di fare non li sopporto.<br />
Infatti con le persone con cui ho stretto rapporti (e che ho citato in precedenza), c&#8217;è stato da subito quel feeling umano per me necessario.<br />
Credo che di questi tempi non sia molto gettonata, spero di comunicarne un po&#8217; attraverso le mie canzoni.</p>
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		<title>5 brani per conoscere Thoé</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/11/10/thoe-5-brani/</link>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 10:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[thoè]]></category>
		<category><![CDATA[thoè futurama]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="547" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/11/Thoe_Futurama0363-1-1-1024x547.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/11/Thoe_Futurama0363-1-1-1024x547.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/11/Thoe_Futurama0363-1-1-768x410.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/11/Thoe_Futurama0363-1-1-320x170.jpg 320w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/11/Thoe_Futurama0363-1-1-770x411.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/11/Thoe_Futurama0363-1-1-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/11/Thoe_Futurama0363-1-1-385x205.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/11/Thoe_Futurama0363-1-1-1540x822.jpg 1540w" /><p>Uscito lo scorso venerdì, &#8220;Futurama&#8221; è il singolo di presentazione di Thoé, il primo che anticipa il suo esordio in lingua italiana per Island Records / Universal Music Italia. Il brano, prodotto da FAFFA e arrangiato da MARVELY, racconta il percorso di accettazione di chi a fatica riesce ad amarsi e ad accogliersi per quel&#8230;</p>
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<p>Il brano, prodotto da FAFFA e arrangiato da MARVELY, racconta il percorso di accettazione di chi a fatica riesce ad amarsi e ad accogliersi per quel che è. Accompagnato anche da <a href="https://www.youtube.com/watch?v=HoceV_B6mGk" target="_blank" rel="noopener">un video</a> che vagamente ricorda l&#8217;estetica aliena di Yves Tumor, il singolo abbraccia invece il morbido mondo del nuovo RnB italiano.</p>
<p>In attesa di ascoltare il suo primo album, conosciamo meglio <strong>Thoé</strong> attraverso i suoi 5 brani preferiti.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Futurama" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/34xLT6m2R7ww0xJZcMRBzK?si=8caf5b67d5b74444&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>1. Black is the color of my true love&#8217;s hair &#8211; Nina Simone</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Black Is The Color Of My True Love&apos;s Hair" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/33WjZmABjWk4zrerZiFLJ7?si=1977b67f833e4ee3&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Questa canzone resa famose dalla pietra miliare Nina Simone è per me molto importante perché mi ha dato l’opportunità di ritrovare e riscoprire il valore della mia pelle, delle mie caratteristiche.<br />
“Black is the color of my true love&#8217;s hair” non solo è una canzone che ti avvolge con l’incredibile forza della voce vellutata di Nina ma ogni giorno mi ricorda di quanto sono fortunato a essere quello che sono.</p>
<p><strong>2. Brahma’s Song -Willow Smith ft Jahnavi Harrison</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Brahma’s Song" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7DffaHi9eCrbi3mkDwyzHF?si=e2cf8e616b8e4d4e&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Questa canzone di Willow Smith in collaborazione con Jahnavi è una canzone simbolica ed importante per me in quanto credo che la musica sia prettamente collegata all’anima e dunque al mondo spirituale.<br />
Quale migliore esempio dunque se non questo?</p>
<p><strong>3. Beautiful Rain -The Cavemen</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Beautiful Rain" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/4RvaURFdgzDdMc9IrHg28N?si=cd177d10aa314cff&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Questa canzone mi riconnette alle mie radici, alla terra che ha dato natali a mia madre. Pulsa nel mio sangue e risveglia lo spirito dei miei antenati che spero di rendere fieri giorno dopo giorno.</p>
<p><strong>4. Signs &#8211; Beyoncé feat. Missy Elliot</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Signs (feat. Missy Elliott)" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/3goUufQotOykzA3zLkPNyb?si=5486adbc63624240&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Beyoncé è una delle icone che imitavo da piccolo ed ho sempre ammirato e stimato.<br />
In particolare ho selezionato questa canzone perché co-scritta con Missy Elliot.<br />
Tralasciando il fatto che credo e supporto l’influenza di più mani in un progetto, credo tanto nella connessione tra R&amp;B e Hip Hop in quanto si sono tanto influenzati positivamente nel decorrere degli anni e questa è una canzone che mi ha accompagnato molto nel mio percorso sia come cantante che come ballerino.</p>
<p><strong>5. Senza un perché &#8211; Nada</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Senza Un Perché" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/21S6EicU7LXhS4ampzsOAQ?si=d35f93a4b2e646c9&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Questa canzone della grande Nada è una canzone che porto nel cuore perché con la sua leggerezza esprime per me un po’ l’essenza della vita e il “compito” della musica (esprimere un contenuto importante a volte con un po’ di leggerezza).<br />
La nostra anima cerca amore e conferme ma la vita va avanti come un flusso a volte procurandoci anche dolori.<br />
La vita non ti aspetta e non porta con se alcuna motivazione o perché.</p>
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		<title>MEG dalla A alla Z</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/10/26/meg-vesuvia-intervista-a-z/</link>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2022 12:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[slider]]></category>
		<category><![CDATA[intervista a z]]></category>
		<category><![CDATA[meg]]></category>
		<category><![CDATA[meg vesuvia]]></category>

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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2022/10/26/meg-vesuvia-intervista-a-z/">MEG dalla A alla Z</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="664" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/meg-vesuvia-1024x664.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/meg-vesuvia-1024x664.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/meg-vesuvia-768x498.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/meg-vesuvia-770x500.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/meg-vesuvia-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/meg-vesuvia-385x250.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/meg-vesuvia-1540x999.jpeg 1540w" /><p><em>VESUVIA</em> è un disco di opposti e lo è già dal titolo che declina al femminile un nome che per tradizione millenaria si è fatto appartenere al genere maschile.<br />
Vesuvio, simbolo quiescente da cartolina, e minaccia, violenta e distruttiva.<br />
È da dentro a questo cratere che la nuova forza creativa di <strong>Meg</strong> ha preso a ribollire, accumulando, come in una camera magmatica, tutto il silenzio di questi anni, misto alla paura e al desiderio di venir fuori.<br />
Così nella notte del 30 settembre è esplosa, consegnandoci una creatura forte e fragile, figlia di un&#8217;energia oscura, viscerale ma anche di un calore rassicurante, domestico e mediterraneo.</p>
<p>Potremmo andare avanti per dicotomie, descrivendo <em>VESUVIA</em> come un disco popolato da ritmiche concrete e melodie eteree, o ancora da momenti scuri, dove sintetizzatori e batterie elettroniche distorte costruiscono scenari apocalittici, e all&#8217;opposto momenti alleggeriti da un&#8217;euforia contagiosa e irruente. Ma la dualità più bella di questo disco, a mio avviso, è quella che alla fine ci riporta all&#8217;unicità, raccontandoci una nuova Meg, mano nella mano con la vecchia Meg. Senza fratture, ma in un flusso unico che scorre da trent&#8217;anni, arricchito di nuovi e pulsanti linguaggi.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="380" title="Spotify Embed: VESUVIA" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/7Mu8zEVYVDPqyFdNwhdmoQ?si=BxQXFVqUT3GOH1y2LPGKlA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>Quella che segue è una chiacchierata con Meg dalla A alla Z sul suo ultimo disco. Una domanda per ogni lettera dell&#8217;alfabeto.</strong></p>
<p>Arco e frecce, dove puntiamo?<br />
Puntiamo dritto davanti a noi, per viaggiare veloci &#8211; oltre ogni bigottismo, misoginia, razzismo &#8211; con la nostra mente: non dimentichiamo mai che lei è più forte di qualsiasi regime o algoritmo che ci vorrebbe assopiti e passivi.</p>
<p><strong>B </strong><span style="font-weight: 400;"><strong>come il Brano del disco a cui sei più legata e perché.</strong><br />
</span>Non c’è un brano preferito in assoluto, ma <em>Scusa se sono felice</em> è sicuramente uno tra i preferiti. Parla del diritto inalienabile ad essere felici in un mondo che va a rotoli.</p>
<p><strong>Cinque immagini che Vesuvia ti suggerisce.</strong><br />
Pentagrammi di lava.<br />
Amici danzano dentro a un cratere.<br />
Terra fertile come nessuna al mondo.<br />
Una ragazza che sogna.<br />
Opposti che si completano.</p>
<figure id="attachment_131087" style="width: 1080px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-131087 size-full" src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/312222868_3139743359575565_3719625554345513324_n.jpg" alt="" width="1080" height="1080" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/312222868_3139743359575565_3719625554345513324_n.jpg 1080w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/312222868_3139743359575565_3719625554345513324_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/312222868_3139743359575565_3719625554345513324_n-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/312222868_3139743359575565_3719625554345513324_n-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/312222868_3139743359575565_3719625554345513324_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/312222868_3139743359575565_3719625554345513324_n-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/312222868_3139743359575565_3719625554345513324_n-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/312222868_3139743359575565_3719625554345513324_n-385x385.jpg 385w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><figcaption class="wp-caption-text">Credit: Bianca Peruzzi</figcaption></figure>
<p><strong>D come Dischi. Cosa hai ascoltato durante il processo creativo?</strong><br />
Flume, Koreless, Mura Masa, Travis Scott, Lorenzo Senni…</p>
<p><strong>Eterno ritorno dei ‘90. In un ciclico corso musicale che spesso torna dove tu hai iniziato, che tipo di percorso ti ha allontanato dal rischio di ripeterti?</strong><br />
È vero: i 90s non sono mai tramontati. Sono stati talmente dirompenti e rivoluzionari che ancora oggi sono innovativi e dettano canoni. Io mi ci sono trovata dentro molto a mio agio perché ho sempre amato generi musicali diversi. La musica elettronica ti dà la possibilità di non ripeterti proprio perché è l’emblema della caduta dei recinti musicali.</p>
<p><strong>Featurings. Nel tuo nuovo lavoro c’è un magma denso di collaborazioni. Come hai scelto gli artisti e le artiste dei feat?</strong><br />
Li ho scelti in base ad affinità complementari: <strong>Katia </strong>(Labèque, <em>n.d.r</em>) ama sperimentare tra i più diversi ambiti musicali nonostante la sua profonda radice classica; <a href="https://www.dlso.it/site/2022/06/15/under-the-radar-maggio-2022/11/" target="_blank" rel="noopener"><strong>NZIRIA</strong></a> ha una voce di lava ed ama produrre i suoi pezzi come me; i ragazzi dei <a href="https://www.dlso.it/site/2022/03/10/altea-sano-ep-thru-collected/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Thru Collected</strong></a> sono un po’ me se avessi 20 anni oggi, sono liberi e anche per loro, le barriere musicali non esistono; <strong>Emma</strong> (Marrone,<em> n.d.r.</em>) è una donna tosta e sanguigna, ho molto apprezzato il suo schierarsi per il salvataggio dei migranti in mare, <strong>Elisa</strong> è più eterea e poetica e si batte per la salvaguardia del nostro ecosistema: mi piaceva molto che le nostre tre voci, così diverse tra loro, potessero cantare un pezzo corale sulla sorellanza.</p>
<figure id="attachment_131089" style="width: 1080px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-131089 size-full" src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/306574298_5537607339632430_6645557208779092498_n.jpg" alt="" width="1080" height="1348" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/306574298_5537607339632430_6645557208779092498_n.jpg 1080w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/306574298_5537607339632430_6645557208779092498_n-768x959.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/306574298_5537607339632430_6645557208779092498_n-820x1024.jpg 820w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/306574298_5537607339632430_6645557208779092498_n-770x961.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/306574298_5537607339632430_6645557208779092498_n-20x25.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/306574298_5537607339632430_6645557208779092498_n-385x481.jpg 385w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><figcaption class="wp-caption-text">MEG con i Thruco. Source: IG @meg_muzic</figcaption></figure>
<p><strong>G come “<em>Grazie</em>”, traccia di chiusura del disco. A chi è dedicata?</strong><br />
Grazie è dedicata al mio pubblico. Dopo quasi 30 anni c’è ancora chi aspetta pazientemente i miei dischi: non posso che sentirmi grata.</p>
<p><strong><em>Here Comes The Sun</em>. Da beatlesiana, qual è stata la traccia più illuminante per te?</strong><br />
Oh cavolo. Sono in crisi. Allora. I miei da piccola mi regalarono il libro dei testi dei Beatles con la traduzione a fronte. In quel momento scoprii il significato di quelle bellissime canzoni. <em>The fool on the hill</em> forse è stata una di quelle che mi colpì di più. Empatizzai molto con <em>The fool</em>, e senza accorgermene forse cominciavo ad elaborare il mio sentirmi un po’ costantemente un pesce fuor d’acqua.</p>
<p><strong>Inglese / napoletano. “<em>She’s Calling Me</em>” le contiene entrambe. Come nasce il brano?</strong><br />
Quando rappavo mi veniva naturale switchare dal napoletano all’inglese: metricamente sono molto vicini.<br />
<em>She’s calling</em> <em>me</em> era nata tutta in inglese. È un pezzo che parla del richiamo della musica al quale non si può sfuggire.<br />
Daniele Frenetico mi chiese se riuscivo a farne una versione in italiano. Assolutamente non riuscii. Dopo mesi, il giorno stesso in cui dovevo registrare la voce def da Francesco Fugazza, in treno a soccorrermi è arrivato il napoletano. Come avevo fatto a non pensarci prima? In 5 minuti ho letteralmente tradotto la strofa. Ho voluto lasciare entrambe le lingue perché mi sembrava molto naturale la loro coesistenza.</p>
<p><strong>J come Juke-box. Una canzone che ti piace ballare.</strong><br />
<em>Wanna Be Startin&#8217; Somethin&#8217;</em> di Michael Jackson, soprattutto quando parte “Ma-ma-se, ma-ma-sa, ma-ma-ko-ssa”</p>
<p><strong>Karaoke. Una canzone che canti spesso.</strong><br />
In questo periodo INTOSTREET di <a href="https://www.dlso.it/site/tag/liberato/" target="_blank" rel="noopener">LIBERATO</a></p>
<p><strong>La frase-chiave di Vesuvia.</strong><br />
<em>C’è un fuoco che brucia dentro,</em><br />
<em>custodito come in un tempio</em></p>
<p><strong>Meg e Maria. In che modo hanno dialogato e dialogano adesso dopo trent’anni?</strong><br />
Sono sorelle, hanno periodi turbolenti in cui si tengono a distanza, ma imparano molto l’una dall’altra. in questo periodo si vogliono molto bene.</p>
<p><strong>Napolide è un concetto affascinante che Erri De Luca definiva come l’“essersi raschiato dal corpo l’origine, per consegnarsi al mondo”. Qual è, invece, la tua personale interpretazione?</strong><br />
Anch’io mi sono consegnata al mondo, ma Napoli non sono riuscita a scrostarmela di dosso. Anzi forse è proprio l’imprinting di Napoli che mi fa sentire a casa ovunque io vada. Un po’ come quando si dice che se impari a guidare a Napoli dopo ti sembrerà facilissimo guidare in tutto il resto del mondo.</p>
<p><strong>O come Ossigeno. Come sono le tue pause tra una session in studio e l’altra?</strong><br />
Ossigeno per me è dedicarmi alle persone care, ai miei amati gatti, fare la spesa al mercato, cucinare, stare a tavola a lungo, rafforzando i legami con coloro che amo. Ma più di tutto per me ossigeno è un tuffo a mare e viaggiare.</p>
<p><strong>Produzione. Anche su quest’aspetto, il tuo ultimo progetto è ricchissimo. Com’è stato il flusso in questo assetto multi-identitario?</strong><br />
Molti dei pezzi sono arrivati in studio con un livello di produzione mia già molto avanzata (per esempio <em>Non ti nascondere, Scusa se sono felice, Formiche, Aquila</em>); altri sono stati stravolti in studio rispetto agli originali (<em>Solare</em> con i Fugazza, <em>Arco &amp; Frecce</em> con Frenetik). Altri ancora erano delle strumentali che mi hanno fatto ascoltare Frenetik&amp;Orang3 (diventati poi <em>FORTEFRAGILE</em> e <em>NAPOLIDE</em>) e i Fugazza (Principe delle mie tenebre) di cui mi sono innamorata e che poi insieme in studio abbiamo &#8220;megghizzato&#8221;, portando la prod più verso il mio mondo. Quelli co-prodotti con Tommaso Colliva (grazie, ciglia, scusa se sono felice , formiche) sono quelli che più hanno acquisito elementi suonati: è stata una sua proposta quella di dare un po’ più di calore umano a tutto il mio programming. E quindi per esempio mi ha proposto Daniel Plentz (batteria, percussioni e body percussion) su Formiche e Scusa se sono felice. Oppure ha fatto doppiare la mia linea di basso nei ritornelli di Formiche da un’intera sezione fiati. Mi ha colto di sorpresa invece quando su <em>Scusa se</em> mi ha proposto per i ritornelli una cassa dritta: è stata risolutiva per l’accelerazione del pezzo che invece nelle strofe è tutto sincopato. Per la produzione di <em>She’s calling me</em> invece, abbiamo lavorato a distanza io e David Chalmin, poi in un secondo momento, sia Frenetik che Francesco Fugazza hanno fatto dell’additional production che ha impreziosito il tutto. Lavorare in coproduzione con tante persone diverse è stato complesso ma molto divertente, mega stimolante. Il rischio poteva essere quello di avere un disco troppo poco organico, ma essendoci la mia produzione su ogni pezzo, credo che il risultato finale sia estremamente omogeneo. Infine, Daniele, oltre ai pezzi che abbiamo prodotto assieme, anche lui su ogni singolo brano, ha dato il tocco finale : soprattutto per quanto riguarda il pimp delle batterie (su <em>Ciglia</em>, <em>Principe, Solare</em>…) ed è stato fondamentale. A lui piace sempre estremizzare al massimo le potenzialità delle drums, trarre il meglio da ciò che un determinato bpm ti può offrire, ha un approccio molto dance floor, cosa che desideravo più di ogni altra cosa per VESUVIA: fare in modo che le ritmiche fossero come la terra che trema prima di un’eruzione. Daniele, che è la persona più entusiasta che io conosca, ha totalmente strippato per il titolo e per il concept, tanto da propormi una vocal production ad hoc: in molti pezzi sotto la mia voce portante, all’unisono, c’è un coro di Vesuvie che cantano riempiendo tutti i range vocali possibili e non, come in un rituale sacro.<br />
Insomma avrete capito che il flusso di produzione è stato intenso, molto molto intenso: fiumi diversi di lava che alla fine convergono in un’unica eruzione!</p>
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<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/CjAmjFFMpjy/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">A post shared by Meg (@meg_muzic)</a></p>
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</blockquote>
<p><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script></p>
<p><strong><em>Quello che</em> la musica è per te.</strong><br />
La musica mi ha salvato letteralmente: ero una bambina estremamente silenziosa e timida, tutto succedeva nella mia testa e non riuscivo a tirarlo fuori.<br />
Devo ringraziare i miei genitori che mi hanno proposto di imparare a suonare uno strumento (ed io ho accettato scegliendo il pianoforte) e lì tutto è cambiato. Ho trovato il linguaggio che mi serviva per comunicare ciò che provavo al mondo esterno. È stata una rivelazione. Da allora la musica non mi ha mai più lasciato, anzi è stato un legame indissolubile in crescendo.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/2xi64aNVe6U?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen title="Meg - FORTEFRAGILE (Official Video)"></iframe></div>
<p><strong>Ritornare. Com’è stato tornare in pista e cosa ti era mancato di più?</strong><br />
Ritornare è sempre emozionante. Come ad un luogo caro. O come sul luogo del delitto. Vuole anche dire “restituire”<br />
e “contraccambiare”. Devi volerlo ma accade anche perché un po’ necessario.</p>
<p><strong>Scusami se ti chiedo se sei felice.</strong><br />
Prego prego, anzi. È una felicità distopica. Essere felici in un mondo che va a rotoli è sempre più difficile. Ma io paradossalmente lo sono. Forse è un po’ da Pollyanna, o forse sono solo fortunata, ma …al momento sono viva, sto bene, libera, non vivo sotto un regime (almeno spero!), non vivo sotto bombardamenti…certo nel mio sangue se mi fai le analisi troverai le microplastiche, penso ogni 5 minuti che andiamo verso l’estinzione certa, sono sempre in ansia per la crisi climatica in atto, ma ho il mio disco fuori, tanto amore che mi circonda e questo è un po’ il mio xanax. Sarei un’ingrata verso la vita oggi se non fossi un po’ felice per quello che mi ha regalato.</p>
<p><strong>T come Tempo. Cosa hai imparato dal tempo pandemico?</strong><br />
Ho imparato a gestire una paura nuova, a fare le provviste e scoprendo che sarei un’ottima cambusiera!</p>
<p><strong>Un aneddoto legato al disco che vuoi raccontarci.</strong><br />
Il primo giorno che sono andata in studio dai Fugazza, Daniele era molto in ansia perché sperava ardentemente che mi trovassi bene a lavorare con loro. Mi inondava di messaggi, era talmente preoccupato che a un certo punto è stato d’obbligo fargli uno scherzo. Gli abbiamo fatto credere che era andato tutto storto e lui ha abboccato malamente. Non posso svelare tutti i dettagli ma posso solo dirvi che lo scherzo è durato troppo e dopo gli ho dovuto chiedere scusa… &#x1f604;</p>
<p><strong>VESUVIA. Icona e forza imprevedibile. In che modo ti sei sentita trascinare da lei?</strong><br />
È arrivata lei e il disco era pronto. Concentrazione e forza di volontà a mille, un fiume in piena di creatività e apertura mentale. È riuscita a farmi fare tutto quello che voleva lei senza essere dispotica.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-131093" src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-1-1.jpg" alt="" width="1000" height="1000" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-1-1.jpg 1000w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-1-1-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-1-1-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-1-1-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-1-1-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-1-1-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/MEG_VESUVIA_album-cover_3000-1-1-385x385.jpg 385w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><strong>W come Wishlist: il vinile che hai sempre voluto possedere.</strong><br />
L’originale di Love me do dei Beatles</p>
<p><strong>X: Meg = Napoli : Maria. Cos&#8217;è la X?</strong><br />
La Musica!</p>
<p><strong>YouTube. Il tuo video preferito.</strong><br />
Fate domande molto difficili. Vada per the Rain di Missy, il primo che mi viene in mente. &#x1f604;</p>
<p><strong>Zucchero. Un modo di dire napoletano che ti scioglie.</strong><br />
Teng’o’cor’int’o’zuccher’</p>
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		<title>5 brani per conoscere Lüzai</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/10/24/luzai-5-brani/</link>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2022 13:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[luzai]]></category>
		<category><![CDATA[luzai terra]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="688" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/LUZAI-Photopress-05-ph-NARĒNTE-1024x688.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/LUZAI-Photopress-05-ph-NARĒNTE-1024x688.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/LUZAI-Photopress-05-ph-NARĒNTE-768x516.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/LUZAI-Photopress-05-ph-NARĒNTE-770x517.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/LUZAI-Photopress-05-ph-NARĒNTE-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/LUZAI-Photopress-05-ph-NARĒNTE-385x259.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/LUZAI-Photopress-05-ph-NARĒNTE.jpg 1200w" /><p>L&#8217;artista che ti consigliamo oggi è Lüzai, senese di origini camerunensi che ha esordito venerdì scorso con il singolo &#8220;Terra&#8221;, un racconto intimo scritto con una penna dal tratto morbidissimo. &#8220;Terra è una canzone d’amore, perché è l’amore ad avermi ispirata. È frutto di un dialogo segreto, del desiderio di tornare a vivere con innocenza&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="688" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/LUZAI-Photopress-05-ph-NARĒNTE-1024x688.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/LUZAI-Photopress-05-ph-NARĒNTE-1024x688.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/LUZAI-Photopress-05-ph-NARĒNTE-768x516.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/LUZAI-Photopress-05-ph-NARĒNTE-770x517.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/LUZAI-Photopress-05-ph-NARĒNTE-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/LUZAI-Photopress-05-ph-NARĒNTE-385x259.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/10/LUZAI-Photopress-05-ph-NARĒNTE.jpg 1200w" /><p>L&#8217;artista che ti consigliamo oggi è <a href="https://www.instagram.com/luzaiiii/" target="_blank" rel="noopener">Lüzai</a>, senese di origini camerunensi che ha esordito venerdì scorso con il singolo &#8220;Terra&#8221;, un racconto intimo scritto con una penna dal tratto morbidissimo.</p>
<p>&#8220;<em>Terra è una canzone d’amore, perché è l’amore ad avermi ispirata. È frutto di un dialogo segreto, del desiderio di tornare a vivere con innocenza e genuinità questo Luogo. In quanto esseri umani siamo facile preda delle trappole dei pregiudizi, che a volte ci portano ad essere vittime del nostro stesso pensiero.</em><br />
<em>Terra è quindi quell’estremo bisogno di immergerci in qualcosa di puro, che è amore, e di ritrovare le radici che accomunano tutti noi</em>&#8220;.</p>
<p>Il brano, composto dalla stessa Lüzai e prodotto da Edoardo Barone, oscilla tra neo-soul ed elettronica, rivelando già dalle prime battute un talento intrigante e super sofisticato.<br />
Ascolta qui il brano e scopri più giù <strong>i 5 brani fondamentali per Lüzai</strong>.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="380" title="Spotify Embed: Terra" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/album/0mofgrEIJjMuLRjYICvd17?si=jOutFXmpSvqjE5KEhg_n7w&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>1. Nina Simone &#8211; Four women</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Four Women" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7urjzeGBtfHdwWmfYJjdAp?si=66f7b1a9719c493d&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>È un pilastro. Quando ho iniziato a cercare la mia vera voce, senza voler imitare nessuno, in realtà continuavo in qualche modo a volerle somigliare, la sua voce mi ha sempre dato un senso di sicurezza, come quella di una madre che ti sussurra qualcosa all’orecchio.<br />
In questo brano le parole hanno toccato la mia vita, come se mi conoscessero.</p>
<p><strong>2. Mount Kimbie ft James Blake &#8211; How We Got By</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: How We Got By" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/2YjdhziaHroiYMClwCBbIQ?si=89aa715dd2bb430c&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>La prima volta che ho sentito questo pezzo ero con una persona molto speciale per me.<br />
Ho percepito subito qualcosa di ancestrale nell’ascoltarlo, è magico come il suono ti porti in posti in cui non sei, mi ha ipnotizzata dal primo momento.</p>
<p><strong>3. Mina &#8211; Parole parole</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: Parole parole" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/0DPqOawOelpia3Ff7oIi7Q?si=d48d50b1d72f4e86&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Mina è una delle artiste italiane che più ammiro, quando mi sono innamorata della musica, &#8220;Parole parole&#8221; è stata la canzone italiana che più mi piaceva cantare.</p>
<p><strong>4. Nilüfer Yanya &#8211; midnight sun</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: midnight sun" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7FMG6KTqNPzTnPTDiMfyJs?si=05460f192aed44b7&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Nilüfer Yanya è una scoperta recente e un’artista con cui in qualche modo sento una vicinanza.<br />
Il primo pezzo che ho sentito di Nilüfer è midnight sun ero in macchina e avevo messo la mia radio preferita: lifegate, lei è apparsa e questo pezzo incredibile mi è sembrato subito qualcosa di familiare.</p>
<p><strong>5. Saya Gray &#8211; IF THERE’S NO SEAT IN THE SKY (WILL YOU FORGIVE ME???)</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" title="Spotify Embed: IF THERE’S NO SEAT IN THE SKY (WILL YOU FORGIVE ME???)" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/track/7HZBcgvSFZ7A6nYxM5ygvF?si=44488bdfa62b41dc&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Seguo Saya Gray da quando faceva la turnista di Daniel Caesar, Il suo album d’esordio è uscito non molto tempo fa! La trovo anticonvenzionale e la ammiro proprio perché è diversa, è riuscita a miscelare tanti stili e a fare qualcosa di molto personale secondo me, è quello che mi auguro di dimostrare nel mio percorso artistico.<br />
Credo che l’obiettivo sia dare una visione propria del mondo, e l’unica via è un racconto sincero di ciò che si è, a partire dal proprio background, dalle proprie esperienze.</p>
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		<title>Le parole di Sans Soucis</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/09/14/sans-soucis-parole-fondamentali/</link>
		<pubDate>Wed, 14 Sep 2022 14:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[slider]]></category>
		<category><![CDATA[Sans Soucis]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="679" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/09/Sans_Soucis_Party_13-1-1-1024x679.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/09/Sans_Soucis_Party_13-1-1-1024x679.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/09/Sans_Soucis_Party_13-1-1-768x509.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/09/Sans_Soucis_Party_13-1-1-770x510.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/09/Sans_Soucis_Party_13-1-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/09/Sans_Soucis_Party_13-1-1-385x255.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/09/Sans_Soucis_Party_13-1-1.jpg 1100w" /><p>Mentre finivano le vacanze, nell&#8217;ultimo giorno di Agosto, è arrivata &#8220;All Over This Party&#8221;, la nuova traccia di Sans Soucis, a dirci che la festa è tutt&#8217;altro che finita. Settembre è l&#8217;inizio di una nuova era e un po&#8217; lo è anche quest&#8217;ultimo brano per l&#8217;artista e produttrice italo-congolese che negli ultimi due anni ha&#8230;</p>
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Settembre è l&#8217;inizio di una nuova era e un po&#8217; lo è anche quest&#8217;ultimo brano per l&#8217;artista e produttrice italo-congolese che negli ultimi due anni ha costruito uno stile musicale tutto suo mescolando alt-R&amp;B, cantautorato italiano, soul elettronico.<br />
Con la più recente release inizia un nuovo capitolo per <a href="https://www.dlso.it/site/2020/07/09/quattro-brani-e-un-album-per-conoscere-sans-soucis/" target="_blank" rel="noopener">Sans Soucis</a>, frutto di un personale percorso di introspezione: &#8220;All Over This Party&#8221;, con le sue good vibes dance pop, vuole essere uno spazio festaiolo in cui si celebra la propria identità, in tutte le sue stratificazioni, e nonostante un mondo escludente.</p>
<p>“<em>Questa canzone è per me un modo di reclamare il mio potere in un ambiente che molto spesso discrimina, abusa e stigmatizza la donna</em>” racconta Sans Soucis. ”<em>Non sono binaria e la mia identità di genere è fluida. Volevo celebrare questa consapevolezza convocando letteralmente i miei amici che sono stati così d’ispirazione per me durante questo viaggio</em>”.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/FObiva0Ptjg?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen title="Sans Soucis - All Over This Party"></iframe></div>
<p>Le abbiamo chiesto di raccontarsi attraverso le sue parole fondamentali.</p>
<h4 style="text-align: center;">/e·man·ci·pa·zió·ne/</h4>
<p>Molto inconsciamente, la mia scrittura e produzione è diventata una resistenza alla misoginia e al patriarcato, ma non solo. Mi piace molto parlare di <strong>emancipazione emotiva</strong> e reinterpretare episodi traumatici in chiave ironica, per riprendere possesso di momenti che un tempo pensavo mi fossero stati rubati. Il mio modo di vivere e la continua ricerca di eroicità nella vita di tutti i giorni, la voglia di rappresentare ed essere rappresentat*, sono un daily reminder che non voglio essere una sagoma nella società in cui vivo, ne voglio essere protagonista.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/di·à·lo·go/</strong></h4>
<p>Scrivere musica mi ha permesso di aprire un<strong> dialogo con le persone</strong>, ma soprattutto con me stessa, su argomenti che spesso ho provato vergogna ad affrontare. Che sia da una conversazione intima che si ha con una persona cara, alla conversazione che si ha con il proprio diario, il dialogo positivo e negativo che abbiamo con il nostro corpo e il nostro modo di vivere… per me Sans Soucis è sempre stato un mezzo di comunicazione.</p>
<p>Non cerco mai di imporre la mia visione sulle persone che ascoltano la mia musica, ma condividendo la mia esperienza e le mie idee, cerco di creare una piattaforma dove ci si possa educare a vicenda e giocosamente affrontare conversazioni di carattere sociale, culturale, politico e artistico, non avendo paura di sentirsi vulnerabili.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/còr·po/</strong></h4>
<p>Il corpo è una delle tematiche più difficili che mi sia ritrovata ad affrontare. In questo momento, mi sto dedicando al ballo in maniera più professionale per costruire un rapporto sano con la mia fisicità e tornare a concepire il <strong>corpo come un mezzo</strong> attraverso il quale esisto e mi esprimo. L’arte è come sempre un legante e una cura.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/viàg·gio/</strong></h4>
<p>Come in ogni viaggio importante che si rispetti, vi sono diverse tappe e una collezione di esperienze che ci formano nella scuola della vita.</p>
<p>La mia famiglia ha una lunga storia di migrazioni e io stessa sono emigrata dal mio paese di origine per costruirmi un futuro a Londra.</p>
<p>Questo <strong>viaggio letterale</strong> ma anche spirituale mi continua a formare fino ad oggi, e tutto ciò che posso fare è essere sempre aperta ad imparare e a documentare una storia che ho scelto di percorrere per evolvermi di giorno in giorno in una persona più cosciente, sensibile e devota alle mie passioni.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/gloss/</strong> and <strong>/film/</strong></h4>
<p>Mi piace il vintage e mi piace il contemporaneo. Ho usato queste due parole inglesi per catturare la<strong> lucentezza e cura nel dettaglio</strong>, che va ad accostarsi ad una pellicola da film, che rende tutto quasi più personale grazie al suo carattere analogico. Queste sono due componenti fondamentali in tutto ciò che faccio. Contraddittorie, ma che hanno molto senso nel mio universo artistico.</p>
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		<title>5 brani per conoscere Mammaliturchi</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/08/04/mammaliturchi-5-brani/</link>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2022 15:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[mammaliturchi]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="682" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/08/Mammaliturchi_Photopress01-1-1024x682.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/08/Mammaliturchi_Photopress01-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/08/Mammaliturchi_Photopress01-1-768x511.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/08/Mammaliturchi_Photopress01-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/08/Mammaliturchi_Photopress01-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/08/Mammaliturchi_Photopress01-1-385x256.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/08/Mammaliturchi_Photopress01-1.jpg 1256w" /><p>Tre singoli, tre linguaggi diversi. Quello di Mammaliturchi è un vocabolario musicale forbito le cui pagine, non si sa perché, profumano tutte irresistibilmente di mare. In Cordigliera, Camilo e Melanina, c&#8217;è traccia di una pizzicante salsedine psichedelica, ondate di riverberi rinfrescano i timpani e poi c&#8217;è un&#8217;atmosfera esotica, misteriosa, che aleggia sulle sue canzoni. Da dove&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="682" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/08/Mammaliturchi_Photopress01-1-1024x682.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/08/Mammaliturchi_Photopress01-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/08/Mammaliturchi_Photopress01-1-768x511.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/08/Mammaliturchi_Photopress01-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/08/Mammaliturchi_Photopress01-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/08/Mammaliturchi_Photopress01-1-385x256.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/08/Mammaliturchi_Photopress01-1.jpg 1256w" /><p>Tre singoli, tre linguaggi diversi.<br />
Quello di <strong>Mammaliturchi</strong> è un vocabolario musicale forbito le cui pagine, non si sa perché, profumano tutte irresistibilmente di mare.<br />
In <a href="https://www.dlso.it/site/2022/03/09/puntine-60-canzoni-da-ricordare/6/" target="_blank" rel="noopener">Cordigliera</a>, Camilo e Melanina, c&#8217;è traccia di una pizzicante salsedine psichedelica, ondate di riverberi rinfrescano i timpani e poi c&#8217;è un&#8217;atmosfera esotica, misteriosa, che aleggia sulle sue canzoni.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="380" title="Spotify Embed: Melanina" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/3AV5oejv2Mw7lR4Ji5dEOQ?si=lZnjZW_fRnysJSK4_EJ7qw&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Da dove viene la musica di <a href="https://www.instagram.com/_mammaliturchi/" target="_blank" rel="noopener">Mammaliturchi</a>? Ce lo svela qui sotto, attraverso i suoi 5 ascolti fondamentali.</p>
<p><strong>1. Upon This Tidal Wave of Young Blood &#8211; Clap Your Hands Say Yeah</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Upon This Tidal Wave of Young Blood" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/5j89K1LPP8YTuhZWKUgr9I?si=ddcfca943c074cc8&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Sono subito rimasto folgorato dalla nostalgia allegra di questo brano dalle parole complesse e misteriose, che si nasconde dietro una melodia da canzonetta. Una massa densa di chitarre acustiche e beat senza fine. Un sound sporco e lo-fi che viene impreziosito dall’ironia pungente che cerco sempre di inserire in quello che scrivo. Una coda infinita che poi all’improvviso si ferma premendo il pulsante stop.</p>
<p><strong>2. Yaz Gazeteci Yaz &#8211; Selda Bağcan</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Yaz Gazeteci Yaz" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/0FA1jw000DERDofpyOoTot?si=b754f2c71d5d4bd5&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Nei tre anni che ho vissuto in Turchia ho scoperto tanta nuova musica del posto, soprattutto artisti della scena psych-rock anni ’70 turca di cui adesso si inizia a conoscere di più anche in Europa.<br />
Una giovane ragazza ad Ankara, lontanissima dalle rotte europee del rock, stampava un LP dopo l’altro con sopra a caratteri cubitali il suo nome, Selda. Proprio nel suo album omonimo “Selda” del ’76, succede di tutto: riff di chitarre che ricordano l’Anatolia e l’UK, synth sporchi e polverosi, urla, parole dolci che si mischiano a un saz lontano, tradizione turca e psichedelia. In copertina una giovane Selda con la chitarra in mano, jeans e maglioncino, immagine di un rock puro ma paziente e gentile.</p>
<p><strong>3. Temporal &#8211; Carne Doce</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Temporal" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/0nzDB9GUYfvbDOzLxX3UDW?si=1fa206a820314028&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Tornato in Italia dopo due anni in Cile non smettevo di ascoltare questa canzone dei brasiliani Carne Doce. Ero ossessionato dalle mille sorprendenti sovrapposizioni di riff e ritmi diversi che si inseguono e sovrappongono nella canzone. Tanti elementi del funk e della psichedelia anni ’70 che ho inserito nel disco sono mascherati e rinnovati proprio come viene fatto in Temporal, con un’intenzione tutta nuova e contemporanea.</p>
<p><strong>4. Earthquake Weather &#8211; Beck</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Earthquake Weather" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/29A9NfDZoTBhmHxCoBtMWQ?si=4fea66873cc64843&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Ho iniziato ad ascoltare Beck probabilmente troppo tardi. Mentre registravamo gli ultimi brani del disco il mio produttore mi consigliò un ascolto più attento. Ho divorato la sua discografia scoprendo nell’apparente semplicità e monotonia di una canzone l’attenzione e cura di un sound che fa incontrare rock e hip-hop vecchia scuola. Earthquake Weather ti trascina con il suo ricco groove senza fine e piccole dosi di fuzz che sul ritornello ti ricordano che è pur sempre un pezzo pop. Il terremoto fa crollare tutto ma non temere, stai fermo lì e goditi il disastro.</p>
<p><strong>5. Il Nostro Caro Angelo &#8211; Lucio Battisti</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Il nostro caro angelo" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/2gKIxfMSvscOY6t6J7g2zi?si=252bc86e3181487c&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Il Battisti esotico è sicuramente quello che ascolto di più. Già soltanto la foto che fa da copertina all’album battezzato con il titolo di questo brano è stata una fonte di ispirazione. Piume d’uccello, costumi, corpi nudi, mistero e magia.<br />
C’è stato un momento preciso in Cile in cui improvvisamente non riuscivo più a scrivere, le parole non erano più quelle giuste. Conoscevo già molto bene ‘Il Nostro Caro Angelo’, ma magicamente il suo ascolto ripetitivo e quasi ossessivo mi ha sbloccato e portato a scrivere le cose del mio repertorio a cui tengo di più. Ad ogni ascolto rimango sempre rapito da quanto siano enigmatiche queste parole che mi ricordano che i contenuti più succosi si nascondono sempre dietro una maschera.</p>
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		<title>La musica come mistero empirico &#8211; Intervista a Kamaal Williams</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/06/16/kamaal-williams-intervista/</link>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2022 11:36:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Pecci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Kamaal Williams]]></category>
		<category><![CDATA[Yussef Kamaal Black Focus]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/285373708_5337204353002548_5407360847646243239_n-1024x683.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/285373708_5337204353002548_5407360847646243239_n-1024x683.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/285373708_5337204353002548_5407360847646243239_n-768x512.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/285373708_5337204353002548_5407360847646243239_n-770x513.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/285373708_5337204353002548_5407360847646243239_n-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/285373708_5337204353002548_5407360847646243239_n-385x257.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/285373708_5337204353002548_5407360847646243239_n-1540x1026.jpeg 1540w" /><p>C’è un tempo tremendo. Caldo afoso, cielo grigio: una cappa di sospensione (a)temporale, smossa solo da infami folate di vento improvvise — il cui unico utile sembra essere quello di spingere polline negli occhi. Di colpo, per far passare uno dei baristi, si apre la porta del Locomotiv Club di Bologna. Una tastiera percussiva, dal&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2022/06/16/kamaal-williams-intervista/">La musica come mistero empirico &#8211; Intervista a Kamaal Williams</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/285373708_5337204353002548_5407360847646243239_n-1024x683.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/285373708_5337204353002548_5407360847646243239_n-1024x683.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/285373708_5337204353002548_5407360847646243239_n-768x512.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/285373708_5337204353002548_5407360847646243239_n-770x513.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/285373708_5337204353002548_5407360847646243239_n-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/285373708_5337204353002548_5407360847646243239_n-385x257.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/285373708_5337204353002548_5407360847646243239_n-1540x1026.jpeg 1540w" /><p>C’è un tempo tremendo. Caldo afoso, cielo grigio: una cappa di sospensione (a)temporale, smossa solo da infami folate di vento improvvise — il cui unico utile sembra essere quello di spingere polline negli occhi. Di colpo, per far passare uno dei baristi, si apre la porta del Locomotiv Club di Bologna. Una tastiera percussiva, dal suono e ritmo inconfondibili, si mescola al rumore delle foglie e le urla dei ragazzini che giocano a calcetto. Per qualche momento l’aria si elettrizza e l’incantesimo malinconico è rotto; si rincorrono onde sonore dribblando le barriere architettoniche, restituiscono vitalità a una giornata di inizio estate che si è scordata di esserlo. Uno squarcio spazio-temporale gentilmente offerto dal soundcheck di <strong>Kamaal Williams</strong>.</p>
<p>Dopo l’imprevedibile exploit nel 2016 con “<a href="https://www.dlso.it/site/2020/11/04/yussef-kamaal-black-focus-storia/" target="_blank" rel="noopener">Black Focus</a>” del progetto <strong>Yussef Kamaal</strong> &#8211; condiviso con il batterista <strong>Yussef Dayes</strong> e romanticamente subito abbandonato &#8211; il musicista e producer londinese ha continuato indefesso sulla sua strada piastrellata di groove. Nel 2018 ha pubblicato “The Return”, un vero e proprio “Black Focus Part II”, per la sua neonata etichetta — la “Black Focus” appunto. Giusto per mettere i puntini sulle i e non correre il rischio di vedersi sottratta la paternità della piccola rivoluzione scatenata con quel disco. Dopo di che nel 2020 è arrivato “Wu Hen”: un album con un approccio alla composizione più morbido e stratificato, che integra anche featuring vocali e in generale spazi più ariosi. Assieme alle solite, serrate, maratone ritmiche chiaramente. In mezzo, nel 2019, la partecipazione alla fortunata serie di mixati “Dj Kicks”, qualcosa di più vicino al suo alter ego da producer (che poi coincide con il suo nome di battesimo) — <strong>Henry Wu</strong>. Poi collaborazioni a vario titolo, la nascita di un’amicizia tramutatasi in collaborazione con il compianto <strong>Virgil Abloh</strong>, tanti viaggi in giro per il mondo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-129985" src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/287102096_5337205049669145_1929424699468028925_n.jpeg" alt="" width="2048" height="1363" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/287102096_5337205049669145_1929424699468028925_n.jpeg 2048w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/287102096_5337205049669145_1929424699468028925_n-768x511.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/287102096_5337205049669145_1929424699468028925_n-1024x682.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/287102096_5337205049669145_1929424699468028925_n-770x512.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/287102096_5337205049669145_1929424699468028925_n-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/287102096_5337205049669145_1929424699468028925_n-385x256.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/06/287102096_5337205049669145_1929424699468028925_n-1540x1025.jpeg 1540w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Quando finalmente il check è finito, Henry/Kamaal si presenta con indosso una splendida maglia vintage del Barcellona, di un giallo intenso. Da persona che non ha problemi a lasciarsi individuare in mezzo alla folla. Dopo le presentazioni e aver ricevuto in dono il mio nome amabilmente reinventato da un irresistibile accento inglese vagamente cockney, ci sediamo al tavolo con la band per scambiare due chiacchiere. Kamaal non si concede facilmente: la sua ultima intervista risale a Marzo, per Hypebeast; prima dobbiamo tornare indietro addirittura di uno o due anni. Gli faccio infatti notare che questa è <strong>la sua prima intervista per una pubblicazione italiana.</strong> “<em>Davvero? No dai, non può essere. Beh, vuol dire che hai l’esclusiva quindi</em> [ndr. ride]”. È dai primi minuti passati insieme che ritrovo in lui delle vibrazioni familiari. Le associo ad un’umanità che conosco molto bene, perché si trova principalmente a Roma sud. Una sorta di approccio propositivo, ironico e caustico: insomma, “in attacco”. Un’energia apparentemente caotica, il cui fine in realtà è quello di prevalere sull’interlocutore, costruirsi uno scudo per muoversi senza avere rotture di palle. Ma integrando anche la capacità di fermarsi a riflettere, elaborare con calma e profondità: bisogna sapercisi districare. Insomma, sono stranamente a mio agio. Qui a Bologna, nel locale hipster della città, in compagnia di un musicista londinese di origini taiwanesi con la maglia del Barcellona: mi sento un po’ in un bar della periferia romana.</p>
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<p>“<em>Mio padre ascoltava tantissima musica. Un sacco di Marvin Gaye, Carlos Santana, Miles Davis, Dave Brubeck. Ogni volta che entravo nella sua macchina c’era sempre musica nuova. Ricordo di aver memorizzato ‘Songs in the Key Of Life’ di Stevie Wonder. A scuola poi c’era una classe di batteria djembe, quello è stato il mio primo strumento</em>.” Dove accadeva tutto questo? “<em>Londra, sud di Londra, Peckham</em>”. Stai a vedere che le vibrazioni di South London e quelle di Roma sud sono effettivamente simili. “<em>Ascoltavo anche tanto hip-hop statunitense e grime inglese. Penso che le mie orecchie siano sempre state attente e in accordo con la musica. Il pianoforte l’ho iniziato a suonare a diciassette anni, lì è stato il momento in cui ho iniziato a produrre e fare tutto.</em>”</p>
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<h2 style="text-align: right;">“<em>Il ritmo per me è importantissimo,<br />
suono il pianoforte come fosse una percussione”</em></h2>
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<p><strong>Ad oggi, la musica di Kamaal nasce e muore nel groove</strong>. Scoprire che il suo primo strumento è stato percussivo quindi non sorprende. “<em>Il ritmo per me è importantissimo, suono il pianoforte come fosse una percussione.</em>” Ci interrompe con mugugni di assenso <strong>Samuel Laviso</strong>, il giovanissimo ma eccezionale batterista francese di origini caraibiche in tour con Kamaal. “<em>Sì è vero, il tuo approccio è quello, te lo dico per farti un grande complimento</em>.” Kamaal se la ride. “<em>Con Samuel suoniamo assieme da qualche mese. L’ho incontrato a Parigi l’anno scorso così come Janoya</em> [ndr. il trombettista]. <em>Sono qui con la crew parigina insomma, PSG!</em>” Ridiamo tutti quanti di gusto, mentre un ragazzo arrivato presto per il concerto si ferma davanti a noi. Fissa Kamaal senza pudore, sconvolto. Le mani sulle guance sottolineano lo stupore, in un perfetto cosplay dell’urlo di Munch. “<em>Ho Messi e Neymar come band. Comunque sì, la relazione che ho con il batterista è fondamentale. In generale ho notato che a loro volta i batteristi si divertono a suonare con me, ci ritrovano quel tipo di “movimento”. Non parliamo di canzoni strutturate in un modo specifico, più di un mood.</em>”</p>
<p>Gli faccio notare come questa attenzione al ritmo, al groove, sembra essere un denominatore comune del chiacchieratissimo <strong>jazz londinese</strong>. “<em>Non so cosa dirti sul resto di Londra. Posso parlarti con cognizione di causa della mia roba.</em>” Che è roba, lo abbiamo stabilito, che viene dal sud della capitale inglese. Ma basta seguire Kamaal Williams sui social per intuire quanto negli ultimi anni abbia girato il mondo. La domanda quindi viene spontanea. Londra è ancora casa sua? “<em>Sì, assolutamente. Sono a Parigi da tanto però, lì ho capito quanto mi piaccia suonare con persone di altri posti. Ognuno ha un approccio diverso, è di grande ispirazione. Ci sono grandi musicisti a Londra, ma il resto del mondo è un posto così bello, così grande; non voglio dare troppo credito a Londra, così tanto per farlo. È una città speciale, ma come altre. È anche una città veloce, crescere lì mi ha aiutato perché è un posto ‘serio’, mi ha dato un punto di partenza importante</em>”.</p>
<h2><em>“San Paolo in Brasile è stata un’esperienza incredibile,<br />
e ovviamente gli Stati Uniti (&#8230;) Lì ho appena registrato il nuovo album”</em></h2>
<p>Parliamo di questi viaggi allora, di questi luoghi “altri”. “<em>Ho amato Tokyo, i posti in cui ho suonato sono stati tra i migliori in assoluto. Per dire lì ho suonato con un sassofonista che si chiama Takeshi Kurihara. Era uno dei membri dei Soil &amp; Pimp Session, una delle prime band di cui ho comprato il biglietto per un concerto, a diciassette anni. Chiamavano la loro musica ‘death jazz’: un punk jazz melodico, dolce, ma anche energetico. Sono sempre stato un viaggiatore, per me è semplicemente parte della vita. Viaggiare, incontrare persone, fare esperienze. Penso sia una delle componenti più importanti del fare musica: documentare quei momenti. Ascolti musica di cinque anni fa e ti restituisce quel feeling preciso, ti porta indietro in un luogo specifico</em>.” Sorseggio uno spritz dolcissimo mentre aspetto che continui a sbrogliare il filo del discorso. “<em>San Paolo in Brasile è stata un’esperienza incredibile, e ovviamente gli Stati Uniti &#8211; New York, L.A.”</em> Tra l’altro lui dagli Stati Uniti è appena tornato. <em>“Lì ho appena registrato il nuovo album, a Chicago e Los Angeles, con musicisti incredibili. Quel posto è assurdo. Puoi incontrare un sassofonista per strada che fa numeri pazzeschi, è considerato normale. Vai a Chicago e ci sono cento bassisti di quella qualità, altissima. C’è qualcosa di diverso nell’aria.</em>”</p>
<p>Diverso in che senso? Ci sono differenze nell’approccio strettamente musicale? “<em>Penso di sì. Negli Stati Uniti la competizione è folle, quindi devi essere veramente bravo per lavorare. Lo standard è altissimo. Ma è comunque il feeling, il tocco a fare la differenza. Ho suonato con una violinista di Taiwan, Stephanie Yu, che ha lavorato con i nomi più grossi della musica americana. Il timbro del suo violino è semplicemente incredibile. Non so perché; ma per dire il producer mi diceva che quando stavano registrando Beyonce per gli Oscar, hanno provato diversi violinisti dell’orchestra. Parliamo dei migliori primi violini disponibili, ma quando ha suonato lei era semplicemente differente. Chissà perché succedono queste cose. La musica è semplicemente lì: cercare di descriverla a volte è complicato</em>.”</p>
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<p>Se quindi per Kamaal la musica è un mistero empirico, un riflesso di esperienze e stati d’animo, c’è da chiedersi come ha vissuto questi ultimi anni di follia globale. “<em>La pandemia è stato un punto di partenza per quello di cui avevamo bisogno tutti quanti nel mondo: una pausa. Tempo per pensare a noi stessi. Durante quel periodo non ho composto nulla. Ma quest’anno invece, andando a Los Angeles, effettivamente ho scritto musica introspettiva. È diversa, più matura. Io sono cresciuto. Immagino suoni più come la musica di un “vecchio”, sono ancora giovane ma ho accumulato un po’ più di anni di sofferenza, più blues</em> [ndr. ride]”. Effettivamente ad esempio sono anni che non torna sul progetto con cui ha iniziato a farsi conoscere come producer, <strong>Henry Wu</strong>. Ora sembra che le acque si stiano smuovendo anche in quella direzione. “<em>Non faccio un disco di Henry Wu da cinque o sei anni. Però recentemente ero sempre a Los Angeles, in studio insieme a ThankGod4Cody, producer di Daniel Ceasar e SZA tra gli altri. Avevo questa strofa in testa da un sacco di tempo e lui aveva questo pedale della Korg, un effetto, non so bene neanche cosa fosse ma suonava in modo incredibile. Quindi sì uscirà nuova musica</em>”. Gli capita spesso di essere affascinato e stimolato alla composizione da macchine specifiche? “<em>Sì, ci sono strumenti che hanno un effetto particolare su di me. Chiaramente la tastiera Fender Rhodes, ma la prima volta è successo con un Korg Micro Preset M500 del 1977. All’epoca era costruito per essere una tastiera giocattolo, con cinque preset. Ne avevo comprati due visto che si rompono facilmente. Ora invece ho un Mellotron micro, comprato a L.A. è fantastico</em>.”</p>
<h2 style="text-align: right;"><em>“Ero molto amico di <strong>Virgil Abloh</strong>, abbiamo lavorato insieme ad alcune cose (&#8230;)<br />
</em><em>Era molto rispettoso della mia arte, delle mie idee.”</em></h2>
<p>Non riesco a smettere di guardare la maglia del Barcellona. È veramente bella e mi fa venire in mente quanto, se si pensa a Kamaal Williams, a venire in mente è anche un’estetica precisa, in cui poco o nulla è lasciato al caso. Un gusto al crocevia di vari stili: un po’ jazzista anni Settanta, un po’ hipster-hypebeast newyorkese/giapponese, un po’ ragazzo della periferia londinese &#8211; un immaginario insieme analogico e digitale. “<em>Sai cosa, è molto materialistico, ma crescendo a scuola, tutti quanti tenevamo molto a come apparivamo. A partire dalle sneakers, la prima cosa quando sei un ragazzino. Se ce l’hai ti senti bene. Niente di meglio di metterti un paio di belle scarpe, guardarti nello specchio e dirti ‘hey baby! Sono pronto</em>’ [ndr. ridono tutti]. <em>È piacevole avere un bell’aspetto, ti fa sentire bene. È importante, fa parte di te come artista. Il modo in cui appari è comunque un’arte, stai rappresentando te stesso, fa parte di te. È il tuo biglietto da visita, perché le persone prima di tutto ti vedono. A me viene naturale, non sono fissato. Forse perché mia madre è sempre stata molto attenta ai vestiti e al presentarsi bene, credo di averlo ereditato da le</em>i”.</p>
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<p>Una passione che si è tradotta in un avvicinamento progressivo anche pratico al modo della moda. “<em>Amo i vestiti. Ero molto amico di <strong>Virgil Abloh</strong>, abbiamo lavorato insieme ad alcune cose, poi io sto disegnando e ho già disegnato diverse linee per il mio merchandising.</em>” La stima dimostrata verso il jazz inglese dal compianto ultimo direttore creativo di Louis Vuitton e in particolare la relazione con Kamaal non è sfuggita ai più attenti. “<em>Virgil ha iniziato a interessarsi al jazz made in UK tra il 2019 e il 2020. Yussef credo sia stato la prima persona con la quale ha lavorato. Poi anche Mansur Brown e infine ha contattato me. Era molto rispettoso della mia arte, delle mie idee. Si è preso il tempo per capire le cose e ci scambiavamo spesso impressioni, lunghe conversazioni su concept artistici, idee per show, per vestiti. Poi chiaramente ho fatto la musica per la sfilata di Tokyo 2020 con Yussef, Shabaka e Benji B. Poco prima che morisse aveva iniziato a dirigere un mio video musicale e ha fatto l’artwork per il mio album rap</em>.”</p>
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<p>Voglio rimanere con lui su questa connessione per certi tratti inaspettata. Penso spieghi più di mille parole sia l’unicità dei musicisti “jazz” inglesi, sia il modo in cui oggi funziona la mente di un creativo a tutto tondo. “<em>Sì insomma, riposa in pace Virgil. Era un genuino amante dell’arte: penso che quello che ha dimostrato è che per essere all’interno dell’industria della moda non devi essere un designer, ma un visionario. È un nuovo approccio alla creatività, usare un pastiche di esperienze.</em>” Appunto. Un approccio del genere è proprio di Kamaal: un musicista per lo più autodidatta, inserito spesso a forza nel calderone jazz ma che non è uscito dai giri di conservatori o accademie che di solito formano i suoi colleghi e possono rivelarsi un po’ elitari e costrittivi. “<em>Sì assolutamente, risuona moltissimo con me quell’approccio che ti ho descritto. Non mi ritrovo nel percorso tradizionale, non mi descrive. Penso che ognuno debba trovare la sua voce</em>.”</p>
<p>Foto di Marianna Fornaro.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2022/06/16/kamaal-williams-intervista/">La musica come mistero empirico &#8211; Intervista a Kamaal Williams</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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		<title>Le migliori colonne sonore secondo Golden Years</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2022 12:33:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n.jpg 1080w" /><p>CASEMATTE è il titolo del suo ultimo mixtape uscito a dicembre per Factory Flaws e stasera potrai ascoltarlo dal vivo al MI AMI Fest a Milano. Parliamo di Pietro Paroletti aka Golden Years che è prontissimo a salire sul palco insieme a tutti gli altri artisti coinvolti nel suo debutto: Laila Al Habash, Gabriele Troisi,&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/05/141664189_4966617116745833_9089759636557482972_n.jpg 1080w" /><p><a href="https://open.spotify.com/album/0BsregCiWaAx2BaUCDfyNW?si=0ZZu3ObFRE2vRIaAYHH-oQ" target="_blank" rel="noopener">CASEMATTE</a> è il titolo del suo ultimo mixtape uscito a dicembre per Factory Flaws e stasera potrai ascoltarlo dal vivo al <a href="https://www.dlso.it/site/2022/05/19/guida-migliori-festival-estate-2022/2/" target="_blank" rel="noopener">MI AMI Fest</a> a Milano.<br />
Parliamo di Pietro Paroletti aka <strong>Golden Years</strong> che è prontissimo a salire sul palco insieme a tutti gli altri artisti coinvolti nel suo debutto: <strong>Laila Al Habash, Gabriele Troisi, Gregorio Sanchez, Post Nebbia, cecilia, Dola, maggio</strong> e <strong>Memento</strong>. Lo show sarà un evento speciale e irripetibile, un&#8217;occasione per cantare assieme a tutti loro le tracce di questo mixtape freschissimo come un ghiacciolo d&#8217;estate.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="380" title="Spotify Embed: CASEMATTE" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/0BsregCiWaAx2BaUCDfyNW?si=5W3ZTZkwTSmBEQzLq4VudQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Da poco il producer romano ha composto anche le musiche originali della stagione finale di <strong>Summertime</strong>, ora disponibile su Netflix, facendo il suo primissimo ingresso nel<strong> mondo delle colonne sonore</strong>.<br />
A tal proposito gli abbiamo chiesto di svelarci le sue preferite: scorri nelle prossime pagine per scoprirle.</p>
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		<title>Le parole di BigMama</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/04/27/bigmama-parole-fondamentali/</link>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2022 13:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[BigMama]]></category>
		<category><![CDATA[bigmama next big thing]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="799" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/bigmama1-1024x799.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/bigmama1-1024x799.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/bigmama1-768x600.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/bigmama1-770x601.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/bigmama1-20x16.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/bigmama1-385x301.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/bigmama1.jpg 1500w" /><p>Next Big Thing è un titolo provocatorio e volutamente presuntuoso, ma non ce ne sarebbe stato uno più centrato di questo per l&#8217;esordio di BigMama, rapper avellinese della scuderia Pluggers. Il primo disco uscito venerdì 15 aprile è espressione di ammirabile fierezza e autoaffermazione che si impone attraverso 8 tracce infuocate di riscatto, libertà e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2022/04/27/bigmama-parole-fondamentali/">Le parole di BigMama</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="799" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/bigmama1-1024x799.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/bigmama1-1024x799.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/bigmama1-768x600.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/bigmama1-770x601.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/bigmama1-20x16.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/bigmama1-385x301.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/bigmama1.jpg 1500w" /><p>Next Big Thing è un titolo provocatorio e volutamente presuntuoso, ma non ce ne sarebbe stato uno più centrato di questo per l&#8217;esordio di<strong> BigMama</strong>, rapper avellinese della scuderia Pluggers.<br />
Il primo disco uscito venerdì 15 aprile è espressione di ammirabile fierezza e autoaffermazione che si impone attraverso 8 tracce infuocate di riscatto, libertà e irriverenza, prodotte da <strong>Crookers, Riva, Goedi</strong> e <strong>B-Croma</strong>.</p>
<p>Con un lanciafiamme in copertina, <a href="https://www.instagram.com/bigmamaalmic/" target="_blank" rel="noopener">BigMama</a> prova a disintegrare tutte le sue insicurezze, diventando la nuova supereroina, anzi, la nuova dea della scena rap italiana.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="380" title="Spotify Embed: Next Big Thing" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/0TeCxhwt1zggy58jurdvMA?si=mnNFxilBTPKmA07KQFfGwQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Le abbiamo chiesto di definire la sua personalità artistica e il suo ultimo progetto attraverso alcune imprescindibili keywords.</p>
<h4 style="text-align: center;">/i·ro·nì·a/</h4>
<p>L’<strong>ironia</strong> è da sempre una parte fondamentale della mia vita, da piccola la usavo come difesa, oggi la utilizzo per provocare. Amo essere spontanea, divertente e “leggera” nei testi ma soprattutto nella vita.</p>
<h4 style="text-align: center;">/de·ter·mi·na·zió·ne/</h4>
<p>La mattina mi sveglio con le <strong>idee chiare</strong> su ciò che voglio fare, la sera vado a dormire con le stesse idee in testa. Ho voglia di fare, di scrivere, di lavorare, di rincorrere e di prendere il mio sogno.</p>
<h4 style="text-align: center;">/àn·sia/</h4>
<p>La mia vita è accompagnata costantemente dall’<strong>ansia</strong>. Sono molto ansiosa in qualsiasi situazione, dal vivere la vita sociale agli esami in università. Vorrei tanto abbandonarla come sensazione, è molto pesante per me.</p>
<h4 style="text-align: center;">/gran·déz·za/</h4>
<p>Sono grande, sono grossa, ho un <strong>ego gigante</strong>, una presenza importante che definisco scenica. Ingrandisco le mie emozioni, le mie esperienze, i miei problemi. Non passo mai inosservata, con la mia grandezza occupo sempre la scena.</p>
<h4 style="text-align: center;">/e·splo·ṣió·ne/</h4>
<p>Il mio disco e i miei pezzi in generale sono esplosivi, sono un <strong>qualcosa che non ti aspetti</strong> ma che arriva all’improvviso. Barre come schiaffi e pezzi come bombe.</p>
<h4 style="text-align: center;">/dè·a/</h4>
<p>Sono una <strong>dea</strong>.</p>
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		<title>Intervista a Rex Orange County, il nostro sad-boy preferito</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/04/12/rex-orange-county-who-cares-intervista/</link>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2022 09:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessia Sciotto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[rex orange county]]></category>
		<category><![CDATA[rex orange county who cares?]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="651" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/Rex-Orange-County-1024x651.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/Rex-Orange-County-1024x651.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/Rex-Orange-County-768x488.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/Rex-Orange-County-770x489.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/Rex-Orange-County-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/Rex-Orange-County-385x245.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/Rex-Orange-County.jpeg 1500w" /><p>Il mese scorso il nostro sad-boy preferito aka Rex Orange County è tornato con un nuovo album dal titolo WHO CARES?, regalandoci altro miele per le nostre orecchie dopo i precedenti zuccherini di Apricot Princess e Pony. In questo nuovo lavoro il ragazzo triste della porta accanto è inevitabilmente cresciuto e ha arricchito la sua musica&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2022/04/12/rex-orange-county-who-cares-intervista/">Intervista a Rex Orange County, il nostro sad-boy preferito</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="651" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/Rex-Orange-County-1024x651.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/Rex-Orange-County-1024x651.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/Rex-Orange-County-768x488.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/Rex-Orange-County-770x489.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/Rex-Orange-County-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/Rex-Orange-County-385x245.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/Rex-Orange-County.jpeg 1500w" /><p>Il mese scorso il nostro sad-boy preferito aka <strong>Rex Orange County</strong> è tornato con un nuovo album dal titolo WHO CARES?, regalandoci altro miele per le nostre orecchie dopo i precedenti zuccherini di Apricot Princess e Pony.<br />
In questo nuovo lavoro <a href="https://www.dlso.it/site/2022/03/15/rex-orange-county-who-cares/" target="_blank" rel="noopener">il ragazzo triste della porta accanto è inevitabilmente cresciuto</a> e ha arricchito la sua musica di nuove consapevolezze, pur restando ben ancorato alla sua maniera gentile di raccontare le cose e a quelle stesse sonorità per le quali l&#8217;abbiamo amato fin dal primo momento.</p>
<p>Finalmente abbiamo avuto l&#8217;occasione di scambiarci 4 chiacchiere e soddisfare qualche curiosità sul suo ultimo disco, sui suoi ascolti e anche sulle collaborazioni con Tyler, the Creator.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="380" title="Spotify Embed: WHO CARES?" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/2yI4m5Yu2tl8v0It5P9WVz?si=FGXV_INqRrGcOPDBpEPphQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>Let’s start from the most annoying, yet inevitable question: how has the pandemic affected your work on this new album? Either positively or negatively.</strong><br />
Honestly, I&#8217;m not sure the album would exist if it weren&#8217;t for the pandemic. I found myself pretty uninspired for most of the time in lockdown. Being stuck in one place really made me want to travel again and that&#8217;s what initially inspired the trip to Amsterdam where the album was created.</p>
<p><strong>On your previews albums, from time to time we already had the chance to hear some great strings arrangements, but “WHO CARES?” seems to literally gravitate around the idea of orchestra. What&#8217;s the meaning behind the strong presence of strings on this new album?</strong><br />
I remember hearing Benny Sing chop up string parts and rearranging them in a way I would have never thought to. I love strings and orchestral music so much and I suppose I was just trying to fuse that into my love of pop music, programmed drums, electronic instruments&#8230; the strings were definitely a big part of the creation of each song.</p>
<p><strong>How has your way of working with Tyler, The Creator changed over these years between Flower Boy and “WHO CARES?” ?</strong><br />
It was different in the sense that we did something for each other&#8230; in 2016 he has his vision for me to be on those songs for Flower Boy, 5 years later I had the vision to have him on that particular song&#8230; I think we just trust each other and we&#8217;ve definitely both changed a lot since we first worked together.</p>
<p><strong>What music have you been listening to while composing the album?</strong><br />
In all honesty, i wasn&#8217;t listening to a lot around the time of making the album. Before and after going to the studio, my friend Joe who played bass on most of the album would show me stuff that I didn&#8217;t know and I would show him stuff that he didn&#8217;t know. I&#8217;m sure that played into it somehow.</p>
<p><strong>Your music is often described as bedroom pop with dreamy vibes and peaceful melodies. Do you still feel comfortable with this description? How did your music evolve during the time?</strong><br />
I feel like people describe it in all types of ways and it&#8217;s kinda out of my hands&#8230; It&#8217;s really up for individual interpretation and I don&#8217;t mind how it&#8217;s described&#8230; I find it hard to explain it to someone if they ask so I&#8217;d rather leave it up to the listener.</p>
<p><strong>What do you hope listeners take away from “WHO CARES?”</strong><br />
I don&#8217;t mind&#8230; I hope they enjoy it and if they don&#8217;t that&#8217;s fine too.</p>
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		<title>Arssalendo dalla A alla Z</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/04/11/arssalendo-intervista-a-z/</link>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 13:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[arssalendo]]></category>
		<category><![CDATA[intervista a z]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arssalendo-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arssalendo-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arssalendo-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arssalendo-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arssalendo-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arssalendo-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arssalendo-1.jpg 1500w" /><p>Scandito in 8 tracce, &#8220;Tutti ammassati senza affetto&#8221; è l&#8217;acceleratissimo viaggio di Arssalendo, artista romano tra i più promettenti della nuova scena elettronica italiana. Il suo ultimo album, uscito per Grazie1000, mette dentro a un frullatore hyperpop, pc-music, emocore, pop e tutti i sentimenti (e i sedimenti) di questo mondo iper-digitalizzato. Ti aspetti che ne&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2022/04/11/arssalendo-intervista-a-z/">Arssalendo dalla A alla Z</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arssalendo-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arssalendo-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arssalendo-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arssalendo-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arssalendo-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arssalendo-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arssalendo-1.jpg 1500w" /><p>Scandito in 8 tracce, &#8220;Tutti ammassati senza affetto&#8221; è l&#8217;acceleratissimo viaggio di <strong>Arssalendo</strong>, artista romano<a href="https://www.dlso.it/site/2022/01/27/nomi-freschi-2022/" target="_blank" rel="noopener"> tra i più promettenti</a> della nuova scena elettronica italiana.<br />
Il suo ultimo album, uscito per Grazie1000, mette dentro a un frullatore hyperpop, pc-music, emocore, pop e tutti i sentimenti (e i sedimenti) di questo mondo iper-digitalizzato. Ti aspetti che ne venga fuori qualcosa di algido e poco empatico, e invece la scrittura di Arssalendo, seppure accompagnata da un pattern sonoro abbastanza arduo, si insinua sottopelle e trova il punto di contatto, la connessione (tutt&#8217;altro che digitale) con l&#8217;ascoltatore.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="380" title="Spotify Embed: Tutti ammassati senza affetto" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/68kEQqgumoIrBGHQeD9aBH?si=M6Y7Ye-CRvCnnGoXLoIGwQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<h2>Quella che segue è una chiacchierata con Arssalendo dalla A alla Z: una domanda per ogni lettera dell’alfabeto.</h2>
<p><strong>Arssalendo è l’anagramma di Alessandro. Da dove nasce lo scompiglio?</strong><br />
La cosa che più mi preme trasmettere è la decostruzione per dare un nuovo senso alle cose. Ho deciso di metterlo in chiaro fin da subito anche nel nome.</p>
<p><strong>Brano del disco a cui sei più affezionato</strong><br />
Vado a periodi, ora come ora ti direi Masemi.</p>
<p><strong>Cinquina discografica della vita</strong><br />
<a href="https://open.spotify.com/album/3BJqKT6NBFj06k5LIvjiZb?si=JKE6xTNOT1mBi__8dvc3lw" target="_blank" rel="noopener">Arca</a> di Arca / <a href="https://open.spotify.com/album/6Iu8toVsvCc3I4INxYiVIy?si=XrCErMG8RKWBXvjCLxO-5A" target="_blank" rel="noopener">Ravedeath 1972</a> di Tim Hecker / <a href="https://open.spotify.com/album/5ZGHnnXzO1REd4PiN2s2fB?si=ZmFeQ0htTV2qOtBn7fYLHg" target="_blank" rel="noopener">Seid</a> dei H20P / <a href="https://open.spotify.com/album/66bNgt9GMSxAos4tDVNpXn?si=oFE7hOFGRoSRN24Sz0H_gA" target="_blank" rel="noopener">Enciclopedia Popolare della Vita Quotidiana</a> dei Distanti / <a href="https://www.dlso.it/site/2015/02/03/colapesce-egomostro-review/" target="_blank" rel="noopener">Egomostro di Colapesce</a>.</p>
<p><strong>D come Dentro c’è il mare. Raccontaci la traccia</strong><br />
A casa ho un terrazzino in cui, per un periodo, ho collezionato tutte le bottiglie di alcolici che bevevo, tipo altarino. Zoe, la mia fidanzata, una notte ha iniziato a tirare calci a tutti i vetri, spaccandoli.<br />
“Se rompi un vetro puoi farti del male” è stata la prima frase scritta di Dentro c’è il mare.</p>
<p><strong>E ora una foto delle tue Quattro pareti</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-129221" src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arss-1.jpg" alt="" width="979" height="780" srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arss-1.jpg 979w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arss-1-768x612.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arss-1-770x613.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arss-1-20x16.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/04/arss-1-385x307.jpg 385w" sizes="(max-width: 979px) 100vw, 979px" /></p>
<p><strong>F di Featuring. Quelli dei tuoi sogni</strong><br />
Britney Spears.</p>
<p><strong>Grazie1000. Raccontaci com’è andata con la tua etichetta</strong><br />
Ci siamo conosciuti a Ecosistemi. C’è stata bella chimica e abbiamo iniziato a lavorare al disco. Paolo si è accollato le mie paranoie, che non erano poche, e mi ha dato totale libertà su i master. Grazie, Paolo.</p>
<p><strong>H di Hyperpop. Qual è il suo futuro?</strong><br />
Vedremo quando sarà maggiorenne.</p>
<p><strong>Instagram. Un account che dovremmo assolutamente seguire</strong><br />
https://www.instagram.com/jonrafman/</p>
<p><strong>J come Juke-box. La tua canzone preferita dell’anno</strong><br />
<a href="https://open.spotify.com/track/7n7gN8s2uiLqxkiGNSGyVD?si=84de63d56f1f47d2" target="_blank" rel="noopener">Altea – Sai cos’è un guaio</a></p>
<p><strong>Keyword: la parola chiave per accedere alla tua musica</strong><br />
Errore</p>
<p><strong>La cosa che non sopporti</strong><br />
Chi dice la propria opinione in qualsiasi occasione.</p>
<p><strong>Masemi, da dove viene?</strong><br />
Parte dal punto più buio e inizia a fare gli scalini, a due a due, per arrivare verso la luce. Arrancando.</p>
<p><strong>N di Nomi nuovi che vuoi consigliarci</strong><br />
Nziria, Franek Windy, aya, Provoker</p>
<p><strong>Ora cosa farà Arssalendo?</strong><br />
Un sacco di salti su un sacco di palchi, si spera.</p>
<p><strong>P di Processo creativo. Come funziona il tuo?</strong><br />
Inizio ripercorrendo una scena vissuta ed interrogandomi sui passi fatti: se ho fatto qualcosa per cui mi sento in dovere di chiedere scusa lo canto sopra a due accordi di piano. Poi inizio a distruggere tutto.</p>
<p><strong>Q come Quella canzone che ti emoziona fortissimo</strong><br />
<iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Piel" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/6udFBv3qe6LOh2LfgVmbcY?si=588498fa02144a41&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>Ruota libera. Raccontaci un aneddoto che dovremmo sapere</strong><br />
Mi piace svegliarmi presto e andare al mercato a fare la spesa. Mi mette di buon umore.</p>
<p><strong>Se Arssalendo fosse un colore</strong><br />
Pantone 2395 c</p>
<p><strong>Tutti ammassati, ok. Ma perché senza affetto?</strong><br />
Sai quando ti senti vuoto e hai paura di restare da solo? Ecco, a me è successo e per non pensarci uscivo e mi circondavo di gente che credevo importante, ma che usavo per colmare quel senso di malessere.</p>
<p><strong>Un live che ti è piaciuto</strong><br />
Batien + Radura a Casa Occupata Gorizia (MI), Novembre 2019. Durante il concerto dei Batien, il cantante dei Radura si aggrappa al collo della mia maglietta per fare stage diving e me la spacca. A fine concerto me ne ha regalata una loro. È stato bello.</p>
<p><strong>V come verso il metaverso. Il tuo pensiero rispetto alla musica</strong><br />
È il mio modo più sincero di esprimermi, senza aver paura di dire cose sbagliate.</p>
<p><strong>Www + il nome di un link bello</strong></p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/vlUR09yRHZU?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p><strong>X come l’incognita che ti spaventa</strong><br />
Faccio musica e spero di renderla la mia unica fonte di profitto. Non basta?</p>
<p><strong>Y di Youtube. Un video per quando hai voglia di ridere</strong></p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/kSs2NEuKPpY?start=132&#038;feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p><strong>Z come Generazione Z. Cinque parole per descriverla</strong><br />
Pop-up – Veloce – Sintetica – Aperta – Insicura</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2022/04/11/arssalendo-intervista-a-z/">Arssalendo dalla A alla Z</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>5 brani per conoscere Marco Fracasia</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/03/22/marco-fracasia-5-brani/</link>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2022 14:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[marco fracasia]]></category>
		<category><![CDATA[marco fracasia adesso torni a casa]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="653" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Fracasia-Ludovica-De-Santis-1024x653.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Fracasia-Ludovica-De-Santis-1024x653.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Fracasia-Ludovica-De-Santis-768x490.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Fracasia-Ludovica-De-Santis-770x491.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Fracasia-Ludovica-De-Santis-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Fracasia-Ludovica-De-Santis-385x245.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Fracasia-Ludovica-De-Santis.jpeg 1200w" /><p>L&#8217;Ep d&#8217;esordio di Marco Fracasia, uscito l&#8217;11 marzo per 42 Records, non è che un meraviglioso inizio. Anticipato dai singoli black midi e Ipersoap, Adesso torni a casa contiene altre tre tracce inedite che completano il puzzle intimista e delicato del ventunenne torinese, affiancato in questo progetto da Marco Giudici (Halfalib) che ha prodotto l&#8217;intero&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="653" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Fracasia-Ludovica-De-Santis-1024x653.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Fracasia-Ludovica-De-Santis-1024x653.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Fracasia-Ludovica-De-Santis-768x490.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Fracasia-Ludovica-De-Santis-770x491.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Fracasia-Ludovica-De-Santis-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Fracasia-Ludovica-De-Santis-385x245.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Fracasia-Ludovica-De-Santis.jpeg 1200w" /><p>L&#8217;Ep d&#8217;esordio di <a href="https://www.instagram.com/marcofracasia/?hl=it" target="_blank" rel="noopener">Marco Fracasia</a>, uscito l&#8217;11 marzo per <strong>42 Records</strong>, non è che un meraviglioso inizio.<br />
Anticipato dai singoli<em> black midi</em> e <em>Ipersoap</em>, <em>Adesso torni a casa</em> contiene altre tre tracce inedite che completano il puzzle intimista e delicato del ventunenne torinese, affiancato in questo progetto da <strong>Marco Giudici</strong> (Halfalib) che ha prodotto l&#8217;intero EP.<br />
È un lavoro che trema e fa tremare, spoglio di orpelli inutili e infoltito di elementi che lo rendono compatto: una scrittura dritta ed evocativa, tenuta insieme da sonorità vischiose, sognanti e deliziosamente lo-fi.</p>
<p>Abbiamo chiesto a Marco di raccontarci quali sono gli ascolti che hanno ispirato il suo percorso fino al suo ultimo EP.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="380" title="Spotify Embed: Adesso torni a casa" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/6BbMSJ6b5yFEPJHMgO7w1W?si=mo9e4kSeSIeKkA9yoVyyIA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>1. LCD Soundsystem &#8211; All My Friends</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="80" title="Spotify Embed: All My Friends" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/2Ud3deeqLAG988pfW0Kwcl?si=4b74c738a3aa4245&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Facciamo questo gioco. Se arrivasse un extraterrestre sul nostro pianeta e io dovessi offrirgli un esempio del meglio che c’è sulla terra per invogliarlo a restare, gli farei ascoltare questo brano. È davvero tutto per me.</p>
<p><strong>2. Beach House &#8211; Levitation</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Levitation" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/7aciebfpMZffzCTSg9rLIZ?si=5084e474d5154df4&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Ascoltai questo pezzo per la prima volta a casa dei miei, da solo. Mi ricordo che erano circa le 18:00, fuori era buio ed io ero molto, molto triste. Forse non mi stuferò mai di Depression Cherry, mi piace avere la consapevolezza che questo disco potrà sempre aiutarmi.</p>
<p><strong>3. Aphex Twin &#8211; Alberto Balsalm</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Alberto Balsalm" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/21Phj46KeUHOWyZW9A9b7P?si=67122d1e2bac4945&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>È uno dei brani che mi ricorda di quanto la musica possa essere grande rispetto a qualsiasi altra cosa. Oggetti, luoghi, cose del mondo. È come se questo brano guardasse tutto dall’alto. Questo mi piace, mi inquieta e mi fa sentire piccolissimo.</p>
<p><strong>4. MGMT &#8211; Congratulations</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Congratulations" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/6kblAEj0T0312fv5QWsXzo?si=4c7effa5b6704499&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Sento che questo pezzo in qualche modo sia legato a qualcosa di mio. Lo adoro e vorrei averlo scritto io.</p>
<p><strong>5. The Stone Roses &#8211; I Am the Resurrection</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="80" title="Spotify Embed: I Am The Resurrection" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/6TazaeclCwSz1tdtFMwZ8w?si=f046c02909b34460&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Dentro questo brano c’è tutta la mia adolescenza.</p>
<p><strong>Bonus: The Flaming Lips &#8211; Race for the Prize</strong></p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Race for the Prize" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/5eHnZbx4uEBUDy7n0Kcmjx?si=200e383b51154b21&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>La fine / l’inizio di qualcosa di importante.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Kassa Overall, pioniere di un suono tutto nuovo</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/03/21/kassa-overall-intervista/</link>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 12:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Pecci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Kassa Overall]]></category>
		<category><![CDATA[Kassa Overall intervista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.dlso.it/site/?p=128965</guid>
		<description><![CDATA[<img width="1024" height="640" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/X_KassaOverall-1024x640.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/X_KassaOverall-1024x640.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/X_KassaOverall-768x480.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/X_KassaOverall-770x481.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/X_KassaOverall-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/X_KassaOverall-385x241.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/X_KassaOverall.jpeg 1080w" /><p>Kassa Overall mi accoglie nella stanza Zoom con un gran sbadiglio. Non uno spasmo irrispettoso, ma di relax e stanchezza: da me sono le sette di sera passate, da lui neanche le dieci di mattina. “Sono appena tornato a Seattle. Ieri notte ho guidato, ho fatto un tour della West Coast, nove ore al giorno&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2022/03/21/kassa-overall-intervista/">Kassa Overall, pioniere di un suono tutto nuovo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="640" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/X_KassaOverall-1024x640.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/X_KassaOverall-1024x640.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/X_KassaOverall-768x480.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/X_KassaOverall-770x481.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/X_KassaOverall-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/X_KassaOverall-385x241.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/X_KassaOverall.jpeg 1080w" /><p><strong>Kassa Overall</strong> mi accoglie nella stanza Zoom con un gran sbadiglio. Non uno spasmo irrispettoso, ma di relax e stanchezza: da me sono le sette di sera passate, da lui neanche le dieci di mattina.<br />
“<em>Sono appena tornato a Seattle. Ieri notte ho guidato, ho fatto un tour della West Coast, nove ore al giorno in macchina</em>.” Gli chiedo subito cosa ha ascoltato, con tutto quel tempo a disposizione. “<em>Un bel po’ di mia musica nuova. Penso che mentre guidi hai un’orecchio che può farti prendere buone decisioni. Poi riderai, ma stavo soprattutto ascoltando i Salmi della Bibbia in versione audiolibro</em>.”<br />
Perché? Gli torna utile nella musica? “<em>Sicuramente. Non sono proprio religioso, ma spesso la leggo. Il modo in cui è scritta richiede molta attenzione, devi prenderti il giusto tempo per capire cosa stai leggendo.</em>” Non sono decisamente un lettore della Bibbia, ma da quel poco che ricordo è un testo complesso, quasi un’intricata poliritmia. “<em>Sì esatto. Ma poi in generale i testi ‘spirituali’ li sento dentro. Mi aprono la mente, mi mettono in un mood specifico. Quindi sicuramente hanno effetto sulla mia musica. Quando suono la batteria cerco di raggiungere delle frequenze quasi spirituali, trovare uno stato d’animo di quel tipo</em>.”</p>
<p>Bastano cinque minuti per rendersi conto che <strong>Kassa Overall è un conversatore stimolante</strong>. Quest’ultimo è uno degli aggettivi più adeguati anche per la sua musica, quindi lo si sarebbe anche potuto indovinare; ma non è che questo sia un assioma valido per tutti i musicisti &#8211; me ne sono reso conto a mie spese in più di un’occasione. In ogni caso il batterista e producer originario di Seattle (ma di base a Brooklyn) è senza dubbio uno dei musicisti più interessanti degli ultimi anni, autore di un jazz creativo che incrocia l’hip- hop e la musica no-wave/avant-garde di stampo newyorkese. Una cifra stilistica veramente originale, che si fa fatica a inquadrare e che paradossalmente forse finisce per penalizzarlo: non lo si può incasellare in nulla, accorpare a nessuna scena, senza diventare insopportabilmente imprecisi. Due album ufficiali, “<a href="https://open.spotify.com/album/6tSHSLgLy19DgFpzKHrrJv?si=DmQL5BSfQsOtM6pW_8qd0A" target="_blank" rel="noopener">Go Get Ice Cream and Listen to Jazz</a>” del 2019 e il celebrato “<a href="https://open.spotify.com/album/06srPx8pu2dNLSOF5JllqR?si=iNKq7rq3T_OGvZFt5Y22YA" target="_blank" rel="noopener">I THINK I’M GOOD</a>” del 2020, più una miriade di collaborazioni e i due fortunati mixtape “Shades Of Flu”. <strong>Adesso un tour europeo che toccherà anche Milano, il 24 Marzo al Biko</strong>.</p>
<p><iframe style="border: 0; width: 350px; height: 470px;" src="https://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/album=1596843677/size=large/bgcol=ffffff/linkcol=0687f5/tracklist=false/transparent=true/" seamless=""><a href="https://kassaoverall.bandcamp.com/album/shades-of-flu">SHADES OF FLU by Kassa Overall</a></iframe></p>
<p>Una delle caratteristiche che colpisce di più della sua musica è che siamo chiaramente di fronte a una forma complessa, che pesca a piene mani da universi sonori spesso considerati elitari e poco accessibili. Eppure il risultato finale possiede <strong>un’accessibilità quasi magica</strong> e infatti i suoi ascoltatori provengono da mondi musicali di ogni tipo. “<em>Mi piace pensare che sia così. Vedremo quante e quali persone verranno allo show di Milano [ndr. ride]. Ma capisco cosa dici. È strano perché io sono sicuramente un jazz nerd e un ‘virtuoso’, potrei tranquillamente fare un tipo di musica che nessuno capirebbe. Ma provo ad essere aperto, voglio che le persone capiscano. Qualcuno una volta mi ha detto: ‘se conosci veramente qualcosa dovresti essere in grado di spiegarla ad un bambino piccolo</em>’. <em>Non mi piace renderla inaccessibile, ma allo stesso tempo non voglio banalizzarla, sminuirla. Quindi poi uno si trova in una sorta di perenne incertezza: andare più lontano possibile creativamente parlando ma anche mantenere la porta aperta per chiunque.</em>”<br />
La domanda intuitiva ora è quali sono stati <strong>gli ascolti</strong> che hanno formato questo gusto e approccio così particolare. “<em>Crescendo ho ascoltato musica grazie ai miei genitori. Mentre imparavo a camminare e leggere ascoltavo <strong>Thelonious Monk, Ornette Coleman</strong>, ovviamente <strong>Miles, Coltrane, Charlie Parker</strong>. E anche musica dal resto del mondo, come quella dell’Est Indiano. Un sacco di roba avant-guarde. Ci sono state tantissime altre cose ma, pensando alla tua domanda, questa è musica che è molto complessa ma che non riconosci per forza come tale. Non solo sono cresciuto ascoltandola, ma poi ho anche iniziato a suonarla, ho imparato a esprimere le mie emozioni attraverso forme musicali complesse. Quando produco non sono limitato dallo stile classico di produzione; questo perché non voglio che suoni noioso in primis per me. Non è un giudizio di merito su musica più minimale, anzi, a volte vorrei che anche la mia musica lo fosse</em>.”</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CaE-CCZtosj/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
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</blockquote>
<p><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script></p>
<p>Mi ha colpito molto che il primo nome a venirgli in mente sia stato quello di Thelonious Monk. Una delle caratteristiche più intriganti della musica di Overall è una sorta di <strong>frammentazione ritmica costante</strong>, che dapprima avevo attribuito all’unione tra jazz e hip-hop, sulla scia dell’insegnamento di J-Dilla. Invece, pensandoci ora, è veramente figlia diretta dell’approccio al pianoforte di Monk: questa sensazione di collasso imminente, come se i brani inciampassero a ripetizione su se stessi ma in qualche modo riuscissero anche a trovare la strada di casa, ad avere senso. “<em>È esattamente così. È l’essere volutamente sciatti, mentre in realtà è tutto formalmente giusto. Lo prendo da Monk, ma anche da Elvin Jones &#8211; e sono solo i due nomi più grandi che mi vengono in mente. Per dire, posso citarti anche Old Dirty Bastard: lo amo come musicista, ancora prima che come rapper. Il modo in cui usa le melodie e i ritmi è molto avanzato. Tutti possono suonare note dritte, ogni computer, anche perché stanno diventando sempre più sofisticati. Se devi fare qualcosa di unico lo fai ancora come essere umano</em>.”<br />
Mi offre una dimostrazione in diretta. Pesca da fuori l’inquadratura una maracas e comincia a tenere un ritmo zoppicante, apparentemente senza senso ma comunque coinvolgente. “<em>Penso che passerà tanto tempo prima che un computer possa fare questo [ndr. ride]. Quel tipo di cosa che uno sente e non sa bene perché ma gli torna, gli piace.</em>” E quindi cosa gli piacerebbe che le persone vedessero nella sua musica, proprio istintivamente? “<em>Penso che ci sono due cose che chiunque può trarre da qualcuno che sta facendo qualunque cosa. Puoi essere impresso dall’abilità tecnica ‘oh sei così veloce, sei così bravo’, questo tipo di roba. Oppure puoi essere ispirato. Puoi osservare una persona essere se stessa mentre si esprime in modo naturale e aperto, facendoti venire voglia di farlo anche te. Ti ispira nell’essere in quel modo lì, qualunque sia il tuo campo, anche al di fuori della musica. Il mio obbiettivo è quindi quello di <strong>diventare più libero possibile</strong> come persona e di esprimermi di conseguenza. Penso che essere e vivere in questo modo, non mi viene la parola, come si dice&#8230; diventa contagioso!</em>”. Ci prendiamo qualche minuto per ridere all’uso quasi fuori luogo di una parola diventata così inopportuna negli ultimi anni, poi Kassa aggiunge. “<em>La cosa divertente è che mi ci sono voluti anni per arrivare a questa conclusione. Quando facevo masterclass come studente o ascoltavo interventi, spesso gli oratori alle domande rispondevano tutti con questa voce impostata e ridicola. A volte avrei voluto alzarmi per dire,‘hey non è così che parli veramente! È una risposta jazz questa, cos’è questa merda [ride].</em>”</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/GGMWRyghsBI?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p><strong>Pensare al jazz in modo ironico e dissacrante</strong> sembra essere la chiave di volta di alcune delle scene contemporanee che ammiriamo di più. Un approccio che ne decostruisce l’insopportabile cappa elitaria per gli ascoltatori, incuriosendone di nuovi e aumentando il bacino di utenza; ma che soprattutto crea spazio creativo per gli artisti, liberi di prendersi rischi, essere veramente liberi di esprimersi &#8211; come dice lo stesso Overall. “<em><strong>Io mi vedo come un pioniere</strong>. Penso che sto facendo nascere un suono tutto nuovo. Non sto cercando di sembrare arrogante, ma penso che il suono che ho messo insieme fin qui è veramente unico. L’ho sviluppato per lunghissimo tempo, non si tratta di un trend, anche se ormai lo è diventato, lo fanno tutti.</em>”<br />
Ma negli Stati Uniti in generale? Gli faccio notare che da fuori sembrano esserci tra macroscene: New York, Los Angeles e l’outsider Chicago con il lavoro dell’International Anthem. “<em>Non so cosa stanno facendo gli altri. Ti posso dire che quando parliamo di NY e LA, le persone che lavorano lì vengono da tutto il paese, principalmente per studiare. Sono sicuramente i due laboratori principali ma allo stesso tempo racchiudono un mix di tutto il paese. Penso che la cosa che non si capisce da fuori è che si vedono tutte queste scene come separate (e sicuramente ognuna è diversa) ma allo stesso tempo ci conosciamo tutti e in un certo senso siamo parte della stessa scena. Penso che riducendo, alla fine dei conti gli Stati Uniti stiano producendo due tipi di suoni: c’è chi si concentra sull’aspetto virtuoso del jazz, mi vengono in mente musicisti come Immanuel Wilkins, Melissa Aldana. Poi c’è un’altra attitudine, più incentrata sul groove, l’uso dell’elettronica. Chiaramente poi il mix di entrambi gli approcci, si influenzano a vicenda.</em>”</p>
<p>Ma delle centinaia di musicisti e artisti con il quale ha collaborato, c’è ancora qualcuno che gli sfugge? “<em>Oh, sì <strong>Kanye West.</strong> Penso che accadrà prima o poi. Continuo a crescere come artista, non ho ancora toccato minimamente il mio apice. Quindi accadrà</em>.” Questa sicurezza nei propri mezzi, molto americana, mi fa pensare che io come la maggior parte degli italiani pur ascoltando da qualche anno la sua musica non abbiamo ancora avuto l’occasione di vederlo dal vivo. Che dobbiamo aspettarci dal concerto di giovedì a Milano? “<em>È una bella domanda. Dal vivo siamo in quattro, io suono la batteria, mi occupo dell’elettronica e della voci. Poi c’è il sassofono, due set di percussioni e la tastiera con i synth. Andiamo dall’elettronica con strofe rap fino al free-jazz. Suoniamo le canzoni come sono sul disco ma anche come punto di partenza per andare dove vogliamo. Sarà divertente.</em>”<br />
Direi che basta e avanza.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2022/03/21/kassa-overall-intervista/">Kassa Overall, pioniere di un suono tutto nuovo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Short film, parole e nuovi progetti, ma sempre Thru Collected</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/03/10/altea-sano-ep-thru-collected/</link>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2022 11:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2022/03/10/altea-sano-ep-thru-collected/">Short film, parole e nuovi progetti, ma sempre Thru Collected</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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I <strong>Thru Collected </strong> con l&#8217;anti-pop di Discomoneta <a href="https://www.dlso.it/site/2021/12/20/migliori-debutti-2021/" target="_blank" rel="noopener">hanno esordito</a> in maniera splendente, rendendoci curiosi e affamati delle loro prossime mosse.<br />
Ora è tempo di scendere più in profondità e addentrarsi nella testa, nelle sensazioni e nelle parole di <strong>Sano</strong> e di <strong>Altea</strong> che il 18 e il 25 marzo usciranno con i rispettivi EP, L&#8217;industria, il pop, la camera, il sesso e Non ti scordar di me. Un viaggio diverso e viscerale, ma sempre e comunque guidato dallo spirito del <a href="https://www.instagram.com/thrucollected/" target="_blank" rel="noopener">collettivo Thru</a>.<br />
Con uno short film e una manciata di parole fondamentali, iniziamo a presentarti le prime tre tracce di questo nuovo viaggio: Nella mia testa e Logiche (Altea), Le mie gambe, le mie tasche (Sano).</p>
<h1>Lo short film</h1>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/kpfDlx5GElc?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&#8220;<em>è un corto//videoclip//trailer intorno agli ultimi lavori di Altea e Sano. Le immagini raccolte sono suggestioni e metafore di momenti della vita degli artisti. Il crimine e l’aggregazione interpretano il luogo incerto e quello sicuro, la disillusione e la rassicurazione. Il video racconta un lieto non fine sancito dall’incontro di Sano e Altea. L’interpretazione degli spazi diventa fondamentale quando questi sono la culla delle nostre scelte. Il terzo paesaggio è un rifugio per l’elaborazione di un mondo parallelo fatto di strutture in cemento e ferro arrugginito, ma si trasforma nel grigio scenario della realtà quando finisce la musica.</em>&#8221;</p>
<h1>Le parole di Altea</h1>
<h3 style="text-align: center;">/lò·gi·che/</h3>
<p>è frutto del cambiamento repentino che ha avuto la mia vita da un anno a questa parte. <strong>Rendendomi conto</strong> che niente dura per sempre è come se mi sentissi sempre su una giostra. Mentre guardo quello che ho intorno girare veloce senza che lo possa afferrare, è come se cercassi di proteggermi fuggendo dai legami che possono ingabbiarmi “non puoi badare a me, gli umori che mi stringono costringono anche te ‘’</p>
<h3 style="text-align: center;">/an·có·ra/ /nò/</h3>
<p>è il manifesto della <strong>disillusione</strong> nel non riuscire a guardare il mondo più con gli occhi di una bambina che cerca la magia. È la consapevolezza che si idealizzano luoghi, persone, situazioni, poi il contatto con la realtà è disarmante. “questo fiore di innocenza ha perso i petali nella mia stanza”</p>
<h1>Le parole di Sano</h1>
<h3 style="text-align: center;">/guèr·ra/</h3>
<p>la <strong>guerra</strong> per i soldi, per le emozioni, per affermarsi<br />
e definirsi, è un po’ il tema, a volte esplicito e a volte implicito dell&#8217;intero disco, volto a trasmettere ideali di battaglia per affermare le proprie scelte e le proprie idee.</p>
<h3 style="text-align: center;">/tà·sche/</h3>
<p>le <strong>tasche</strong> sono il sito di stoccaggio delle mie esperienze, delle scelte e delle idee che porto con me, in costante evoluzione e cambiamento, mentre cammino, con la prospettiva di continuare a raccogliere e riempire.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2022/03/10/altea-sano-ep-thru-collected/">Short film, parole e nuovi progetti, ma sempre Thru Collected</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La collezione di dischi di Charlotte Adigéry e Bolis Pupul</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/03/07/charlotte-adigery-bolis-pupul-collezione-dischi/</link>
		<pubDate>Mon, 07 Mar 2022 11:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Charlotte Adigéry Bolis Pupul]]></category>
		<category><![CDATA[Charlotte Adigéry Bolis Pupul Topical Dancer]]></category>
		<category><![CDATA[Collezione di dischi]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Charlotte-Adigery-Bolis-Pupul-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Charlotte-Adigery-Bolis-Pupul-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Charlotte-Adigery-Bolis-Pupul-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Charlotte-Adigery-Bolis-Pupul-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Charlotte-Adigery-Bolis-Pupul-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Charlotte-Adigery-Bolis-Pupul-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Charlotte-Adigery-Bolis-Pupul-1-1540x1027.jpg 1540w" /><p>Tra i tanti album usciti venerdì spicca il debutto del duo formato da Charlotte Adigéry e Bolis Pupul. Topical Dancer, rilasciato da DEEWEE (iconica label dei Soulwax), è un disco che scioglie in un delizioso elettro-pop energiche pennellate techno, sfumandole con accenni french touch. In questa eclettica miscela vengono incastonate liriche che affrontano temi in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2022/03/07/charlotte-adigery-bolis-pupul-collezione-dischi/">La collezione di dischi di Charlotte Adigéry e Bolis Pupul</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Charlotte-Adigery-Bolis-Pupul-1-1024x683.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Charlotte-Adigery-Bolis-Pupul-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Charlotte-Adigery-Bolis-Pupul-1-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Charlotte-Adigery-Bolis-Pupul-1-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Charlotte-Adigery-Bolis-Pupul-1-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Charlotte-Adigery-Bolis-Pupul-1-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/03/Charlotte-Adigery-Bolis-Pupul-1-1540x1027.jpg 1540w" /><p>Tra i tanti <a href="https://www.dlso.it/site/2022/03/04/album-4-marzo-2022/" target="_blank" rel="noopener">album usciti venerdì</a> spicca il debutto del duo formato da <strong>Charlotte Adigéry</strong> e <strong>Bolis Pupul</strong>.<br />
Topical Dancer, rilasciato da <strong>DEEWEE</strong> (iconica label dei <strong>Soulwax</strong>), è un disco che scioglie in un delizioso elettro-pop energiche pennellate techno, sfumandole con accenni french touch.<br />
In questa eclettica miscela vengono incastonate liriche che affrontano temi in disaccordo con il clima frizzante che si respira nel sound delle 13 tracce, co-scritte e co-prodotte assieme ai Soulwax: misoginia, razzismo e appropriazione culturale scivolano tra le pulsazioni danzerecce di Topical Dancer, trasformandolo in un racconto più profondo, da ballare e riflettere.</p>
<p>Abbiamo chiesto al duo di aprirci il baule della collezione di dischi, per capire quali sono gli ascolti che hanno fatto da sfondo alla loro formazione musicale.<br />
Si ascolta tutto nelle prossime pagine.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="380" title="Spotify Embed: Topical Dancer" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/4ivk3u8J7qg7YoWUZlnGNz?si=QjP-G1KrQ0OHCA_8hKTzJw&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>Le parole di Ceri</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/02/22/ceri-parole-fondamentali/</link>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 14:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[ceri]]></category>
		<category><![CDATA[ceri waxtape]]></category>
		<category><![CDATA[parole fondamentali]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/ceri-waxtape-800x500-1024x1024.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/ceri-waxtape-800x500-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/ceri-waxtape-800x500-150x150.jpeg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/ceri-waxtape-800x500-300x300.jpeg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/ceri-waxtape-800x500-20x21.jpeg 20w" /><p>WAXTAPE: il ritmo, come lo modella Ceri. È uscito venerdì via Undamento, il I° Movimento di una quadrilogia con la quale Ceri ha intenzione di portarci nel sudore e nell&#8217;energia viva del clubbing, in reazione all&#8217;immobilismo a cui siamo stati costretti per tutto questo tempo. Il mixtape nasce dalla suggestione di un club abbandonato di&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/ceri-waxtape-800x500-1024x1024.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/ceri-waxtape-800x500-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/ceri-waxtape-800x500-150x150.jpeg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/ceri-waxtape-800x500-300x300.jpeg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/ceri-waxtape-800x500-20x21.jpeg 20w" /><p>WAXTAPE: il ritmo, come lo modella <strong>Ceri</strong>.</p>
<p>È uscito venerdì via <strong>Undamento</strong>, il I° Movimento di una quadrilogia con la quale <a href="https://www.instagram.com/ceri_wax/" target="_blank" rel="noopener">Ceri</a> ha intenzione di portarci nel sudore e nell&#8217;energia viva del clubbing, in reazione all&#8217;immobilismo a cui siamo stati costretti per tutto questo tempo.<br />
Il mixtape nasce dalla suggestione di un club abbandonato di Savona e dal recupero di cassette di vecchie serate in discoteca negli anni &#8217;90: di qui la scintilla che accende in Ceri la voglia di sperimentare ancora con i bpm e con la sua straripante creatività.<br />
La release è accompagnata dal video di Solo Insieme, girato in UK da Giada Bossi e realizzato in collaborazione con i ragazzi di ACAB (All choreoghraphers are bastards):</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/BMUU09a4y9Q?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Tra le tracce troviamo anche <strong>Ginevra</strong> in I Luv U, mentre la produzione di Solo Insieme è con <strong>Jaz</strong> e <strong>Chai Ayling</strong>.<br />
Mentre ce lo balliamo tutto qui sotto, scopriamo quali sono le parole-chiave che definiscono i Waxtape di Ceri.</p>
<p><iframe style="border-radius: 12px" width="100%" height="380" title="Spotify Embed: WAXTAPE: I° Movimento" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/6L2C2usmO2lUMeyn5oODia?si=eM7BzaswRF-V-8Q2TIyRnA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/pen·siè·ro/ca·scà·ta/</strong></h4>
<p>Invocare la forza misteriosa della musica. Cadere libero dalle<strong> cascate di pensiero</strong>.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/rìt·mo/</strong></h4>
<p>Attimi paralleli viaggiano a una distanza stabilita che può essere descritta con una formula. La frequenza di battiti per minuto apre le porte della nostra<strong> ritmo-foresta</strong>. Cerchiamo sintonia nei rami.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/dò·mi·na/</strong></h4>
<p><strong>Domina</strong> la vallata, come la discoteca abbandonata a Toirano che tanto mi ha suggestionato in questi mesi.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/lì·qui·da/</strong></h4>
<p>La conseguenza delle intuizioni che si susseguono in uno spazio <strong>senza divisioni</strong> di genere.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/se·gré·to/</strong></h4>
<p>Le parole non bastano per descrivere il tutto, serve più <strong>poesia</strong>.</p>
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		<title>Ma che ci sta a fare LNDFK in Italia?</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/02/17/lndfk-kuni-intervista/</link>
		<pubDate>Thu, 17 Feb 2022 13:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Pecci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[LNDFK]]></category>
		<category><![CDATA[lndfk kuni]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="682" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/LNDFK-_-ph-Mattia-Giordano-1-2-1024x682.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/LNDFK-_-ph-Mattia-Giordano-1-2-1024x682.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/LNDFK-_-ph-Mattia-Giordano-1-2-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/LNDFK-_-ph-Mattia-Giordano-1-2-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/LNDFK-_-ph-Mattia-Giordano-1-2-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/LNDFK-_-ph-Mattia-Giordano-1-2-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/LNDFK-_-ph-Mattia-Giordano-1-2-1540x1026.jpg 1540w" /><p>Allontanarsi dalla musica per farne di migliore. Per LNDFK, all’anagrafe Linda Feki, i due anni di sospensione planetaria dovuti alla pandemia hanno coinciso con un uno iato altrettanto lungo. Una scomparsa dalle scene, un silenzio assordante, anzi “assurdo”, come lo definisce lei stessa. In questi giorni il silenzio è stato interrotto in grande stile, con&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2022/02/17/lndfk-kuni-intervista/">Ma che ci sta a fare LNDFK in Italia?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="682" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/LNDFK-_-ph-Mattia-Giordano-1-2-1024x682.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/LNDFK-_-ph-Mattia-Giordano-1-2-1024x682.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/LNDFK-_-ph-Mattia-Giordano-1-2-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/LNDFK-_-ph-Mattia-Giordano-1-2-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/LNDFK-_-ph-Mattia-Giordano-1-2-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/LNDFK-_-ph-Mattia-Giordano-1-2-385x257.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/LNDFK-_-ph-Mattia-Giordano-1-2-1540x1026.jpg 1540w" /><p>Allontanarsi dalla musica per farne di migliore. Per <strong>LNDFK</strong>, all’anagrafe Linda Feki, i due anni di sospensione planetaria dovuti alla pandemia hanno coinciso con un uno iato altrettanto lungo. Una scomparsa dalle scene, un silenzio assordante, anzi “assurdo”, come lo definisce lei stessa. In questi giorni il silenzio è stato interrotto in grande stile, con l’uscita del suo primo album ufficiale, “Kuni”, licenziato da <strong>La Tempesta Dischi</strong> assieme all’etichetta losangelina <strong>Bastard Jazz</strong> &#8211; culla di un suono che è tutto racchiuso nel nome e che è anche una delle definizioni adeguate del percorso della Feki.</p>
<p>Ma quel silenzio non è stato casuale, Linda lo ha cercato e coltivato. “<em>Il disco ho iniziato a scriverlo più o meno nel 2019. È stato un lavoro veramente importante per me perché prima avevo fatto uscire già un po’ di cose come LNDFK ma in quel periodo riascoltarle non mi soddisfaceva. Sentivo che non avevano una personalità propria, mi sembrava sempre che i pezzi assomigliassero a qualcosa. Da quel momento ho deciso di prendermi una pausa, staccarmi e iniziare a fare ricerca per raggiungere un suono più autentico, sincero.</em>” Il neo soul, il nu-jazz, il beatmaking tra l’astratto e il lo-fi. Questi sono sempre stati gli ingredienti della sua musica, a partire dall’esordio nel 2016 con l’EP “<a href="https://open.spotify.com/album/2ICTyYjsWRneRG2quf1eel?si=OJncLKUNQlqjxmt_d_vcrw" target="_blank" rel="noopener">Lust Blue</a>”. Un orizzonte sonoro affollatissimo negli ultimi anni (non proprio qui da noi, chiaro) e pieno di proposte interessanti. Facile quindi perdersi nella giungla di uscite, negli stimoli più disparati o nell’esterofilia fine a se stessa.</p>
<p>Per salvarsi da tutto ciò Linda ha fatto inversione ad U. “<em>Prima cercavo sempre l’ispirazione nella musica. In questo disco c’è stato un cambio drastico: ho lasciato che mi ispirasse l’arte in generale, sopratutto quella figurativa astratta, il cinema, la poesia. È molto più connesso a immagini, alle emozioni che provavo in risposta a queste, più che a un suono. Ho preso quelle emozioni e poi le ho trasformate in suoni. Credo che questo mi abbia consentito di raggiungere un’identità sonora più personale</em>.” Al punto tale che è proprio un film ad essere responsabile dell’impianto generale dell’album, oltre che della scelta tematica. “<em>Il punto di svolta c’è stato con la visione del <strong>film Hana-bi di Takeshi Kitano</strong>. Da lì è come se si fossero connesse le tracce che stavo scrivendo, mi è nato tutto il concept. Quel film è una riflessione dicotomica su vita e morte e quindi ho deciso di direzionare il disco su un concept simile, eros e thanatos.</em>” Lavorare su un terreno vergine comune, lontano dalle ispirazioni strettamente musicali, ha anche rinsaldato il rapporto con il producer <strong>Dario Bass</strong>, con il quale l’artista italo-tunisina collabora fin dagli inizi. “<em>Io e lui ci siamo conosciuti nel 2013, siamo cresciuti insieme e ci siamo influenzati moltissimo umanamente ed artisticamente. Per dire, il film di Kitano lo abbiamo visto insieme. Grazie a questa nuova direzione abbiamo anche avuto un approccio più libero, non ci interessava fare un pezzo che assomigliasse a qualcosa di già esistente. Io ho cercato di essere più sincera possibile, di scrivere delle cose intime che non avrei mai pensato di pubblicare</em>.”</p>
<p><iframe width="100%" height="380" title="Spotify Embed: Ku" style="[object Object]" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/4nGcz59HrKCQHjvJVrkwaH?si=EQiJn-gJStCt3l2QglmdRA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>L’esempio più esplicito di questo candore, di questa lucida mancanza di pudore che si trasforma in strategia narrativa è il brano “Ku”, di cui Linda ha raccontato la storia già sul suo profilo Instagram</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CZsBp4Tr2Jj/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
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<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/CZsBp4Tr2Jj/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">A post shared by LNDFK (@lndfk)</a></p>
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<p>Come tradurre il mondo onirico in grammatica, materia musicale? “<em>Quando sono andata in studio da Dario non sapevo come comunicare tutta quella roba e quindi prima ho disegnato una sorta di fumetto, in cui c’erano varie linee. Gli ho proposto di seguire i segni grafici, proprio progressivamente nella composizione del beat. Per dire, nel brano c’è un momento in cui ci sono molti stacchi secchi; a quello nella mia storia corrisponde il momento in cui c’è il combattimento con le katane.</em>” Il <strong>leitmotiv dell’immaginario giapponese</strong> accompagna il disco in lungo e largo (“è un mondo che già mi piaceva prima ma che durante la gestazione del disco si è sovrapposto al momento di rottura che raccontavo prima, al mio approccio all’arte in generale”) e arriva a contaminare anche i <strong>featuring del disco</strong>, uno dei punti di forza del lavoro. Troviamo infatti un bel mix di nomi anche abbastanza noti ma mai fini a se stessi, evidentemente scelti in modo funzionale all’album da un punto di vista organico, musicale. “<em>Ci tenevo che fossero collaborazioni autentiche. Il fatto che siano quasi tutti americani è fico, ma è dettato veramente dal tipo di vibe che stavamo cercando. Intercettare <strong>Pink Siifu</strong> è stato un caso, lo abbiamo contattato perché ci piaceva, subito prima che diventasse uno dei rapper più fichi del momento. <strong>Asa-Chang</strong> ha uno stile veramente unico al mondo, connette la voce e le tabla costruendo delle poliritmie pazzesche. Non pensavo che sarebbe stato contattabile e che addirittura avrebbe accettato. Sono contentissima anche del featuring di <strong>Jason Lindner</strong>, tastierista pazzesco che ha suonato su “Black Star” di Bowie per dirne una. È un musicista che sta in tutte le scene che amo: è un pianista di jazz moderno, ma poi fa anche elettronica e via dicendo</em>.”</p>
<p>Un’etichetta americana, la totalità dei featuring stranieri, l’immaginario giapponese e la lingua inglese. <strong>Ma che ci sta a fare LNDFK in Italia?</strong> “<em>faccio anche produzione per altri artisti ma ho veramente un sacco di difficoltà effettivamente a produrre cose che mi piacciono per altri qui in Italia. Mi è proprio impossibile, non c’è quella richiesta. La cosa fica invece è che ai rapper e i musicisti di là questo sound è familiare, si prendono bene sulle mie produzioni, per me è bellissimo.</em>” Negli ultimissimi anni in realtà sembra smuoversi anche qui quell’orizzonte jazz-hop, certo con grande ritardo rispetto agli Stati Uniti, ma anche l’Inghilterra, l’Australia, perfino il Giappone appunto. “<em>Sì anche qui sta succedendo un po’ di più, ma siamo ancora troppo pochi. Artisticamente mi sento molto isolata. Mi è capitato solo una volta di suonare live e di trovare il pubblico giusto per me, nello specifico prima di mndsgn al Biko. Lì è stato incredibile perché c’era proprio il target giusto, la gente capiva tutto quello che facevamo.</em>” È incredibile che Linda citi questo concerto, perché rende l’idea di quanto le cose siano collegate e il mondo sia piccolo. Solo qualche tempo fa <a href="https://www.dlso.it/site/2022/02/02/nicola-guida-piero-piccioni-mndsgn/" target="_blank" rel="noopener">parlavo su DLSO con Nicola Guida</a>, tastierista di base a Londra, circa il suo ultimo album in cui ha campionato il compositore <strong>Piero Piccioni.</strong> Musicista scoperto proprio grazie ad un’intervista che <strong>mndsgn</strong> ha rilasciato in occasione di quella data al Biko aperta da LNDFK.</p>
<p>Un disco dell’identità fluida e sfuggente, che gioca continuamente a nascondino con i suoi modelli per provare a costruire una cifra stilistica originale. LNDFK ha avuto la lucidità necessaria a sapersi prendere una pausa, mischiare le carte, rischiare anche nello “scomparire” per un tempo lungo per provare ad uscirne migliore. Il risultato è un album che merita più di un ascolto, fatto di arrangiamenti stratificati che spesso non rivelano subito la loro raffinatezza. Un bell’album che è un nuovo punto di partenza per lei, ma che magari può funzionare come volano per il neonato movimento di cui parlavamo prima. Vedremo dove arriverà, nel frattempo ci beiamo le orecchie nella morbilità del suono di LNDFK.</p>
<p><iframe width="100%" height="380" title="Spotify Embed: Kuni" style="[object Object]" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/11abDqHpb7lxOGlA8eSVaM?si=4_iY7EX0SwaNdRur7KTvRg&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>Nicola Guida, Piero Piccioni e Mndsgn travolti da un insolito destino</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/02/02/nicola-guida-piero-piccioni-mndsgn/</link>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2022 10:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Pecci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[slider]]></category>
		<category><![CDATA[mndsgn]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Guida]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Piccioni]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<img width="819" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/NGplaysPP©FlaviaFiengo-819x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/NGplaysPP©FlaviaFiengo-819x1024.jpg 819w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/NGplaysPP©FlaviaFiengo-768x960.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/NGplaysPP©FlaviaFiengo-770x963.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/NGplaysPP©FlaviaFiengo-20x25.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/NGplaysPP©FlaviaFiengo-385x481.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/NGplaysPP©FlaviaFiengo-1540x1925.jpg 1540w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/02/NGplaysPP©FlaviaFiengo.jpg 1600w" /><p>Un leggendario compositore italiano di colonne sonore anni settanta; un famoso producer losangelino; un giovane jazzista, londinese d’adozione ma italiano di nascita e formazione. Non sono i personaggi di una barzelletta surreale, ma le tre figure che si sono casualmente intrecciate nel dare vita ad una storia il cui comune denominatore è la musica: <strong>il jazz, l’hip-hop, il beatmaking e il sampling</strong>; gli Stati Uniti, l’Italia e l’Inghilterra.</p>
<p>I tre personaggi in questione sono <strong>Piero Piccioni, Mndsgn e Nicola Guida</strong>.</p>
<p><strong>Nicola</strong> è un pianista e compositore di formazione jazz classe ‘88. Dopo una carriera abbastanza fulminea all’interno dei nostri confini nazionali è approdato nel centro del jazz europeo contemporaneo: Londra &#8211; poco prima dell’inizio della pandemia. Qui ha continuato ad emergere in modo costante, arrivando ad inserirsi a pieno titolo nelle strette maglie della scena jazz londinese, collaborando a ciclo continuo con alcuni dei suoi interpreti principali. Nel 2021 ha quindi pubblicato <a href="https://www.dlso.it/site/2021/07/15/under-the-radar-giugno-2021/6/" target="_blank" rel="noopener">un album molto convincente</a>, “Speleology”, sostenuto dai principali media di settore e non solo. Un album di jazz contemporaneo dalle atmosfere quasi cinematografiche, un’esperienza sinestetica che esplora con classe e cognizione di causa la parentela del genere con l’hip-hop ed i suoi cugini.</p>
<p><iframe width="100%" height="380" title="Spotify Embed: Speleology" style="[object Object]" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/3wULx7k0Xs0RFHOaC2liz8?si=WjWPNxPcSDiIFhpV4OGZHA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Stacco di camera e avanti veloce. Siamo ai Forum Studios di Roma, è una fredda nottata di Dicembre del 2021. I Forum Studios sono gli studi di registrazione fondati nel 1970 da Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Luis Bacalov e, appunto, <strong>Piero Piccioni</strong>. Un luogo di culto dagli spazi enormi, all’interno del quale sono transitate star della musica nazionale e internazionale e sono stati incisi brani che definire iconici non rende l’idea. Questa sera Nicola Guida suona sul palco dello Studio A, all’interno delle settimane di celebrazioni previste per il centenario della nascita di Piero Piccioni. Perché, come ci è finito?</p>
<p>“<em>Tutto è partito da un’intervista di <strong>Mndsgn</strong>. Anni fa, al Biko di Milano, gli fecero una di quelle domande surreali: se avessi la possibilità di entrare in studio con una leggenda del passato chi sceglieresti? Citava alcuni nomi, come J Dilla, e concluse poi con quello di Piero Piccioni. Specificò come nell’hip-hop lo hanno campionati in tantissimi, e di come fosse già in avanti rispetto ai suoi tempi. Io all’epoca Piccioni non lo conoscevo e sono cascato dalla sedia sentendo questa cosa. Mi sono quindi completamente immerso nel suo catalogo, nell’esplorazione della sua musica.</em>” Piccioni è stato un compositore per cinema che, come i colleghi con i quali ha fondato lo studio, ha modellato l’immaginario italiano del Novecento. Iniziò come musicista jazz. Si fece le ossa nei locali di una Roma appena liberata dal nazi-fascismo, trovandosi addirittura a New York prima degli anni cinquanta, nel pieno della rivoluzione be-bop &#8211; a jammare con Charlie Parker. L’impressione però è che da un punto di vista “intellettuale” la sua musica, almeno qui da noi, sia sempre stata considerata minore. Forse perché spesso si è associata a pellicole leggere, commedie (famoso è il lungo sodalizio con Alberto Sordi); o forse perché al contrario dei capolavori di Morricone, Trovajoli e Bacalov, <strong>la musica di Piccioni è intrisa fino al midollo di jazz</strong>. Le sue composizioni forse sacrificano parzialmente la melodia insistente e il lirismo diatonico, che sono sempre stati la via più breve ed efficace per raggiungere il cuore degli italiani. Pesca invece a piene mani dalle orchestrazioni jazz, dalla modalità, da riferimenti anche afro-caraibici che anticipano e contribuiscono a creare l’<strong>immaginario “exotica”</strong> che esploderà negli anni cinquanta e sessanta.</p>
<p>Una musica orchestrale, fatta di lampi ritmici tanto quanto di slanci lirici. Con una capacità di sintesi invidiabile: una grande pulizia e rigore nell’arrangiamento, l’abilità nel saper incastrare fra loro tanti momenti diversi, valorizzando ciascuno. Il tutto proiettando all’esterno uno sguardo complessivo che l’ascoltatore può magicamente percepire come caos ordinato, improvvisazione spontanea. Caratteristiche che si sposano perfettamente con l’arte del sampling, fatta di taglio e cuci, di risignificazione e spostamenti di prospettive. Di comunicazione fra mondi lontanissimi diacronicamente e diatopicamente, mondi che non si sarebbero mai incontrati non fosse grazie al genio e alla sensibilità dell’artista di turno. All’intuizione che quei pezzi diversissimi possono comporre qualcosa di maggiore della somma delle parti. La lista degli <strong>artisti che hanno usato samples “ufficiali” di Piccioni</strong> è lunghissima. Tra questi compaiono <strong>Knxwledge, Mndsgn, The Alchemist, Cypress Hill, BadBadNotGood, Isaiah Rashad, Westside Gunn</strong>, <strong>Action Bronson, Mura Masa</strong>, perfino <strong>Dj Khaled</strong>. Se dovessimo aggiungere poi tutti quelli non ufficialmente “registrati” non la finiremmo più. “<em>Mi sono reso conto che ci sono dei passaggi, delle progressioni di accordi delle cadenze, super presenti nel contemporaneo jazz-hop. Ti dico che studiando la sua musica mi è capitato di analizzare degli accordi, e ad esempio sono gli stessi identici voicing che ci sono in diversi passaggi di “To Pimp A Butterfly” di Kendrick Lamar. Quindi ho iniziato a ragionare molto sulla cosa. L’hip-hop e il jazz-hop sono generi che di base nascono dalle macchine, dal sampling. Indirettamente, a quel processo creativo ha preso parte anche la musica di Piero Piccioni, con un meccanismo che circolarmente è finito poi per influenzare anche lo stile pianistico di Robert Glasper &#8211; e di conseguenza, da lui che è la matrice, quel modo lì di suonare contemporaneo. Tra i vari compositori dell’epoca, Piccioni era l’unico che spingeva forte sul jazz puro e attraverso le macchine dell’hip-hop Piccioni ha preso parte a questi processi. Ti dico che sono proprio gli stessi accordi, non è una questione romantica!</em>”</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="878" src="https://www.youtube.com/embed/F621-LCA3Ag?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Dallo scoprire questo vaso di Pandora a voler partecipare attivamente, il passo è stato ovviamente brevissimo. Nasce così il brano “<em><strong>Come Inside</strong></em>”, la cui architettura immaginaria si regge proprio su <strong>un sample di Piero Piccioni</strong>. “<em>Per me è diventata una questione di ricerca personale. Mi sentivo emotivamente vicinissimo alla sua musica. Ho sentito delle tracce da “Il dio sotto la pelle” e c’è l’intro di “A Starless Night” che è super campionabile. L’ho estrapolato e messo in loop e con un trio di jazz ci abbiamo iniziato a suonare sopra, con poi l’aggiunta delle strofe di Karnival Kid. Un po’ come glasper con Dilla. Solo che nel mio caso abbiamo tolto un passaggio, abbiamo fatto allo stesso tempo i jazzisti e i producer, tutto in diretta. Le persone che mi seguivano discograficaficamente volevano fare le cose per bene, e il ragazzo che ha mixato il disco conosceva il figlio di piccioni, Jason. Lui quando l’ha sentito si è innamorato della mia musica.</em>” Al punto tale che <strong>l’etichetta di Piero Piccioni, Camille 3000, è diventata co-produttrice dell’album.</strong> “<em>Nel live di Natale, quando ha visto un artista americano che rappava su un brano di un jazzista italiano che si regge su un campione di un brano di suo padre, Jason si è realmente commosso. È un cerchio che si chiude. Durante il live ho usato diversi campioni estrapolati dai brani di Piccioni e non li ho propio toccati, modificati in nessun modo, sembra roba di Madlib</em>.”</p>
<p>Quando ci si interroga su come <strong>allineare in modo convincente e non parodico la musica italiana ai modelli esteri</strong>, ecco questo è un modo decisamente valido, che fugge semplificazioni e banalizzazioni.<br />
“<em>Questa cosa a me fa sentire parte di quel discorso complesso e complessivo. Culturalmente mi sento parte della cultura hip-hop, del sampling. Quando ho scoperto tutti questi campioni mi sono sentito quasi male. La distanza culturale con un J Dilla mi è sembrata accorciarsi vertiginosamente. Quello spazio sonoro lì, che senti nei film di Sordi, quegli anni del boom economico italiano, sono in diretta comunicazione con il mondo hip-hop. Il nostro paese oggi sta messo male e la musica di quegli anni è come se fosse un’istantanea positiva ma super nostalgica. Un periodo in cui si sognava, cosa che banalmente oggi in Italia non si fa più. È un paradosso per un paese che nel dna quella roba ce l’ha, l’immaginazione; abbiamo perso la disciplina verso le cose belle, che poi è tutela della vita. La <strong>riscoperta di un Piccioni collegato così direttamente alla contemporaneità musicale</strong> per me è una defibrillazione emotiva importante su quella facoltà di sognare</em>.”</p>
<p><iframe width="100%" height="380" title="Spotify Embed: Piero Piccioni" style="[object Object]" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/playlist/5PNaBKOj7drMfV8RCRAjDa?si=4f7d79f1220c4aea&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Ma la realtà dei fatti esiste e bisogna farci i conti anche per quello che è “<em>allargando il discorso, penso che in Italia abbiamo un problema a valorizzare. Rispetto alla scena contemporanea del jazz ad esempio si fa tanta fatica tanto a far emergere gli aspetti più nuovi, innovativi. Il punto è che uno come me arriva a Londra e con quel disco in pochissimo tempo viene selezionato tra i 100 dischi di Gilles Peterson per BBC e tra i 20 dischi di Jazz FM. Dentro al mio disco c’è la storia di cui abbiamo parlato. Attestare che un musicista londinese ma in realtà italiano palesa questa cosa qui, intrecci culturali inaspettati, è molto potente. Metti che tra cinque o dieci anni io firmo con un’etichetta più importante, quel discorso diventerà più potente, legittimerà in modo ancora più convincente la scena italiana, il perché anche in Italia si fanno queste cose.</em>” Il mondo è ormai un intreccio impazzito di meridiani e paralleli, una matassa ingarbugliata che contiene di tutto. Le linee spesso si sovrappongono senza soluzione di continuità, si perde il filo del discorso singolare, a favore di un plurale che se può risultare eccitante e pieno di possibilità, a volte finisce per appiattire, per soffocare. Spesso la reazione a questo impulso globalizzante è scomposta, violenta, radicale. Sembra che non si possa concepire il far parte di un tutto senza che il proprio io sovrasti quello degli altri, che ci si confronti senza lo stimolo a prevaricare. Invece di sciogliere i nodi con delicatezza ed attenzione si finisce per provare a strappare il proprio dal resto con violenza, metterlo sopra agli altri. &#8220;<em>La prospettiva culturale oggi è la fluidità, l’anti-identità. Ma per i caraibici e africani di oggi a Londra invece la rivendicazione identitaria è fondamentale. Questo proprio perché il dialogo generazionale è positivo, ci si sente parte di un tutto all’interno di una comunità conservando comunque la propria identità. Noi invece siamo in conflitto, al massimo abbiamo rigurgiti nazionalistici, ma sono rigurgiti appunto, non c’è fluidità. Il jazz è un discorso aperto è una cosa polifonica. La disponibilità alla frammentazione, a mollare la tua identità dentro un tutto che tiene tutti insieme è fondamentale. Devi avere la capacità di perderti, anche di non riconoscerti, per poi ritrovarti.</em>”</p>
<p>Sotto presentiamo <strong>in anteprima il live tenuto da Nicola Guida ai Forum Studios di Roma</strong>. Con Eddy Cicchetti al contrabbasso, Dario Panza alla batteria e Karnival Kid alla voce.<br />
Tutti i brani si basano su campioni di Piero Piccioni.</p>
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		<title>Le parole di Ibisco</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/01/19/ibisco-parole-fondamentali/</link>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2022 12:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[ibisco]]></category>
		<category><![CDATA[ibisco nowhere emilia]]></category>
		<category><![CDATA[parole fondamentali]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/©-Silvia-Violante-Rouge_-2-1-1024x683.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/©-Silvia-Violante-Rouge_-2-1-1024x683.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/©-Silvia-Violante-Rouge_-2-1-768x513.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/©-Silvia-Violante-Rouge_-2-1-770x514.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/©-Silvia-Violante-Rouge_-2-1-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/©-Silvia-Violante-Rouge_-2-1-385x257.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/©-Silvia-Violante-Rouge_-2-1.jpeg 1500w" /><p>Di cosa è fatta la musica di Ibisco? Di new wave, disagi da urlare e un&#8217;oscurità ruvida che ti sfreccia addosso. Questi gli elementi sostanziali che troviamo in Nowhere Emilia, il primo disco di Filippo Giglio, uscito venerdì per V4V Records. Un album che aspettavamo con non poca curiosità e già dall&#8217;uscita del singolo Ragazzi,&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="683" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/©-Silvia-Violante-Rouge_-2-1-1024x683.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/©-Silvia-Violante-Rouge_-2-1-1024x683.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/©-Silvia-Violante-Rouge_-2-1-768x513.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/©-Silvia-Violante-Rouge_-2-1-770x514.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/©-Silvia-Violante-Rouge_-2-1-20x13.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/©-Silvia-Violante-Rouge_-2-1-385x257.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/©-Silvia-Violante-Rouge_-2-1.jpeg 1500w" /><p>Di cosa è fatta la musica di <a href="https://www.dlso.it/site/2020/11/13/ibisco-ragazzi-populous-remix/" target="_blank" rel="noopener">Ibisco</a>?<br />
Di new wave, disagi da urlare e un&#8217;oscurità ruvida che ti sfreccia addosso.<br />
Questi gli elementi sostanziali che troviamo in Nowhere Emilia, il primo disco di Filippo Giglio, uscito venerdì per <strong>V4V Records</strong>. <a href="https://www.dlso.it/site/2021/01/13/nuovi-artisti-da-ascoltare-2021/" target="_blank" rel="noopener">Un album che aspettavamo</a> con non poca curiosità e già dall&#8217;uscita del singolo Ragazzi, remixato anche da <strong>Populous</strong>. Ora che abbiamo tutte le tracce non c&#8217;è più alcun dubbio che Ibisco, dai paesaggi annebbiati e frammentari della periferia sia capace di venir fuori a passo sicuro, con una forza emotiva che spinge e lega tutte le sue pulsazioni musicali.</p>
<p>E quali sono invece le parole che fanno da collante al suo linguaggio sonoro? Lo scopriamo insieme, dopo il player.</p>
<p><iframe width="100%" height="380" title="Spotify Embed: NOWHERE EMILIA" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/1QEI5yS2XJRMDhZEGCArOO?si=9tusv-2uRoWtfIQMTZLqbQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<h4 style="text-align: center;">/ge·o·gra·fì·a/</h4>
<p>Quella dei <strong>luoghi di appartenenza</strong> e della meno visibile mappa dell’esistenza. L’insieme dei punti di partenza e di arrivo, estetizzati da chi li attraversa, da chi ci cresce dentro con inequivocabile slancio poetico. Paesaggi facenti parte dell’essenza del proprio corpo, per osmosi, scambio con le vite di chi, prima di noi, anche pochi secondi prima, li abbia plasmati per sempre.</p>
<h4 style="text-align: center;">/de·ṣo·la·zió·ne/</h4>
<p><strong>Condensato di decadenza,</strong> disillusione, abbandono. La sola condizione possibile. Il segnale di fumo della complicazione, lo switch nell’introspezione, la consapevolezza di una realtà sempre più compromessa dai suoi surrogati.</p>
<h4 style="text-align: center;">/pà·ni·co/</h4>
<p>Sui viali, la sera, ripensando alla distanza tra presente reale e futuro immaginato, tra ricordi che vorremmo attuali per alterarne i difetti e aspettative che si riveleranno nuovi punti di partenza del nostro essere <strong>incapaci di accontentarci</strong>.</p>
<h4 style="text-align: center;">/pro·vìn·cia/</h4>
<p>O come <strong>sentirsi eternamente sospesi</strong> tra un invidiabile desiderio di riscatto e la paura di non contare, comunque, mai un cazzo.</p>
<h4 style="text-align: center;">/o·scu·ri·tà/</h4>
<p>Evadere dall’ipocrisia del dogma della felicità. L’orgoglio di <strong>complicarsi la vita</strong> camminando sulla linea sottile dell’infelicità, guardandola, osservandola con distacco, ma rispettandola quale forza motrice della costante ricerca di se stessi.</p>
<h4 style="text-align: center;">/ˈnəʊwɛː/</h4>
<p>La parola più invidiata all’inglese. Un <strong>buco nero</strong> in cui collassa lo spazio per essere restituito come forma della mente, spazio dell’immaginazione, rappresentazione esemplare dello stallo dei doveri e delle imposizioni della civiltà. Ovvero il portale di accesso ai luoghi che esistono in funzione di chi li sa cogliere.</p>
<h4 style="text-align: center;">/né·ro/</h4>
<p>Il <strong>colore</strong> delle due parole precedenti.</p>
<h4 style="text-align: center;">/tre·pi·da·zió·ne/</h4>
<p>L’impossibilità di comunicare a se stessi. <strong>Porre in attesa i sogni</strong>. Trascurare l’istinto in virtù degli schemi del mercato della vita. Alimentarsi con le riserve più che mai esauribili della propria anima per non dimenticarsi di chi si è e di che cosa si vuole. Un sentimento che concede il sollievo di abbandonare lasciando in eredità preziose certezze sulla propria essenza.</p>
<h4 style="text-align: center;">/vi·ṣió·ne/</h4>
<p>La <strong>capacità di individuare</strong> la natura di qualcosa in tutta la sua complessità e di sceglierne il suo miglior percorso nel mondo.</p>
<h4 style="text-align: center;">/con·fì·ne/</h4>
<p>Da <strong>abbattere</strong> quando ostacolo alle più sane contaminazioni. Da <strong>considerare</strong> quando necessario a proteggere le proprie idee dall’inconsapevolezza della presunzione.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2022/01/19/ibisco-parole-fondamentali/">Le parole di Ibisco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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		<title>5 brani per conoscere i DJSTIVO</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2022/01/17/djstivo-5-brani/</link>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 12:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[DJSTIVO]]></category>
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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="878" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/WhiteBackground_1-1024x878.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/WhiteBackground_1-1024x878.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/WhiteBackground_1-768x658.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/WhiteBackground_1-770x660.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/WhiteBackground_1-20x17.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/WhiteBackground_1-385x330.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/WhiteBackground_1.jpg 1500w" /><p>Quando un progetto cambia pelle è sempre un po&#8217; una scommessa. Nel caso dei DJSTIVO, band che abbiamo conosciuto nella veste chillina del debut EP Tranquillo, questa scommessa può dirsi già vinta perché il loro nuovo sound ha un carattere deciso ed è pieno di contrasti che si incastrano sorprendentemente bene. Il singolo della svolta&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="878" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/WhiteBackground_1-1024x878.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/WhiteBackground_1-1024x878.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/WhiteBackground_1-768x658.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/WhiteBackground_1-770x660.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/WhiteBackground_1-20x17.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/WhiteBackground_1-385x330.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2022/01/WhiteBackground_1.jpg 1500w" /><p>Quando un progetto cambia pelle è sempre un po&#8217; una scommessa.<br />
Nel caso dei <strong>DJSTIVO</strong>, band <a href="https://www.dlso.it/site/2020/07/29/djstivo-pranzo-in-famiglia-live-session/" target="_blank" rel="noopener">che abbiamo conosciuto</a> nella veste chillina del debut EP Tranquillo, questa scommessa può dirsi già vinta perché il loro nuovo sound ha un carattere deciso ed è pieno di contrasti che si incastrano sorprendentemente bene.<br />
Il singolo della svolta si intitola CORRI e mescola le atmosfere intime e rilassate dell&#8217;RnB con raptus forsennati di elettronica, rap e d&#8217;n&#8217;b. Ne viene fuori un ascolto vorticoso e affascinante, col finale aperto che ti lascia in attesa delle prossime follie djstive.</p>
<p>CORRI ad ascoltare l&#8217;ultimo singolo dei <strong>DJSTIVO</strong> e poi scopri le loro reference musicali.</p>
<p><iframe width="100%" height="380" title="Spotify Embed: CORRI" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/7uJVIOUFnDsWyGBGLiIEF7?si=_pUrQNvWQ0Cm5PlOreJAVA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>1. Pharoah Sanders &#8211; You’ve Got To Have Freedom</strong></p>
<p><iframe width="100%" height="80" title="Spotify Embed: You&apos;ve Got to Have Freedom" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/6Gxz7ON8RNy0i9N9t9veZR?si=2f9ff21b3ee84b00&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Per noi la musica improvvisata è tutto, questo brano e questo modo di suonare ci fa sentire liberi (You’ve Got To Have Freedom).<br />
Quando si è formato il gruppo DJSTIVO passavamo intere giornate a suonare la musica improvvisata cercando di tenere sempre alta l’intensità del momento. È una cosa che cerchiamo di fare ogni volta che entriamo in studio a registrare.<br />
Questo brano del sassofonista statunitense Pharaoh Sanders ci ricorda il motivo per cui noi facciamo musica.</p>
<p><strong>2. Tyler, the creator &#8211; See You Again (ft. Kali Uchis)</strong></p>
<p><iframe width="100%" height="80" title="Spotify Embed: See You Again (feat. Kali Uchis)" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/7KA4W4McWYRpgf0fWsJZWB?si=E2EIzSB9TxeUHqwkxpAp9Q&#038;context=spotify%3Aartist%3A4V8LLVI7PbaPR0K2TGSxFF&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Tyler, the Creator è stato molto importante per questo nostro nuovo percorso, soprattutto per la stesura del nostro nuovo singolo, CORRI. Ci ha ispirato per il suono crudo, per i testi senza peli sulla lingua e per la libertà degli arrangiamenti nelle sue produzioni.<br />
Infatti CORRI non ha la classica struttura della canzone (strofa, ritornello, strofa) ma si divide volutamente in due sezioni distinte che esprimono concetti e sensazioni completamente opposte.</p>
<p><strong>3. George Gershwin &#8211; Someone To Watch Over Me</strong></p>
<p><iframe width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Someone To Watch Over Me" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/7EIAaUAyIn0WwUJdHabmb5?si=r9p28Z1dT46aX__Q2iI0CQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Per apprezzare il presente bisogna conoscere il passato. Abbiamo tutti studiato jazz e questo brano ci ricorda quanto sia importante conoscere le radici della musica che ascoltiamo oggi. Spesso ci si ferma ad ascoltare gli artisti di oggi, senza domandarsi &#8220;cosa hanno ascoltato loro? Cosa li ha influenzati?&#8221;. Inoltre abbiamo scelto proprio questo brano perché è anche colonna sonora di un film bellissimo, che ci ricorda quanto sia importante la musica per raccontare una storia ed il concetto, per noi imprescindibile, di suono abbinato ad immagine.</p>
<p><strong>4. Eminem &#8211; My Name Is</strong></p>
<p><iframe width="100%" height="80" title="Spotify Embed: My Name Is" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/75IN3CtuZwTHTnZvYM4qnJ?si=5MszipuhStSSrxePBz2ynQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Possiamo chiamarla appropriazione culturale, oppure possiamo ammettere che la musica jazz e tutti i suoi sottogeneri abbiano la grande capacità di sapersi inserire nelle musiche di tutte le culture, prendendo gli scarti e inglobandoli nel proprio mondo. Come sappiamo l’hip hop nasce dalle feste illegali in cui i dj si divertivano a mettere in loop piccoli break di batteria di alcuni pezzi funk per poi rapparci sopra. Questa attitudine non ha tardato ad arrivare in Italia, definendo un cambio radicale del concetto stesso di musica leggera. L’hip hop è uno dei pilastri fondamentali che reggono il sound dei DJSTIVO, per cui abbiamo deciso di omaggiare uno degli artisti che ci ha influenzato maggiormente fin da quando abbiamo memoria.</p>
<p><strong>5. KAYTRANADA &#8211; Lite Spots</strong></p>
<p><iframe width="100%" height="80" title="Spotify Embed: LITE SPOTS" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/3Fc7k96EGOGiJBMZUxbpq7?si=2-FO0-ppQu2BAd0Sfutjaw&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Quando finiamo una canzone nuova la mettiamo sempre a confronto questa traccia per capire se tenerla o buttarla.<br />
KAYTRANADA per noi è una reference importantissima, fare ballare le persone nei club è una delle nostre missioni.</p>
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		<title>Una boccata d’ossigeno a chi vive in apnea &#8211; Una chiacchierata con Giorgio Poi</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2021/12/06/giorgio-poi-gommapiuma-intervista/</link>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2021 12:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio poi]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Poi Gommapiuma]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="576" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma-1024x576.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma-1024x576.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma-768x432.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma-770x433.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma-20x11.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma-385x217.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma-1540x866.jpeg 1540w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma.jpeg 1600w" /><p>Non era facile, ancor meno scontato, che da un momento così pesante nascesse un disco così leggero. Gommapiuma, l&#8217;ultimo disco di Giorgio Poi, viene da un momento disgraziato un po&#8217; per tutti, eppure custodisce una grazia inattesa e disarmante. Quella che è stata una quotidianità dura, spigolosa, si appoggia su queste otto tracce morbide, trovando&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2021/12/06/giorgio-poi-gommapiuma-intervista/">Una boccata d’ossigeno a chi vive in apnea &#8211; Una chiacchierata con Giorgio Poi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="576" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma-1024x576.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma-1024x576.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma-768x432.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma-770x433.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma-20x11.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma-385x217.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma-1540x866.jpeg 1540w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/12/giorgio-poi-gommapiuma.jpeg 1600w" /><p>Non era facile, ancor meno scontato, che da un momento così pesante nascesse un disco così leggero.<br />
Gommapiuma, l&#8217;ultimo disco di <strong>Giorgio Poi</strong>, viene da un momento disgraziato un po&#8217; per tutti, eppure custodisce una grazia inattesa e disarmante.<br />
Quella che è stata una quotidianità dura, spigolosa, si appoggia su queste otto tracce morbide, trovando immediato sollievo e un modo inaspettato di raccontarsi: attutite da immagini delicate e poetiche, la vita e le sensazioni scure di quei giorni si sciolgono e riescono addirittura ad apparire luminose.</p>
<p>Questa è una di quelle magie che solo Giorgio Poi sa fare: ci dice come stanno le cose, senza stravolgere la realtà, anche quando è brutta. Ma il suo modo di raccontarcela è così accogliente che finisce per abbracciarci, evitandoci di andare in frantumi.<br />
In questo disco ci abbracciano non solo le sue parole ma anche gli ariosi arrangiamenti orchestrali, le melodie ancora più svolazzanti, i suoni così sospesi e analgesici. Ogni traccia allevia un dolore, è un cerotto su una ferita, è quell'&#8221;andrà tutto bene&#8221; così abusato che invece qui ti sembra di averlo sentito per la prima volta.</p>
<p>Gommapiuma è il sogno che ci meritiamo, dopo tutto quanto.<br />
Per questo grazie mille Giorgio Poi: per la bellezza, la poesia, gli abbracci, le boccate d&#8217;ossigeno. Perché è anche grazie a questo disco che possiamo ricominciare a sognare.</p>
<p><iframe width="100%" height="380" title="Spotify Embed: Gommapiuma" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/1l4PFzwgqb3ocYxI3tWjuS?si=avtWxvPJQreYBxhCfdLtpA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<h2>Quella che segue è una chiacchierata morbida con l&#8217;artista, intervallata da qualche estratto del soft live di presentazione del disco, all&#8217;interno di un negozio di gommapiuma a Milano.</h2>
<p><strong>Due anni di silenzio discografico e poi Gommapiuma. Come ci sei arrivato? È stato un atterraggio morbido?</strong><br />
È stato un atterraggio morbido ma un decollo turbolento. E anche un volo turbolento, nel senso che non è stato facilissimo lavorare a questo disco: è nato durante il lockdown e si è chiuso con la ripartenza di quest&#8217;estate. Quindi è stato un disco che ha dovuto fare i conti con questa cosa, senza avere il mondo a disposizione da consultare per scrivere delle canzoni.</p>
<p><strong>E immagino anche senza sentire troppo il peso di quello che stavamo vivendo: nonostante sia nato in quel periodo, non è un disco pesante e deprimente, anzi.</strong><br />
Non è un disco disperato, secondo me. È un disco ottimista, abbastanza luminoso, credo. Però sì: diciamo che la funzione di questi pezzi è stata proprio quella di distrarmi da quello che succedeva intorno e quindi di creare per me dei piccoli problemi quotidiani da risolvere, degli enigmi riguardanti la realizzazione, la stesura, la scrittura dei brani, la scelta dei suoni, delle parole, delle melodie. Quindi, diciamo che è stata un&#8217;ancora di salvezza per me.</p>
<p><strong>Gommapiuma, la title track del disco, si trova esattamente a metà ed è una strumentale. C’è un motivo preciso dietro questa scelta?</strong><br />
Allora a me piace di solito far sì che la traccia strumentale dia il titolo al disco, perché mi piace poter legare al disco un concetto che possa tenere insieme tutte le canzoni. Quindi non rifarmi magari al titolo di una canzone che abbia un suo significato concluso all&#8217;interno di quella canzone ma poter dare un&#8217;idea più vasta al disco. Per questo mi piace legarla alla traccia strumentale. Quanto al fatto che si trova al centro è perché mi piace spezzare e dare un&#8217;alternanza, altrimenti ci sarebbe soltanto la mia voce e sarebbe difficile da seguire.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CXJBY5yId3P/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
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<p>&nbsp;</p>
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<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/CXJBY5yId3P/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">A post shared by (@dlso.it)</a></p>
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<p><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script></p>
<p><strong>La tua è una scrittura materica fatta di immagini concrete, vivide, che quasi le puoi toccare. Di contro, in questo disco più che nei precedenti, il suono è qualcosa di sospeso e quasi immateriale. Qual è il processo creativo di Giorgio Poi? Cosa viene prima: l’immagine, il testo o la musica?</strong><br />
Fino a adesso viene sempre prima la musica. Il testo lo lascio sempre in ultimo, poi però non è detto che scriva il testo e non vada poi a modificare qualcosa dell&#8217;arrangiamento o qualcosa della musica. Però sì, diciamo che c&#8217;è una fase musica e una fase testo che, per me, è successiva.</p>
<p><strong>Mi collego alla domanda precedente perché ho trovato questo nuovo lavoro appunto più sospeso e dilatato. Ed è forse merito di una buona dose di orchestrazione, no? Ci sono degli ascolti che lo hanno influenzato in maniera particolare che vanno in questa direzione?</strong><br />
Sul fatto che ci sia il pianoforte effettivamente io ho ascoltato molta musica per pianoforte. Ho ascoltato molto Bill Evans, Debussy e probabilmente la presenza del piano è dovuta a questo tipo di ascolti. Inoltre il pianoforte mi calma molto, mi dà molta tranquillità e in quel periodo ero in cerca di tranquillità, avevo voglia di scrivere cose che mi cullassero in un certo senso, almeno musicalmente. Il quartetto è venuto fuori perché mi piaceva l&#8217;idea che invece di mettere un pad o una tastiera per far crescere emotivamente il pezzo, ci fosse più movimento e quindi che fosse sì un blocco, ma che all&#8217;interno avesse una sua vita indipendente anche rispetto all&#8217;arrangiamento. E il quartetto è un&#8217;entità organica costituita dai 4 strumenti e dalle sue melodie che ognuno di quei 4 strumenti descrive.</p>
<p><strong>E a proposito di pezzi che crescono, in qualche modo, mi viene in mente Bloody Mary che è un brano molto cinematico che si presta secondo me benissimo a fare da colonna sonora a un film. Tu hai già scritto per serie tv. Cosa ti ha insegnato farlo? Ti piacerebbe scrivere per il cinema e per chi più di tutti?</strong><br />
Sì mi piacerebbe moltissimo scrivere ancora una colonna sonora, soprattutto per un film. È una cosa che mi interessa ed è talmente diversa dallo scrivere canzoni che è come se fosse un&#8217;altra faccia della stessa medaglia. Non c&#8217;è tutto l&#8217;aspetto del testo, non c&#8217;è l&#8217;aspetto vocale ma c&#8217;è solo la musica. E quella è una cosa che a me piace moltissimo. Come registi mi piacerebbe lavorare con Garrone.</p>
<p><strong>Tra l&#8217;altro Bloody Mary, è l’unico brano ad avere un’ospite: Elisa. Com&#8217;è nata la vostra collaborazione.</strong><br />
Con Elisa ci eravamo iniziati a sentire un paio di anni fa e avevamo organizzato di incontrarci per scrivere qualcosa insieme, solo che avevamo fissato un incontro per marzo 2020 ma, le cose sono andate come sono andate, e non siamo riusciti più a vederci. Nel frattempo io stavo iniziando già a scrivere qualcosa per il disco e il pezzo che mi è venuto fuori era già qualche cosa che nasceva da questo contatto che avevo avuto con Elisa. Immaginavo che questa canzone potesse cantarla lei da sola o solo io nel caso in cui a lei non fosse piaciuta, o che avremmo potuto cantarla insieme. E alla fine abbiamo deciso per questa terza via.</p>
<p><strong>Barzellette è il pezzo più triste di Gommapiuma. Eppure si intitola Barzellette. Come me la spieghi?</strong><br />
Perché è un invito al riso, anche quando sembra che non ci sia molto da ridere. Una proposta di soluzione per attraversare le difficoltà, un ponte per superare un mare in tempesta. Mi piaceva l&#8217;idea delle barzellette anche perché sono una cosa un po&#8217; vecchia&#8230;</p>
<p><strong>&#8230; Un po&#8217; anni &#8217;80</strong><br />
E infatti sì, a me le barzellette me le racconta solo mio padre però alla fine mi fanno sempre ridere!</p>
<p><strong>Veniamo alla fine del disco che è una boccata d’ossigeno servita a chi vive in apnea. È stato così anche per te? Questo brano e, più in generale, l’intero disco, sono stati per te un momento di respiro? </strong><br />
Assolutamente sì perché ha alleviato un periodo che sarebbe stato altrimenti più duro. Proprio perché, come ti dicevo prima, ha creato dei piccolissimi problemi quotidiani che io mi ero dato il compito di risolvere, degli ostacoli sulla mia quotidianità.</p>
<p><strong>E l&#8217;abbiamo superata? </strong><br />
Direi di sì, sono sopravvissuto, con una mente più o meno intatta.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2021/12/06/giorgio-poi-gommapiuma-intervista/">Una boccata d’ossigeno a chi vive in apnea &#8211; Una chiacchierata con Giorgio Poi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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		<title>5 brani per conoscere gli Ufo Blu</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2021/11/30/ufo-blu-5-brani/</link>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2021 15:21:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Ufo blu]]></category>
		<category><![CDATA[Ufo blu okok se solo fosse notte]]></category>

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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2021/11/30/ufo-blu-5-brani/">5 brani per conoscere gli Ufo Blu</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/ufo-blu-1024x1024.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/ufo-blu-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/ufo-blu-150x150.jpeg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/ufo-blu-300x300.jpeg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/ufo-blu-20x21.jpeg 20w" /><p>L&#8217;EP di debutto degli <a href="https://www.instagram.com/ufo.blu/?hl=it" target="_blank" rel="noopener">Ufo Blu</a> è fuori dallo scorso venerdì.<br />
Si intitola Okok, se solo fosse notte e, per la band bergamasca, arriva dopo i singoli di debutto Salvia, Buffy e Gemelli, trittico fondamentale per entrare in contatto con il loro R&amp;B liquido e dilatato, illuminato dalle produzioni di Giorgio Pesenti e Daniele Capoferri degli <a href="https://www.dlso.it/site/2021/05/13/iside-anatomia-cristallo/" target="_blank" rel="noopener">ISIDE</a>.<br />
Ora che gli ultimi due brani sono andati a completare il primo capitolo della band, ci è sembrato il momento giusto per incontrarli e scoprire di più sulle loro influenze musicali attraverso i 5 brani che li hanno formati.</p>
<p><iframe width="100%" height="380" title="Spotify Embed: Okok, se solo fosse notte" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/5FXXgTNJGD52tbXu4ojlir?si=8fUweiHFRqGrOPtXgT-4-g&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p><strong>1. Puma Blue &#8211; Soft Porn</strong></p>
<p><iframe width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Soft Porn" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/72e6JJBQ6kiFVjLyGuxIBT?si=e2388afd420c45c9&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Con Puma Blue è stato amore a prima vista. I suoi suoni e la sua delicatezza sono il giusto compromesso tra jazz e modernità, sfumature che anche noi ricerchiamo. Prima di dormire o quando ci si sente soli è sempre stato uno dei nostri riferimenti fondamentali.</p>
<p><strong>2. Lucio Dalla &#8211; Stella di mare</strong></p>
<p><iframe width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Stella di mare" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/4kkyukeRdCgbHG6NOXa5He?si=642a6474dc7a46db&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Scegliere una sola canzone di Lucio Dalla è complicato, è la nostra pagina preferita della storia della musica italiana. Le sue composizioni ma soprattutto i suoi testi sono quello che cerchiamo per avere un po&#8217; di pelle d&#8217;oca. Auguriamo a tutti quanti di pensare ad una persona nel momento in cui si ascolta Stella di mare.</p>
<p><strong>3. The Doors &#8211; People Are Strange</strong></p>
<p><iframe width="100%" height="80" title="Spotify Embed: People Are Strange" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/1Jmqubf9kGkWeYQXQKImL5?si=7cb86a6c57f747f7&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>I Doors sono il motivo per cui abbiamo iniziato a fare musica. Nell&#8217;adolescenza quando ci si è sentiti fuori luogo, people are strange è stato per noi un inno senza tempo. Esiste anche una cover italiana di UFO BLU che forse un giorno faremo ascoltare.</p>
<p><strong>4. The 1975 &#8211; Yeah I Know</strong></p>
<p><iframe width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Yeah I Know" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/7hspRf0CvDgevONnnJvK5X?si=7afedb16dace4727&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>L&#8217;estetica di gruppo dei 1975 è di nostra ispirazione. I suoni e il beat persistente di questo brano sono per noi simbolo di sperimentazione e libertà. Ai 1975 non importa che qualcosa sia pop perché lo inventano loro.</p>
<p><strong>5. Dominic Fike &#8211; Cancel Me</strong></p>
<p><iframe width="100%" height="80" title="Spotify Embed: Cancel Me" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/track/2FMO2IFR4cJSe5D4BlpDV8?si=0c70ba63b1da46a7&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>Rivoluzionario ed eclettico, Dominic Fike riesce a far convivere nei suoi brani il pop, l&#8217;hip pop e le chitarre svecchiate del rock. Cancel Me è aggressiva e menefreghista, da ascoltare quando non si vuole avere a che fare con nessuno.</p>
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		<title>Le parole dei bnkr44</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2021/11/29/bnkr44-parole-fondamentali/</link>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2021 15:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[bnkr44]]></category>
		<category><![CDATA[bnkr44 farsi male a noi va bene]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="538" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/bnkr44-1024x538.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/bnkr44-1024x538.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/bnkr44-768x403.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/bnkr44-770x404.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/bnkr44-20x11.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/bnkr44-385x202.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/bnkr44.jpeg 1200w" /><p>Farsi male a noi va bene è l&#8217;album dei bnkr44, uscito in tre parti, spalmato su tre venerdì di novembre. Una mossa niente male questa qui, perché l&#8217;ascolto, prima spezzettato e poi nel suo insieme, ci ha permesso di cogliere meglio l&#8217;essenza di un progetto che il collettivo ha concepito come un viaggio a più&#8230;</p>
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15 tracce racchiudono ambientazioni, umori e prospettive differenti, ciascuna necessaria e irrinunciabile al quadro completo: è come se ognuna delle loro voci fluisse nell&#8217;altra, pur mantenendo ciascuna il proprio colore. All&#8217;interno del collettivo empolese riconosciamo le individualità di <strong>Erin</strong>, <strong>Piccolo</strong>, <strong>Fares</strong>, <strong>Faster</strong>, <strong>JNX</strong> e <strong>Caph</strong> ma respiriamo un forte senso comunitario, suggellato dalla voglia di divertirsi, rischiarsela e anche di farsi male (se ne vale la pena).</p>
<p>Il linguaggio sonoro dell&#8217;album è lo stesso che <a href="https://www.dlso.it/site/2020/10/26/bnkr44-44deluxe/" target="_blank" rel="noopener">ci aveva fatto drizzare le antenne in 44.DELUXE</a> con l&#8217;aggiunta, a questo giro, di qualche good vibes in più. Ma a livello semantico, cosa si legge alla voce &#8220;bnkr44&#8221;? Quali sono le loro parole fondamentali? Lo scopriamo insieme al collettivo, subito dopo il player.</p>
<p><iframe width="100%" height="380" title="Spotify Embed: FARSI MALE A NOI VA BENE" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/4kyZ7s8g1iT6LZAHJAcd29?si=dIoSw6m9Ry2u_8fuf8ILEQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/per·se·ve·ràn·za/</strong></h4>
<p>“Farsi male a noi va bene” è il motto di un disco che parla di un bellissimo e intensissimo viaggio dove il dolore e la sofferenza sono fattori messi in conto e soppressi dalla <strong>perseveranza</strong> di chi è pronto a tutto per raggiungere la meta.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/do·ló·re/</strong></h4>
<p>Il progetto, per quanto riguarda le sue liriche, è come se si trattasse di un fascicolo di <strong>storie sofferte</strong>, raccontate da più voci e da più prospettive: tra relazioni tossiche e la confortevole solitudine, fino alla fatica e la paura di chi vuole raggiungere la vetta ambita.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/u·nió·ne/</strong></h4>
<p>Alla base di un disco collettivo e alla base di un gruppo che funziona, probabilmente c’è l’<strong>unione</strong>, e con questo progetto possiamo dire di aver raggiunto uno stato di fratellanza anni fa impensabile.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/co·ló·re/</strong></h4>
<p>La nostra etica di lavoro è quella di cercare ed impegnarsi per raggiungere e dare una “riconoscibilità” ad ogni progetto e singola traccia, questo spesso lo facciamo dando ad ogni canzone un <strong>colore</strong>, un concetto e un’ambientazione diversa, cercando di non ripetersi e sperimentare sempre di più.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/viàg·gio/</strong></h4>
<p>Il progetto è per lo più ambientato in un paesaggio urbano, diviso in tre parti, con una dinamica dal tramonto ad un temporale mattutino, in un <strong>viaggio</strong> dove i suoi protagonisti si spogliano raccontandosi le proprie sofferenze, fino all’ultima traccia, dove tutto sembra concludersi intorno a un falò di gruppo lontani da una città senza nome e persone.</p>
<h4 style="text-align: center;"><strong>/a·mó·re/</strong></h4>
<p>L’<strong>amore</strong> è alla base di tutto.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site/2021/11/29/bnkr44-parole-fondamentali/">Le parole dei bnkr44</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.dlso.it/site">Dance Like Shaquille O&#039;Neal</a>.</p>
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		<title>Nel mezzo degli ascolti fondamentali di Bawrut</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2021/11/26/bawrut-in-the-middle-dischi/</link>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 16:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Bawrut]]></category>
		<category><![CDATA[bawrut in the middle]]></category>
		<category><![CDATA[Bawrut Liberato JE ‘O TTENG E T’O DDÒNG’]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n.jpg 1080w" /><p>In The Middle di Bawrut è il disco che ora dovrebbe stare esattamente al centro dei tuoi ascolti. Il progetto è una metafora del mare, il Mediterraneo, che accoglie, raccoglie e crea nuove correnti, nuovi stimoli. Stare al centro di questo flusso vuol dire combinare suoni e mondi differenti, nuotarci dentro e accedere a orizzonti&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="1024" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-1024x1024.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-1024x1024.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-150x150.jpg 150w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-300x300.jpg 300w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-768x768.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-770x770.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-20x20.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n-385x385.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/255531188_974048559814854_5334472150384007475_n.jpg 1080w" /><p>In The Middle di <strong>Bawrut</strong> è il disco che ora dovrebbe stare esattamente al centro dei tuoi ascolti.<br />
Il progetto è una metafora del mare, il Mediterraneo, che accoglie, raccoglie e crea nuove correnti, nuovi stimoli. Stare al centro di questo flusso vuol dire combinare suoni e mondi differenti, nuotarci dentro e accedere a orizzonti nuovi.<br />
Così ci invita a fare Bawrut che incrocia nel mezzo della sua matrice club le più inaspettate ibridazioni mediterranee, dalle chitarre gitane alle melodie arabeggianti, al flamenco. E sempre lì dentro mischia e assorbe 4 lingue, 4 ospiti: il <a href="https://www.dlso.it/site/2021/07/27/bawrut-liberato-feat/" target="_blank" rel="noopener">napoletano di LIBERATO</a>, l&#8217;italiano di<strong> Cosmo,</strong> lo spagnolo di <strong>Chico Blanco</strong> e l&#8217;arabo di<strong> Glitter</strong>.<br />
Ma qual è il fil rouge che lega tutte queste influenze? Lo abbiamo chiesto a Bawrut che nelle prossime pagine ci porta nel mezzo degli ascolti che in qualche modo sono legati a In The Middle e, in qualche modo, legano tutto il progetto.</p>
<p><iframe width="100%" height="380" title="Spotify Embed: In the Middle" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/7GyPLQXbq92GG9oG2Zhiky?si=90ecJ7JHQRuq_lpN76BE4g&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>La collezione di dischi di Inoki</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2021/11/25/inoki-collezione-dischi/</link>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2021 13:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Collezione di dischi]]></category>
		<category><![CDATA[inoki]]></category>
		<category><![CDATA[inoki nuovo medioego]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="682" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/INOKI_Credito-obbligatorio-Chiara-Mirelli_b-1024x682.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/INOKI_Credito-obbligatorio-Chiara-Mirelli_b-1024x682.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/INOKI_Credito-obbligatorio-Chiara-Mirelli_b-768x512.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/INOKI_Credito-obbligatorio-Chiara-Mirelli_b-770x513.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/INOKI_Credito-obbligatorio-Chiara-Mirelli_b-20x13.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/INOKI_Credito-obbligatorio-Chiara-Mirelli_b-385x256.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/INOKI_Credito-obbligatorio-Chiara-Mirelli_b-1540x1026.jpg 1540w" /><p>Ci piace curiosare nella borsa dei dischi dei nostri artisti preferiti, perché dai loro ascolti non solo vengono fuori i loro riferimenti fondamentali, ma da lì riaffiorano anche ricordi, aneddoti e legami affettivi inerenti alla musica. L&#8217;abbiamo fatto anche con Inoki, in occasione dell&#8217;uscita del repack di NUOVO MEDIOEGO, e sono venute fuori cose come&#8230;</p>
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<p>L&#8217;abbiamo fatto anche con <strong>Inoki</strong>, in occasione dell&#8217;uscita del repack di NUOVO MEDIOEGO, e sono venute fuori cose come una cassetta bootleg dei 99 posse comprata al centro sociale, un concerto dei Nirvana del 94 e altre memorie preziosissime.<br />
Prima di saltarci dentro nelle prossime pagine, fai partire la deluxe di MEDIOEGO che amplia il progetto uscito a gennaio con 6 nuove tracce tra inediti, remix e nuove consapevolezze:</p>
<p><iframe width="100%" height="380" title="Spotify Embed: NUOVO MEDIOEGO" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/6kI3Y5XdGoAze5aCeqgkYw?si=52yrCU2zSv2NDVD8sv4Tag&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>Swindle, scienziato del groove</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2021/11/18/swindle-the-new-world-intervista/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2021 11:12:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Pecci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DLSO Consiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[swindle]]></category>
		<category><![CDATA[Swindle The New World]]></category>

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		<description><![CDATA[<img width="1024" height="765" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/swindle-1024x765.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/swindle-1024x765.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/swindle-768x573.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/swindle-770x575.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/swindle-20x15.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/swindle-385x287.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/swindle.jpeg 1200w" /><p>A Swindle piace costruire mondi. Sono anni che il producer modella da dentro l’universo della musica inglese di matrice R&#38;B, soul, hip-hop, jazz. Nel suo ultimo disco, THE NEW WORLD, prova a fare l’ennesimo salto di qualità, avvalendosi come sempre di un’eccezionale squadra di collaboratori: Joel Culpepper, Kojey Radical, Joy Crookes, Maverick Sabre, Greentea Peng,&#8230;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="765" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/swindle-1024x765.jpeg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/swindle-1024x765.jpeg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/swindle-768x573.jpeg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/swindle-770x575.jpeg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/swindle-20x15.jpeg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/swindle-385x287.jpeg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/swindle.jpeg 1200w" /><p>A <strong>Swindle</strong> piace costruire mondi. Sono anni che il producer modella da dentro l’universo della musica inglese di matrice R&amp;B, soul, hip-hop, jazz.<br />
Nel suo ultimo disco, THE NEW WORLD, prova a fare l’ennesimo salto di qualità, avvalendosi come sempre di un’eccezionale squadra di collaboratori: <strong>Joel Culpepper</strong>, <strong>Kojey Radical</strong>, <strong>Joy Crookes</strong>, <strong>Maverick Sabre</strong>,<strong> Greentea Peng</strong>, <strong>Loyle Carner</strong> e tanti altri.</p>
<p>“<em>Questo è il motivo per cui sono sulla terra, sono qui per la musica, è la mia vita, è il motivo per cui esisto &#8211; ne sono sicuro</em>.”</p>
<p>Lo sguardo furbo di Swindle, al secolo Cameron Palmer, si percepisce anche attraverso lo schermo del computer. Un’espressione divertita, da eterno bambino dispettoso costretto a stare seduto e non in movimento. Pronto però a correre sulle ali della propria creatività, grazie all’aiuto dei numerosi strumenti che ne incorniciano l’inquadratura durante la videochiamata e che sembrano chiamare con insistenza il suo tocco.</p>
<p>“<em>Da bambino ero iperattivo, combinavo spesso casini a scuola. La musica mi ha aiutato ad incanalare quell’energia: mio padre suona la chitarra ed è sempre stato molto incoraggiante con i suoi figli nello studio della musica, abbiamo imparato le basi quando eravamo bambini. Mi sono poi innamorato del pianoforte anche perché quando ho iniziato a fare beat mi sono reso conto di quanto fosse lo strumento fondamentale</em>.”</p>
<p>Ascoltando la sua musica, in particolare lo splendido album <a href="https://open.spotify.com/album/0LnUhoJ8uNUkHJxc9Gam3x?si=qLSeKnrYSrKKLJiQ_wqwDg" target="_blank" rel="noopener">No More Normal</a> del 2019 ma anche <a href="https://open.spotify.com/album/7dVlg1KyhJrzA1YWZD2Kcs?si=pNgsQmpHSkuA6-_dxjg3FQ" target="_blank" rel="noopener">Peace, Love &amp; Music</a> del 2015, oltre alle produzioni per terzi (da Mahalia e Greentea Peng a Ghetts, Celeste, Kojey Radical e Frisco) è abbastanza facile tracciare <strong>le coordinate delle sue ispirazioni</strong> “<em>la musica nera ‘tradizionale’, funk, soul, jazz e i nuovi generi inglesi elettronici e underground, jungle, drum and bass, grime, dubstep: crescendo questo è stato il mix che mi ha formato</em>.”</p>
<p><strong>La musicalità di Swindle è esplosiva</strong>, erutta in ogni pezzo grazie ad un carico di groove imponente, ottenuto nei modi che meno ti aspetti. Una caratteristica distintiva del suo suono è ad esempio il modo in cui orchestra in modo massiccio archi e fiati. Un fattore che non è accessorio e raramente si trasforma in barocco; piuttosto anche l’elemento orchestrale finisce per far parte dell’arrangiamento ritmico, divenendo parte integrante dei pezzi, spesso sotto forma di lampi improvvisi ed irresistibili, scariche elettriche che fanno muovere il corpo.</p>
<p>“<em>All’inizio usavo un sacco di archi e fiati digitali, li suonavo io con la tastiera. Sono una parte importante di tutta la musica che amo: Quincy Jones, la disco anni settanta, e le colonne sonore di quegli anni, Blaxploitation, Barry White, Stevie Wonder… è la musica con cui sono cresciuto e amo la qualità di quel tipo di suono. Tempo fa quando ho iniziato a preparare gli show dal vivo ho incontrato questo musicista e arrangiatore che si chiama Neil Waters. Lui mi ha aiutato ad eseguire e applicare le idee in modo corretto, abbiamo iniziato a registrare veri fiati a partire dallo scorso album e anche prima, anche con l’arrangiamento degli archi. È stato un processo di apprendimento importante sia per me che per lui, ho imparato tantissimo. Arrivati ad oggi non voglio quasi più produrre qualcosa se non ha il suono degli archi.</em>”</p>
<p>Un esempio che sintetizza bene le varie influenze di Swindle è il brano BLOW YA TRUMPET. L’intro si regge esclusivamente su ottoni ed archi, un andamento scattante ma “classico”, elegante, che ricorda da vicino proprio le produzioni di Quincy Jones per Michael Jackson. Quando il brano si “apre” e compare l’ottimo flow di <strong>Knucks</strong>, quegli stessi suoni vengono arrangiati in un modo che (grazie anche all’entrata di una cassa distorta e un basso galoppante) ricorda da vicinissimo le prime produzioni grime, un flusso diabolico di code sonore spigolose che si sovrappongono e rincorrono in tutte le direzioni. “Un suono nervoso, aggressivo, prossimo alle movenze tutte scatti di una gang di karateki psicopatici” come ha scritto una volta Valerio Mattioli in merito alla musica del pionere del genere, Wiley. Insomma <strong>in un solo pezzo troviamo tutto: il grime, la jungle, il rap, il funk, accenni di soul: Londra e gli Stati Uniti</strong>.</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ie7r76prfvg?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>A fare da denominatore comune, da campo neutro entro cui tutte queste differenti entità si sono potute incontrare ad armi pari, ovviamente c’è stata proprio la capitale inglese.</p>
<p>“<em>L’Inghilterra e Londra nello specifico (o comunque le grandi città inglesi) sono un melting pot di culture diverse. Io vengo da una famiglia jamaicana. La Jamaica ha importato nel Regno Unito la cultura del sound system, che ci ha poi portato i generi contemporanei. Due giradischi, un microfono ed un impianto, le persone che si radunano intorno, quella è un’influenza caraibica; ma poi hai anche diverse culture europee, asiatiche. Ce ne sono talmente tante e siamo cresciuti tutti insieme, collaborando e facendo musica. Proprio perché sono culture così diverse finiscono per avere risonanza con tantissime persone, in tutto il mondo.</em>”</p>
<p>Lo stuzzico ancora su questo punto. Voglio entrare più in profondità, machete alla mano, in questa giungla di liane culturali inglesi che si incrociano senza sosta. Arriviamo ad un esempio concreto:</p>
<p>“<em>Original Nuttah, il brano di Uk Apache e Shy Fx. Il primo da un background indiano, il secondo caraibico: questo incontro a Londra grazie alla jungle ha prodotto musica che ha viaggiato in tutto il mondo. Sono stato in Italia come dj diverse volte, ho suonato quella canzone nei set e funziona esattamente come funziona a Londra. Mio nonno tra l’altro è italiano, non l’ho mai conosciuto perché è morto prima che nascessi, ma ho sempre pensato di avere una connessione speciale con l’Italia</em>.”</p>
<p>Guardando oltre l’aspetto specificamente musicale, allargando l’orizzonte anche a quello sociale e politico, finiamo a parlare nuovamente del Bel Paese.</p>
<p>“<em>Questa musica esce fuori dall’underground e risuona con diverse classi sociali. Per me un buon esempio è stato quando sono venuto a mettere musica al Leoncavallo di Milano: suonare in un posto come quello ti fa capire che hai davanti persone di un certo tipo. È parlare a persone che dalla musica traggono sollievo, che la usano come strumento di emancipazione, che rinascono attraverso quelle frequenze. Ed è lo stesso in tutto il mondo, dal Giappone al Sud America</em>.”</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/f_lhAe33Kk8?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p><strong>In quest’ottica quindi che significato ha chiamare il proprio album “Il nuovo mondo”?</strong></p>
<p>“<em>Il vecchio mondo è finito nel 2019. Il nuovo mondo è come decidiamo di rientrare nella vita sociale, è riconoscere la tua forza interiore e quella delle persone con le quali vuoi passare il tuo tempo. Dove decidi di schierati, muovendoti propositivo e forte di quella decisione</em>.” Un’attitudine tra singolarità e pluralità d’intenti che si riscontra chiaramente nella quantità quasi bulimica di collaborazioni presenti nel disco. Ma che, nonostante l’abbondanza, non copre mai l’identità di Swindle e soprattutto non sacrifica la qualità a favore di meri calcoli discografici. “<em>Durante il lockdown, nel momento in cui le cose erano più drammatiche (un sacco di conversazioni sul razzismo che stavano polarizzando la nazione, la perdita di vite umane a causa del covid) era diventato difficile creare. Così non appena c’è stato un primo allentamento delle restrizioni ho deciso che la cosa migliore che potessi fare era prendere e portare lontano tutti quanti, in una specie di vacanza creativa. Ho prenotato lo studio</em> [ndr. gli splendidi “Real World Studios” di Peter Gabriel] <em>per una settimana, ho mandato un messaggio ai miei amici, musicisti e collaboratori preferiti e siamo andati. Le persone che sono sull’album sono quindi persone con cui ho un rapporto organico, vero, con cui parlo direttamente tutto il tempo. Sono i miei amici.</em>”</p>
<p>Tra questi c’è un rapporto che appare veramente speciale, quello con il rapper e artista a tutto tondo <strong>Kojey Radical</strong>. “<em>Ho conosciuto Kojey per la prima volta in Russia. Io ero lì come dj e lui doveva esibirsi nello stesso locale. Appena abbiamo iniziato a parlare è nata subito una conversazione interessante, abbiamo connesso immediatamente. Due giorni dopo essere tornati dalla Russia ci siamo chiusi in studio e abbiamo fatto insieme “Coming Home”, singolo dal mio “No More Normal”, e a nome suo invece “Water” con il featuring di Mahalia. Così, di getto, sono le prime due cose che abbiamo fatto insieme. Due brani che hanno modellato molto le carriere di entrambi, hanno dato una direzione nuova a tutti e due. Da lì non abbiamo smesso di collaborare.</em>”</p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/aN477hDkvQQ?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>I brani che cita Swindle sono effettivamente due momenti chiave, oltre che due vere e proprio hit per il mercato inglese e non solo &#8211; Water è finita anche nella colonna sonora di FIFA19. Un rapporto che nasce da un’affinità d’intenti quasi filosofica ma prima di tutto musicale. Gli stili dei due sono veramente complementari e infatti Kojey Radical è il featuring più presente in THE NEW WORLD, così come Swindle è il direttore creativo del prossimo album dell’artista anglo-ghanese.</p>
<p>Per concentrarsi sul suo percorso da produttore un paio di anni fa ha anche deciso di abbandonare <strong>una fiorente carriera come dj</strong>. Un’attività che l’ha portato in giro per il mondo e gli ha fatto imparare un sacco di cose, poi messe in pratica nelle sue produzioni.</p>
<p>“<em>La carriera da dj ha iniziato ad incasellarmi e mettermi dei paletti; in un certo senso mi sentivo forzato a produrre club music e penso che limitasse le aspettative delle persone nei miei confronti</em>.”</p>
<p>Ma si accende comunque quando gli chiedo cos’è che rende qualcuno un buon dj. La linea di confine tra quest’ultimo e la figura del producer si perde man mano che si addentra nella risposta.</p>
<p>“<em>Penso che la differenza la faccia il capire le persone. Quando vai in giro per il mondo come dj impari in fretta cos’è che fa muovere le persone: se è qualcosa che li sta toccando dentro, di profondo o se invece stanno semplicemente reagendo ad una canzone che conoscono. Quando impari questa cosa, qual’è l’elemento che fa ugualmente ballare le persone in Italia, in Sud Africa o Cina, impari qualcosa sul genere umano. Per me la musica rappresenta questo, trovare questo filo rosso comune, quello che unisce tutti. In questo modo ti basta presentarti davanti ad un pubblico e sapere istintivamente come portarli nel tuo mondo e avere uno scambio gioioso con loro. Ho sempre pensato che non stavo suonando per le persone, ma con le persone, per essere tutti sulla stessa frequenza. È difficile da spiegare a parole, è più una sensazione, che mi ha aiutato moltissimo anche nella scrittura musicale, soprattutto nello scrivere musica complessa ma presentarla in modo leggero, semplice da capire.</em>”</p>
<p>Insomma una sensazione universale. <strong>Un modo di intendere la musica che oggi potrebbe sembrare quasi naïf</strong> ma che se raccontato da Swindle, con il suo sorriso furbo e gli occhi brillanti, acquisisce si arricchisce di un’onestà intellettuale sostenuta a pieno titolo dalla sua produzione musicale.</p>
<p>“<em>Tutti nel mondo amano il quattro quarti. Quattro colpi per battuta. Lo capiscono tutti. Puoi andare nel mezzo di una giungla e battere dei colpi in quattro quarti, lo capiscono. Perché? Puoi trovare qualcuno che non ha mai visto la tv, ascoltato la radio e cantare un ritmo </em>[ndr. ne improvvisa uno quasi reggaeton] <em>e lo capiranno, magari già lo conoscono. È qualcosa di innato in noi. Parlando in modo più complesso, se studi la discografia degli ultimi cento anni inizi a realizzare la parentela fra cose diverse. Realizzi che c’è uno stampo originario comune a tutta la musica. È un’esperienza interamente umana: è suscitare nelle persone gioia, eccitazione anche tristezza o introspezione. Certe frequenze, certi accordi ci colpiscono in modi specifici. È una scienza.</em>”</p>
<p><iframe width="100%" height="380" title="Spotify Embed: THE NEW WORLD" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/39GuCsNoBopSbJy3vSxh3n?si=-Y0Hs5ucTqSJF0d70qhFsA&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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		<title>Laila Al Habash dalla A alla Z</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2021/11/09/laila-al-habash-intervista-a-z/</link>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2021 12:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[intervista a z]]></category>
		<category><![CDATA[Laila Al Habash]]></category>
		<category><![CDATA[Laila Al Habash Mystic Motel]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="552" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/laila-al-habash-1024x552.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/laila-al-habash-1024x552.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/laila-al-habash-768x414.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/laila-al-habash-770x415.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/laila-al-habash-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/laila-al-habash-385x207.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/laila-al-habash.jpg 1500w" /><p>12 tracce, 12 stanze e un filtro blur che ammorbidisce tutto.<br />
È il Mystic Motel di <strong>Laila Al Habash</strong>, fuori dallo scorso venerdì per Undamento: un disco d&#8217;esordio che è tappezzato di velluto e si sorregge su colonne in marmo. Sfarzoso ma non patinato, è il rifugio mistico e notturno sulla statale: accogliente, di strada, affascinante.</p>
<p>Per il suo primo disco Laila ha scelto un posto insolito, arredandolo con tutte le sue sfumature. Lo ha reso piacevole in ogni sua stanza e poi ci ha invitati dentro per un tè, perché ad ogni sorso lento scoprissimo ciascun dettaglio di questo motel: lo sbrilluccichìo sfavillante degli Abbagli che luccicano come quei maestosi lampadari coi cristalli, poi la malinconia blu della stanza Oracolo e il brio pop di Ponza che ha le maioliche bianche e azzurrine come le case al mare. La morbidezza delle lenzuola in seta di Sbronza e il risveglio ruvido sulla moquette di Sunshine e poi potremmo andare avanti a svelartele tutte, ma non ci sarebbe sfizio.</p>
<p>Per cui qui sotto ti lasciamo le chiavi che aprono tutte le stanze di Mystic Motel e più giù la mappa alfabetica per orientarti meglio.</p>
<p><iframe width="100%" height="380" title="Spotify Embed: Mystic Motel" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/1DuxRyJopWZslxD48VCaa4?si=30XQmJp1RQyt-faNZXjMpQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<h2>Dalla A alla Z, una chiacchierata con Laila Al Habash</h2>
<p><strong>A come Astrologia. Se il tuo disco fosse un segno zodiacale, quale sarebbe?</strong><br />
È nato il 5 novembre, quindi Scorpione.</p>
<p><strong>B di Bouquet di frasi da non dire a Laila.</strong><br />
“Non c’è parcheggio” , “Mi piace Israele”, “Stai zitta”.</p>
<p><strong>Coez, com’è andata?</strong><br />
Benone, avevo una demo, gliel’ho mandata, gli è piaciuta e abbiamo scritto il testo in una notte.</p>
<p><strong>D di un Disco che hai ascoltato compulsivamente.</strong><br />
Salad Days di Mac Demarco.</p>
<p><strong>E invece un nome nuovo che vuoi consigliarci?</strong><br />
<a href="https://www.dlso.it/site/2021/02/11/marco-castello-5-brani/" target="_blank" rel="noopener">Marco Castello</a>.</p>
<p><strong>Facciamo che abbiamo una macchina del tempo. Dove ce ne andiamo?</strong><br />
Nel futuro, tipo nel 2027. Vorrei vedere come sarò e se siamo ancora tutti vivi.</p>
<p><strong>G di Gelosa. Di cosa, più di tutto?</strong><br />
La mia collezione di orecchini.</p>
<p><strong>H come un Haiku che ora ti inventi per noi.</strong><br />
Ammazza quante domande st’intervista/<br />
Devo impegnarmi e far capire/<br />
Che sono un’artista.</p>
<p><strong>Il posto perfetto per ascoltare le 12 tracce del tuo nuovo album.</strong><br />
In macchina nel traffico d’inverno, meglio se di sera, andando ad un appuntamento molto bramato.</p>
<p><strong>Juke box. La canzone che fa da sottofondo al lento che vorresti ballare all’infinito.</strong><br />
Mi sei scoppiato dentro al cuore di Mina.</p>
<p><strong>Keywords. Le parole chiave di questo disco.</strong><br />
Groove, basso, armonizzazioni.</p>
<p><strong>La tua parola preferita.</strong><br />
“Bonifico a tuo favore”</p>
<p><strong>Mystic Motel. Come te lo immagini?</strong><br />
Su una statale, ha appena finito di piovere, struttura vecchia con una bella insegna, entri e ci sono io ad accoglierti in una hall tutta colorata e di velluto.</p>
<p><strong>Niccolò Contessa, STABBER, Laila. Come vi siete allineati?</strong><br />
Abbiamo fatto tutti separatamente dei riti etruschi prima di cominciare, contattato una sibilla cumana che ci ha benedetti e poi abbiamo giurato che sarei stata io l’unica che avrà i capelli per tutta la vita.</p>
<p><strong>Oracolo. Qual è quello che avresti voluto sentirti dire?</strong><br />
Dire niente, avrei voluto più abbracci.</p>
<p><strong>P di un perché a cui non hai mai saputo rispondere.</strong><br />
Perché non fanno pacchetti di tabacco che sono in quantità esattamente proporzionali alle cartine e i filtri così puoi comprare tutto insieme e non finiscono a turni? Non si sa.</p>
<p><strong>Quell’artista con cui hai sempre sognato di collaborare.</strong><br />
Kali Uchis.</p>
<p><strong>R di ricordo felice legato al disco.</strong><br />
Tantissimi. Il viaggio di ritorno in macchina dopo che ho scritto Fotoromanzi, Stabber che si emoziona per Oracolo, Niccolò che mi racconta che quando ha ascoltato il ritornello di Gelosa si è chiesto come cavolo mi fosse venuto in mente, e ancora un brindisi ad un ristorante a Roma un giorno tiepido di maggio, il giorno che abbiamo chiuso il disco, con Stabber, Niccolò, Sara e Tommaso.</p>
<p><strong>S di Specchio. La canzone dell’album che ti riflette perfettamente.</strong><br />
Tutte, ma forse Complimenti un po’ di più delle altre.</p>
<p><strong>Tu a Times Square. Quanto hai urlato nel vederti lì su?</strong><br />
Il giusto.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CRmJ3biIcOu/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
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<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/p/CRmJ3biIcOu/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">A post shared by &#x1f37f;Laila Al Habash&#x1f37f; (@lailaalabastro)</a></p>
</div>
</blockquote>
<p><script async src="//www.instagram.com/embed.js"></script></p>
<p><strong>Un sapore che non dimenticherai mai.</strong><br />
La prima volta che ho ascoltato Oracolo e mi sono commossa.</p>
<p><strong>V di Velocità. Quando scrivi, vanno più veloci le parole o la musica?</strong><br />
Le parole, sono velocissima, la felicità di ogni producer.</p>
<p><strong>Wow! La cosa che ti ha stupita di più nell’ultimo anno.</strong><br />
Quante persone mi danno retta e credono in questo progetto. Dici fin quando sono io va bene, le faccio io le canzoni, parlo dei cavoli miei. Ma è assurdo che anche altri ci stiano così dentro come me.</p>
<p><strong>X di x sempre. Una sensazione che non vorresti finisse mai.</strong><br />
La spontaneità che ho avuto nello scrivere ogni traccia del mio disco. È il primo, spero di conservarla anche per i prossimi e che non sia stata la fortuna del principiante.</p>
<p><strong>Y come YouTube. Un video che dobbiamo vedere assolutamente.</strong></p>
<div class="flex-video widescreen youtube"><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/8JCESn3ompU?feature=oembed&#038;showinfo=0&#038;rel=0&#038;modestbranding=1&#038;iv_load_policy=3&#038;playsinline=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Mi farà ridere per sempre</p>
<p><strong>Z di Zattera. Dopo due anni, ora hai imparato a costruirla?</strong><br />
Non sono brava con le cose manuali alla fine sono andata da Decathlon ho preso un kayak giallo</p>
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		<title>La collezione di dischi dei Parcels</title>
		<link>https://www.dlso.it/site/2021/11/08/parcels-collezione-dischi/</link>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 10:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maddaluno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Collezione di dischi]]></category>
		<category><![CDATA[Parcels]]></category>
		<category><![CDATA[parcels day night]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.dlso.it/site/?p=127106</guid>
		<description><![CDATA[<img width="1024" height="576" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/parcels-1024x576.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/parcels-1024x576.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/parcels-768x432.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/parcels-770x433.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/parcels-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/parcels-385x217.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/parcels.jpg 1280w" /><p>La premessa del 2018 con l&#8217;omonimo album di debutto fu tanto inattesa quanto promettente: Parcels era un esordio indovinatissimo, spensierato e ricco di aspettative per il quintetto australiano di base a Berlino. Quel retro-pop mischiato al funky e alla disco e rimaneggiato in chiave contemporanea ci aveva divertiti e incuriositi, un po&#8217; per via dell&#8217;endorsement&#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img width="1024" height="576" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" class="webfeedsFeaturedVisual thb-lazyload lazyload wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" data-src="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/parcels-1024x576.jpg" data-sizes="auto" data-srcset="https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/parcels-1024x576.jpg 1024w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/parcels-768x432.jpg 768w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/parcels-770x433.jpg 770w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/parcels-20x11.jpg 20w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/parcels-385x217.jpg 385w, https://www.dlso.it/site/wp-content/uploads/2021/11/parcels.jpg 1280w" /><p>La premessa del 2018 con l&#8217;omonimo album di debutto fu tanto inattesa quanto promettente: Parcels era un esordio indovinatissimo, spensierato e ricco di aspettative per il quintetto australiano di base a Berlino.<br />
Quel retro-pop mischiato al funky e alla disco e rimaneggiato in chiave contemporanea ci aveva divertiti e incuriositi, un po&#8217; per via dell&#8217;endorsement dei <a href="https://www.dlso.it/site/2021/02/25/daft-punk-20-anni-discovery/" target="_blank" rel="noopener">Daft Punk</a>, che nel 2017 gli avevano prodotto il singolo Overnight, e un po&#8217; per quella straordinaria combo tra la loro estetica vintage e la naturale propensione per suoni freschi e canticchiabili.</p>
<p>Tre anni dopo questa bella premessa i <strong>Parcels </strong>sono tornati con il nuovo doppio album Day/Night, uscito venerdì per Because Music. Un progetto che potremmo definire come un secondo (e terzo) capitolo della band, diverso ma ugualmente intrigante e godibile.<br />
I nuovi ingredienti aggiunti alla ricetta Parcels sono una imponente dose di eleganza (dovuta probabilmente all&#8217;apporto di <strong>Owen Pallett</strong>) e l&#8217;uso di ritmiche meno concitate, orientate stavolta verso melodie languide, ma non per questo sfibrate.<br />
Il giorno e la notte si alternano in questo doppio disco, così come i momenti scintillanti e saltellanti con quelli stiracchiati e distesi. Probabilmente Day/Night è la trasposizione della dualità dei mondi sonori dei Parcels: una inevitabilmente affascinata dal groove e dalla gioia assoluta del funk anni &#8217;70, l&#8217;altra che invece si scopre più riflessiva e intorpidita dal soft rock anni &#8217;60.</p>
<p>Così, ascoltando il doppio disco, ci è venuta voglia di scoprire le influenze musicali dei Parcels che ci hanno detto tutto nelle prossime pagine.</p>
<p><iframe width="100%" height="380" title="Spotify Embed: Day/Night" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" src="https://open.spotify.com/embed/album/2FJj7NVoRCAwjFus0O1BXd?si=KfpIa-3_TuynjzPXviKupg&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
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